Etrian Odyssey IV: Legends of the Titan

Un ritorno in grande stile per la serie di Atlus
Scritto da il 12 settembre 2013
Etrian Odyssey IV: Legends of the Titan Recensione

Mentre gli Americani sono in attesa di Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl, noi possiamo festeggiare il ritono della serie in Europa, dopo cinque anni di latitanza. Ciò è stato reso possibile dalla nuova partnership tra Atlus e NIS America, che sta dando e darà frutti davvero interessanti: oltre ad Etrian Odyssey IV: Legends of the Titan, infatti, dobbiamo contare anche Persona 4 Golden e gli imminenti Shin Megami Tensei: Devil Summoner: Soul Hackers e Dragon's Crown. A questo punto non possiamo che augurarci che Legends of the Titan riceva una accoglienza tale da spingere il publisher ad annunciare a breve anche The Millennium Girl, in uscita negli Stati Uniti il primo giorno di Ottobre.


Un esponente moderno di un genere antico

Etrian Odyssey IV è un dungeon crawler in prima persona, tanto nelle fasi esplorative, quanto nei combattimenti, che risultano piuttosto rapidi grazie alle opzioni di velocizzazione. Ciascuno schieramento (alleati e nemici) può disporsi su due diverse linee, in modo da alterare le capacità di attacco e di difesa. Come da tradizione, gli scontri sono tendenzialmente impegnativi, a causa talvolta del numero di avversari, talvolta della loro potenza e talvolta pure di entrambi, nonché della capacità di infliggere fastidiosi status alterati. L'unica nuova agevolazione per il giocatore è costituita dalle mosse “Burst”, attivabili da qualunque alleato (che non perde nemmeno la mossa) quando la relativa barra a destra dello schermo sia stata sufficientemente riempita; gli effetti possono essere offensivi o difensivi o di altra natura (ad esempio l'aumento dei punti esperienza). Al di fuori di questa introduzione, il sistema è privo di fronzoli e in ciò risulta molto classico, così come le esplorazioni condite da incontri casuali non troppo frequenti ma nemmeno sporadici. Il tocco di “modernità” è dato da un indicatore che cambia colore, in grado di segnalare la prossimità temporale del prossimo scontro. Come vedremo nei prossimi paragrafi la serie ha anche caratteristiche uniche che la contraddistinguono dagli altri dungeon crawler.


It's a long way to Yggrdasil

La trama, come al solito, è davvero di scarso spessore. Una gilda di avventurieri (la vostra, ovviamente) viene incaricata dal conte di Tharsis di esplorare i vasti territori che circondano la città, fino a raggiungere l'albero mitico Yggdrasil e scoprirne i segreti. Su un canovaccio classico si innestano pochi eventi e pochissimi personaggi, quasi tutti privi di una caratterizzazione: i membri della gilda sono creati dal giocatore e non parlano mai, mentre esiste una manciata di NPC cui si lega la progressione degli eventi. Insomma, tutto molto aderente al genere e alla serie di appartenenza, che pare aver preso una direzione diversa solo con The Millennium Girl.

Quel che conta è il viaggio, la scoperta, che non coinvolge solo i dungeon, ma anche l'overworld (ma non la città di Tharsis). I nostri eroi sono dotati di un'aeronave con cui possono solcare i cieli a diversi livelli di altitudine, a seconda degli upgrade ottenuti, e scoprire fisicamente i dungeon che poi dovranno esplorare. L'overworld è ricolmo di elementi: è possibile raccogliere cibo, che può essere venduto, mangiato o utilizzato per adescare i mostri, incontrare F.O.E. (su cui torneremo presto) o imbattersi in micidiali tornado o, peggio ancora, draghi, ma anche in altri esploratori, che elargiranno accessori per i personaggi o equipaggiamenti per l'aeronave una volta soddisfatte le loro richieste di aiuto.


Hic sunt leones

Una delle caratteristiche salienti della serie, che discende dalle funzionalità di Nintendo DS, piattaforma su cui nasce Etrian Odyssey, è la cartografia: il giocatore disegna nello schermo inferiore la mappa dei dungeon e dell'overworld man mano che li esplora. Per rendere piacevole e non frustrante questa operazione tutto il mondo è “a misura di quadratino”: ogni volta che ci si addentra in un nuovo territorio, si ha a disposizione un foglio immacolato di carta millimetrata e un assortimento di colori e simboli da utilizzare a proprio piacimento. Ogni passo corrisponde ad un quadratino della griglia, sicché il tutto è molto geometrico e intuitivo. È possibile anche inserire brevi note, per indicare, ad esempio, che materiali possono essere raccolti in un determinato punto o quali F.O.E. albergano nelle vicinanze.

