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Conker’s Bad Fur Day

Conker’s Bad Fur Day
Informazioni Conker’s Bad Fur Day
9.5
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Recensione Conker’s Bad Fur Day  Scritto da: Antonio "No More" Bocchino | Data: 2010-06-10

Lo scoiattolo cafone di Raresoft sconvolge il parcogiochi Nintendo!

Il piccolo, dolce scoiattolo… pure troppo!
  Questo è ciò che si pensava quando Rareware (attuale Rare, software house second party di Microsoft) presentò all’E3 del 1998 quello che sarebbe dovuto essere il suo primo platform 3D su N64: Twelve Tales Conker 64.
In questo gioco avrebbe dovuto fare il suo debutto uno scoiattolo di nome Conker che avrebbe dovuto viaggiare in un mondo popolato da creature dolci e gentili e caratterizzato da location che ricordavano molto da vicino l’antica Roma o il selvaggio West; il tutto rappresentato con colori vivacissimi e forme “morbide”risultando un platform sulla scia del mai troppo lodato Super Mario 64.
Il condizionale è d’obbligo. Difatti, Conker non ebbe mai il suo personalissimo gioco facendo la sua prima apparizione di rilievo nel cast del racing game Diddy Kong Racing, dove si presentava ancora gioioso e spensierato. Tutto questo perché il progetto era sin troppo “dolce e soffice”. Si narra che alcuni dei presenti alla sua prima presentazione rimasero nauseati dalle dolcissime espressioni che il tenero personaggio sfoggiava…
Il progetto pertanto fu abbandonato ed altre mascotte della casa inglese videro i natali nel mondo dei platform 3D come gli indimenticabili Banjo & Kazooie e relativo seguito fino a Donkey Kong 64, passando attraverso Jet Force Gemini.
Insomma, di Conker se ne persero definitivamente le tracce quando nell’edizione 2000 della fiera tornò alla ribalta. Rare questa volta lo cambiò profondamente nella psiche e con essa anche il gioco intero.
Stanchi probabilmente del classico platform 3D “colorato e gioioso” e forse condizionati anche dalla spaccatura che stava avvenendo con il partner storico dopo anni di collaborazione (emblematica la presentazione col protagonista che taglia in due con una motosega il logo del N64) i ragazzi della Rare diedero libero sfogo alla loro creatività repressa introducendo qualsiasi cosa potesse essere apprezzata da un’utenza adulta e conseguentemente,  fosse “evitato” inserire in un platform game da manuale, genere ritenuto principalmente adatto ad un’utenza giovane tanto da costringere la stessa Nintendo che l’aveva prodotto a censurarlo e produrne pochi esemplari dato che all’epoca il suo presidente, Hiroshi Yamauchi, preservava con esasperata determinazione una politica di giochi per tutti e non violenti.
Le risate e le situazioni inusuali che questo gioco fece vivere a coloro che lo giocarono lo hanno reso indimenticabile. Conker è ciò che non si è mai osato chiedere in un gioco con teneri pupazzetti, anche se per questo suo aspetto apparentemente infantile non fu apprezzato da molti giocatori “duri e puri”, i quali si lasciarono ingannare dall’aspetto grafico senza guardare i contenuti, oppure che non riuscirono a procurarselo a causa della pessima reperibilità (come il sottoscritto ndr).
 

Ecco come si presentava in origine il gioco allora denominato: Twelve Tales Conker 64

Ed ecco lo spot pubblicitario Americano del gioco finale!
 
This is what i call a Bad Fur Day!

