Chrono Trigger

Il ritorno di un mito che va al di là dello spazio e del tempo
Scritto da Vincenzo "Vinz" Petrassiil 20 marzo 2009
Chrono Trigger Recensione

Un nome che ormai è leggenda torna a rivivere sui nostri schermi. Dopo aver incantato il mondo oltre dieci anni fa, la grande avventura di Crono torna sul Nintendo DS e anche noi europei possiamo gustarci il leggendario Chrono Trigger. Square Enix continua a seguire la scia nel ripresentare le sue vecchie glorie del passato e, dopo aver riproposto il suo classico su PlayStation nel 1999, anche il Nintendo DS è pronto ad accogliere il capolavoro in questione.

Può un gioco di quindici anni fa continuare a emozionare anche oggi? Andiamo a scoprirlo!


Sulle ali del tempo

Chrono Trigger narra la storia di Crono, un ragazzo come tanti che, nella mattinata del festival della sua città, si ritrova a vivere un’avventura che segnerà per sempre la sua vita e tutti quelli che lo accompagneranno. Tutto nasce dall’incontro accidentale con un’avventata ragazza, la quale dice di chiamarsi Marle, che si ritrova ad accompagnare in giro per la fiera, fino alla dimostrazione di una nuova invenzione attuata dalla sua amica d’infanzia, Lucca. La nuova invenzione non è altro che un teletrasporto che, dopo un primo esperimento ben riuscito, causerà qualcosa di strano quando sarà la stessa Marle a provarlo, svanendo del tutto. Da ciò consegue che il meccanismo di teletrasporto ha creato un’interferenza col ciondolo della ragazza, creando un portale interdimensionale tra il presente e quattrocento anni prima, il 600 AC.

Dopo alcune prime vicissitudini che lo porteranno a conoscere dapprima la vera identità di Marle, che si rivela essere la Principessa Nadia (discendente della dinastia Guardia), si continua con una disperata missione di salvataggio di essa, portata a compimento grazie all’aiuto di un nuovo protagonista, Frog (soldato medievale che, per circostanze a noi sconosciute, si ritrova trasformato in una gigantesca rana dalle fattezze antropomorfe). Dopo l’esperienza nel passato arriva il tempo di ritornare a casa per riportare Marle al castello, per poi divenire accusato, tramite un processo dalle accuse “forzate”, di rapimento e scampando miracolosamente alla pena di morte grazie a Lucca, con la quale, insieme a Marle, si fugge attraverso un secondo portale che li porta nel futuro, ma qualcosa sembra non andare bene.

Desolazione e morte sconvolgono il mondo che conoscevano. Dinanzi al tetro paesaggio non resta che scoprire le cause di tutto ciò, arrivando a scoprire che l’origine di tutto sia legata ad una misteriosa entità chiamata Lavos. Da qui scaturisce il desiderio di aggiustare le cose e di portare la speranza nei confronti di future generazioni afflitte dalla fame e dalla morte incombente, attraverso un lungo viaggio che porterà i nostri eroi alla scoperta di verità che non avrebbero mai immaginato.


Battaglie contro il tempo

Ciò che più si ricorda di Chrono Trigger è, certamente, il particolare sistema di battaglia. Di base è un sistema ATB adottato già prima dalla serie Final Fantasy (dal IV in poi), secondo il quale i nostri combattenti sul campo devono attendere diversi secondi prima di agire tramite il riempimento di una speciale barra temporale.Al contrario di altri esponenti, non erano presenti battaglie casuali (i nemici erano visualizzati sul percorso di gioco) e la modalità battaglia non era trasposta in arene apposite, ma sul territorio stesso del dungeon ove i nostri beniamini si posizionavano nei modi più opportuni, portando una ventata fresca al genere. Inoltre, la parte del leone era giocata dalle combo attuabili tra tutti i personaggi del party. Oltre a poter usare abilità uniche, i vari protagonisti possono compiere attacchi combinati, miscelando le loro tecniche acquisite. Facendo un esempio, Crono e Frog possono compiere lo storico attacco X in cui i loro fendenti si incrociano provocando ingenti danni: Marle può gelare la spada di Crono con cui effettua un forte fendente dalle proprietà elementali, così come l’utilizzo della magia di cura che, associato al ciclone di Crono, fa sì che questa si espanda a tutto il party controllato.Davvero una bella trovata, che regala una grande varietà a un gameplay che riesce a presentarsi impeccabile anche oggi.Inoltre, vecchia interfaccia di comando è ora adattabile alla nuova console. Infatti, nel touchscreen sono visualizzati i comandi da attribuire ad ogni personaggio con tanto di status visualizzato in alto e barra ATB, cosicché la battaglia in corso sia sgombra da barre. Però, a molti potrebbe distogliere l’attenzione dallo scontro in corso e, proprio per loro, si può impostare l’interfaccia standard in cui le barie barre e finestre si trovano nella finestra superiore, mentre in basso è visualizzato lo status dei nemici e dei protagonisti.


