Un tuffo nel passato di Kingdom Hearts per la piccola console Nintendo.
La serie Kingdom Hearts è da ormai una decina d’anni uno dei punti di forza di Square-Enix, la quale conosce bene la sua base di fan e cosa essi vogliono. Però, le regole del mercato stanno remando contro la serie stessa e, piuttosto che concentrarsi a pieno regime sul terzo attesissimo capitolo, Square ha ben pensato di iniziare una serie di spin-off del filone principale. Purtroppo, come la storia ci insegna, non sempre queste creazioni di contorno sono all’altezza dell’originale. Giusto per fare un paio di esempi, Kingdom Hearts Birth by Sleep, ultimo pargolo della serie approdato recentemente su PSP, è sicuramente un gioco che sia i fan che i possessori della console SONY non possono lasciarsi sfuggire; d’altro canto, Kingdom Hearts 358/2 per Nintendo DS è stato fortemente criticato dalla maggior parte della stampa mondiale e dai fan stessi provocando un bel tonfo nell’acqua a mamma Square. All’annuncio del nuovo Re:Coded per DS tutti ci siamo messi a sperare che finalmente potesse essere la volta buona per i possessori della console Nintendo di ricevere un Kingdom Hearts degno di questo nome e, dopo qualche mese di attesa, possiamo finalmente vedere con i nostri occhi che cosa l’azienda giapponese ci ha riservato. Siete curiosi? Allora procediamo!
Ma questo l’ho già visto…
A primo impatto Re:Coded pare proprio essere una specie di riassunto dei primi due capitoli apparsi su PlayStation 2. D’altro canto, se invece guardiamo la sua prospettiva iniziale, il gioco Square è il primo tra gli spin off a spingersi oltre i fatti accaduti nel secondo capitolo. Per farla breve, il Grillo Parlante che con fatica ha scritto il suo diario personale con le gesta di Sora ed amici, si vede tutto d’un tratto sparire tutto ciò che aveva riportato su carta e quel che gli rimane è solo un’interminabile distesa bianca. Allarmato dalla situazione chiede consiglio a Re Topolino che, per vederci più chiaro, decide di digitalizzare il diario ed in questo modo vengono scoperti molti inghippi che hanno compromesso la storia narrata. Per sistemare le cose Topolino decide di ingaggiare una versione virtuale di Sora che avrà il compito di passare in rassegna tutti i capitoli delle sue avventure passate. Il “passate” fa ben capire che ci ritroveremo nelle situazioni già viste nei giochi PS2, seppur con una profondità nettamente minore vista anche la natura portatile del gioco. Anche a livello narrativo questo ritorno al passato perde il confronto con le origini e senza aver giocato le versioni casalinghe molti collegamenti mentali non possono essere capiti. Sotto questo aspetto si doveva rimediare perché chi vuole iniziare a scoprire il mondo di Kingdom Hearts da questo Re:Coded trova solo molti dubbi e poche certezze, il che non può che portare al recupero dei capitoli 1 e 2 per PS2. (tempo sprecato? Ndr.)
Nel centro dell’azione! Vai Sora!!!
Re:Coded, sotto l’aspetto dei controlli, riprende appieno la struttura già collaudata nei capitoli precedenti. I quattro pulsanti sono adibiti a: attacchi normali, attacchi speciali, salto e schivata/ parata. Niente di più semplice e riuscito, che piacerà sia a coloro che sono già abituati con i comandi dei vecchi Kingdom Hearts sia chi proverà il gioco per la prima volta. La croce direzionale, adibita al movimento del personaggio, pare aver sistemato in parte i grossi problemi riscontrati nel 358/2 ma ancora soffre di qualche imprecisione soprattutto nel momento in cui ci si appresta a svolgere un salto. Tra l’altro, il gioco è provvisto di un sistema di salto automatico che si attiverà non appena sarete in procinto di compiere un balzo. Bello vero? Peccato che il sistema funzioni quando piace a lui e molte volte vi ritroverete a dover fare e rifare uno stesso percorso per via di salti sbagliati. Stessa cosa dicasi quando il salto lo vorrete eseguire voi mediante la pressione del pulsante, perché i movimenti di Sora sono piuttosto macchinosi e prendere la giusta mira può risultare un problema. Anche la telecamera può causare problemi durante il gioco perché non ha un settaggio automatico e molte volte dovrete premere il tasto R per riposizionarla dietro al protagonista. Per gli scontri, invece, viene in aiuto l’autolock che elimina parzialmente questo calvario. Se da un lato la profondità di gioco è garantita dall’evoluzione del personaggio con punti esperienza e mosse nuove, dall’altra questi errori evidenti di programmazione rischiano di compromettere l’esperienza di gioco.
Mostriciattolo vieni qua!