Conker però, non si differenzia dagli altri titoli del genere soltanto per il contesto prettamente adulto, ma soprattutto per un gameplay molto peculiare.
Lasciando da parte gli stereotipi del genere dettati da Super Mario 64, il gioco possiede una linearità quasi imbarazzante mancando di quella libertà che aveva caratterizzato i titoli che lo hanno preceduto, dando l’impressione di vivere situazioni tipiche di una commedia americana con battutacce e situazioni deliranti il tutto però conditi con irriverenti pupazzetti analogamente a quanto mostrato dal cartoon cult americano South Park, dove l’accostamento tra stile animato “infantile” unite a situazioni “adulte” come battutacce sul sesso contornate da una spiccata propensione per la violenza irrealistica, crea un mix esplosivo di ilarità; cosa portata a livelli di eccellenza in Conker come in nessun altro videogame che la storia ricordi, senza per questo scadere nella volgare banalità.
Accesa la console, dopo il simpatico siparietto che vede il protagonista affettare con una motosega il logo del N64, il giocatore si troverà con la visuale in prima persona in una locanda che sarà una sorta di menu tridimensionale, dove potrà selezionare tra tre profili creabili per l’avventura principale, le opzioni e la modalità multiplayer.
Già in questo luogo è possibile notare dei tocchi di classe che sicuramente non mancheranno di stampare un sorriso sul volto dell’utente soprattutto se egli noterà la presenza di due personaggi storici della software house inglese che appaiono per così dire in maniera “inusuale”…
Una volta selezionato lo slot per la partita, si avvierà un filmato col motore di gioco dove troviamo il protagonista seduto su di un trono, tutto imbronciato con un bicchiere di latte in mano e con tanto di corona alla testa, circondato da strani individui.
Così, mentre l’inquadratura si allontana il protagonista comincia a spiegare al giocatore, come sia arrivato a tal punto andando col racconto a ritroso nel corso degli eventi: la fidanzata del nostro (anti)eroe, è impegnata a casa sua con degli esercizi di aerobica, il telefono squilla ma lei non lo sente per via della musica ad alto volume così, risponde la segreteria telefonica e dall’irriverenza dei dialoghi si percepisce la caratterizzazione cinica dei protagonisti.
A lasciare il messaggio in segreteria è proprio Conker che con un sottofondo composto di urla e rumori di vetro fracassato, si scusa con la sua fidanzata per non poterla andare a trovare perché impegnato con una riunione di vecchi amici; in realtà tutto ciò risulta essere soltanto una scusa per bere birra a fiumi e divertirsi nell’osteria in cui si trova.
Finita la serata, lo scoiattolo politicamente scorretto esce tutto barcollante per lo stato di ebbrezza dal locale ed incontrando un losco figuro incappucciato con una tavola di pietra tra le mani, prova a chiedere indicazioni a costui finendo per rigettarvi addosso.
Nel frattempo la scena cambia e in un tetro castello una grossa pantera, o per meglio dire il “leggendario re Pantera” (che è in pratica il cattivone di turno del quale si narra solo nelle favole), sorseggia un bicchiere di latte e lo appoggia su di un tavolino che mancando di un piede precipita rovinosamente al suolo facendo andare in frantumi il suddetto bicchiere con conseguente arrabbiatura del sovrano che lancia un potente urlo.
Si rivolgerà per questo inconveniente al suo scienziato (pazzo ovviamente) per risolvere il problema, ma costui ha ovviamente progetti ben più ampi di quelli di fare il “falegname”, ovvero di conquistare il mondo coi terribili Tediz: orsetti di pezza cattivissimi di sua invenzione!
Il seguito sarà tutto un susseguirsi di situazioni assurde, comiche e “hot”.
L’utente quindi, dopo aver assistito all’esilarante presentazione, avrà il compito di guidare Conker ancora ubriaco verso casa ma non sarà facile.
Durante il cammino si incontrerà difatti già uno dei tanti assurdi personaggi coi quali si avrà a che fare, uno spaventapasseri parlante di nome Birdie che insegnerà al piccolo infame i comandi fondamentali del gioco.
Precedentemente abbiamo affermato che il Bad Fur Day ha un gameplay peculiare difatti, ad affiancare le classiche azioni del genere come il salto con planata deputato al tasto A del controller,  l’accovacciata per un salto più alto con il grilletto Z  in combinazione con il tasto del salto, la telecamera gestita dai tasti C e dal dorsale R per la visuale in seconda persona, la prima cosa che verrà evidenziata è il “B sensitive contest”.