Percorrendo le strade del tempo

Sul piano esplorativo, Chrono Trigger presenta una struttura alquanto classica. È presente una world map nella quale non sono presenti scontri e sono raggiungibili le varie locazioni. Le città, inoltre, non erano visitabili e sono costituite da singoli edifici cui si accede e possono trattarsi di semplici residenze, negozi, castelli o i molti dungeons. Proprio al loro interno si svolge la maggior parte del gioco e possono vantare un level design alquanto semplice, con la sola eccezione delle battaglie non casuali e senza trasposizioni in arene apposite. Oltre a ciò, non sono presenti neppure puzzle complicati e tutto si risolve con la pressione dei vari interruttori presenti per aprire porte o disinnescare trappole che bloccano il percorso. Tuttavia, capita diverse volte di dover interagire con strumenti che richiedono password costituite da combinazioni di tasti, collocate a volte in posti abbastanza distanti dal meccanismo interessato. Un’altra bella trovata anche qui, peccato sia utilizzata poche volte.

Nella versione DS, il touchscreen presenta una riproduzione della mappa del luogo in visita e, pigiandoci sopra ai lati o in mezzo, muoviamo Crono come con l’ausilio della freccia direzionale. Il touchscreen sembra sostituire tutti i tasti di comando esterni qui, ma in alcuni momenti la precisione data dalla croce direzionale è una scelta quasi obbligata.

In fin dei conti, Chrono Trigger si presenta piacevole da giocare anche in questo frangente, mantenendo schemi sì classici, ma all’epoca incisivi.


Sulle note del tempo

Se c’è qualcosa che ha contribuito moltissimo a rendere Chrono Trigger immortale è lo splendido lavoro svolto da un “novello” Yasunori Mitsuda e Nobuo Uematsu (che contribuì per completare il lavoro lasciato in sospeso dal collega in preda a problemi di salute) sulla colonna sonora di gioco. Dopo quindici anni, le musiche, non perdono il loro splendore e, al di là del main theme “restaurato” e udibile nel filmato d’introduzione, sono tutte presenti nella versione DS senza nessuno escluso. Citiamo alcuni primi BGM come “A premonition”, “Peaceful Days”, “Green Memories, finendo ad altri pezzi storici come “Light of Silence”, “The Hidden Truth”, “A desolate World”, “Sealed Door” e “Determination”. Al loro fianco troviamo tutti i themes dei personaggi, ottimamente riusciti, a cominciare da quello di Frog, che ben descrive la sua personalità medievale e cavalleresca; “Lavos’ theme” che ben trasmette il senso di distruzione che l’oscura entità porta e, infine, “Schala’s Theme”. A coronare il tutto figurano le battle theme e le fanfare; le prime molto ritmiche e incalzanti e le seconde molto orecchiabili e semplici. Nel complesso, la OST di Chrono Trigger è un pezzo di storia che si ritrova accompagnata da un numero di effetti sonori numerosi e vari, dai rumori di sottofondo degli scenari a quelli delle magie.

Tutto rose e fiori? Non proprio. Sempre ammesso che il gioco è supportato un comparto musicale di altissimo spessore, quello che ci ritroviamo è la qualità sonora di quindici anni fa. Non certo un grande difetto, ma che giustifica il non raggiungimento di un eventuale punteggio massimo nel parametro. Il lavoro di Yasunori Mitsuda e del resto dello staff (tra cui spicca un certo Yoshitaka Hirota che più tardi avrebbe composto per la serie Shadow Hearts) è ragguardevole. Le musiche aiutano a creare un’atmosfera da sogno, come accade in pochi titoli, ma per gli standard odierni la qualità ne risente.


Il tempo incrina…

Sul versante grafico, Chrono Trigger mantiene tutto quello che vedemmo già quindici anni fa: scenari colorati e ricchi di particolari, passando per sprite dalle animazioni varie e ben curate fino agli effetti di magie belli da vedere. Ancora oggi Chrono Trigger cattura e allieta l’occhio del buongustaio, grazie a tanti piccole accortezze che risaltano subito alla vista. Parliamo soprattutto degli sprite dei protagonisti; questi sono vari, pieni di particolari come i capelli e i vestiti che si muovono nei movimenti, oppure le differenti espressioni facciali o gesticolazioni. Nelle battaglie, poi, le animazioni contano moltissimo, soprattutto nelle combinazioni di tecniche tra personaggi, dove questi riprendono vecchi movimenti delle tecniche originali (anche se alcune hanno animazioni tutte loro) che vengono combinati.

