Mario & Luigi: Partners in Time

E fu così che Mario & Luigi divenne una saga...
Scritto da il 04 dicembre 2015
Mario & Luigi: Partners in Time Recensione

Come tutti i giocatori sanno, Mario è particolarmente politropo: in oltre trent'anni di carriera lo abbiamo visto cimentarsi in svariati generi, tra cui non poteva certo mancare quello dei giochi di ruolo, esplorato per la prima volta nel 1996 con Super Mario RPG. Nel XXI secolo le politiche commerciali di Nintendo si sono fatte più rapaci, con una tendenza al milking dei soliti brand, primo fra tutti Super Mario, ovviamente; così, se fino al 2000 le uscite ruolistiche dell'idraulico baffuto sono state solo due (il succitato Super Mario RPG e l'ottimo Paper Mario), fra il 2003 e il 2015 se ne sono aggiunte altre otto. Tante? Troppe, a parere di chi scrive. Mario & Luigi: Partners in Time (Fratelli nel tempo in Italia), manco a dirlo, è una di queste. Costituisce il sequel di Mario & Luigi Superstar Saga, e ha reso di fatto Mario & Luigi una (sotto)serie.

Visto che oggi esce Mario & Luigi: Paper Jam Bros., e visto che lo abbiamo già analizzato, abbiamo pensato di proporvi la recensione di un vecchio episodio, fornendovi una prospettiva diversa - cioè quella di un JRPGista piuttosto che quella di un fan di Mario - sulla serie.


Mario & Luigi vs Paper Mario

L'intensa carriera ruolistica di Mario è caratterizzata dall'alternanza fra due sotto-serie, cioè Paper Mario e Mario & Luigi. Senza dilungarci troppo, possiamo dire che si è trattato di una suddivisione sensata, soprattutto fin quando Paper Mario è uscito su home console e Mario & Luigi su handheld; poi entrambi si sono stabiliti su Nintendo 3DS, quindi Nintendo ha pensato bene di riunire le due serie con Mario & Luigi: Paper Jam Bros.

Tutti gli episodi di Mario & LuigiPaper Jam Bros. incluso – sono stati sviluppati da AlphaDream, team formato nel 2000 da ex membri di Square. Il primo capitolo, Superstar Saga, uscì nel 2003 su GameBoy Advance, ricevendo il plauso della critica soprattutto per essere riuscito ad offrire una prospettiva diversa e gradevolmente autoironica dell'universo di Mario e Luigi. Il gioco avrebbe potuto costituire un unicum, una sorta di “esperimento”, e in quest'ottica avrebbe avuto più senso, ma il suo successo commerciale (oltre due milioni di copie vendute) ha spinto Nintendo e AlphaDream a proseguire nella partnership, da cui è nato, appunto, Partners in Time, nonché i successivi Bowser's Inside Story, Dream Team Bros. e Paper Jam Bros.


Independence Day

Dopo lo spostamento geografico di Superstar Saga, Partners in Time torna nel Regno dei Funghi, dove il Professor Gadd (introdotto pochi anni prima da Luigi's Mansion) ha inventato la macchina del tempo. Il viaggio inaugurale nel passato della Principessa Peach si rivela un disastro: la principessa non torna nel presente, ma all'interno della macchina c'è uno Shroob, cioè un essere vivente appartenente alla razza aliena che ha invaso il Regno dei Funghi nel passato e, presumibilmente, rapito Peach. Approfittando di una breccia temporale, Mario e Luigi vanno nel passato, dove incontrano le loro versioni bebè.

Il canovaccio di Fratelli nel tempo si affida ad alcuni elementi sempiterni, come il rapimento della Principessa Peach – anche se questa volta non (solo) ad opera di Bowser – e la “sfigataggine” di Luigi, che costituisce uno dei temi autoironici ricorrenti. Senza aspettarci chissà quale trama da un gioco di Mario, non possiamo non notare come il comparto narrativo avrebbe potuto ricevere una cura maggiore pur nel suo piccolo, e come la stessa autoironia che aveva decretato il successo di Superstar Saga non sia più così fresca. In questo campo, dunque, non si registrano progressi.


Il salto generazionale

I passi avanti sono stati fatti sul piano tecnico, ma ciò non stupisce nessuno, dal momento che c'è stato un salto generazionale. A dire il vero, i miglioramenti grafici non sono nemmeno eclatanti (si vedano ad esempio i fondali), e si sostanziano principalmente nelle animazioni, più fluide e complesse. Le caratteristiche di Nintendo DS sono poco sfruttate: niente microfono, niente touchscreen; in compenso, il gioco fa ampio uso di entrambi gli schermi, tanto nelle sezioni esplorative, tanto nei combattimenti.