In pratica in alcune zone, precisamente ove vi sia una piattaforma con sopra impressa la lettera B (che di norma è indicato al menare selvaggio di padellate a destra e a sinistra), premendo l’apposito tasto sul controller quando compare una lampadina sulla capoccia del personaggio, si verranno a creare situazioni che influiscono sul gameplay come lo spuntar fuori di una boccettina che farà ritornare pienamente in se il protagonista o ancora in altre occasioni, permetterà di sfruttare abilità diverse di volta in volta come prendere a fiondate i nemici e determinando in questo modo, anche il modo di sconfiggere i vari boss disseminati per il mondo di gioco.
Ciò scongiura il gameplay dal pericolo della ripetitività trasformando la meccanica di gioco da platform/adventure in uno sparatutto in terza persona,  con tanto di controlli molto vicini a questa tipologia, non mancando di fare parodie su film famosissimi del cinema americano come Salvate il Soldato Rayan, The Matrix, Terminator e tanti altri ancora!
Questa idea, ha contribuito a renderlo un gioco molto avanti a livello di concept e ben differenziato da qualsiasi altro gioco del genere, ma non è il solo elemento a contraddistinguere il gameplay.
È impossibile non notare che non vi sia niente da raccogliere, né stelle nè pezzi di puzzle, nulla di tutto questo e gli eventi proseguiranno solo dopo aver compiuto determinate azioni che possono procurare a Conker nuove abilità inizialmente precluse o aver aiutato determinati personaggi come fosse un susseguirsi di Quest che ricordano quelle presenti nei GDR ma che al posto dell’esperienza frutteranno dei soldi (parlanti e maleducati anche loro) necessari al proseguo dell’avventura dando inoltre quella sorta di immoralità che contraddistingue l’infame protagonista.
Le vite sono rappresentate da code di scoiattolo mentre l’energia è figurata da una tavoletta di cioccolato che man mano andrà a svuotarsi quando si subisce un danno e per ripristinarla è necessario ingerire dei pezzi di cioccolato fluttuanti, posizionati un po’ovunque nella location di turno.
Il gioco dunque risulta abbastanza scorrevole anche se in alcuni frangenti può rivelare un certo grado di frustrazione a causa della difficoltà volutamente elevata di alcuni passaggi che richiederanno più di un tentativo per essere superati, dovuti magari anche a qualche piccola magagna tecnica, dal fatto che perdendo una vita si debba rifare la sezione da capo o dalla risposta ai comandi in determinati momenti non prontissima; in questo senso, Conker non ha la giocabilità che possiede Super Mario 64.
Ciò se da un lato può scoraggiare o addirittura far infervorare più di un giocatore, dall’altro aiuta la poco elevata longevità di circa quindici  per superare i nove scenari dell’avventura singola (caratterizzati splendidamente e rigiocabili in seguito a piacimento). Davvero un peccato se si pensa che per il resto, il gioco dispensa divertimento assoluto e tante risate per le situazioni e personaggi presenti non mancando di fare qualche riferimento all’accoppiata “Mario/Yoshi” con la corrispondente sanguinaria e bastarda “Conker/Raptor” che si avrà il piacere di conoscere in una determinata fase di gioco…
Finita l’avventura principale è possibile vivere epiche battaglie con i protagonisti della modalità principale in multiplayer locale fino a quattro giocatori!
I Rare hanno realizzato ben sette modalità di gioco tra cui il classico Death Match per lo scontro in diverse arene, Race per delle gare a bordo di tavole a reazione simil “Ritorno al futuro”, War divisa in scontro tra due fazioni e Capture the flag, Tank dove bisogna trasportare tramite carri armati sostanze radioattive stando attenti a non farsi uccidere dalla nube tossica sprigionata e nascondersi in appositi rifugi, Raptor dove si possono impersonare sia i Raptor che i cavernicoli: i primi avranno il compito di difendere le proprie uova mentre i secondi di rubarle e cuocerle in padella, Beach che riprende lo scenario di guerra dove si possono impersonare dei superstiti che devono arrivare sani e salvi in appositi rifugi o i terribili Tediz che dotati di una torretta devono impedire ai superstiti di arrivare a tali rifugi ed Heist che risulta essere una sfida tra quattro ladri disposti a tutto per prendersi il bottino al centro dell’arena e portarlo nella propria cassaforte contraddistinta  dal colore tipico di ciascun ladro.
Insomma non ci si può lamentare che non vi sia tanta bella carne al fuoco e se si hanno degli amici il divertimento diventa.
Ma sorprese delle sorprese si può giocare anche da soli contro i bot (la CPU) che sono gestiti da un’intelligenza artificiale incredibilmente ben fatta e regolabile dal giocatore.