Sul piano della direzione artistica, il gioco offre scenari pieni di particolari, talvolta con piccoli tocchi di classe come distorsione delle immagini o effetti di magie e altro che si manifestano spesso, così come ambienti 2D che sembrano in tre dimensioni grazie al sapiente utilizzo degli sfondi. Inoltre, il tutto sprizza stile da tutti i pori e va citato l’ottimo lavoro di Akira Toriyama riguardo al character design. L’occhio più fugace non potrà non notare la somiglianza tra i vari personaggi di gioco con quelli delle opere più famose dell’autore (chi vi ricorda Crono con i suoi capelli a ‘mo di spuntoni?). Infine, c’è l’inclusione dei famosi FMV in stile anime della versione PlayStation, realizzati dallo stesso studio che lavora sotto Toriyama stesso. La qualità di questi è molto buona e ricalcano i momenti salienti del gioco e sono, in totale, dieci.

Purtroppo, anche su questo versante, c’è una critica da sostenere. Anche se lo stile riesce a farsi valere grazie all’uso di espedienti ingegnosi o l’inclusione dei vecchi filmati anime della versione PlayStation, tutto è sempre già visto. Un riciclaggio da non intendere come un grande difetto, per carità, ma qualche upgrade si poteva attuare.


Il tempo che si combatte e che si modifica

La trama di Chrono Trigger a prima vista può sembrare semplice e piena di stereotipi, ma è capace di rivelarsi più profonda di quanto possa sembrare. L'intreccio si snoda tramite vicende vissute in diverse epoche che vanno dalla preistoria, passando per il medioevo, il presente, e un incerto futuro che i nostri protagonisti puntano a cambiare. Il tutto si svolge tramite il personaggio di Crono che, facendo parte della schiera dei protagonisti “muti”, prende semplici decisioni che spettano al giocatore, le quali influenzano la trama nel suo svolgersi. Nell’insieme, risulta ottimamente congegnato l’event planning in cui non si ritrovano difetti evidenti o del tutto assenti. Le azioni che si svolgono tra centinaia di anni di distanza vanno avanti senza errori cronologici, mostrando diversi risvolti agendo tra le diverse epoche, soprattutto nelle subquest. Infatti, molte delle azioni che si compiono negli anni passati provocano conseguenze nel futuro.

I vari personaggi di gioco rispecchiano tutti la loro epoca di appartenenza, sia dal punto di vista del loro registro che sulle loro conoscenze. Tutti sono dotati di un ottimo background che, nelle subquest, è risultato ottimo, regalandogli grandi momenti di gloria, portando il giocatore ad affezionarsi ad essi e a trovare quella che sembrava una trama semplice di una profondità come poche altre.

Inoltre, la storia permetteva di avere due finali diversi, ai quali se ne aggiungevano altri dieci (che definiremmo come dei “filler”) e, nella nuova versione DS, compare un terzo, nuovo, “vero” finale da gustarsi.


Il tempo scorre, e porta via tutto con sé

L’opera, per quanto concerne la sola storia, ha una durata che si attesta sulle venti ore di gioco, le quali filavano via lisce a causa di un livello di difficoltà basso con rari picchi di difficoltà. Già all’epoca non brillava in questo comparto, ma riusciva a scamparla grazie a differenti extra.Per prima cosa figurano i famosi dodici finali, di cui due “veri” e il resto sbloccabile rigiocando il gioco in modalità “new game+”. Questi erano un ottimo artifizio per aumentare l’esperienza di gioco che, però, trovava il massimo nelle tante subquest attuabili verso la fine del gioco. Ogni quest riguarda un personaggio protagonista, offrendo un background maggiore su di esso e un suo momento di gloria. Grazie a ciò, la trama risultava più intricata e profonda, anche perché molti personaggi hanno risvolti molto interessanti e per nulla scontati.

