The Legend of Zelda: Majora's Mask 3D

Dopo Ocarina of Time, anche Majora's Mask torna alla ribalta
Scritto da il 04 febbraio 2015
The Legend of Zelda: Majora's Mask 3D Recensione

In un'epoca in cui la line-up di Nintendo 3DS era ancora avara di capolavori, la decisione di riproporre The Legend of Zelda: Ocarina of Time rappresentò un ottimo modo per colmare almeno in parte la lacuna con uno sforzo ridotto; d'altronde, stiamo parlando di uno dei giochi più amati dalla critica e dai possessori di Nintendo 64, grazie alle oltre sette milioni e mezzo di copie vendute.

Majora's Mask fu meno fortunato, soprattutto per quanto attiene il risultato commerciale, ma è comunque amatissimo dalla fanbase, che, infatti, subito dopo l'uscita di Ocarina of Time 3D ha cominciato a chiedere a gran voce un Majora's Mask 3D. Nintendo non si è fatta sfuggire l'occasione per confezionare senza grossa fatica un altro best seller (Ocarina of Time 3D ha venduto circa tre milioni e mezzo di copie), che, un po' come il suo predecessore, arriva in un periodo di “magra” per Nintendo 3DS.

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The Dark Side of Zelda

Come è risaputo, Majora's Mask passa alla storia come l'episodio più cupo dell'intera saga: non a caso il gioco, stando alla timeline ufficiale del 2011, inaugura il ramo del Twilight Realm, di cui fan parte anche Twilight Princess e Four Swords Adventures. In questo senso, Majora's Mask è uno dei tre seguiti di Ocarina of Time, a partire dal quale, appunto, la timeline si divide in tre path. Si tratta, peraltro, di un seguito diretto, quindi Link è proprio lo stesso di Ocarina of Time, ma per evitare spoiler non possiamo essere più precisi. Limitiamoci a dire che il nostro eroe è partito alla ricerca di Navi, ma resta intrappolato nella terra di Termina, in una dimensione parallela (eh no, niente Hyrule). Un malvagio Skull Kid priva Link dei suoi averi nonché della sua forma umana (all'inizio giocheremo nei panni del celebre Deku-Link), ma il giovane di verde vestito non si perde d'animo e cerca di rimettere a posto le cose, nonostante abbia solo settantadue ore di tempo.

Majora's Mask è senz'altro un episodio inusuale, per trama, ambientazione, meccaniche di gioco (in parte) e direzione stilistica. Quest'ultima, come accennato sopra, è decisamente più cupa rispetto al solito, tanto per il design – pensiamo all'inquietantissima luna che guarda la città di Cronopoli, o anche alla stessa maschera di Majora – quanto per le scelte cromatiche, che prediligono spesso tonalità scure se non addirittura smorte. A occhio e croce, comunque, questa versione per Nintendo 3DS è più chiara di quella originale.


Sempre più Grezzo!

L'opera di restauro è stata affidata ancora una volta a Grezzo, studio che da anni lavora in esclusiva per Nintendo. La veste grafica è stata sottoposta allo stesso trattamento cui era stata sottoposta quella di Ocarina of Time, e il risultato può dirsi analogo, se non addirittura migliore, soprattutto per quanto attiene le texture (a volte trascurate nel lavoro precedente); d'altronde sono passati tre anni e mezzo, e ormai Nintendo 3DS è una console matura; senza contare il fatto che comunque Majora's Mask girava su una versione potenziata dell'engine utilizzato per Ocarina of Time. Nel complesso, dunque, Majora's Mask 3D appare in tutto e per tutto come un gioco per Nintendo 3DS, probabilmente non il migliore, ma comunque non un titolo per Nintendo 64 tirato un po' a lucido per non sfigurare. Il 3D stereoscopico è stato implementato molto bene anche questa volta, ed è in grado di offrire spettacoli suggestivi.