Hey here  i am, you greedy bastard!

Se dal punto di vista del gameplay Conker stupisce, diverte e qualche volta risulta frustrante, è dal punto di vista del reparto audio e visivo che dà il meglio di sè potendo tranquillamente affermare che non esiste nella generazione 32-64 bit un titolo di tal calibro tecnologico.
Partendo dalla grafica è quanto di più avanzato si potesse vedere come gli effetti d’ombra in tempo reale che variano in base alla posizione delle fonti di luce (in tempo reale anche quelle). Cose a dir la verità presenti anche in Zelda OOT  e negli altri platform Rare, ma che in questo gioco raggiungono gli standard che si è abituati a vedere ai giorni nostri, seguendo perfettamente le azioni del protagonista e risultando al contempo estremamente dinamiche!
La mole poligonale è impressionante (anche se forse Banjo-Tooie è ancor più impressionante sotto questo aspetto) e va a costituire in maniera perfetta livelli caratterizzati da un ottimo level design e personaggi che sembrano provenire direttamente da un cartone animato della Disney, contornato da texture di elevatissima qualità sia sugli ambienti che sui personaggi, da effetti riflesso curati sulle superfici come pavimenti o l’acqua sia sottoforma di ruscelli che di pozzanghere, dalla presenza di un ottimo anti aliasing (nonostante il mancato supporto con l’espansione di memoria), mancanza di una qualsivoglia nebbia o pop up ed il tutto mosso a 60fps quasi stabili che mostra qualche sporadico rallentamento ma nulla tale da pregiudicare l’esperienza di gioco.
A contribuire a far gridare al miracolo ci pensa però il nuovo grado di perfezione che i programmatori hanno raggiunto nelle animazioni, realizzando a personaggi folli come mai prima si era visto, non solo nelle stupende cutscene rigorosamente in tempo reale, ma soprattutto nelle fasi in game, impossibile non notare ad esempio la vitalità di Conker: basta lasciarlo fermo per un po’ed egli comincia a giocare col GBC (con un riferimento ad un altro grande titolo della software house), a bere, a guardare l’orologio, a chiamare il giocatore chiedendogli dove sia finito e tantissimi tocchi di classe che lasceranno il giocatore sempre più basito, il tutto accompagnato da animazioni facciali incredibilmente realistiche e credibili che sottolineano con inaspettata precisione lo stato d’animo del protagonista.
Tutto ciò in un gioco dell’epoca davvero lascia stupiti, qualsiasi azione il protagonista compia è rappresentata da animazioni di indubbia qualità collegate l’un l’altra in maniera veramente fluida, legate al contesto. Ad esempio, se Conker si troverà in un luogo dove vi è della musica disco dance lasciandolo fermo si metterà a ballare o in una zona con dell’aria non proprio salubre, avrà la premura di mettersi una maschera antigas il tutto in puro stile cartoon con gli oggetti che sbucano da qualche tasca segreta, dando l’impressione che lo scoiattolo in questione sia davvero vivo!
A tutto questo poi, si aggiunge il labiale perfettamente sincronizzato con la recitazione… sì avete capito bene recitazione!
Molti possessori del N64 ricorderanno come sia stato difficile trovare giochi con una recitazione parlata, soprattutto di elevata qualità dovuta purtroppo alla scarsa capienza in termini di dati del supporto scelto all’epoca da Nintendo:
infatti lo spazio limitato a disposizione per il sonoro, costringeva gli sviluppatori a trovare sempre dei compromessi per la maggior parte dei titoli alcuni dei quali, possedevano solo dei testi per i dialoghi, altri avevano il parlato ridotto al minimo indispensabile ed altri ancora, come lo stesso Perfect Dark di Rareware avevano tutti i dialoghi recitati ma visibilmente compressi nella qualità audio.
Ma Conker fa eccezione, con una recitazione in inglese da oscar, rappresentata anche come testo a schermo sottoforma di nuvolette simil fumetti, che caratterizza in modo univoco ed originale (sentasi ad esempio la voce “ruggente” del leggendario re Pantera) tutti i personaggi, sia primari che secondari, con una qualità e pulizia del suono paragonabile a quella riprodotta su CD rom. Tenendo presente quanto detto sopra sui limiti del supporto, è semplicemente un miracolo tecnico.
Per non parlare poi della stupenda colonna sonora sempre adatta alle situazioni che sottolinea con efficacia i diversi e molteplici momenti di gioco.
Se proprio volessimo trovare delle magagne tecniche le potremmo trovare in collisioni al 90% perfette ma che ogni tanto non risultano precise e possono rendere qualche salto più ostico da realizzare ma per fortuna sono casi sporadici, oppure la croce dei platform 3D: la telecamera, che non sempre fornirà l’inquadratura migliore facendo, in alcuni casi, perdere vite preziose e non sempre si può ovviare nella maggior parte dei casi regolandola con i tasti C gialli.
Un'altra piccola delusione, ma non è un questione meramente tecnologica quanto di politica aziendale, è la presenza della censura nei dialoghi in cui sono presenti molte parolacce o riferimenti sessuali espliciti, interrotti con dei “bip” che potrebbero anche contribuire a rendere la scena più divertente ma rovinano parte della volgarità comica del titolo mai fine a sè stessa.
La perfezione non esiste ma Conker la sfiora come nessun’altro, sempre tecnicamente parlando, tanto da risultare per certi versi molto “attuale”.
 
