SteamWorld Heist

Image & Form cambia genere. Avrà fatto centro anche stavolta?
Scritto da il 09 dicembre 2015
SteamWorld Heist Recensione

Se siete lettori di VGNetwork da un po', sapete sicuramente che SteamWorld Dig ci è piaciuto molto: l'abbiamo premiato in tutte le (numerose!) recensioni che gli abbiamo dedicato, e gli abbiamo pure assegnato il premio come miglior titolo indie del 2013.

Ora, a più di due anni di distanza da SteamWorld Dig, siamo pronti per accogliere SteamWorld Heist, che, seguendo le orme del predecessore, esce in esclusiva temporanea su Nintendo 3DS, per approdare in seguito (2016, a questo punto) su Steam, PS Vita, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Wii U e sistemi iOS.


Non è SteamWorld Dig 2...

Per la terza iterazione della serie SteamWorld (più di qualcuno tende a dimenticare SteamWorld Tower Defense del 2010), Image & Form ha deciso di non seguire le orme di SteamWorld Dig, nonostante l'ottima accoglienza del gioco su tutte le piattaforme: una scelta coraggiosa, dunque, che ci piace sin da subito, visto che i metroidvania cominciano ad essere troppo inflazionati.

SteamWorld Heist è uno strategico a turni, che si avvale di una componente action importante. Tradotto in parole povere, il battle system è senz'altro debitore dei vecchi Worms bidimensionali, e può essere accostato a quello di giochi come Valkyria Chronicles e Code Name: S.T.E.A.M., solo che, appunto, è in 2D. Il giocatore controlla una squadra composta da un numero variabile di elementi (il minimo è uno, il massimo è quattro), ciascuno dei quali può muoversi nei limiti del suo raggio d'azione e attaccare gli avversari, oppure utilizzare gli oggetti equipaggiati. Il sistema è molto efficace, perché riesce ad aggiungere agli elementi strategici – come l'importanza del posizionamento dei soldati, accentuato dall'esistenza del cover system – quel pizzico di abilità manuale (la mira, principalmente) che non guasta mai. Il gioco è stato pensato per non risultare frustrante a causa delle dimensioni contenute dello schermo (ho giocato su New Nintendo 3DS, NdR), che avrebbero potuto complicare le operazioni balistiche; inoltre, la presenza di un secondo schermo consente di avere sempre la mappa sott'occhio.

Anche sul versante narrativo Dig e Heist sono indipendenti: sono ambientati nello stesso universo (e qualche elemento di raccordo esiste), ma sono distanziati da alcuni secoli. Questa volta non seguiremo la storia di Rusty e non metteremo piede a Tumbleton, anzi, non metteremo piede in nessuna città, dal momento che le vicende si svolgono interamente nelle astronavi e in piccoli approdi spaziali, che ospitano bar, negozi e così via. La scarsa varietà degli ambienti pesa molto più che in SteamWorld Dig, dal momento che Heist dura almeno tre volte tanto (io l'ho finito in poco meno di quindici ore, e di solito non sono una scheggia, NdR). Anche il comparto narrativo involuto assume una maggior rilevanza, se non altro per il numero di conversazioni e di spostamenti a cui il giocatore viene obbligato: non si tratta più di scoprire in una manciata di ore i segreti di una vecchia miniera, ma di guidare un gruppo di pirati/ribelli in un'avventura che li porterà a salvare l'universo. Peccato che tutto ciò avvenga senza destare particolarmente l'interesse del giocatore.


… ma lo stile è rimasto

Se il gameplay è profondamente mutato, lo stesso non si può dire della grafica, che ricorda molto da vicino quella del predecessore. Certo, i due giochi sono facilmente distinguibili a causa dei diversi personaggi e ambientazioni, ma lo stile inconfondibile di Image & Form non è mutato, anche perché osservando i crediti potete notare che i nomi coinvolti nello sviluppo sono grosso modo gli stessi. Spiccano ancora una volta il character design, con la sua venatura steampunk ironica, meno caricaturale che in passato, e la cura per i dettagli, che si nota soprattutto negli interni diversi dalle arene.

Sul versante delle musiche i cambiamenti sono consistenti: la colonna sonora non è più opera di Mattias Hammarin, che aveva dato un'ottima prova delle sue abilità in SteamWorld Dig, bensì di Johannes Hedberg per la musica in-game e del gruppo Steam Powered Giraffe (che compaiono anche nel gioco, come potete vedere dalla nostra immagine di testa) per il main theme e le tracce cantate. Chi scrive ritiene che queste ultime siano di gran lunga le migliori, mentre la musica durante le battaglie tende a passare “inosservata”.