Il sonoro non è stato sottoposto alla stessa cura, quindi è sostanzialmente lo stesso di quindici anni fa. Ciò non è un dramma, soprattutto se si considera l'eccellente colonna sonora realizzata dal solito Kondo, in collaborazione con Toru Minegishi (il quale scrisse tre battle theme), che all'epoca aveva da poco iniziato la collaborazione con Nintendo che si protrae fino ad oggi (con Splatoon). Buona parte della musica è mutuata da Ocarina of Time e (in misura minore) da capitoli precedenti, ma nel complesso le novità non mancano, e conferiscono a questo lavoro un tono più cupo e serioso, che rispecchia perfettamente la direzione artistica.


L'eterno ritorno del quasi uguale

Parlando della trama, abbiamo detto che Link ha solo settantadue ore per risolvere il pasticcio in cui è stato cacciato da Skull Kid. Ebbene, questo limite si riflette notevolmente sul gameplay: il tempo scorre veramente in Majora's Mask, a occhio e croce secondo l'equazione 1 secondo reale = 1 minuto a Termina, o qualcosa di simile, con tanto di cicli giorno/notte. Ciò significa che il gioco dura un paio d'ore o poco più? Nient'affatto! Senza spoilerare, vi ricordiamo semplicemente che Link è dotato di un'ocarina del tempo (uno dei primi obiettivi è proprio recuperarla), grazie alla quale potremo riavvolgere a nostro piacimento le settantadue ore, e anche rallentare/velocizzare il tempo. Di conseguenza il time limit esiste, ma è meno pressante di quanto si possa temere inizialmente. La seccatura più evidente è data dal fatto che molte cose vanno perdute riavvolgendo il tempo, ma non le più importanti, come le maschere e strumenti quali l'arco e il portabombe; inoltre, depositando le rupie presso la banca, anche queste saranno (un po' inspiegabilmente, a dire il vero) conservate. In questo modo, a furia di stratificare vari cicli di tre giorni, si arriverà alla battaglia finale alla mezzanotte del terzo giorno.

Anche le side quest danno una grossa importanza al tempo: i negozi sono tutti dotati di orari diversi, e, a seconda delle ore e dei giorni, i vari personaggi che popolano Cronopoli si dedicheranno ad attività diverse. Sarebbe alquanto seccante dover prendere matita e foglio di carta per annotarsi tutto, quindi esiste un comodo taccuino in-game, che è stato arricchito in questa nuova versione per 3DS. Molto di questo materiale è opzionale, ma c'è da dire che Majora's Mask dà un certo peso a questi elementi, rispetto ai suoi predecessori.


Affinità e divergenze con Ocarina of Time

Per quanto Majora's Mask sia annoverato fra i The Legend of Zelda più originali, non c'è dubbio che moltissimo sia stato mutuato da Ocarina of Time; d'altro canto, solo in questo modo è stato possibile sviluppare il gioco in un solo anno e con un team relativamente ridotto.

Al di là di comparto tecnico e sonoro, di cui abbiamo già parlato, Majora's Mask assomiglia al predecessore anche per quanto attiene il gameplay; un'affermazione che non stupisce nessuno, soprattutto nel 2015, dopo aver constatato che anche i successivi The Wind Waker, Twilight Princess e Skyward Sword non si sono discostati poi molto dalla formula vincente di Ocarina of Time. Ancora una volta, dunque, ci troviamo ad affrontare una sequela di dungeon/puzzle con lo stesso, affidabile, sistema di controllo, armati di spada, scudo, arco, bombe, rampino e così via. Ovviamente non manca qualche oggetto inedito, fra cui figura una macchina fotografica (che tornerà in The Wind Waker), ma, soprattutto, le maschere, che rappresentano l'altra grande novità del gioco, assieme al “Three-Day-System” di cui abbiamo già parlato. Le maschere (più di venti, non tutte “obbligatorie”) conferiscono a Link varie caratteristiche, tra cui la possibilità di cambiare razza, trasformandosi così in Deku, Goron e Zoras, con varie conseguenze, prima fra tutte un nuovo moveset (ad esempio, i Deku Link spara bolle).

