Quanto è difficile la vita dei supereroi. Spetta sempre a loro difendere il proprio pianeta dalle grinfie del cattivone di turno, cui manie di protagonismo portano sempre a sconvolgenti e confusionari piani famelici. Kirby, l’eroe di Dream Land, ne sa qualcosa, impegnato sulle nostre console da ormai 17 anni a sconfiggere la triade dei malvagi King Dedede (sempre in compagnia del suo fedele martello), Meta Knight (dagli atteggiamenti molto Darth Fener-istici) e Dark Matter (la pseudo-copia – sicuramente meglio riuscita - dell’occhio del Grande Fratello).
Le avventure di Kirby nascono come detto nel 1992 su Game Boy con Kirby’s Dream Land (piccolo aneddoto: un errore di Myamoto – già, ogni tanto qualche pecca la commette pure il sommo Shigeru - portò in America e Europa un Kirby - che all’epoca in Giappone si chiamava Popopo - tutto bianco, ben diverso dalla colorazione rosa odierna), cui caratteristica peculiare era quella di poter assorbire il potere dei suoi avversari ed ereditarne così le abilità. Quattro anni dopo (nel 1996) uscì Kirby Super Star per SNES: mantenendo sempre lo stesso genere platform (fiore all’occhiello della grande fortuna costruita negl’anni da Nintendo), Kirby Super Star rinnovò il personaggio, sia dal punto di vista grafico (portandolo a come lo conosciamo oggi) sia strutturale, rinnovando (senza neanche esagerare troppo) il gameplay.
Dopo questa doverosa intro, tagliamo corto e facciamo un salto di parecchi anni fino ai giorni nostri; in particolare al remake di Super Star, sviluppato in esclusiva per Nintendo DS: Kirby Super Star Ultra, il terzo episodio firmato Kirby ad approdare sulla portatile Nintendo, dopo L’Oscuro Disegno (gallina vecchia fa buon brodo, titolo targato 2005) e Mouse Attack.
Remake per definizione
Kirby Super Star (conosciuto in Europa come Kirby’s Fun Pack e in Giappone come Kirby Super Deluxe, giusto per fare un po’ di confusione) era caratterizzato dalla presenza di 6 avventure da superare per arrivare allo stage conclusivo con lo scontro finale contro tutti i boss. Il “nuovo” Super Star Ultra ripropone quei sei stage, aggiungendo ben poco al predecessore. Logicamente è stato aggiunto il supporto dello schermo tattile, unicamente però (come parleremo dopo) all’esperienza dei (troppo) brevi minigiochi; sono stati riviste le ambientazioni e le relative texture, oltre all’inevitabile miglioramento grafico generale.
Che sia questa una scelta da considerarsi “sbagliata” (o sarebbe meglio dire “incompleta”) di Nintendo? A primo avviso potrebbe sembrare proprio così, come mai un titolo di oltre 10 anni fa non viene revisionato a dovere introducendo tante novità? Se pensiamo però che il brand di Kirby è rivolto quasi esclusivamente ad un pubblico giovane e quindi con molto probabilità ignaro, suo malgrado, di ciò che fu su SNES, la strada scelta da Nintendo non pare poi così troppo malvagia. Lo scetticismo può nascere invece proprio per la categoria opposta dei videogiocatori: non era complicato terminare Super Star, non lo è tanto meno Super Star Ultra.
Chi cerca trova…il tesoro!
