Fire Emblem: Shadow Dragon

Il primo capitolo della mitologica saga Nintendo, finalmente, in Europa
Scritto da Lorenzo "Kobe" Fazioil 19 marzo 2009
Fire Emblem: Shadow Dragon Recensione
La voglia di remake può essere un’arma a doppio taglio. Lo sanno bene gli utenti Wii che tra la linea New Play Control!, tra l’ennesima trasposizione di un vecchio Resident Evil e perle fortunatamente riscoperte come Okami, gioiscono e maledicono gli astri a seconda di che titoli e di come questi vengono trasposti. Anche il DS si è reso partecipe al ritorno di tanti classici: Chrono Trigger, Super Mario 64, svariati Dragon Quest e Final Fantasy, questi sono solo alcuni dei tanti nomi tornati su due schermi con le opportune modifiche e potenziamenti.
Giusta o sbagliata che sia, questa strategia rende indubbiamente felici tanti utenti quando le cose sono fatte per bene quindi, perché non continuare? Ecco dunque l’ennesimo classico Nintendo riscoperto, aggiornato e lanciato sul mercato in cerca di una seconda giovinezza. Questa volta la scelta è caduta su Fire Emblem, sul primo capitolo della saga uscito nel 1990 su NES. Le cose, per noi poveri Europei, si fanno particolarmente interessanti, visto che pur trattandosi di un remake, l’originale non si è mai fatto vedere dalle nostre parti, bloccato e confinato al solo territorio giapponese. Rifacimento o meno, dunque, andiamo alla scoperta di qualcosa che in realtà non abbiamo mai visto.

Quando vincere non è la sola cosa importante

 

Descrivere Fire Emblem: Shadow Dragon paragonandolo a un altro gioco è quanto di più semplice si possa fare. Basta leggere il curriculum di Intelligent Systems, storica software house di Nintendo e genitrice della suddetta saga, per trovare il suo termine di paragone: Advance Wars. Entrambi infatti, sono JRPG strategici a turni ed entrambi fanno della tattica e dell’uso del cervello i principali requisiti.

Muovendo le nostre truppe su una mappa in 2D, i vostri spritosi soldati potranno muoversi solo di un certo numero di caselle per turno. L’ampiezza dei loro spostamenti varierà a seconda del tipo di terreno in cui si muovono e del tipo di unità al quale fanno riferimento: un cavaliere sarà avvantaggiato da questo punto di vista rispetto a un semplice fante. Osservando dall’alto il campo di battaglia il compito del videogiocatore sarà sempre quello di sconfiggere le truppe nemiche e di conquistare il forte di turno, dispiegando nel modo migliore gli uomini a disposizione per limitare le perdite. Già, perché a differenza di un qualsiasi Advance Wars, in Fire Emblem ogni soldato sarà unico e irriproducibile. Battaglia dopo battaglia farete la conoscenza di nuovi guerrieri vogliosi di entrare tra le vostre fila e grazie a dialoghi rappresentati tramite splendidi artwork dei personaggi, imparerete a conoscerli uno per uno. Nemmeno a dirlo si creerà un legame particolare con ognuno di loro, che potrebbe anche essere definito tramite il termine “affetto”. Durante le battaglie, dunque, non ci sarà solo la voglia di vincere, ma anche quella di farlo, senza veder morire nessuno degli uomini del vostro esercito. Come anticipato, infatti, la morte è una e irreparabile: perso quel cavaliere non potrà più tornare in vita e la vicenda narrata andrà avanti senza di lui. Il “fattore affetto” è insomma il discriminante tra Fire Emblem e tanti altri strategici a turni. Là dove basta semplicemente una vittoria per giungere al livello successivo, con il titolo Nintendo l’utente si troverà a dover fare i conti non solo con la difficoltà intrinseca di ogni scenario, ma anche con la sua necessità emotiva di non perdere i suoi uomini.


Morra cinese e una spruzzatina di GDR

Fire Emblem: Shadow Dragon, tuttavia, vive anche di altro: innanzi tutto non si può ignorare l’ormai storica “morra cinese” delle armi, se si vuole avere la meglio sull’avversario. Un’unità equipaggiata con un ascia avrà più facilmente la meglio su di uno con una lancia, che a sua volta batterà facilmente un soldato armato di spada, che a sua volta avrà vita facile contro l’ascia. Un gioco di vantaggi e svantaggi, insomma, da tenere sempre in considerazione tanto quando è il vostro turno per muoversi e attaccare, sia quando invece dovrete difendervi.

Ciò che è più, prima di ogni battaglia dovrete decidere quali unità schierare sul campo di battaglia. Dopo i primi livelli, infatti, vi ritroverete con un esercito troppo vasto per essere schierato al completo e dovrete iniziare a compiere le prime scelte. Queste naturalmente dovranno tenere conto dei nemici che dovrete affrontare, della tipologia di unità che vi servono e anche della forza di ogni vostro uomo. Alla stregua di un qualsiasi GDR anche i personaggi di Fire Emblem: Shadow Dragon battaglia dopo battaglia accumuleranno esperienza e miglioreranno contemporaneamente le loro statistiche di difesa, attacco, velocità e così via.

