Fire Emblem: Awakening

Uno dei titoli più attesi su 3DS testato in anticipo!
Scritto da il 28 marzo 2013
Fire Emblem: Awakening Recensione

Se vi è capitato di consultare VGN negli ultimi giorni, avrete notato che avevamo intenzione di “festeggiare” il ritorno di Fire Emblem in Occidente (ricordiamo che il dodicesimo capitolo non è stato localizzato, per ragioni ignote) con uno Speciale, di cui è stata già pubblicata la prima puntata. L'idea originale era quella di concluderlo con un'altra puntata prima del 19 Aprile, data di uscita europea del gioco, e poi chiudere col “botto”, cioè con la recensione. Tuttavia... siamo riusciti a mettere le mani sul gioco con ben un mese di anticipo! Di conseguenza non perdiamo tempo e tuffiamoci subito in questa meravigliosa avventura. Non invidiateci troppo.


Ancora Akaneia?

Dopo i due remake dell'era DS, Intelligent Systems ci propone finalmente qualcosa di nuovo, ma mantiene qualche legame con il passato: per quanto sia di fatto stand alone, Awakening si ambienta proprio ad Akaneia, lo stesso continente che ha costituito il teatro delle imprese di Marth e compagni; tuttavia, il salto temporale è immenso, tanto che la morfologia e la geopolitica sono profondamente mutate. Ma allora che ci fa il famoso eroe dai capelli blu, che sicuramente avrete visto in qualche immagine/filmato? Saremo degli infami se ci sbottonassimo su quest'aspetto, quindi lasciamo aperta la questione. In questa sede ci basti ribadire che non sono necessarie conoscenze pregresse per godersi Awakening, ma che i conoscitori della saga di Akaneia (incluso Gaiden!) scoveranno dei piacevoli riferimenti al passato. Sarà interessante vedere che strada sarà percorsa dal prossimo capitolo: sarà un seguito? Oppure un episodio di raccordo? Oppure qualcosa di assolutamente diverso?

La trama, purtroppo, non è all'altezza di quella della recente saga di Tellius, composta da Path of Radiance (uscito su GameCube) e Radiant Dawn (per Wii), ma chi ha apprezzato Shadow Dragon sarà sicuramente soddisfatto. Complessivamente si può dire che soffra di un lore non troppo approfondito e di un intreccio altalenante, che comunque sa offrire buoni momenti e migliora nella seconda metà delle missioni principali.

Direttamente dal dodicesimo episodio Awakening ripropone My Unit: all'inizio della partita, il giocatore deve creare il proprio personaggio, maschio o femmina, servendosi di un editor non ricchissimo. Il plot, che riserva alla vostra creatura un ruolo importantissimo, è comunque rigido, siccome non ci sono path legati a scelte cruciali nel corso degli eventi, come invece accadeva in Tactics Ogre: Let Us Cling Together. Un aspetto interessante è la sua duttilità, a livello di classi e di pairing, secondo la dinamica che ci apprestiamo a illustrare nel prossimo paragrafo.


Cerchi l'anima gemella? Arruolati!

L'elemento su cui invece è posta una maggior enfasi rispetto al passato è la componente dating sim, che sfocia addirittura in un sistema a generazioni, già visto in Seisen no Keifu, seppur in una veste diversa. Ora più che mai si rende necessario sviluppare i rapporti fra i membri della propria squadra, e ciò avviene essenzialmente (ma non solo) facendoli combattere fianco a fianco; sia chiaro sin da subito che non solo i personaggi di sesso opposto hanno un grado di Sostegno, ma il grado S può essere raggiunto solo da coppie eterosessuali – e non tutte, ovviamente: va da sé che Chrom non potrà sposare la sorella Lissa – che addivengono così al matrimonio e generano la prole, arruolabile perlopiù nelle missioni secondarie, secondo un artifizio narrativo che non vi riveliamo in questa sede. Le conversazioni (che non sono certo una novità), poi, servono anche ad arricchire un contesto un po' carente sotto il profilo del lore, come abbiamo già constatato, e ad approfondire i rapporti all'interno del corposo party, che risulta dunque più coeso rispetto a quello di altri episodi precedenti.