Davvero un ottimo lavoro, ed è qui che entra in gioco la versione DS. Infatti, alla nuova versione sono stati aggiunte diverse cosette che potrebbero interessare vecchi fan e nuovi acquirenti. Infatti, dinanzi ad un riciclaggio quasi totale, sono stati aggiunti: un nuovo finale, due serie di dungeon opzionali, una bella sezione extra e una particolare arena. Il primo è sbloccabile senza ricominciare il gioco in modalità “new game+”, anche perché alla sconfitta del boss finale si potrà riprendere dall’ultimo salvataggio e completare subquest incomplete e altro. I dungeon opzionali riguardano una nuova e inedita “zona” chiamata “Lost Sanctum”, che riguarda una lunga serie di subquest da svolgere in differenti ere, rivelandosi un extra molto lungo che regala equipaggiamenti da sogno. Il secondo è composto dai “dimensional vortex”, che servono per accedere al nuovo finale, ma questi risultano, a tratti, ripetitivi. La terza (sezione extra) racchiude differenti chicche. In primis, c’è una sezione in cui ascoltare tutta la colonna sonora; la raccolta di artworks inerenti a personaggi; la collezione dei filmati anime; l’elenco dei finali sbloccati; un enciclopedia sugli oggetti e tanto altro. L’ultima (arena), è una particolare zona in cui è possibile allenare mostri da far poi combattere per ottenere premi sfiziosi, oppure contro altri giocatori in modalità wireless.

Sebbene tutto possa sembrare sfizioso e allettante (infatti lo è!) ci permettiamo di dire che si poteva offrire di più, e anche tanto. Non che la qualità sia altalenante (a parte i dimensional vortex che possono diventare ripetitivi), ma un po’ d’impegno in più non sarebbe guastato.


Il tempo si fermerà mai?

Eccoci alla fine di questo articolo. Molto s’è elogiato, ma altrettanto s’è criticato. Alla fin fine cosa c’è da dire? Il porting di Square Enix si presenta come minimalista, ma allo stesso tempo “perfetto”. Infatti abbiamo caricamenti lampo, ottimo utilizzo del touchscreen e una sezione extra dove sarebbe stato bello, pure, avere a disposizione anche qualche dettaglio sul making off, oppure immagini di primi schizzi preparatori.

L'opera è quasi un riciclaggio delle passate versioni, ma riesce a racchiudere ancora il suo splendore. Un titolo che è invecchiato benissimo, senza dubbio. Un’ottima occasione per le nuove generazioni che ora possono provarlo senza problemi, specialmente in un’Europa che ha dovuto soffrire l’assenza di tantissimi capolavori del passato.Arriva da noi italiani in sola lingua inglese e ciò potrebbe scoraggiare molti, ma possono incoraggiarsi sul fatto che i dialoghi presenti sono pochi e, inoltre, la traduzione inglese è nuova di zecca e presenta registri diversi in base all’era visitata. Lasciarselo sfuggire per questo sarebbe un delitto! Dopotutto, Chrono Trigger rimane sempre lui. Semplice ma epico, riuscendo a rimanere nel cuore di appassionati del genere e non.

COMMENTO
Vincenzo "Vinz" Petrassi

Senza dubbio un ritorno gradito. Da fan della serie non posso che essere deliziato dal porting che, al di là degli affetti e sentimenti nostalgici, va valutato per quello che è: un grande “copia e incolla”. Si poteva fare di più, questo credo che lo sappiamo tutti, ma Chrono Trigger rimane sempre lui. Nella sua semplicità coinvolge ancora oggi, grazie ad una cura nella realizzazione ragguardevole, così come per l’OST del maestro Mitsuda che merita di essere comprata per collezione. Chi non l’ha mai giocato lo prenda subito, chi lo ha già finito sbloccando ogni finale e spulciando ogni angolo può comodamente attendere un calo di prezzo, sempre se vi siano rimaste copie!

GRAFICA:7Sprizza stile da tutti i pori grazie al design curato e la cura nei particolari.
SONORO:8Una colonna sonora che ancora stupisce e rimane nel cuore dei fan.
GIOCABILITà:9.5Immediato e semplice. Ottima l’idea d’implementare due versioni del battle system e l'utilizzo del touchscreen.
LONGEVITà:8Non è un asso in questo comparto, ma le tante subquest e i nuovi extra sanno regalare nuove ore.
VOTO FINALE8
PRO:- Storia all'apparenza semplice, ma profonda
- Ottima nuova traduzione
- Colonna sonora da oscar e nuovi extra...
CONTRO:- ... che non risultano all'altezza del porting
- Difficoltà tarata verso il basso
- Tutto in inglese
Chrono CrossIl seguito di Chrono Trigger, purtroppo inedito in Europa.
Final Fantasy IVUn altro classico della Square degli Anni Novanta.
SCHEDAGIOCO
Cover Chrono Trigger

Chrono Trigger

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