Nel complesso, dunque, si può dire che Majora's Mask si gioca grosso modo come Ocarina of Time, ma sono stati introdotti diversi sistemi inediti che, uniti alla virata stilistica, rendevano il gioco fresco, all'epoca. Oggi possiamo dire che si tratta di un classico. Questa nuova versione per Nintendo 3DS non cambia la situazione, nonostante presenti qualche aggiustamento che rende l'esperienza più user friendly o più moderno. Citiamo in ordine sparso la pietra Sheikah, che dà moltissimi consigli per aiutare i giocatori che si sono bloccati, una semplificazione delle interfacce, qualche modifica minore nei dungeon (ad esempio la disposizione di alcune fatine) e nelle boss battle, ma, soprattutto (almeno secondo me, NdR) la presenza della mappa nel secondo schermo; quando il dungeon design si fa intricato, avere la mappa sempre a portata di mano è davvero un toccasana.


Un classico intramontabile

In questa sede non vogliamo fare revisionismo storico, quindi non ci discostiamo dall'opinione “classica”, che pone Majora's Mask fra i migliori giochi della scorsa decade, ma un gradino sotto al suo predecessore a causa di alcuni difettucci, fra cui una minor accessibilità e un minor numero di dungeon: in effetti quelli principali sono solo quattro, davvero pochi se confrontati con quelli di qualsiasi episodio successivo; in compenso i dungeon secondari sono di più (sei) ed è posta una maggio enfasi sulle subquest, che coinvolgono numerosi abitanti di Cronopoli e non solo. Il porting su 3DS aggiunge anche un paio di laghetti in cui è possibile praticare il minigioco della pesca.

The Legend of Zelda: Majora's Mask 3D è un'ottima occasione per rivivere una delle più strane avventure di Link, nonché un gioco imperdibile per chi all'epoca si fece sfuggire il gioco, o magari non era ancora nato. Trattandosi più di un enhanced porting che di un remake, chi ha già una conoscenza approfondita dell'originale, potrebbe trovare non troppo interessante questa riproposizione. Ma di solito i fan di Zelda non si fanno questi problemi.

COMMENTO

Non avevo giocato a Majora's Mask, per cui questo enhanced porting/remake (coem volete chiamarlo) risulta per me come un gioco inedito. Ad ogni modo ho tenuto conto del fatto che per milioni di persone non è così, e ho “lavorato” lungamente per riuscire a fare un paragone, soprattutto guardando video e leggendo recensioni e guide dell'epoca. Tutto questo per dire cosa? Beh, che Majora's Mask 3D è una riproposizione molto fedele, ma allo stesso tempo moderna. Che dite, che forse non serviva tutto questo sforzo per giungere a questa conclusione? Probabile, ma tant'è...

GRAFICA:8.5Il lavoro svolto da Grezzo è ottimo anche questa volta, anzi, probabilmente pure migliore di Ocarina of Time. Ma siamo nel 2015, per cui non deve sorprenderci.
SONORO:8.5Come avvenne in Ocarina of Time 3D, il sonoro è l'aspetto tecnico che è stato meno toccato. Ciò non toglie assolutamente nulla alla qualità della colonna sonora
GIOCABILITà:9Gli anni sulle spalle pesano ben poco, anche perché la serie non ha fatto grossi passi avanti nel frattempo. Anzi, Majora's Mask resta ancora “particolare”...
LONGEVITà:8.5Rispetto ad altri episodi dell'era tridimensionale, Majora's Mask vanta un minor numero di dungeon, ma nel complesso la quantità di contenuti è ottima.
VOTO FINALE9
PRO:- Buon restauro grafico
- Majora's Mask è un capolavoro, nonché uno Zelda “particolare”...
CONTRO:- … e perciò un po' controverso
- Il sonoro non è stato sottoposto ad un restauro simile a quello grafico
The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3DEcco il gioco che ha inaugurato il filone degli enhanced porting di The Legend of Zelda.
The Legend of Zelda: A Link Between WorldsSu Nintendo 3DS è uscito anche un ottimo capitolo inedito, seguito del leggendario A Link to the Past.
SCHEDAGIOCO
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The Legend of Zelda: Majora's Mask 3D2015-02-04 17:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-3ds/the-legend-of-zelda-majora-s-mask-3d-48445/Dopo Ocarina of Time, anche Majora's Mask torna alla ribalta1020525VGNetwork.it