Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo

Dragon Quest torna in Europa, su Nintendo DS!
Scritto da Vincenzo "Vinz" Petrassiil 07 settembre 2010
Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo Recensione

Serie cult in Giappone e amatissima in America, quella di Dragon Quest è stata una grandissima sorpresa per noi europei quando, nel 2006, arrivò anche da noi l’immenso ottavo episodio su PlayStation 2 che, contro ogni aspettativa per via delle sue meccaniche incredibilmente old-style mischiate ad una realizzazione grafica di primissimo ordine, ebbe un successo clamoroso.

Nel 2010 giunge finalmente Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo, ma su Nintendo DS, scelta che ha fatto discutere tutta la fanbase, che non solo riporta i capitoli principali della saga su console Nintendo, ma anche una serie di cambiamenti che vanno a caratterizzare di più il nono episodio di una serie che da vent’anni è famosa per le sue meccaniche rigide.


Vicissitudini di un angelo (caduto)

Scegliamone dapprima il sesso, poi la capigliatura, la forma degli occhi, la carnagione, le varie colorazioni, infine il suo nome ed ecco il nostro angioletto, sì avete letto bene: un angelo. Dragon Quest IX ci mette nei panni di un celestiale in erba che, sotto la guida del maestro Falko, aiuta i suoi compagni divini nella protezione degli umani per ordine del misericordioso come si fa ormai dai tempi più antichi. Sotto i dettami di un’antica profezia, quando i celestiali avranno raccolto abbastanza benessenza, cristalli che racchiudono la gratitudine degli umani nei loro confronti, il grande albero del mondo, Yggdrasil, rilascerà i suoi frutti che faranno ascendere al regno del misericordioso tutti i custodi.Ad inizio storia, il nostro maestro lascia il testimone a noi, adesso guardiani del piccolo villaggio di “Cascate Angeliche”. Dopo una prima parte che serve a farci prendere confidenza con i comandi di gioco, arriviamo al primo momento clue della storia: l’eroe è il celestiale che consegna ad Yggdrasil gli ultimi cristalli di benessenza rimasta, facendo sì che i sacri frutti siano mostrati. Nel pieno della felicità del protettorato ci si prepara per ascendere al regno del misericordioso, ma… ma… una serie di eventi imprevisti sconvolgerà la situazione festosa, il nostro protagonista precipiterà sulla terra con effetti collaterali imprevisti: abbiamo perso le ali e l’aureola. Cosa ne sarà di noi una volta custodi dell’umanità e ora apparentemente disfatti delle nostre doti?

Entriamo così nel vivo della storia di Dragon Quest IX. Ricoverati presso il villaggio anzitempo protetto, l’ex angelo inizierà un viaggio in lungo e in largo il mondo di gioco, passando da città in città scortato dalla singolare fata Stella, pilota dell’Espresso Celeste che solcava i cieli per volere del misericordioso, inizialmente con lo scopo di aiutare genti delle città visitate per riacquistare il titolo di celestiale e poi l’importante compito di ritrovare i frutti del grande albero che, essendo dotati di immenso potere magico, potrebbero causare guai se cadessero in mani sbagliate…


Alla ricerca dei frutti perduti

Addentratici ufficialmente nel pieno del gioco, Dragon Quest IX comincia a mostrare i tratti intangibili del genere a cui appartiene. Essendo il nostro hobby più ricorrente il viaggio, nello svolgersi della storia, questo sarà condito anche da estenuanti combattimenti.

Mentre lo schermo superiore ha il compito di visualizzare mappe e informazioni utili, gli spostamenti del nostro protagonista e l’accesso ai vari menù sono riservati al touch screen che può contare sull’aiuto completo del pennino per ogni azione, ma a nostra discrezione poiché tutto il gioco si può completare senza l’ausilio di quest’ultimo. L’avatar si sposta tramite l’utilizzo della classica croce direzionale in otto direzioni, mentre con lo stiletto si traccia una freccia che indica la direzione desiderata. Ogni azione è suggerita dalle icone che compaiono su schermo e si eseguono con il tasto A, mentre con il tasto X si accede al menu di gioco e il tasto Y visualizza la mappa del mondo con la descrizione degli ultimi eventi, cosicché da non perdere mai di vista lo svolgersi della trama.Fin qui sembra tutto nella norma, ma la piccola rivoluzione del gioco va a riguardare i combattimenti, non più casuali quando si gironzola per i vasti field, mentre lo sono invece durante i lunghi tragitti per nave. Nel nostro girovagare vedremo quindi spuntare continuamente gli sprite 3D dei nemici su schermo che, avvistandoci, ci verranno appresso per iniziare la battaglia. Negli scontri vige il classico battle system a turni, i quali sono condizionati dalle caratteristiche dei componenti del nostro gruppo. Il party può essere regolato dalla IA in caso si scelga di seguire una tattica, oppure (consigliato) decidiamo noi tutto il da farsi. Tra i vari comandi di attacco e uso di abilità varie compare una nuova azione: il “colpo di grazia” che va ad interessare uno degli aspetti più importanti del gioco, il Job System.