I F.O.E. sono mostri particolari: sono visibili sulla mappa, a differenza degli altri, e sono molto potenti, nel senso che è quasi impossibile abbatterli la prima volta che li si incontra. Essi si muovono secondo il proprio pattern, non solo quando il giocatore si sposta, ma anche quando combatte negli scontri casuali: ciò può portare a situazioni davvero difficili, in cui un F.O.E. si aggiunge ad una battaglia che tira per le lunghe, costringendo il più delle volte alla fuga. Con l'adeguata preparazione è ben possibile batterli, ed è anche consigliabile, dal momento che danno un bel po' di punti esperienza e droppano materiali rari, utilizzabili per sbloccare armi e protezioni molto forti (in relazione al frangente del gioco in cui ci si trova, ovviamente).

Etrian Odyssey IV sa dare al giocatore una sensazione di ansia, specialmente quando si avventura per la prima volta in un dungeon: non si conosce la planimetria del luogo, né la forza dei mostri casuali, si sa per certo che i F.O.E. sono invincibili (in quel momento) ma non si conoscono i pattern, ci si imbatte in eventi di vario tipo, che possono essere benefici (ad esempio, dell'acqua curativa) o devastanti (un'imboscata). Ovviamente basta grindare e passa la paura: livellare è una pratica abbastanza comune in questo gioco, che però ha forse perso un po' della difficoltà che caratterizzava i precedenti. Non che sia facile, sia chiaro, ed è proprio per questo che Atlus ha inserito una Casual Mode, che riduce la forza dei nemici ed elimina il game over, riportando la gilda nella città di Tharsis ad ogni sconfitta. Vediamo con favore questa nuova introduzione, perché rende il gioco meno frustrante, consentendo anche ai neofiti di approcciarsi al genere, ma soprattutto perché è opzionale ed è possibile in ogni momento cambiare difficoltà.


Per prepararsi al meglio

La relativa facilità con cui si muore rende fondamentali le fasi di preparazione e di personalizzazione del proprio party. All'inizio del gioco, dato il nome alla propria gilda, bisogna crearne i membri scegliendo fra un assortimento di classi, a cui se ne aggiungeranno altre nel corso dell'avventura. Tali classi non sono moltissime, ma ci pare difficile considerarlo un difetto: ciascuna, infatti, ha delle caratteristiche ben marcate e quindi una sua utilità; non esistono doppioni, anzi, ogni classe ha un proprio skill tree, che differisce profondamente dagli altri per struttura e abilità contenute al suo interno. Una suddivisione comune a tutti è la tripartizione in fasce, che contengono abilità via via più potenti: si ha accesso alla seconda a partire dal livello 20 e alla terza dal livello 40. Per il resto, però, come dicevamo, ogni classe possiede abilità attive e passive perlopiù uniche. Per sbloccare e potenziare skill è necessario spendere degli appositi punti, che si guadagnano con il level up: ad ogni livello corrisponde un punto, il che rende abbastanza lenta la progressione, e, di conseguenza, è necessario stabilire le proprie priorità fra le abilità, sacrificandone alcune a favore di altre. La possibilità, poi, di schierare solo cinque guerrieri costringe alla dura scelta di quali classi (e abilità) privarsi e, dunque, alla creazione di una strategia valida che porti la propria squadra ad avere pochi punti deboli.

Anche armi e armature variano in base alla classe. Gli equipaggiamenti si acquistano in città, ma non basta il denaro: è necessario, infatti, vendere al negozio i materiali che servono per fabbricare l'oggetto. Ciò pone in primissimo piano il looting, che non serve solo ad accumulare risorse monetarie, di per sé non sufficienti a procurarsi gli armamenti. D'altro canto, anche i soldi si ottengono in questo modo, siccome i mostri sconfitti non droppano denaro. Sempre con gli stessi materiali è possibile, tramite l'opzione Forge, conferire ad alcune armi (quelle che dispongono di slot liberi) proprietà secondarie, come la produzione di status alterati nel nemico.