Sul piano ludico, poi, sviluppare delle buone affinità è una questione vitale, specialmente giocando alla maniera classica, cioè con la morte permanente e senza salvataggi intermedi (tranquilli, nessuna delle due feature è obbligatoria); questo perché i due combattenti, se posizionati in caselle adiacenti, si aiuteranno l'un l'altro proteggendosi ed effettuando attacchi combinati. Esiste addirittura il comando Duo, con cui si uniscono le unità ottenendo anche dei boost nelle statistiche. Non è sempre facilissimo raggiungere alti livelli di coppia, ma in questo ci vengono in soccorso le sfide casuali, che consentono anche una certa dose di grinding, abbastanza inusuale in Fire Emblem.


Classico, ma rinnovato

Le novità analizzate sopra non sono le uniche apportate da Intelligent Systems in ambito di gameplay, il quale comunque non dovrebbe tradire le aspettative dei fan. Insomma, la sensazione è ancora quella di avere per le mani un Fire Emblem.Awakening rimane un JRPG tattico posizionale e mantiene diverse meccaniche “storiche”, nonostante il maggior peso dato alle abilità, che comunque non rappresentano una nuova introduzione nella serie. Queste si acquisiscono tramite level up e possono essere equipaggiate in un numero massimo di cinque. Non costituiscono mosse speciali, magie, ecc., come può avvenire nei vari tattici custom (pensiamo alle decine di attacchi folli presenti in Disgaea): i comandi selezionabili in battaglia dipendono come al solito dalle armi equipaggiate, che possono essere spade, lance, asce – secondo il solito sistema triangolare di debolezze: spada batte ascia, ascia batte lancia, lancia batte spada –, archi, tomi (magie offensive), bastoni (magie difensive). Ovviamente un'unità non può avere tutto, ma deve accontentarsi delle armi previste dalla sua classe di appartenenza. Il sistema è un po' cambiato rispetto al passato, e potrebbe essere definito come semi-rigido: ogni personaggio, superato un certo livello, può cambiare classe e sceglierne una che rappresenti la naturale evoluzione di quella precedente (ad esempio, da Lord a Gran Lord), oppure una assolutamente diversa fra quelle che può ricoprire. Ma perché trasformare un arciere in un mago? Per ottenerne le abilità, ad esempio, o anche solo per eludere il level cap, fissato a 20, in modo da poter allenare e potenziare all'infinito il proprio pupillo.

Ciò acquista ancor più senso in ottica grinding, come abbiamo già accennato. Awakening è uno dei pochi capitoli di Fire Emblem che consenta questa pratica amata odiata dai JRPGisti, in virtù della corposa dotazione di subquest (chiamate Appendici) e degli incontri casuali disseminati lungo gli snodi della world map. I puristi potrebbero storcere il naso, a questo punto, ma non è il caso di drammatizzare, siccome si tratta di meccanismi non fondamentali, che possono essere ignorati dal giocatore che in un primo momento voglia affrontare dritto per dritto solo la storia. Molte delle possibilità offerte da Intelligent Systems van viste come aggiunte alla formula originale, più che come veri e propri tradimenti, perché nulla vi obbliga ad “abusare” di class system e grinding.


Ora anche in 3D

Raramente Nintendo ha investito ingenti risorse sulla serie, ma Awakening segna un'inversione di tendenza, e ciò non si nota solo dal marketing, ma anche dalla maggior cura riposta nella presentazione. A fronte di una grafica che nelle battaglie non sembra molto diversa da quella di Shadow Dragon, annoveriamo un effetto 3D in alcune mappe davvero notevole, cutscenespoligonali con animazioni di buon livello e qualche bel filmato. Il character design di Yusuke Kozaki (No More Heroes) è accattivante, come la direzione artistica nel complesso; segnaliamo la scelta bizzarra di raffigurare i personaggi nelle scene in 3D con gli arti inferiori insolitamente piccoli, un po' come avveniva in Final Fantasy III.