Classi da scegliere

L’abbiamo detto: il gioco presenta il job system; la possibilità di scegliere se essere un mago, guerriero, sacerdote, ladro e lottatore, qui chiamate comunemente “vocazioni”. Per via dei suoi abiti “strani” l’ex custode sarà considerato inizialmente un “clown”, classe che definiremmo di base che utilizza armi varie come spade e ventagli. Ogni vocazione possiede cinque abilità da sviluppare come meglio si crede. Ad ogni passaggio di livello crescono le caratteristiche e in alcuni specifici sono conferiti punti abilità con cui si accrescono le proprie competenze. Una delle abilità è speciale: il clown possiede la flessibilità, il mago l’incanto, il sacerdote la fede e via di questo passo. Difatti, la differenza tra i vari job va dal tipo di abilità e incantesimi da poter apprendere ai tipi di equipaggiamenti che si possono indossare. Il già citato “colpo di grazia” eseguibile nelle battaglie è un’abilità speciale unica per ogni vocazione che si attiva casualmente dopo una qualsiasi azione. Il clown può effettuare la “flash dance” che aumenta a dismisura l’agilità e permette di schivare più facilmente gli attacchi fisici, mentre il guerriero può effettuare un attacco critico con danni considerevoli, oppure il sacerdote, grazie al coro angelico, ripristina una buona parte degli HP e rimuove gli status anomali.


Predomina il fiabesco

Viene parzialmente abbandonato anche lo svolgimento della trama lineare. Dragon Quest IX lascia al giocatore la facoltà di esplorare le città nell’ordine che si preferisce a un certo punto del gioco e si vivono piccole avventure nelle locazioni che si visitano, legate al recupero del frutto magico precipitato in quel luogo. Caratterizzate da eventi classici e situazioni non molto originali, le storielle riescono a farsi piacere e ripercorrono lo schema “arrivo in città - evento che sconvolge tutto - affrontare il dungeon - sconfiggere il boss di turno-epilogo”. La storia principale in sé, come da tradizione della serie, ha in impronta molto fiabesca e affronta i vari temi trattati con assoluta leggerezza senza perdersi in vie troppo seriose se non nel finale (chi ha finito il gioco capirà di cosa parlo, ndr).

Parlando dei personaggi, tralasciando le comparse negli eventi delle varie città visitate, sono pochi ed essenziali, come Stella che ci segue ovunque e giudica con fare altezzoso chiunque, compreso l’avatar, il nostro mentore che si rivelerà una pedina essenziale nello svolgersi della storia e altri personaggi buffi come il capo dei custodi. Tuttavia, quello che più colpisce in questo nono capitolo sono i compagni che il protagonista ospita nel party, non più comparse che per ragioni proprie si legano alla nostra causa, ma…


L’anonima brigata

Nell’ottavo capitolo facevamo conoscenza di amici come il ladro dal cuore tenero Yangus, la maga dal bollente spirito Jessica e il templare dai vizi molto terreni Angelo. Ebbene, pur non essendo dei campioni di caratterizzazione, quei personaggi riuscivano a farsi piacere, ma in Dragon Quest IX purtroppo viene adottata una formula molto differente: i compagni di battaglia si creano da zero. Arrivati nella seconda città del gioco, Stornland, accompagnando una delle comparse d’inizio gioco, Patty, presso una locanda che passa sotto la sua gestione sarà disponibile arruolare i membri del party da una lista con alcuni già prefissati (l’essenziale è scegliere quelli coi job che interessano) oppure crearli da zero scegliendone l’aspetto. A causa di ciò, i membri del gruppo con cui viaggiamo sono solo pedine all’interno delle battaglie che non hanno alcun ruolo nello svolgersi della storia, scelta molto discutibile che lascia l’amaro in bocca a chi si aspetta di guidare un gruppo di amici verso l’avventura.