A dire il vero sarebbe più opportuno fare una netta distinzione tra due parametri fondamentali quali la difficoltà e la profondità di gioco. Viene facile (con)fondere questi due fattori, che nel caso di Super Star Ultra riescono a staccarsi tra loro. Difatti quanto a difficoltà di gioco siamo di fronte a qualcosa di troppo semplice, mai in grado (se non in rari casi) di mettere in difficoltà (per l'appunto) il giocatore. L’abilità di Kirby di risucchiare i nemici ed acquisirne i poteri fa parte delle peculiarità storiche di Kirby, ma potergli affiancare un nemico facendoselo alleato e lasciarlo comandare dalla CPU facilita maggiormente i doveri combattivi di Kirby. In qualsiasi momento della nostra avventura potremo infatti assorbire un nemico (sempre se in quel momento siamo sprovvisti di altre strane creature in corpo), richiamarne il potere utilizzandolo come arma di attacco e ancora richiamarlo fuori dal panciuto Kirby e farlo combattere per conto suo, ma questa volta al nostro fianco. Il tutto sarà facilmente gestibile dalla pulsantiera, lasciando allo schermo tattile lo scomodo ruolo di spettatore.
Se la difficoltà di gioco risulta relativamente semplice, lo è un po’ meno la profondità. Le prime due avventure di gioco (Brezza Leggera e Dyna Blade) risulteranno molto semplici, utili soprattutto a prendere confidenza coi comandi di gioco e memorizzare al meglio gli attacchi dei nostri nemici. Il clou dell’esperienza di gioco arriva con la terza missione: l’immancabile Grande Offensiva Speleologica. In questa missione il nostro compito sarà diverso dal solito: servirà infatti munirsi di tanta buona volontà e spirito di osservazione per ricercare tutti i 60 tesori sparsi per questa immensa e angusta cava. A complicare maggiormente la faccenda ci pensa un azzeccatissimo sistema di gioco che costringerà Kirby ad assorbire ed utilizzare i poteri dei suoi nemici per avanzare nella grotta. Spetterà a noi capire quale potere è in grado di aprire un portone o in grado di attivare qualche funzione speciale strettamente necessaria al proseguo dell’avventura.
La quarta missione (Gara dei Buongustai) assomiglia più ad un minigioco che pone Kirby e King Dedede uno contro l’altro a chi raggiunge per primo il traguardo ingurgitando al tempo stesso il più alto numero di leccornie. Conclusasi col successo, verranno attivate in progressione le avventure La vendetta di Meta Knight e Auguri dalla Via Lattea: la prima è una corsa contro il tempo per distruggere la nave volante di Meta Knight, mentre nella seconda dovremo fare da pacieri tra il Sole e la Luna, messisi di punto in bianco a litigare.
La routine quotidiana del supereroe
Purtroppo a risentirne maggiormente della scarsità delle avventure è inevitabilmente la durata di gioco. I minigiochi inseriti (se pur divertenti e giocabili fino a 4 giocatori collegati in wireless) utilizzano finalmente lo schermo tattile ma durano poco e quanto alla modalità multiplayer è possibile utilizzare un secondo giocatore unicamente in modalità Brezza Leggera come nostro aiutante.
Si può concludere con l’affermare che Super Star Ultra si appoggia (e molto) sul suo predecessore, degno rappresentante dei tempi d’oro del genere platform. Gli anni però sono passati e la conversione per Nintendo DS richiedeva qualcosa in più per poterla porre tra le preferenze di maggior calibro. Resta comunque un gioco degno di nota che ci sentiamo di consigliare profondamente se rivolto ad un pubblico giovane e, perché no, anche ai più grandicelli ed esperti, sempre che vogliate sbizzarrirvi un po’ col paffuto buongustaio eroe tutto colorato di rosa.
Rispolverare il buon vecchio Kirby ogni tanto fa sempre bene, ritrovarlo in nuovi episodi è come accogliere in casa un parente venuto da lontano. Che sia Kirby, Mario o Zelda ogni volta è una grande emozione. Super Star Ultra rispolvera un classico degl'anni 90, periodo di fioritura del genere platform targato Nintendo. Giocarci è stato bello, divertente, spensierato.. e forse un pò troppo di tutto ciò. Ci si aspettava qualcosa di più "nerd"? Forse.
Ma Kirby è Kirby, sappiamo la sua storia, le sue avventure, il suo debole per i dolci. E a noi va bene così, lo vogliamo così. A salvare il mondo ci pensa Link; a salvare Deasy ci pensa Mario, a salvare il cibo ci pensa Kirby!