Nel 1947 nascono i primi LEGO. A partire dal 2000 invece, con LEGO Stuntman Rally ad aprire le danze, abbiamo assistito alla creazione di una serie di giochi (basati su Star Wars, Indiana Jones, Batman e il recente Rock Band) ispirati allo stile dei famosissimi mattoncini colorati. E’ il caso di LEGO Battles che si propone come un gioco incentrato su alcune delle ambientazioni più popolari dei set di mattoncini, e cioè: Lego Castle, Lego Pirates e Lego Space. Questa volta però ci troviamo di fronte ad un videogioco che si distacca parecchio dai generi precedenti, trattandosi di un gioco di Strategia in tempo reale (RTS).
Castelli, Stregoni, Pirati, Alieni…
Come già fatto presente, in Lego Battles abbiamo a disposizione scenari basati principalmente su tre temi: castelli, pirati e spazio. Ognuno di questi tre temi si snoda ciascuno in due trame, che a loro volta si sviluppano su un totale di ben 90 livelli. Le trame sono differenti tra di loro; nella prima parte del gioco (relativa ai castelli) ci troviamo, ad esempio, a fronteggiare Stregone (il supercattivo di turno), che tenta di mettere i bastoni fra le ruote al nostro Re. Nelle altre trame invece siamo pirati e andiamo contro gli Imperiali oppure terrestri contro gli alieni. Avrete tuttavia l’opportunità di invertire i ruoli nella seconda trama di ogni tema. In ogni caso il compito di fondo è sempre quello di radunare un esercito ed eseguire la missione, che nella maggior parte delle volte consiste semplicemente nell’esplorare, proteggere la propria base o cercare qualcosa per distruggerlo; ovviamente questo richiede la creazione di un esercito consono, che a sua volta richiede la creazione di una Caserma, e quindi di fattorie, che permettono l’aumento della popolazione e del numero massimo di unità speciali utilizzabili.
I passaggi chiave di ogni trama sono accompagnati da una simpatica Cutscene inerente a ciò su cui si basa la parte del gioco che andrete a percorrere. Le Cutscenes sono carine, scanzonate, e permeate di un umorismo piuttosto infantile, con personaggi rigorosamente muti (fatta eccezione per alcuni versi, e gli immancabili “Yar” di rito negli episodi relativi ai pirati) e una grafica piuttosto apprezzabile; è inoltre possibile stopparle, rimandarle indietro o evitarle semplicemente, ed è possibile rivederle nella sezione Emporio Lego.
Intuitività e praticità
Ma in cosa consiste l’interfaccia di gioco di Lego Battles?
Consiste fondamentalmente in un utilizzo esteso del pennino in modo piuttosto intuitivo. Nello specifico, con il pennino si possono per esempio selezionare le truppe (ahimè massimo 9 alla volta, ma, pensandoci bene, non si sente il bisogno di comandare uno sproposito di unità, essendo il gioco molto semplice), selezionare la zona in cui si vogliono inviare, ordinare la creazione di edifici o indicare il bersaglio da attaccare (comando, quest’ultimo, un po’ impreciso: spesso cercando di attaccare i nemici, infatti, il comando viene male interpretato e le unità si muovono semplicemente verso di essi, con il risultato di subire inutili attacchi). Ottimo anche l’impiego dei due schermi: nello schermo inferiore è presente la parte “attiva” del gioco, quella in cui si selezionano i personaggi, si costruiscono edifici e si impartiscono ordini, per intenderci, mentre nello schermo superiore sono indicate le informazioni generali (numero di risorse accumulate, mappa, numero massimo di unità e unità speciali al momento consentite, numero di mattoncini disseminati per la mappa raccolti), oppure le informazioni specifiche di edifici o personaggi selezionati. Per muovere la visuale lungo la mappa invece è sufficiente utilizzare i pulsanti direzionali.
I comandi dunque sono ben congegnati e sfruttano con successo le potenzialità della console.