Torniamo un attimo sull’aspetto prettamente videoludico del gioco ossia quello degli scontri. Come ormai siamo abituati anche Re:Coded utilizza il sistema dei combattimenti in tempo reale, attraverso un’interazione diretta con i nemici presenti su schermo. Non è da dimenticare la componente RPG del gioco, ed è così che ad ogni scontro le statistiche di Sora varieranno grazie ai punti esperienza accumulati ed agli oggetti recuperati. Proprio questi ultimi in Kingdom Hearts Re:Coded tornano particolarmente utili… Infatti, il sistema di crescita del personaggio è strettamente legato ai componenti elettronici che riusciremo a recuperare nel corso dell’avventura. Si tratta di circuiti, CPU ed altre componenti tipiche dei computer che, se sistemate in un certo modo, possono potenziare le capacità del protagonista sia in statistiche sia in abilità. Infondo si tratta pur sempre di una versione virtuale di Sora ed infatti questo originale sistema è proprio azzeccato. Le componenti potranno anche essere comprate nei negozi così che ci saranno più modi per progredire. I nemici dobbiamo ammettere che non sono poi molti ed una certa monotonia può insorgere lungo i capitoli della storia. C’è però da segnalare che i Boss sono ben caratterizzati e la loro presenza aiuta a diversificare gli scontri. (molti vi faranno sudare sette camice)
Ma è ancora Kingdom Hearts?
Se ci fermassimo solamente a ciò che abbiamo appena descritto potremmo giungere alla conclusione che Re:Coded è un riassunto stringato dei due episodi apparsi su PS2, ossia un mero remake. Una situazione simile ci avrebbe dato un profondo dispiacere ma per fortuna non è stato così. Infatti, a diversificare l’esperienza di gioco ci pensano le varianti al gameplay inserite qua e là dagli sviluppatori, che evidentemente si erano accorti di non proporre nulla di nuovo. Cosa dovranno affrontare Sora ed i suoi amici di così diverso? Prendiamo come esempio la location di Alice nel Paese delle Meraviglie. Invece di scorazzare mazzolando nemici su nemici dovremo andare alla ricerca di indizi in perfetto stile punta e clicca. Oppure, un altro esempio è Il Monte Olimpo, dove il gioco prenderà la forma di un classico GDR con combattimento a turni, in perfetto stile Final Fantasy. Ci sarebbero anche altri esempi da fare ma ci basta aver dato l’idea che il gioco ha in sé molte varianti interessanti al gameplay originale.
Il classico lavoro Square-Enix.
Parlando dell’aspetto meramente tecnico, Kingdom Hearts Re:Coded non smentisce le capacità di Square-Enix nella parte grafica e sonora. I filmati in CG sono molto ben realizzati e stupisce come siano stati ben infilati nella cartuccia del Nintendo DS senza particolari tagli in qualità. Anche la grafica del gioco in sé è ottima, molto dettagliata e colorata, anche se a volte poco fluida (che si sia raggiunto il limite per la console Nintendo?). L’audio è un altro aspetto su cui la casa giapponese è sempre tra le migliori e le melodie, sia inedite che rifacimenti, sono apprezzabili da tutte le orecchie. Re:Coded è un gioco che migliora a molti difetti presenti nell’episodio 358/2 ma che è ancora recidivo su due aspetti quali telecamera e sistema di controllo direzionale, che possono creare non pochi problemi alla fruibilità del gioco. Invece, il gameplay variegato e l’idea di riassunto delle puntate precedenti si sposano perfettamente, e così gli sviluppatori hanno evitato il problema della zuppa riscaldata. In definitiva si può dire: quasi buona la seconda! Ma quando arriverà Kingdom Hearts 3?
Se volete comunque provare il primo titolo della serie ad essere approdato su Nintendo DS (munitevi di un bel po' di pazienza prima di tutto), potete recuperare 358/2 e giocarvelo in tranquillità.
Il commento dell'autore su Kingdom Hearts: Re:coded
Ripercorrendo la storia di Kingdom Hearts non resta che constatare il fatto che la serie ha perso molto il carisma che i due capitoli per PlayStation 2 avevano sorprendentemente costruito. La forzatura di creare capitoli di contorno e non capitoli della serie principale ha poi fatto nascere una sorta di divisorio tra i fan accaniti e chi ha apprezzato il titolo Square ma non ne va’ propriamente matto. Questo Re:Coded sembra quindi più uno sfizio per i veri appassionati e non un modo per far vivere a chi si avvicina per la prima volta le gesta di Sora. Speriamo che Square-Enix ci dia finalmente il terzo episodio che tanto aspettiamo.
Molto dettagliata e colorata in perfetto stile Kingdom Hearts. Ci sono però momento poco fluidi ed un Sora che pare muoversi a scatti. Siamo arrivati al limite delle capacità del DS.
8
L’audio è come sempre in inglese (ma ci sono i sottotitoli in italiano nei dialoghi) e le canzoni presenti sono sia riprese dai vecchi episodi sia alcune inedite.
7.5
Ottima l’idea di variare il Gameplay originale ed anche la struttura dell’evoluzione del personaggio. Da rivedere invece la telecamera ed anche i comandi direzionali.
7
Ad essere sinceri, dopo le venti orette di gioco di incentivi a ricominciare non ce ne sono molti.