La colonnasonora (che reca le firme di Morishita e Kondoh) è quella che ci si aspetta da un Fire Emblem, con temi piuttosto classici, in grado di accompagnare momenti epici e altri più prettamente drammatici. Forse qualche brano in più non avrebbe guastato, siccome si passa moltissimo tempo sul gioco, per sessioni relativamente lunghe. Graditissimo, come al solito, il dual audio Inglese/Giapponese, anche se solo le scene di intermezzo sono fully voiced.


Il Re è tornato

L'offerta ludica è veramente impressionante: accanto alla trama, composta da una trentina di combattimenti, annoveriamo una ventina di Appendici (missioni secondarie), alcune scaricabili tramite SpotPass, e funzionalità multigiocatore, anche via StreetPass, che ovviamente non abbiamo potuto testare. Lo stesso può dirsi dei numerosi DLC a pagamento, già usciti in Giappone e in parte anche negli Stati Uniti, che aggiungeranno ulteriori motivi di interesse per i fan, siccome sono perlopiù relativi agli eroi dei precedenti episodi.

Dopo una stagione non proprio indimenticabile su Nintendo DS, Fire Emblem torna con un episodio totalmente inedito e assolutamente all'altezza delle aspettative. Fa piacere constatare che Nintendo, nonostante nel corso degli ultimi anni abbia accantonato (momentaneamente?) diverse serie del suo passato glorioso, abbia voluto scommettere sul rilancio di un brand storico, ma che non ha mai fatto i grandi numeri; a quanto pare, è stata ripagata, siccome Awakening potrebbe essere il primo million seller in oltre vent'anni di onorata carriera. Un risultato storico, dunque, e meritato, a nostro parere: per quanto alcuni aspetti siano meno curati rispetto ad altri capitoli, ci troviamo indubbiamente innanzi ad un JRPG tattico di grande spessore e ricco di contenuti. Se avete un 3DS, l'acquisto è caldamente consigliato. Se non ce l'avete, forse è il caso di comprarlo, come ha fatto il sottoscritto.

COMMENTO

Come avevo già scritto sul mio blog, Awakening è la mia killer application. Ciò significa, ovviamente, che ero carichissimo di aspettative, e in questa sede di recensione ho cercato di “fare il punto” e capire quali fossero state soddisfatte e quali fossero state disattese. Alla fine mi sono reso conto di una cosa: in meno di una settimana ho macinato oltre venti ore, e penso che, alla fin fine, sia questo ciò che conta. Probabilmente non è il miglior episodio che mi sia capitato sotto mano, ma ciò non toglie che Intelligent Systems abbia fatto davvero un ottimo lavoro, che consiglio a chiunque non disprezzi i giochi riflessivi.

GRAFICA:8Abbiamo una presentazione complessivamente sopra gli standard della serie, anche se gli sprite non sembrano molto diversi da quelli degli episodi per DS.
SONORO:8Colonna sonora abbastanza classica per la serie, che sa essere epica e d'impatto, ma anche un po' ripetitiva. Voice acting in Inglese e Giapponese!
GIOCABILITà:9Un degno esponente della sua serie, appagante e impegnativo, e già questo non è poco. Le novità sono interessanti e ben implementate.
LONGEVITà:9.5Tra missioni e principali e secondarie sfioriamo la cinquantina, a cui aggiungere le funzionalità multigiocatore.
VOTO FINALE9
PRO:-Battaglie appassionanti
-Molto materiale opzionale
-Diverse novità interessanti
CONTRO:-Trama e lore non all'altezza dei migliori episodi della serie
Tactics Ogre: Let Us Cling TogetherSe preferite i tattici custom, Tactics Ogre deve essere la vostra scelta.
Disgaea 4: A Promise UnforgottenSe, invece, amate il power playing, Disgaea 4 è una delle migliori epserienze nell'ambito dei tattici.
SCHEDAGIOCO
Cover Fire Emblem: Awakening

Fire Emblem: Awakening

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Fire Emblem: Awakening2013-03-28 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-3ds/fire-emblem-awakening/Uno dei titoli più attesi su 3DS testato in anticipo!1020525VGNetwork.it