Shin Megami Tensei: Devil Summoner - Soul Hackers

Atlus alla riscossa su 3DS: arriva Soul Hackers!
Scritto da il 25 settembre 2013
Shin Megami Tensei: Devil Summoner - Soul Hackers Recensione
L’epoca di Playstation One è stata una tra le più prolifiche e qualitativamente migliori sotto il profilo dei giochi di ruolo dallo stampo orientale. In questo periodo nacquero e si espansero alcuni dei brand più famosi: Final Fantasy VII, VIII e IX consacrarono la serie al mercato di massa e fecero elevare Square ad azienda unanimemente riconosciuta come tra le maggiori e migliori produttrici di JRPG. Da Square Enix (allora SquareSoft, ndr) arrivarono infatti anche alcune vere e proprie perle del genere come Chrono Cross, Vagrant Story, lo spin off Final Fantasy Tactics e Xenogears. Titoli che hanno davvero segnato un genere.
Nello stesso periodo andava però affermandosi anche un’altra azienda, più piccola e forse meno conosciuta ma non per questo senza talento: stiamo parlando di Atlus, che nell’epoca Playstation ha dato vita ad ad una tra le più famose serie di spin off, derivanti da Shin Megami Tensei, ovvero Persona! Il successo non fu purtroppo immediato in quanto i primi due episodi si fermarono negli Stati Uniti, la gloria planetaria arrivò infatti con gli ultimi due episodi, Persona 3 e 4, che grazie all’enorme base installata di Playstation 2 si fecero conoscere ad un po’ tutti gli appassionati del genere.
In quegli anni però, Atlus pubblicò anche un altro videogioco, sempre appartenente al genere JRPG, che non arrivò mai sulle console Sony occidentali. Stiamo parlando di Shin Megami Tensei: Devil Summoner - Soul Hackers, sempre spin off di Shin Megami Tensei ma dotato di alcune caratteristiche peculiari, soprattutto narrative, che ne decretarono il successo in Giappone. A diversi anni di distanza, addirittura sedici, Atlus ha ben pensato di rispolverare questo suo classico e di pubblicarlo in tutto il mondo per Nintendo 3DS, ormai nuova casa di molte produzioni dell’azienda. Il trascorrere del tempo sarà stato magnanimo col gioco oppure ci troviamo tra le mani un prodotto ormai troppo datato per essere piacevole? Scopriamolo!

Una trama incredibilmente attuale

Soul Hackers è ambientato nella città super tecnologica di Amami, dove i PC sono concessi gratuitamente ad ogni cittadino e sono interconnessi attraverso una velocissima rete internet. Grazie a questa infrastruttura la città è una delle più avanzate di tutto il mondo ed ha permesso di sviluppare una sorta di realtà parallela virtuale, chiamata Paradigm X, che da la possibilità ai cittadini di incontrarsi, parlare, condividere informazioni, fare acquisti, visitare luoghi e via dicendo. In sostanza un vero e proprio Second Life, ipotizzato da Atlus molti anni prima che il software fosse realmente realizzato, bizzarro no? Questa realtà virtuale è stata realizzata dalla Argon Company, una grande azienda leader nel campo della tecnologia, e per accedere alla versione beta è necessario vincere una speciale lotteria.
Il protagonista, che fa parte di un gruppo di hackers chiamato Spookies, riesce a crackare il sistema degli accessi alla beta di Paradigm X e ad accedere alla realtà virtuale dove vive un’esperienza alquanto bizzarra. Contemporaneamente viene anche in possesso di un COMP, un computer portatile dalle sembianze di una pistola, che una volta attivato libera un’entità di nome Nemissa, che si impossessa di Hitomi, un’amica del protagonista. Inizia così l’avventura dei nostri protagonisti, che porterà il gruppo di hacker a scoprire dell’esistenza dei demoni, degli evocatori di demoni e delle reali intenzioni della losca Agron Company, intenta a rubare le anime degli esseri umani che aderiscono al progetto Paradign X.
Una trama un po’ sci-fi, un po’ esoterica, proprio come ci ha sempre abituato la serie Shin Megami Tensei. Dobbiamo dire che per l’epoca in cui è stata scritta, risulta ancora oggi molto attuale e moderna ed in grado di riservare non pochi colpi di scena. Sia chiaro, i cliché sono dietro l’angolo ma da un titolo del 1997, che ha fatto la storia del genere JRPG, è anche un po’ logico attenderseli. 