Tuttavia rispetto agli episodi seguenti (che poi sono precedenti, in realtà), questa iterazione perde alcuni tatticismi: non sarà possibile trasportare a cavallo unità con ridotta capacità di spostamento né farli spingere dagli alleati sempre per guadagnare qualche casella in più. Piccoli dettagli che se faranno indispettire i giocatori più esperti per la loro mancanza, per gli altri sarà solo una gradita semplificazione per un titolo già di per sé esigente in termini di materia grigia.


Una splendida e lunga battaglia

Se ciò non bastasse, Fire Emblem: Shadow Dragon può contare anche su una storia che è tanto scontata quanto ben narrata e coinvolgente. Il principe Marth, nel prologo, sarà costretto a scappare dal suo regno, il Regno di Altea, per l’invasione della vicina Doluna. Nemmeno a dirlo il nobile guerriero avrà come unico scopo quello di tornare in patria, riappropriarsi del trono e salvare la sorella imprigionata.

L’avventura principale così si evolverà attraverso più di venti capitoli che promettono di tenervi impegnati per più di una semplice settimana. Se poi non bastasse, grazie al supporto alla Nintendo Wi-Fi Connection, potrete sempre scambiare i soldati assoldati tra le vostre fila o, meglio, organizzare qualche battaglia.

Anche da un punto di vista tecnologico il titolo di Intelligent Systems non delude. Dettagliate le mappe, ben animati gli sprite dei personaggi anche durante le scene di battaglia, anche se eccessivamente avidi di particolari. Splendidi poi gli artwork attraverso cui viene narrata la vicenda. Buone anche le tracce sonore, capaci di sottolineare l’enfasi o la serenità delle situazioni mostrate su schermo.


Lottiamo per Altea?

Se vi state chiedendo se sia valsa la pena di aspettare quasi vent’anni per giocarsi uno strategico a turni, la risposta in questo caso è positiva. Fire Emblem: Shadow Dragon si rivela un ottimo titolo pur non portando alcuna novità al genere. La trama, scontata ma abilmente narrata, l’ottimo sistema strategico legato alla morra cinese, il caratterizzato cast di personaggi e soldati che faranno la loro comparsa nell’avventura, la possibilità di giocare on-line, sono tutte caratteristiche a favore del gioco, che è sicuramente consigliato a tutti gli amanti del genere, ma anche a tutti i neofiti incuriositi dagli strategici a turni e dalla saga. Sconsigliato solamente a chi è avverso a giochi simili: come già detto, Fire Emblem: Shadow Dragon non presenta nulla di più ma nemmeno nulla di meno dei canoni del genere.
COMMENTO
Lorenzo "Kobe" Fazio
Personalmente ho sempre avuto un po’ di paura nei confronti del genere: troppo difficili e complicati in certi frangenti. Poi non parliamo di Fire Emblem dove a ogni passo rischi di giocarti il tuo cavaliere preferito. Eppure questo capitolo viene incontro a qualsiasi esigenza dell’utente. C’è un livello di difficoltà molto semplice, per neofiti, e uno molto difficile per gli esperti, in modo che tutti possano essere accontentati. Dopo aver giochicchiato al capitolo per Wii non posso che consigliare anche quest’iterazione per la piccola di casa Nintendo: c’è tutto e le sfide in multiplayer sono il valore aggiunto. Prendetelo anche se avete “paura” di questo genere di titoli.
GRAFICA:7.5Buona la resa delle mappe e le animazioni dei personaggi. Gli sprite dei guerrieri però, avrebbero potuto essere un po’ più dettagliati. Un applauso agli splendidi artwork.
SONORO:7.5Pochi brani ma buoni. Sufficienti gli effetti sonori.
GIOCABILITà:8.5Uno dei migliori rappresentanti del genere. Difficile al punto giusto, elimina anche qualche tatticismo di troppo per venire incontro ai neofiti.
LONGEVITà:8Venticinque capitoli sono già di per se tanti, ma se non vi bastassero potrete sempre sfidare un amico.
VOTO FINALE8
PRO:- Uno dei migliori strategici a turni su portatile
- Modalità multiplayer interessante
CONTRO:- Gli esperti sentiranno la mancanza di alcune features
- Per alcuni troppo difficile
Advance Wars: Dark ConflictIl secondo episodio uscito su DS della serie "sorella" di Fire Emblem.
Fire Emblem: Radiant DawnL'ottimo capitolo uscito su Wii, conclusivo della saga di Tellius.
SCHEDAGIOCO
Cover Fire Emblem: Shadow Dragon

Fire Emblem: Shadow Dragon

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Fire Emblem: Shadow Dragon2009-03-19 15:53:06http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-ds/fire-emblem-shadow-dragon/Il primo capitolo della mitologica saga Nintendo, finalmente, in Europa1020525VGNetwork.it