Dragon Quest IX è essenzialmente pensato per sfruttare le potenzialità multiplayer del DS, attivabile presso la locanda di Stornland. In compagnia di amici, ognuno con una scheda di gioco propria, si può creare un party nel giocatore ospitante. I giocatori invitati possono girovagare nel mondo dell’ospitante, raccogliere i tesori degli scrigni blu, combattere (da soli è sconsigliato soprattutto negli antri), scambiare mappe del tesoro, poter assistere alle scene d’intermezzo, ma non continuare la storia, e dare aiuto contro i boss quando è attivato il comando “chiamata alle armi” che richiama gli ospiti nel party, anche se si può partecipare ad una battaglia in corso. Il divertimento certo non manca, anche perché si può utilizzare la connessione Wi-Fi per giocatori molto più lontani. Alla fine di ogni sessione si ottengono i livelli ottenuti e oggetti trovati. Il problema, specialmente in italia, è trovare i compagni di gioco, ma fortunatamente il Wi-Fi aiuta un poco.


Un mondo vasto e pieno di extra

Eccoci arrivati ad un punto focale del gioco. Anche qui abbiamo un mondo di gioco vasto, pieno di passatempi che riescono a rubare moltissime ore. In primis vi sono le missioni secondarie, oltre cento, che sono abbastanza varie: può venire richiesto di portare un tot numero di oggetti appartenenti a mostri, procurare qualcosa tramite descrizioni vaghe, effettuare uno o una serie di gesti del gruppo oppure compiere determinate azioni in battaglia sotto specifiche condizioni. È proprio tramite alcune subquest che otteniamo l’accesso a classi speciali per i nostri beniamini. Infatti vi sono altre classe extra che contano ad esempio il paladino, il gladiatore (versione potenziata del guerriero, utilissima), il maestro d’armi, il saggio, ecc. ognuna con le proprie caratteristiche e utilità.

Insieme a queste torna anche il pentolone alchemico, ora una sorta di oggetto animato che, situato sempre a Stornland, prepara oggetti istantaneamente tramite le ricette da cercare negli scaffali di libri girando di città in città, perlustrando ogni casa e persino dungeons. L’Alchemicon conta un centinaio di ricette e completarlo tutto richiederà molto tempo e soprattutto ingredienti, adesso più semplici da trovare grazie all’idea di aver piazzato in zone specifiche della mappa giacimenti di risorse utili che, dopo essere state raccolte, ricompaiono dopo un certo periodo. Altro metodo per ottenere ingredienti è la consultazione del DQTS, un negozio online che si aggiorna una volta al giorno tramite la connessione in Wi-Fi, che fornisce alcuni pezzi quasi introvabili nonché missioni extra e ospiti nella locanda che offrono oggetti speciali. Infine abbiamo le mappe del tesoro, tantissime. Dopo averne trovato una basterà selezionarla dal menù oggetti nell’apposita voce. Viene mostrata una porzione di mappa che indica il punto in cui si trova l’entrata nascosta, il che comporta un'esplorazione delle zone familiari per essere trovata. Le mappe del tesoro sono buone per trovare tesori importanti e nemici nuovi che forniscono molta esperienza, così come i boss di fine dungeon, abbastanza ostici da battere (il primo, Equinox, mi fece arrabbiare abbastanza, ndr). Il problema principale degli antri è la loro monotonia che si avverte dopo averne completati decine, ma sono anche gli unici posti dove si possono trovare i Re Slime Grigi dopo un certo livello (molto, molto alto!).

L’esperienza complessiva va a coprire quasi cinquanta ore di gioco se si procede spediti nella sola quest principale senza occuparsi tanto degli extra, ma in caso ci s’impegna a completare punteggi come il guardaroba, l’alchemicon o le mappe del tesoro, questa va ben oltre le cento ore, facendo di Dragon Quest IX un gioco tra i più longevi, nonché di facile assuefazione.