Squadra che vince non si cambia

La formula che sta alla base di questo Soul Hackers è molto simile a quella di moltri altri JRPG Atlus. Il gioco ci propone infatti numerose ambientazioni da esplorare, raggiungibili da una mappa stilizzata, che sono realizzate con una struttura tipica dei titoli appartenenti al filone dungeon crawler. Cosa significa? Il nostro personaggio si muoverà in prima persona su di una griglia, un tassello alla volta: una struttura un po’ vetusta ma che all’epoca in cui uscì il gioco risultava essere ancora in voga. Fortunatamente il peso di queste meccaniche un po’ datate non si fa troppo sentire e questo grazie anche ad un design delle ambientazioni abbastanza articolato e piacevole da giocare. Per il resto ci troviamo davanti ad un normalissimo gioco di ruolo giapponese, dove durante l’esplorazione dovremo raccogliere oggetti, parlare con vari personaggi non giocanti, risolvere semplici enigmi e, chiaramente, scontrarci con demoni di vario tipo. Gli incontri sono infatti di tipo casuale e, fortunatamente, spesso non risultano essere troppo invadenti e numerosi. Questo non significa che avremo però vita facile: gli scontri sono molto impegnativi e sarà necessaria un’accurata pianificazione per poterli portare a termine.
Parliamo quindi ora del battle system di Soul Hackers. Anche in questo caso la visuale con cui i combattimenti sono proposti è in prima persona con, nella parte alta dello schermo, i nemici che dobbiamo sconfiggere, mentre nella parte bassa sono raffigurate le statistiche dei componenti della nostra squadra. Gli scontri sono gestiti con una turnazione rigida, vale a dire che vi è una fase preliminare di pianificazione degli attacchi della squadra ed una seconda fase in cui gli attacchi vengono eseguiti. 
Il party a nostra disposizione sarà misto, ovvero è composto sia da individui umani che da demoni. I primi potranno essere equipaggiati con armi, armature ed oggetti di supporto, i secondi invece potranno essere reclutati durante gli scontri attraverso un sistema di dialoghi, fatti crescere o fondere con altri demoni. Insomma, uno degli elementi chiave dei Shin Megami Tensei, ovvero la gestione dei demoni, è presente anche in Soul Hackers con tutte le caratteristiche che siamo abituati a conoscere. 
Come novità di questo porting per 3DS c’è poi la possibilità di attivare alcune funzioni legate allo streetpass e alle monete gioco guadagnate camminando. Tutto ciò al fine di poter acquistare nuovi demoni, quindi come alternativa al normale reclutamento attraverso i dialoghi durante i combattimenti. Una scelta interessante e che, nonostante la sua semplicità, fa un uso intelligente delle features di Nintendo 3DS

