Super Mario è stato ed è tutt'ora uno dei fenomeni videoludici più importanti e conosciuti di sempre. Non esiste persona su questo pianeta, sia essa anziana e saggia o giovane ed inesperta, che non abbia mai sentito parlare dell'italico figuro creato qualche decennio fa da Nintendo.
L'idraulico baffuto non ha fatto tutta questa strada per caso, infatti è gran parte merito suo se al giorno d'oggi esistono i platform per come li conosciamo.
Apparso per la prima volta come antagonista di Donkey Kong (e conosciuto come Jumpman) nel 1981, da qual giorno di cose ne sono successe, ma quello che è rimasto è lo spirito e l'impostazione della saga.
Nonostante i numerosissimi spin-off che hanno visto coinvolto Mario e combriccola, Nintendo non ha mai smesso di puntare sui capitoli principali ed ogni console N, fissa o portatile che fosse, ha potuto contare su almeno un episodio "portante" della serie.
La saga infinita
Quello che permette a Super Mario di continuare ad esserci sempre e comunque è legato al fatto che, sostanzialmente, il gioco non ha una trama. Quasi come si stesse guardando un episodio in TV di qualche classico come Willy il coyote e Beep Beep, ogni volta che si mettono le trepidanti mani su di un nuovo episodio di Mario, già si sa che la principessa Peach è stata rapita da Bowser ed a noi spetta il compito di riportarla al castello sana e rigorosamente illibata (in attesa del prossimo rapimento).
Sebbene ci siano stati alcuni casi di leggere variazioni sul tema (Sunshine o Galaxy), fondamentalmente quello che non cambia è il fatto che tra noi ed il nostro "traguardo" si contrappongono una lunga ed intricata serie di livelli capaci di mettere a dura prova le doti atletiche dell'idraulico tarchiato.
L'unica cosa che davvero differenzia un episodio di Super Mario da un altro è la console su cui gira ed è da Mario 64 in poi che, dapprima per esigenze di hardware e poi per semplice scelta, i capitoli per console portatile sono in 2D e quelli per console casalinghe in 3D.
Il primo Mario 3D che si gioca come uno 2D
La frase che da il nome al paragrafo non è una semplice licenza poetica od il frutto di qualche svarione serale, ma piuttosto lo "slogan" che ha accompagnato tutto il periodo di sviluppo di Super Mario 3D land.
A pronunciarla per primo è stato proprio il "papà " di Mario, Shigeru Myamoto, il quale ha usato questa definizione per descrivere quello che sarebbe stato il suo nuovo progetto. Ovviamente i videogiocatori di tutto il mondo sono letteralmente impazziti di fronte a questo, arrovellandosi e chiedendosi che cosa aveva in serbo per loro il "maestro".
Dopo tanto penare e tanta attesa, finalmente, le risposte a tutti i dubbi ed i quesiti le abbiamo davanti agli occhi, racchiuse in una cartuccia per 3DS dal sapore magico. Vediamo di che si tratta.
La prima cosa che salta all'occhio appena avviato Super Mario 3D land è l'impostazione piacevolmente retró del menù. Qualsiasi giocatore di vecchia data si troverà subito a casa vedendo sullo schermo di sotto una mappa dei vari mondi e livelli, selezionabili guidando un Mario decisamente "old school". Allo stesso tempo, nello schermo superiore, si può vedere un'anteprima del mondo che ci accingiamo ad affrontare riprodotto con la grafica moderna.
Una volta iniziato il gioco vero e proprio, le parole usate da Miyamoto per descrivere il suo titolo iniziano ad acquistare un senso ed è chiaro quello che intendeva dire. Siamo davvero di fronte ad un Mario 3D che si gioca come uno 2D!
Il mix è così composto: l'italico idraulico si muove a 360 gradi in livelli totalmente 3D e le mosse sono quelle classiche della serie, cioè il salto, la schiacciata a terra, il salto da chinato ed il salto a muro. Come avrete già notato manca una delle azioni caratteristiche dei capitoli in tre dimensioni, l'attacco corpo a corpo. Il fatto che non ci sia, però, non è per nulla strano, infatti come nei vecchi capitoli in 2D, l'unico modo per eliminare i nemici consiste nel saltargli in testa e schiacciarli.
Continua a leggere >>
pagina 1 | pagina 2 | pagina 3