The Starship Damrey

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Scritto da Mail@TheSad5torkil 25 maggio 2013
The Starship Damrey Recensione

Nel vasto panorama degli sviluppatori indipendenti i ragazzi di Level 5 si sono sempre contraddistinti per la bontà dei propri prodotti, dimostrando di sapersi destreggiare con una certa classe tra generi assai differenti tra loro. La casa di software giapponese però, si fa segnalare anche per i propri piani aziendali che non precludono la possibilità di esplorare nuove forme associate di sviluppo che si sono poi trasformate nelle due Guild. Guild 01 (uscito in edizione retail solo in Giappone) è la raccolta di quattro titoli sviluppati a prezzo budget da Level 5 assieme ad altrettanti team esterni e pensati per essere principalmente diffusi tramite il digital delivery (che difatti è l'unico canale di diffusione PAL). Il primo prodotto della Guild 02 a giungere in Europa è The Starship Damrey, un coraggioso mix tra un thriller dal taglio horror sci-fi e una visual novel con una grande particolarità: non vi dirà mai cosa fare.


Alla deriva

Approcciarsi a un titolo come The Starship Damrey è sicuramente un momento particolare. E' doveroso parlare immediatamente del disclaimer che appare ogni volta si inizia una nuova partita e che recita: “Questo gioco non contiene tutorial e spiegazioni, parte dell'esperienza consiste nello scoprire le cose da soli”. E' questo il punto di partenza attorno al quale occorre analizzare The Starship Damrey, un elemento chiave del setting che si rivelerà un arma a doppio taglio per gli sviluppatori. L'assenza di menù e spiegazioni obbliga il giocatore addirittura a capire, tramite la tecnica del trial and error, il sistema di controllo del gioco stesso. I primi istanti di gioco hanno il preciso scopo di confondere il videogiocatore e di introdurlo nella criptica trama che fa da sfondo alle vicende. Il nostro alter ego si risveglia dentro una capsula criogenica a bordo della Starship Demrey, una nave di ricerca spaziale. Ovviamente non ricorda nulla di cosa gli è successo, né il motivo per cui si trova rinchiuso in quella capsula. L'unico metodo che ha per interagire con l'ambiente è costituito da una serie di robot controllabili in remoto.


I-ROBOT

Pilotare i vari robot è un'operazione incredibilmente macchinosa. Essi oltre ad essere lenti, riescono a spostare il proprio angolo visivo di soli 90 gradi per volta, con tutte le conseguenze del caso. E' necessario infatti prendere un po' di confidenza con il sistema dei controlli anche per calibrare bene le distanze dagli oggetti chiave che si vuole esaminare. I robot costituiscono un aspetto importante nelle dinamiche di gameplay essendo, come detto, l'unico mezzo di locomozione a disposizione del giocatore. A loro proposito ci sono una serie di regole, richiamabili in ogni momento dall'unico e particolare menù che The Starship Damrey propone, che ne influenzano le azioni come ad esempio quelle relative al carico massimo trasportabile o al numero di oggetti utilizzabili volta per volta.


La nave spaziale

Altro elemento importante nel gameplay è composto dall'esplorazione della nave spaziale. Quest'ultima è strutturata come se fosse un claustrofobico labirinto del quale bisogna risolverne gli enigmi per poter proseguire con l'esplorazione. In questo senso, il titolo si rivela quanto mai classico presentando porte da sbloccare con una determinata chiave, enigmi da risolvere mediante la logica e ostacoli di vario tipo da aggirare. Gli enigmi, stranamente, non spiccano per inventiva soprattutto se paragonati con altre produzioni firmate Level 5 (la saga del Professor Layton su tutte). In genere, bisognerà capire quale oggetto utilizzare in un determinato punto guardandosi attorno tramite la telecamera del robot.


Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico, il titolo arranca una sufficienza striminzita. I modelli poligonali con cui sono create le ambientazioni e i personaggi risultano fin troppo scarni, le prime sono inoltre eccessivamente scure e questo aspetto, unito allo scarso campo visivo dei robot, crea frustranti problemi in fase di esplorazione della mappa. Per quanto riguarda il level design, anche qui siamo appena sulla sufficienza per via di stages troppo monocorde e semplicistici che nello stile ricordano vagamente quelli apprezzati in Virtue's Last Reward.. Nulla da eccepire sul versante sonoro, ben studiato per creare un certo livello di suspence nel videogamer soprattutto tramite l'utilizzo del silenzio e di suoni acuti e improvvisi nei momenti chiave mentre gli effetti sonori diventano noiosi dopo ben poco, soprattutto quelli legati ai robot.


Un esperimento riuscito a metà

The Starship Damrey è un esperimento che centra solo in parte gli obiettivi che si era prefissato. La scelta coraggiosissima di non offrire nessun tipo di input al giocatore si ritorce contro gli sviluppatori poi in fase di realizzazione del titolo, quando devono fare i conti su come quantificare “il livello di intuizione del videogiocatore medio”. Perchè è questo il più grosso problema del titolo, l'assenza di un parametro certo per calibrarne al meglio la difficoltà. Le conseguenze di ciò sono degli enigmi fin troppo elementari e la loro risoluzione è resa difficile più dal sistema di controllo macchinoso che dal reale livello di sfida. Fortunatamente, The Starship Damrey ha dalla sua una serie di trovate accattivanti e un'atmosfera particolare che gli amanti delle visual novel un po' atipiche non faranno fatica ad apprezzare, vista anche la penuria cronica di esponenti del genere nel mercato europeo.

COMMENTO
Mail@TheSad5tork

The Starship Damrey è un titolo acerbo che purtroppo non riesce a esprimere tutto il suo potenziale. Le premesse per qualcosa di buono ci sono ma a peccare clamorosamente sono gli enigmi che in un titolo del genere costituiscono un aspetto troppo rilevante nell'esperienza di gioco. Ad ogni modo ha qualche spunto interessante che lo farà piacere ai fan del genere, a patto di scendere a compromessi con uno dei sistemi di gioco meno user friendly della storia dei videogame.

GRAFICA:6Modelli poligonali sottotono e ambientazioni un po' scarne anche se funzionali al genere.
SONORO:6.5Crea la giusta suspense anche se gli effetti sonori sono ripetitivi.
GIOCABILITà:6Controlli un po' macchinosi ed enigmi non al top.
LONGEVITà:5Avventura davvero corta, i contenuti extra aggiungono poco.
VOTO FINALE6
PRO:- Visual novel
- Ottime premesse
- Buona atmosfera
CONTRO:- Longevità molto bassa
- Controlli macchinosi
- Enigmi poco ispirati
Zero Escape: Virtue's Last Reward ( 3DS )La miglior visual novel disponibile su 3DS e PSVita.
Resident Evil: Revelations ( 3DS )Se cercate un prodotto con toni cupi e paurosi Revelations fa per voi.
SCHEDAGIOCO
Cover The Starship Damrey

The Starship Damrey

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The Starship Damrey2013-05-25 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-3ds/the-starship-damrey/Welcome, mister guest.1020525VGNetwork.it