Grafica d’altri tempi

Sotto l’aspetto tecnico Soul Hackers è purtroppo un gioco che risente fortemente di tutti gli anni che ha sul groppone. A parte gli ottimi artwork utilizzati durante i dialoghi, molto ben caratterizzati e dettagliati, ed i filmati rimasterizzati per adattarsi alla risoluzione di Nintendo 3DS, il resto risulta essere fortemente ancorato all’era Playstation, ed ahinoi non è invecchiato bene. 
Sotto l’aspetto poligonale, le ambientazioni sono davvero spoglie e prive di qualsiasi orpello visivo: le texture che ricoprono le pareti delle varie location sono molto poco dettagliate, tanto che in alcuni punti risultano essere un ammasso di colori indecifrabili e gli unici oggetti che popolano le varie zone sono le tipiche casse dei tesori. Nelle location purtroppo non compaiono nemmeno gli avatar dei personaggi non giocanti: essi saranno segnalati unicamente attraverso un avviso a schermo, tra l’altro anche poco visibile, e solo una volta avviato il dialogo sarà possibile vederli a schermo. Sia chiaro, non affligge in alcun modo il gameplay, ma rendere l’esplorazione dei dungeon piacevole grazie ad una bella resa visiva è sempre cosa gradita. Anche gli sprite di alleati, personaggi vari, antagonisti e demoni risentono del trascorrere degli anni e pure in questo caso, soprattutto con i soggetti più piccoli, l’effetto “ammasso di pixel” è dietro l’angolo. 
Come dicevamo prima però, sotto il punto di vista stilistico Soul Hackers è un vero e proprio gioiello, come un po’ tutte le produzioni Atlus d’altra parte, ed è caratterizzato da un design sci-fi moderno ed attuale anche se è un gioco del 1997. 
Piccola nota di merito sull’effetto 3D: esso è stato implementato molto bene e riesce a restituire al giocatore una certa profondità di campo durante dialoghi ed esplorazione. Un lavoro molto migliore rispetto a quello svolto con Devil Survivor.
Nulla da obiettare sotto il versante dell’audio: il gioco è stato quasi totalmente doppiato in inglese, con un cast di attori tra l’altro anche molto capaci. Il risultato che ne è conseguito è davvero buono, questo grazie anche ad una selezione di brani d’atmosfera e che ben si amalgamano alle situazioni che avvengono a schermo. 

Un piacevole passato?

Valutare Soul Hackers non è di certo un’impresa semplice: un gioco del 1997 riproposto oggi senza troppi aggiornamenti potrebbe far storcere il naso a più di qualche giocatore. Possiamo però dirvi che nonostante l’età anagrafica ed un aspetto tecnico vetusto, questo ultimo lavoro di Atlus è ancora oggi un gioco molto attuale, piacevole da giocare e divertente. Anche sotto l’aspetto narrativo il team di sviluppo ha realizzato all’epoca un titolo molto intrigante che, nonostante alcuni cliché tipici del genere, riesce ancora oggi a concorrere con molte produzioni pubblicate successivamente. 
Siete appassionati di JRPG e volete un titolo avvincente e dal gameplay profondo? Allora Shin Megami Tensei: Devil Summoner - Soul Hackers potrebbe rappresentare un ottimo palliativo nell’attesa di vedere finalmente pubblicato in Europa Shin Megami Tensei IV, sempre esclusiva Nintendo 3DS
COMMENTO

Seguo da molto tempo la serie Shin Megami Tensei ed ammetto che ero un po’ scettico su questo porting. Una volta iniziato il gioco ho però potuto constatare come, nonostante gli anni trascorsi, il gameplay fosse ancora attuale e molto veloce. L’unico grande difetto del prodotto è una componente tecnica molto vetusta, su cui non tutti sono purtroppo disposti a passare sopra. Per il resto questo Soul Hacker rappresenta un ottimo palliativo nell’attesa di veder finalmente pubblicato Shin Megami Tensei IV, sempre per Nintendo 3DS.

GRAFICA:6Grafica molto datata ma stile ottimo.
SONORO:8.5Ottime musiche e doppiaggio di qualità.
GIOCABILITà:8.5Gameplay veloce e comunque attuale.
LONGEVITà:8.530, 40 ore per terminarlo, non male!
VOTO FINALE8
PRO:- Gameplay veloce nonostante gli anni
- Ottimo comparto artistico
- Buon sonoro
CONTRO:- Tecnicamente è invecchiato male
- Qualcuno potrebbe non gradire un gameplay d’annata
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SCHEDAGIOCO
Cover Shin Megami Tensei: Devil Summoner: Soul Hackers

Shin Megami Tensei: Devil Summoner: Soul Hackers

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Shin Megami Tensei: Devil Summoner - Soul Hackers2013-09-25 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-3ds/shin-megami-tensei-devil-summoner-soul-hackers/Atlus alla riscossa su 3DS: arriva Soul Hackers! 1020525VGNetwork.it