Agile ma non perfetto

Pur avendo scelto un genere più riflessivo rispetto a quello di SteamWorld Dig, Image & Form ha voluto realizzare uno strategico “leggero”, adatto a missioni brevi e anche al gaming portatile: in questa chiave va vista la scelta di limitare le dimensioni del party e l'estensione delle arene, generate perlopiù in modo procedurale, e di ridurre quanto più possibile la fase gestionale propedeutica allo scontro. Ogni combattente ha delle abilità di partenza, a cui se ne aggiunge una per ogni level up. Alcune skill sono generiche (come health +1), mentre altre sono legate al personaggio. Il giocatore non ha alcun potere decisionale su queste abilità: non esistono skill tree e non è necessario scegliere quali skill attivare, perché in battaglia sono tutte disponibili. Anche la fase di equipaggiamento è ridotta all'osso: oltre all'arma, le truppe possono essere munite di un cappello – mero collectible, privo di ricadute sul gameplay – e di due oggetti di vario tipo, comuni a tutti i personaggi. Le armi equipaggiabili dipendono dalle skill del combattente: di solito ciascuno di essi può avvalersi di due classi di armi fra le quattro disponibili. Il numero di bocche di fuoco è davvero elevato (sono più di cento), ma non si può dire che se fossero state la metà il gioco ne avrebbe risentito.

La decisione di non appesantire questa componente è sensata; d'altronde, SteamWorld Heist non è un JRPG tattico come Valkyria Chronicles, e non si rivolge esclusivamente alla platea degli strateghi, pur risultando divertente per tutti. Il giocatore non è costretto a consultare decine di pagine di menu o a smanettare con gli equipaggiamenti, visto che tutto può essere gestito in un paio di minuti prima dell'inizio dello scontro, quando vengono designati i membri del party e il loro equipaggiamento. Il gioco memorizza le impostazioni dello scontro precedente per comodità, ma allo stesso tempo consente rapide modifiche, visto che non è necessario ogni volta “disequipaggiare” tutti gli oggetti per riassegnarli; l'inventario ridotto (ma espandibile) fa il resto, evitando che il giocatore accumuli oggetti su oggetti che appesantiscono la consultazione. Forse, però, Image & Form ha risentito dell'assenza di esperienza nel settore, visto che i menu non sono il massimo della praticità: un esempio di ciò è dato dalle schermate di acquisto delle armi, che non consentono di paragonarle con quelle della stessa classe già presenti nel proprio inventario, oppure dall'impossibilità di passare da un personaggio all'altro nella schermata delle abilità, operazione consentita pressoché da ogni RPG (e non solo) premendo i tasti dorsali. Quisquilie, dirà qualcuno, ma si tratta comunque di imperfezioni che rendono meno agevoli alcune operazioni tutto sommato basilari.


See You Space Cowboy…

L’esperienza di gioco è agile non solo per il ritmo delle battaglie – in particolar modo grazie all’animation skip - e per la gestione delle truppe semplificata, ma anche per la diversificazione della sfida e degli obiettivi. SteamWorld Heist mette a disposizione cinque livelli di difficoltà, liberamente intercambiabili prima dell’inizio di ciascuna missione; la scelta non influenza i contenuti a disposizione del giocatore, il quale peraltro sarà premiato da un progressivo incremento dell’esperienza ottenuta ai livelli di difficoltà più elevati. Il grado di sfida si innalza se si intende ottenere il massimo punteggio in ciascuna missione. Ad ogni arena sono collegate diverse stelle di reputazione, che si ottengono raggiungendo tutti gli obiettivi e raccogliendo il tesoro speciale (nel gioco Epic Swag!); bisogna, inoltre, fare attenzione a non perdere nemmeno un combattente: non per il permadeath (che non c’è, state tranquilli), ma perché ogni morte comporta la sottrazione di una stellina dal punteggio finale. La reputazione serve per sbloccare aree, oggetti e alleati; contenuti non fondamentali, ma in grado di arricchire l’esperienza.

