Gli anni passano, cambiano le console, i supporti le scelte tra casalingo e portatile ma il mondo di harvest moon non cambia mai. Il gestionale di vita agreste che accompagnale console della casa di Kyoto da una vita è alla sua ennesima incarnazione. Arcipelago solare per il fortunatissimo DS ripropone una formula originariamente creata nel 96 riportandola negli schermi di oggi con un chara design mangoso e poche novità.
Il sole del mattino sul nostro arcipelago.
Giusto per i neofiti della serie rimarchiamo i punti focali che accompagnano la serie da oramai molti anni. Harvest Moon è un simulatore di vita agricola in cui si impersona un contadino che prontamente viene in possesso di un Ranch/Fattoria dove dovrà occuparsi dell'agricoltura locale, del bestiame e principalmente della ripresa “economica” del luogo in questione. Il contadino che impersoneremo dovrà infatti curarsi di zappare la terra, prepararla e coltivarla per poi rivendere i frutti che amorosamente ha raccolto dal sudore della propria fronte. Insieme all'agricoltura man mano che la situazione economica andrà migliorando si potrà comprare del bestiame, creare un pollaio, una stalla, e utilizzare gli animali per ottenere altri beni da rivendere. All'apice dell'esperienza c'è anche un largo intrattenimento sociale con gli abitanti del luogo che man mano, ci aiuteranno a superare i momenti stagionali più difficili con vari suggerimenti e con una serie di eventi che coinvolgeranno il giocatore in attività di puro svago. Potremo pure decidere di intrattenerci in relazioni che porteranno al matrimonio e alla creazione di una vera e propria famiglia. Ad “opprimere” il giocatore durante l'esperienza ci sarà il calendario e il fattore tempo che in Harvest Moon hanno una parte fondamentale. Il tempo è tiranno come si suol dire e sfruttarlo al meglio per eseguire i compiti giornalieri sarà una vera impresa. Nel gioco le giornate durano pochi minuti ed ad aggravare la situazione ci si mette anche la stanchezza del nostro Alter-ego. Ogni azione equivale ad uno sforzo fisico e per riprendersi bisognerà rifocillarsi o dormire. Mancando questi 2 bisogni il nostro personaggio stremerà letteralmente a terra per la stanchezza, causando cosi il ritardo del lavoro e la possibile perdita del raccolto. Le stagioni come il tempo passeranno man mano con i vari mesi portando con loro i cambi di temperatura e la tipologia di raccolto adatta. Questa è la base tipica di ogni Harvest Moon, quello che invece differenzia Arcipelago solare dagli altri è quel pizzico di Rune Factory (fratello gemello di Harvest Moon ma con molte componenti ruolistiche) che non guasta. L'ambientazione di gioco infatti è un insieme di isole emerse popolate da folletti che il protagonista scoprirà dopo essersi dedicato con un po' di costanza al duro lavoro della fattoria. Questi folletti porteranno il giocare alla scoperta di nuove isole tramite le pietre solari magiche. Inizialmente si avrà a che fare con un piccolo arcipelago ma man mano i rapporti con i folletti e la scoperta delle pietre solari aumenteranno queste cresceranno esponenzialmente di numero. Ogni isola ha una funzione particolare, e starà al giocatore scoprire come sfruttare al meglio i doni che queste forniscono.
Zappare in un tocco.
Il gameplay di HM:Arcipelago Solare sfrutta in buona parte le potenzialità del touch screen del DS per semplificare quelle già fin troppo monotone azioni che riempono le giornate del titolo. Tutte le azioni tramite un sistema ad icona vengono svolte sul touch screen mentre lo schermo superiore tiene conto della mappa di gioco o delle descrizioni dei vari menu. Il tutto funziona egregiamente con un interfaccia semplice e comprensibile anche ai meno esperti. Qualora si preferisse l'uso analogico, i pulsanti funzionano con la stessa agevolezza del touch screen lasciando cosi al giocatore la scelta del sistema che preferisce.
Arcipelago Solare
Graficamente il gioco si presenta in maniera squisita, seppur non abbondante di troppi particolari, il mondo di gioco è coloratissimo e ricco di personaggi strambi che accompagneranno il giocatore in una piacevole esperienza visiva. Gli ambienti interni sono ben curati e ogni isola e tutta da scoprire. La scelta poi di far interpretare i dialoghi tramite delle figurine in stile manga non fa che enfatizzare e impreziosire l'intero contesto di gioco. Dal punto di vista del sonoro come i precedenti capitoli Harvest Moon fa il suo dovere alternando temi orecchiabili a secondo della situazione o stagione che si sta vivendo, l'insieme di suoni esagerati dal chiaro richiamo ironico agevolano il passare del tempo.
Inutile parlare della longevità che come al solito si attesta su livelli altissimi, le poche attività di cui abbiamo parlato sono solo la punta dell'iceberg di quello che portano con sé i titoli della serie e Arcipelago Solare non è da meno, certo bisogna armarsi di molta pazienza. Harvest Moon non è per niente un gioco immediato per quanto l'ottimo tutorial spieghi in modo semplice e rapido le meccaniche iniziali di gioco, il tempo che si passa nel lavorare è più di quello passato a godere dei frutti del duro lavoro inizialmente, situazione che si ribalta con l'impegno.
Arcipelago Solare è l'ennesimo Harvest Moon è forse questo è il suo più grande difetto o pregio secondo dei casi. Un gioco che richiede molto tempo e da soddisfazione a lungo termine. Nonostante le piccole aggiunte in questo capitolo inoltre non si vedono grosse evoluzioni all'orizzonte e chi ha già giocato i precedenti capitoli potrebbe non essere interessato a rivivere l'esperienza.