This is what i call a Bad Fur Day!
Conker però, non si differenzia dagli altri titoli del genere soltanto per il contesto prettamente adulto, ma soprattutto per un gameplay molto peculiare.
Lasciando da parte gli stereotipi del genere dettati da Super Mario 64, il gioco possiede una linearità quasi imbarazzante mancando di quella libertà che aveva caratterizzato i titoli che lo hanno preceduto, dando l’impressione di vivere situazioni tipiche di una commedia americana con battutacce e situazioni deliranti il tutto però conditi con irriverenti pupazzetti analogamente a quanto mostrato dal cartoon cult americano South Park, dove l’accostamento tra stile animato “infantile” unite a situazioni “adulte” come battutacce sul sesso contornate da una spiccata propensione per la violenza irrealistica, crea un mix esplosivo di ilarità; cosa portata a livelli di eccellenza in Conker come in nessun altro videogame che la storia ricordi, senza per questo scadere nella volgare banalità.
Accesa la console, dopo il simpatico siparietto che vede il protagonista affettare con una motosega il logo del N64, il giocatore si troverà con la visuale in prima persona in una locanda che sarà una sorta di menu tridimensionale, dove potrà selezionare tra tre profili creabili per l’avventura principale, le opzioni e la modalità multiplayer.
Già in questo luogo è possibile notare dei tocchi di classe che sicuramente non mancheranno di stampare un sorriso sul volto dell’utente soprattutto se egli noterà la presenza di due personaggi storici della software house inglese che appaiono per così dire in maniera “inusuale”…
Una volta selezionato lo slot per la partita, si avvierà un filmato col motore di gioco dove troviamo il protagonista seduto su di un trono, tutto imbronciato con un bicchiere di latte in mano e con tanto di corona alla testa, circondato da strani individui.
Così, mentre l’inquadratura si allontana il protagonista comincia a spiegare al giocatore, come sia arrivato a tal punto andando col racconto a ritroso nel corso degli eventi: la fidanzata del nostro (anti)eroe, è impegnata a casa sua con degli esercizi di aerobica, il telefono squilla ma lei non lo sente per via della musica ad alto volume così, risponde la segreteria telefonica e dall’irriverenza dei dialoghi si percepisce la caratterizzazione cinica dei protagonisti.
A lasciare il messaggio in segreteria è proprio Conker che con un sottofondo composto di urla e rumori di vetro fracassato, si scusa con la sua fidanzata per non poterla andare a trovare perché impegnato con una riunione di vecchi amici; in realtà tutto ciò risulta essere soltanto una scusa per bere birra a fiumi e divertirsi nell’osteria in cui si trova.
Finita la serata, lo scoiattolo politicamente scorretto esce tutto barcollante per lo stato di ebbrezza dal locale ed incontrando un losco figuro incappucciato con una tavola di pietra tra le mani, prova a chiedere indicazioni a costui finendo per rigettarvi addosso.
Nel frattempo la scena cambia e in un tetro castello una grossa pantera, o per meglio dire il “leggendario re Pantera” (che è in pratica il cattivone di turno del quale si narra solo nelle favole), sorseggia un bicchiere di latte e lo appoggia su di un tavolino che mancando di un piede precipita rovinosamente al suolo facendo andare in frantumi il suddetto bicchiere con conseguente arrabbiatura del sovrano che lancia un potente urlo.
Si rivolgerà per questo inconveniente al suo scienziato (pazzo ovviamente) per risolvere il problema, ma costui ha ovviamente progetti ben più ampi di quelli di fare il “falegname”, ovvero di conquistare il mondo coi terribili Tediz: orsetti di pezza cattivissimi di sua invenzione!
Il seguito sarà tutto un susseguirsi di situazioni assurde, comiche e “hot”.
L’utente quindi, dopo aver assistito all’esilarante presentazione, avrà il compito di guidare Conker ancora ubriaco verso casa ma non sarà facile.
Durante il cammino si incontrerà difatti già uno dei tanti assurdi personaggi coi quali si avrà a che fare, uno spaventapasseri parlante di nome Birdie che insegnerà al piccolo infame i comandi fondamentali del gioco.
Precedentemente abbiamo affermato che il Bad Fur Day ha un gameplay peculiare difatti, ad affiancare le classiche azioni del genere come il salto con planata deputato al tasto A del controller, l’accovacciata per un salto più alto con il grilletto Z in combinazione con il tasto del salto, la telecamera gestita dai tasti C e dal dorsale R per la visuale in seconda persona, la prima cosa che verrà evidenziata è il “B sensitive contest”.
In pratica in alcune zone, precisamente ove vi sia una piattaforma con sopra impressa la lettera B (che di norma è indicato al menare selvaggio di padellate a destra e a sinistra), premendo l’apposito tasto sul controller quando compare una lampadina sulla capoccia del personaggio, si verranno a creare situazioni che influiscono sul gameplay come lo spuntar fuori di una boccettina che farà ritornare pienamente in se il protagonista o ancora in altre occasioni, permetterà di sfruttare abilità diverse di volta in volta come prendere a fiondate i nemici e determinando in questo modo, anche il modo di sconfiggere i vari boss disseminati per il mondo di gioco.