Dopo essere passata dal tower defense al metroidvania, Image & Form ha avuto il coraggio di effettuare un’altra brusca virata ed è riuscita a mantenere la qualità su alti livelli. Certo, emerge qualche ingenuità, forse legata all’inesperienza del genere, che forse potrebbe essere limata con un seguito, ma, se tanto mi dà tanto, il prossimo SteamWorld sarà un gioco completamente diverso. Siamo proprio curiosi di vedere cosa si inventeranno i nostri cowboy/pirati svedesi preferiti!


scritto da Matteo "Scanna" Scannavini

Il coraggio di reinventarsi

Si può dire che Image & Form abbia trovato davvero una miniera d’oro in fondo alle buche scavate dalle centinaia di migliaia di giocatori che hanno conosciuto e impersonato Rusty, il protagonista di SteamWorld Dig. Lo studio svedese, dapprima poco conosciuto se non per qualche apparizione su mobile e DSi Ware, è riuscito a imporsi sulla scena internazionale con il suo titolo d’esordio per 3DS, riscuotendo un ottimo successo commerciale e ancor più di critica, andando a realizzare quello che in molti – io compreso – considerano come uno dei 10 giochi più riusciti mai rilasciati sulla portatile Nintendo (è stato poi distribuito su tutte o quasi le altre piattaforme esistenti nei mesi successivi). Dig vinceva, grazie alla sua immediatezza, carisma e gameplay frizzante da metroidvania atipico, nel quale un robot a vapore si guadagnava da vivere - in una Terra post apocalittica ormai abitata solo da automi sferraglianti – scavando e rivendendo tutti i preziosi trovati in quella che era stata la miniera di suo padre. E poco contava che l’esperienza potesse essere portata a termine in un pomeriggio di pioggia assieme alla portatile 3D: è il viaggio che conta, non la destinazione, come molte pubblicità di auto cercano di inculcarci nella testa da anni.

Nel tempo, ho avuto modo anche di conoscere Brjann (il CEO dello studio di sviluppo, potreste averlo intravisto nell’ultima Nintendo Direct) e le altre splendide e appassionate persone che stanno dietro a questo progetto e di seguire da vicino la nascita di SteamWorld Heist, il nuovo titolo di Image & Form sul quale oggi mi trovo, quasi orgogliosamente, a scrivere due parole. Quasi “orgogliosamente” perché VGNetwork.it è stato uno dei primissimi siti al mondo a recensire il gioco originale, ormai due anni fa, quindi lo sento e lo sentiamo anche un po’ “nostro”. Sul gameplay e su come funziona SteamWorld Heist avrete a questo punto ormai imparato tutto dal buon Giovanni, ma questo mio second take, al di là di ribadirvi la grande qualità del prodotto, vuole solo farvi riflettere un attimo sul coraggio e sulla maturità di Image & Form. Quando ormai ere geologiche fa appresi direttamente da Brjann di come il team fosse al lavoro su un seguito di Dig, tutto mi sarei potuto aspettare tranne un cambio di passo, di genere e di portata del progetto come Heist. Sarebbe stato “facile” costruire sulle fondamenta di SteamWorld Dig, aggiungere alcune meccaniche nuove, pulire la grafica, magari inserire più miniere esplorabili e qualche sezione platforming, creando un sequel "classico", perfezionando, cesellando e andando per i soldi facili di chi aveva già preso in mano la piccozza di Rusty. E invece no, nello studio di Göteborg hanno rimesso in gioco tutto, hanno rischiato, hanno approcciato un genere – quello degli strategici a turni in 2D – quasi inesplorato e di nicchia, abbandonato un personaggio ormai conosciuto che tanti avrebbero voluto portare addirittura in Super Smash Bros., inserito una protagonista donna robot e, infine, creato un’esperienza longeva, divertente e dal gameplay assolutamente efficace che risponde al nome di SteamWorld Heist.

Oggi sono qui per tessere le lodi di questo nuovo prodotto, ma – visto che non c’è due senza tre – non posso già non pensare a cosa verrà dopo, per il mondo di vapore e i suoi ingegneri svedesi. Perché adesso non voglio Dig 2, non voglio Heist 2. Voglio un’altra esperienza indimenticabile da vivere insieme a robot alimentati a vapore dall’umorismo retrò completamente slegata, in un genere nuovo, per provare emozioni nuove.

PRO:- Tutto lo stile di SteamWorld Dig
- Battle system convincente
- I cappelli sono cool
- Fase gestionale agile...
CONTRO:- ... ma i menu sono rudimentali
- Trama non avvincente
- Ambienti poco vari
SteamWorld Dig ( 3DS )La precedente opera di Image & Form, diversa da SteamWorld Heist per gameplay, ma affine per direzione artistica.
Code Name: S.T.E.A.M.Un altro strategico a turni con elementi shooter su Nintendo 3DS, ma l'opera di Intelligent Systems è tridimensionale.
VOTO FINALE8.5
SCHEDAGIOCO
Cover SteamWorld Heist

SteamWorld Heist

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SteamWorld Heist2015-12-09 16:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-3ds/steamworld-heist-51687/Image & Form cambia genere. Avrà fatto centro anche stavolta?1020525VGNetwork.it