Non è tutto oro quel che dura 90 livelli
Vanno dunque ora impiegate alcune parole per la longevità. Il vero problema di questo gioco, infatti, è la ripetitività unita alla facilità eccessiva. Se è vero, infatti, che 90 livelli tengono parecchie ore attaccati al DS, questo non ha senso e risulta pesante se ci si ritrova a fare troppe volte le stesse cose e ad una difficoltà davvero troppo bassa per un utente con capacità nella media. Perché a livello pratico le cose da fare sono davvero poche: ci si limita a distruggere, difendere e cercare, il tutto in mappe davvero poco caratterizzate e poco invoglianti (va detto che alla fine di ogni livello è possibile esplorale la mappa in tranquillità per raccogliere oggetti bonus, ma difficilmente vi troverete in qualche modo spinti a ripercorrere tragitti, ad esempio costituiti da viuzze con alberi stilizzati per tutto il cammino e senza alcuna variazione, solo per la magra soddisfazione di trovare oggetti spendibili nella sezione Emporio Lego, dove potrete “acquistare” personaggi già sbloccati durante il gioco per renderli utilizzabili, mappe, disegni dei personaggi, vedere gratuitamente le Cutscenes già incontrate durante le varie trame e inserire Cheat Code).
Purtroppo questi difetti non indifferenti fanno perdere al gioco parecchi punti e lo rendono più adatto ad un pubblico molto giovane, o semplicemente a coloro i quali non hanno mai toccato un RTS e non si spaventano di fronte a una difficoltà davvero troppo bassa. Se quindi la facilità del titolo potrebbe renderlo maggiormente appetibile ad un pubblico di casual gamers (N.D. R.: la possibilità di scegliere diversi livelli di difficoltà non sarebbe stata male…), la ripetitività non fa distinzioni e viene comunque sentita necessariamente anche dai neofiti come un difetto.
Cos’è successo al mio esercito?
Uno dei difetti che balzano più agli occhi e possono irritare il giocatore, sono quelli relativi agli spostamenti. Ingenuamente le prime volte potrebbe semplicemente sorgervi spontaneo il gesto di selezionare le unità, e indicare come destinazione la meta finale della mappa, per esempio, o comunque una zona piuttosto lontana; purtroppo però, con vostra amara sorpresa, vi accorgerete che se l’esercito arriverà, ne sarà arrivato al massimo metà, questo perché i personaggi incappano spesso in ostacoli; inoltre a volte se sono in troppi e la strada è stretta, si incastrano, oppure prendono strade diverse che magari ne conducono una parte in vicoli ciechi.
L’intelligenza artificiale nemica e delle proprie unità è quindi piuttosto scarsa. A volte i personaggi godono di troppa iniziativa; se per esempio si cerca di allontanare il Re dagli scontri per farlo rimanere in vita, lui tenterà in tutti i modi di attaccare di sua spontanea volontà, mettendosi in pericolo e provocando solo problemi al giocatore. Inoltre c’è il già indicato fatto dell’imprecisione del pennino quando si cerca di attaccare un bersaglio e la propria unità percepisce il messaggio come un invito ad avvicinarsi semplicemente alla zona circostante.
Tuttavia i difetti elencati pesano maggiormente durante le prime sessioni di gioco e man mano che si va avanti si patiscono sempre di meno. Per limitarli bastano alcuni accorgimenti che diventeranno poi spontanei come, per esempio, allontanare il Re ad una grande distanza per evitare l’iniziativa dell’IA, o lasciarlo addirittura alla propria base.
Buone le musiche, epiche al punto giusto, anche se, ed ecco di nuovo il fatidico errore, sono piuttosto ripetitive se prendiamo in considerazione le singole trame. I suoni dei combattimenti sono appena abbozzati.
La grafica del gioco invece è stilizzata, mentre le ambientazioni risultano sia quantitativamente che qualitativamente scarse. Le rappresentazioni dei personaggi che appaiono nello schermo superiore quando vengono selezionati sono invece ben realizzate.