Ciò scongiura il gameplay dal pericolo della ripetitività trasformando la meccanica di gioco da platform/adventure in uno sparatutto in terza persona, con tanto di controlli molto vicini a questa tipologia, non mancando di fare parodie su film famosissimi del cinema americano come Salvate il Soldato Rayan, The Matrix, Terminator e tanti altri ancora!
Questa idea, ha contribuito a renderlo un gioco molto avanti a livello di concept e ben differenziato da qualsiasi altro gioco del genere, ma non è il solo elemento a contraddistinguere il gameplay.
È impossibile non notare che non vi sia niente da raccogliere, né stelle nè pezzi di puzzle, nulla di tutto questo e gli eventi proseguiranno solo dopo aver compiuto determinate azioni che possono procurare a Conker nuove abilità inizialmente precluse o aver aiutato determinati personaggi come fosse un susseguirsi di Quest che ricordano quelle presenti nei GDR ma che al posto dell’esperienza frutteranno dei soldi (parlanti e maleducati anche loro) necessari al proseguo dell’avventura dando inoltre quella sorta di immoralità che contraddistingue l’infame protagonista.
Le vite sono rappresentate da code di scoiattolo mentre l’energia è figurata da una tavoletta di cioccolato che man mano andrà a svuotarsi quando si subisce un danno e per ripristinarla è necessario ingerire dei pezzi di cioccolato fluttuanti, posizionati un po’ovunque nella location di turno.
Il gioco dunque risulta abbastanza scorrevole anche se in alcuni frangenti può rivelare un certo grado di frustrazione a causa della difficoltà volutamente elevata di alcuni passaggi che richiederanno più di un tentativo per essere superati, dovuti magari anche a qualche piccola magagna tecnica, dal fatto che perdendo una vita si debba rifare la sezione da capo o dalla risposta ai comandi in determinati momenti non prontissima; in questo senso, Conker non ha la giocabilità che possiede Super Mario 64.
Ciò se da un lato può scoraggiare o addirittura far infervorare più di un giocatore, dall’altro aiuta la poco elevata longevità di circa quindici per superare i nove scenari dell’avventura singola (caratterizzati splendidamente e rigiocabili in seguito a piacimento). Davvero un peccato se si pensa che per il resto, il gioco dispensa divertimento assoluto e tante risate per le situazioni e personaggi presenti non mancando di fare qualche riferimento all’accoppiata “Mario/Yoshi” con la corrispondente sanguinaria e bastarda “Conker/Raptor” che si avrà il piacere di conoscere in una determinata fase di gioco…
Finita l’avventura principale è possibile vivere epiche battaglie con i protagonisti della modalità principale in multiplayer locale fino a quattro giocatori!
I Rare hanno realizzato ben sette modalità di gioco tra cui il classico Death Match per lo scontro in diverse arene, Race per delle gare a bordo di tavole a reazione simil “Ritorno al futuro”, War divisa in scontro tra due fazioni e Capture the flag, Tank dove bisogna trasportare tramite carri armati sostanze radioattive stando attenti a non farsi uccidere dalla nube tossica sprigionata e nascondersi in appositi rifugi, Raptor dove si possono impersonare sia i Raptor che i cavernicoli: i primi avranno il compito di difendere le proprie uova mentre i secondi di rubarle e cuocerle in padella, Beach che riprende lo scenario di guerra dove si possono impersonare dei superstiti che devono arrivare sani e salvi in appositi rifugi o i terribili Tediz che dotati di una torretta devono impedire ai superstiti di arrivare a tali rifugi ed Heist che risulta essere una sfida tra quattro ladri disposti a tutto per prendersi il bottino al centro dell’arena e portarlo nella propria cassaforte contraddistinta dal colore tipico di ciascun ladro.
Insomma non ci si può lamentare che non vi sia tanta bella carne al fuoco e se si hanno degli amici il divertimento diventa.
Ma sorprese delle sorprese si può giocare anche da soli contro i bot (la CPU) che sono gestiti da un’intelligenza artificiale incredibilmente ben fatta e regolabile dal giocatore.
Hey here i am, you greedy bastard!
Se dal punto di vista del gameplay Conker stupisce, diverte e qualche volta risulta frustrante, è dal punto di vista del reparto audio e visivo che dà il meglio di sè potendo tranquillamente affermare che non esiste nella generazione 32-64 bit un titolo di tal calibro tecnologico.
Partendo dalla grafica è quanto di più avanzato si potesse vedere come gli effetti d’ombra in tempo reale che variano in base alla posizione delle fonti di luce (in tempo reale anche quelle). Cose a dir la verità presenti anche in Zelda OOT e negli altri platform Rare, ma che in questo gioco raggiungono gli standard che si è abituati a vedere ai giorni nostri, seguendo perfettamente le azioni del protagonista e risultando al contempo estremamente dinamiche!