Il salto generazionale

Legends of the Titan rappresenta il debutto di Etrian Odyssey su Nintendo 3DS, quindi si porta dietro alcune migliorie tecniche. Le più evidenti si hanno forse nella colonna sonora, che non è composta da melodie MIDI, ma da temi orchestrati con sapienza, sotto la direzione del mitico Yuzo Koshiro. Forse qualche traccia in più non avrebbe guastato, visto che molte sezioni si ripetono spesso (ad esempio passerete molto tempo in città), però ci sono diversi battle themes e ogni dungeon ha la sua musica. Il doppiaggio, invece, è assente, come vuole l'antica tradizione.

La grafica forse lascia meno il segno, a causa di un'implementazione deludente dell'effetto 3D e di ambienti ripetitivi: mentre fra i dungeon appartenenti a diverse sezioni dell'overworld esistono significative differenze, quelli della stessa sezione sono caratterizzati sempre dagli stessi elementi e non godono certo di grande dettaglio, risultando un po' pixellosi. Il maggior passo in avanti è rappresentato probabilmente dai mostri, che non sono più realizzati tramite sprite, bensì tramite poligoni e risultano animati in modo convincente. Ricordiamo comunque che Etrian Odyssey è una serie abbastanza di nicchia, quindi anche questo quarto episodio non può contare su un budget elevato. Se Atlus ha puntato al risparmio persino con Shin Megami Tensei IV, non possiamo lamentarci della resa complessiva di Legends of the Titan...


La scelta di VGN

Etrian Odyssey è tornato in Europa finalmente, e l'ha fatto probabilmente con l'episodio più significativo dopo il capostipite. Incidentalmente, peraltro, è uscito in un periodo colmo di dungeon crawler in primo persona, dal momento che è appena uscito Elminage Original e presto avremo pure Soul Hackers; senza nulla togliere a quest'ultimo, che recensiremo a breve, pensiamo che la punta di diamante del trittico sia proprio Etrian Odyssey IV, grazie anche ad un'offerta molto corposa, che affianca alla main quest (che vi porterà via una trentina di ore) numerose subquest e altri contenuti nel post-game, raggiungendo una durata complessiva davvero ragguardevole. Poi, se siete davvero hardcore, potete anche provare a portali avanti tutti e tre in parallelo. Buona fortuna.

COMMENTO

Inizialmente non avevo molta voglia di cimentarmi in un dungeon crawler in questo periodo, in cui ho preferito esperienze più brevi e user friendly, ma con Etrian Odyssey IV è stato amore a prima vista, o quasi: dopo poche ore ero già intrappolato nel meccanismo esplora dungeon – perdi contro il boss – cerca materiali per costruire equipaggiamenti migliori – livella un po' – sconfiggi il boss. Non sono un amante del grinding, ben inteso, però non mi è pesato eccessivamente: un po' perché i combattimenti sono rapidi, un po' perché il gioco sa regalare le sue soddisfazioni, ma un po' anche perché ci sono molti obiettivi secondari, come le subquest, il completamento delle mappe, la sconfitta dei F.O.E. e la ricerca dei materiali. Insomma, spesso capita di grindare mentre si sta facendo qualcos'altro. Mi auguro di avere presto notizie sull'uscita europea di Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl.

GRAFICA:7Difficilmente un dungeon crawler in prima persona mostra i muscoli di una console, ed Etrian Odyssey IV non fa eccezione. Meglio giocarlo con il 3D disattivato.
SONORO:8Ottima colonna sonora orchestrale ad opera di Yuzo Koshiro (e molti altri). Il doppiaggio è assente, come vuole l'antica tradizione.
GIOCABILITà:8.5Ottimo mix di esplorazione avvincente e combattimenti rapidi, per una rilettura moderna di un genere antico. Alcuni potrebbero mal digerire il grinding.
LONGEVITà:9Oltre ad una main quest di almeno una trentina di ore c'è anche un corposo post-game, che offre almeno un'altra dozzina di ore. Più gli eventuali game over...
VOTO FINALE8.5
PRO:- Fasi esplorative avvincenti
- Molto longevo
- Modalità casual per i neofiti
CONTRO:- Parecchio grinding
- Forse i fan lo troveranno un po' più facile del solito
Etrian Odyssey III: The Drowned CityIl prequel deve essere importato dagli Stati Uniti.
Elminage OriginalAltro dungeon crawler in prima persona uscito recentemente.
SCHEDAGIOCO
Cover Etrian Odyssey IV: Legends of the Titan

Etrian Odyssey IV: Legends of the Titan

Scheda completa...
Etrian Odyssey IV: Legends of the Titan2013-09-12 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-3ds/etrian-odyssey-iv-legends-of-the-titan/Un ritorno in grande stile per la serie di Atlus1020525VGNetwork.it