Grafica e sonoro da favola, o quasi

Sul piano tecnico, s’è svolto un ottimo lavoro. Dragon Quest IX si muove grazie ad un motore grafico di primissimo ordine che sfoggia vasti field completamente 3D. Gli sprite degli oggetti e dei personaggi più secondari sono rigorosamente in due dimensioni, mentre quelli dei personaggi principali sono in tre dimensioni e, in particolare per i membri del party, s’è fatto un eccellente lavoro. Sono, infatti, centinaia i modelli 3D delle varie armature, armi, scarpe e chi più ne ha più ne metta. Un lavoro maniacale questo poiché ogni oggetto che equipaggiamo va a comparire sui modelli del party. Tutto il mondo di gioco è ambientato nella più tipica ambientazione fantasy-medievale e si avvale del character design di Akira Toriyama come da tradizione, il quale ha come sempre disegnato anche i numerosi mostri che si incontrano, tutti abbastanza caratterizzati nonché certe volte buffi (in particolare mi è piaciuto il design delle vesti dei celestiali).

A contrapporsi a tanta beltà c’è un comparto sonoro abbastanza sottotono. Tolti quei pochi BGM carini come quello del protettorato dei celestiali, la stessa battle theme diventa noiosa, ma mai quanto la boss battle theme abbastanza anonima; fortunatamente per la battaglia finale ci ritroviamo un tema ben riuscito, ma neanche questo memorabile. Parlando degli effetti sonori, siamo su buoni livelli senza toccare vette molto alte. Insomma, Dragon Quest VIII era meglio in quest’ambito, diciamocelo! Questo nuovo episodio purtroppo ci delude.


Verdetto finale

Dedichiamo prima della conclusione qualche riga sulla traduzione del gioco. Da noi arriva in italiano e non mancano tocchi di stile che vanno dai buffi nomi dati ai mostri, in linea con la traduzione di Dragon Quest VIII, all'utilizzazione dei vari dialetti atti a caratterizzare diversi personaggi nonché un’intera città. Non dovremo meravigliarci se leggeremo frasi in dialetto fiorentino, oppure siciliano e napoletano, tuttavia la scelta potrebbe non piacere ai più, ma noi crediamo che sia un dato passabile e invitiamo a godersi il gioco così come c’è arrivato.

Parlando del globale, Dragon Quest IX se l’è cavata benissimo. Ci ritroviamo un buon JRPG classico che in linea con la tradizione della serie offre un gameplay rigido fatto di scontri a turni, menù non d’immediata comprensione, la possibilità di salvare i progressi nelle sole chiese (il salvataggio rapido è un backup che ci permette di continuare dal punto cin cui ci fermiamo) e resuscitarci i compagni caduti.  Il job system permette di variare un po’ il gameplay, anche se si può completare il gioco senza mai cambiare le classi di ciascun personaggio. Oltre ciò la difficoltà è leggermente diminuita rispetto al passato.

Il gioco nel tempo di prova, che si è attestato sulle settanta ore, ha divertito. Non siamo dinanzi ad un capolavoro, ma ad un titolo che fa dell’old school la sua bandiera. Insomma, Dragon Quest IX non garberà a chi cerca un gameplay più variegato, ma certamente è un JRPG da possedere se si è amato il precedente, colossale, capitolo su PS2.

COMMENTO
Vincenzo "Vinz" Petrassi

Ho amato Dragon Quest VIII, e quando seppi che il IX sarebbe stato sviluppato su Nintendo DS mi aspettavo non grandi cose. Alla fine, il nono capitolo della saga mi è piaciuto, seppure non mi abbia affascinato quando il precedente, e lo consiglio ai fan dell'VIII e dei bei JRPG.

GRAFICA:9Vasti ambienti tridimensionali e modelli molto curati. Davvero una gioia da guardare.
SONORO:7Le musiche diventano presto ripetitive e gli effetti sonori non sono il top, ma svolgono bene il loro dovere.
GIOCABILITà:8Meccaniche classiche mischiate con mob visibili e job system.
LONGEVITà:9.5Dannatamente divertente quanto vasto. Ruba centinaia di ore se riesce a catturare il giocatore.
VOTO FINALE8
PRO:- Vasto e pieno di extra
- Graficamente molto buono
- Storia e atmosfera fiabesca
CONTRO:- Comparto sonoro un po’ esiguo
- Il party è anonimo
- Sconsigliato ai non amanti dell'old school
Dragon Quest - L'odissea del Re maledettoVastissimo e mosso da un eccellente engine, Dragon quest VIII è stato un successo clamoroso.
Final Fantasy IVIl ritorno di un classico su Nintendo DS.
SCHEDAGIOCO
Cover Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo

Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo

Scheda completa...
Dragon Quest IX: Le Sentinelle del Cielo2010-09-07 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-ds/dragon-quest-ix-le-sentinelle-del-cielo/Dragon Quest torna in Europa, su Nintendo DS!1020525VGNetwork.it