Il videogioco oggi:

Ancora oggi, il titolo risulta molto sottovalutato nonostante la riedizione per Xbox.
Il gioco di per sè risulta molto attuale grazie sia alla grafica che presenta tocchi di classe davvero apprezzabili come un labiale perfetto ed animazioni fantastiche, sia alla tipologia di gameplay vero e proprio che è un mix perfettamente riuscito di platform, adventure e sparatutto in terza persona afflitto, però, dalla difficoltà elevata che in alcune sezioni porta alla frustrazione.
Siccome è difficile reperirlo in condizioni perfette ed in versione PAL se non a prezzi esorbitanti, vi è il già citato remake per la prima XBox che tecnicamente è semplicemente sublime e che sostanzialmente come gioco risulta identico all’originale qui redatto, con l’aggiunta di un disco per il multiplayer ondine, la presenza purtroppo di un livello di difficoltà ulteriormente ritoccato verso l’alto e di qualche fastidioso caricamento di troppo seppur breve, dovuti alle origini del gioco sul supporto come le cartucce che davano caricamenti pari a zero.
 
In alternativa a Conker’s Bad Fur Day
Super Mario 64 Super Mario 64

Il fratello cattivo di Conker...o forse è il contrario?
Naughty Bear (X360) Naughty Bear (X360)

Conker miete consensi ancora oggi, almeno a guardare i sadici pupazzetti di Naughty Bear
Il commento dell'autore su Conker’s Bad Fur Day
Avatar di Antonio
 
Antonio "No More" Bocchino
 In definitiva Conker’s Bad Fur Day è un capolavoro che nonostante non raggiunga l’eccellenza platformica di Mario 64 o del recente Mario Galaxy, raggiunge e detta nuovi standard qualitativi avendo osato con un gameplay estremamente vario ed originale, oggi più attuale che all’epoca grazie alle fasi sparatutto in terza persona che vanno molto di moda di questi tempi.
Una KA immancabile nella collezione di ogni videogiocatore che non si lasciasse intimorire dalla difficoltà di alcune fasi e che volesse godersi un’avventura spassosa ma anche bastarda e cattiva come del resto è l’atmosfera del gioco stesso.
Un’esperienza ludica in definitiva semplicemente indimenticabile anche solo per i personaggi, le situazioni irriverenti, ed un finale tutt’altro che scontato!

Stay Tuned on VGNetwork.it


 
Pregi del gioco

Personaggi, trama, ambienti, situazioni di gioco, tutto trasuda stile e capacità

Modalità multiplayer incredibilmente varia

Reparto audiovisivo ineccepibile con recitazione da oscar!
Difetti del gioco

Telecamera non sempre perfetta e collisioni a volte imprecise

Frustrante e volutamente difficile, longevità non elevatissima

Estremamente raro in versione PAL

Pagella del gioco
Voto grafica
10
Poligoni poligoni e ancora poligoni. Conker stupisce per mole e qualità, ma anche per la maniera con cui muove il tutto. Spreme a dovere i 64 bit del Nintendo 64
Voto sonoro
10
Musiche ispiratissime e un doppiaggio realizzato in maniera davvero professionale
Voto giocabilità
8.5
Si fa della guerra, ma in maniera divertente. War never been so much fun, ah si? Buono il multiplayer, ma a volte in singolo è davvero frustrante
Voto longevità
8
Non è lunghissimo, ma il ritmo, la cadenza umoristica, le divertenti situazioni ve lo faranno spolpare fino in fondo

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