La mole poligonale è impressionante (anche se forse Banjo-Tooie è ancor più impressionante sotto questo aspetto) e va a costituire in maniera perfetta livelli caratterizzati da un ottimo level design e personaggi che sembrano provenire direttamente da un cartone animato della Disney, contornato da texture di elevatissima qualità sia sugli ambienti che sui personaggi, da effetti riflesso curati sulle superfici come pavimenti o l’acqua sia sottoforma di ruscelli che di pozzanghere, dalla presenza di un ottimo anti aliasing (nonostante il mancato supporto con l’espansione di memoria), mancanza di una qualsivoglia nebbia o pop up ed il tutto mosso a 60fps quasi stabili che mostra qualche sporadico rallentamento ma nulla tale da pregiudicare l’esperienza di gioco.
A contribuire a far gridare al miracolo ci pensa però il nuovo grado di perfezione che i programmatori hanno raggiunto nelle animazioni, realizzando a personaggi folli come mai prima si era visto, non solo nelle stupende cutscene rigorosamente in tempo reale, ma soprattutto nelle fasi in game, impossibile non notare ad esempio la vitalità di Conker: basta lasciarlo fermo per un po’ed egli comincia a giocare col GBC (con un riferimento ad un altro grande titolo della software house), a bere, a guardare l’orologio, a chiamare il giocatore chiedendogli dove sia finito e tantissimi tocchi di classe che lasceranno il giocatore sempre più basito, il tutto accompagnato da animazioni facciali incredibilmente realistiche e credibili che sottolineano con inaspettata precisione lo stato d’animo del protagonista.
Tutto ciò in un gioco dell’epoca davvero lascia stupiti, qualsiasi azione il protagonista compia è rappresentata da animazioni di indubbia qualità collegate l’un l’altra in maniera veramente fluida, legate al contesto. Ad esempio, se Conker si troverà in un luogo dove vi è della musica disco dance lasciandolo fermo si metterà a ballare o in una zona con dell’aria non proprio salubre, avrà la premura di mettersi una maschera antigas il tutto in puro stile cartoon con gli oggetti che sbucano da qualche tasca segreta, dando l’impressione che lo scoiattolo in questione sia davvero vivo!
A tutto questo poi, si aggiunge il labiale perfettamente sincronizzato con la recitazione… sì avete capito bene recitazione!
Molti possessori del N64 ricorderanno come sia stato difficile trovare giochi con una recitazione parlata, soprattutto di elevata qualità dovuta purtroppo alla scarsa capienza in termini di dati del supporto scelto all’epoca da Nintendo:
infatti lo spazio limitato a disposizione per il sonoro, costringeva gli sviluppatori a trovare sempre dei compromessi per la maggior parte dei titoli alcuni dei quali, possedevano solo dei testi per i dialoghi, altri avevano il parlato ridotto al minimo indispensabile ed altri ancora, come lo stesso Perfect Dark di Rareware avevano tutti i dialoghi recitati ma visibilmente compressi nella qualità audio.
Ma Conker fa eccezione, con una recitazione in inglese da oscar, rappresentata anche come testo a schermo sottoforma di nuvolette simil fumetti, che caratterizza in modo univoco ed originale (sentasi ad esempio la voce “ruggente” del leggendario re Pantera) tutti i personaggi, sia primari che secondari, con una qualità e pulizia del suono paragonabile a quella riprodotta su CD rom. Tenendo presente quanto detto sopra sui limiti del supporto, è semplicemente un miracolo tecnico.
Per non parlare poi della stupenda colonna sonora sempre adatta alle situazioni che sottolinea con efficacia i diversi e molteplici momenti di gioco.
Se proprio volessimo trovare delle magagne tecniche le potremmo trovare in collisioni al 90% perfette ma che ogni tanto non risultano precise e possono rendere qualche salto più ostico da realizzare ma per fortuna sono casi sporadici, oppure la croce dei platform 3D: la telecamera, che non sempre fornirà l’inquadratura migliore facendo, in alcuni casi, perdere vite preziose e non sempre si può ovviare nella maggior parte dei casi regolandola con i tasti C gialli.
Un'altra piccola delusione, ma non è un questione meramente tecnologica quanto di politica aziendale, è la presenza della censura nei dialoghi in cui sono presenti molte parolacce o riferimenti sessuali espliciti, interrotti con dei “bip” che potrebbero anche contribuire a rendere la scena più divertente ma rovinano parte della volgarità comica del titolo mai fine a sè stessa.
La perfezione non esiste ma Conker la sfiora come nessun’altro, sempre tecnicamente parlando, tanto da risultare per certi versi molto “attuale”.
Una KA immancabile nella collezione di ogni videogiocatore che non si lasciasse intimorire dalla difficoltà di alcune fasi e che volesse godersi un’avventura spassosa ma anche bastarda e cattiva come del resto è l’atmosfera del gioco stesso.