Il sonoro risulta senz'altro buono, ma non eccellente. I personaggi si esprimono in un gibberish piuttosto grazioso (che mi fa sempre ridere quando penso alla famosa scena di Family Guy in cui Peter prova a parlare in Italiano proprio come Mario!, NdR) anche se un po' ripetitivo, e la colonna sonora alterna classici remixati e nuovi pezzi. Il lavoro di Yoko Shimomura – che si è occupata di tutte le OST della serie Mario & Luigi – è buono, ma non di più. I picchi sono raggiunti probabilmente negli scontri coi boss. Ovviamente potete trovare molti pareri diversi dal mio in relazione alla qualità della colonna sonora.


Un JRPG all'acqua di Mario

Tutti i JRPG di Mario hanno dei tratti distintivi che li rendono più graditi ai fan dell'idraulico che a quelli dei giochi di ruolo. Partners in Time non fa eccezione, per quanto possa essere classificato come un JRPG “classico” con mob visibili e combattimenti a turni. Al di là del comparto narrativo involuto, il sistema di crescita dei personaggi risulta primitivo: esiste solo il level up, cui non si accompagna nemmeno l'apprendimento di nuove abilità, attive o passive che siano. Queste ultime sono affidate all'equipaggiamento delle tessere (una per personaggio), che conferiscono poteri come il recupero di HP all'inizio del turno o l'immunità da stati alterati. A parte le tessere, esiste un unico pezzo di equipaggiamento, che influisce unicamente sulle statistiche.

Tutte le mosse sono gestite tramite gli oggetti denominati Strumenti Fratelli, che, appunto, non vanno equipaggiati, ma utilizzati in battaglia. Gli scontri avvengono a turni, ma richiedono comunque una certa dose di abilità manuale, visto che le varie azioni (attaccare, schivare, contrattaccare e usare gli Strumenti Fratelli) richiedono la pressione di alcuni tasti al momento giusto.


Babieeeees

Mario & Luigi si caratterizza da sempre per il peso pressoché paritario che viene attribuito – sia nella trama, sia nel gameplay – ai due fratelli idraulici, diversamente da Paper Mario. In Fratelli nel tempo questo dualismo raddoppia, visto che i viaggi nel tempo portano Mario e Luigi a incontrare le loro controparti in versione baby, che ben presto entrano nel party. Ciò ha ripercussioni sul gameplay – e, anzi, costituisce la principale novità rispetto a Superstar Saga – tanto sul versante dell'esplorazione e del puzzle solving quanto su quello dei combattimenti.

Gli infanti passano buona parte del tempo sulle spalle degli adulti, ma in numerosi frangenti devono scendere a terra e darsi da fare. Il sistema pensato da AlphaDream si basa rigidamente sulla doppia coppia: non è possibile muovere un singolo personaggio, né muoverli tutti contemporaneamente (se non quando i bambini stanno in groppa); l'unica azione da svolgere singolarmente è il salto, deputato ai quattro pulsanti frontali: A per Mario, B per Luigi, X per Baby Mario e Y per Baby Luigi. Premendo il tasto dorsale R si cambiano le funzioni dei succitati pulsanti, deputati ad abilità particolari che si acquisiscono gradualmente; la coppia baby ha due poteri, così come quella adulta. La componente di puzzle solving si gioca tutta qua, cioè sull'uso disgiunto delle due coppie (l'esempio più banale è schiacciare alcuni blocchi per aprire delle porte) e sulla combinazione dei loro poteri. Il meccanismo funziona bene, tutto sommato, e può dirsi la parte più riuscita del gameplay, anche se alcuni hanno evidenziato delle difficoltà di coordinamento: questa esiste, ma è mitigata dal fatto che le coppie si muovono a turni e che non ci sono passaggi particolarmente difficili. Ad ogni modo, chi scrive avrebbe preferito cambiare la mappatura dei comandi, trovando poco intuitive le combinazioni A-X per Mario-Baby Mario e B-Y per Luigi-Baby Luigi: avrei preferito di gran lunga A-Y e B-X. Purtroppo il gioco non consente questa modifica.


Che noia che barba!

Anche negli scontri i bambini stanno soprattutto sulle spalle dei grandi, tranne ovviamente nei combattimenti che ingaggiano da soli (quando nelle sezioni esplorative camminano con le loro gambe) e quando Mario e Luigi cadono in battaglia. Il ruolo delle versioni baby, dotate di parametri relativamente bassi, può dirsi di supporto: sono coinvolti da molti Strumenti Fratelli, possono potenziare gli attacchi degli adulti e riportarli in vita quando vengono sconfitti.

Ciò detto, bisogna riconoscere che i combattimenti costituiscono la parte meno riuscita del gioco. Innanzitutto, in un'ottica JRPGistica si rivela poco felice la scelta di prevedere un party di soli due (più due) membri; probabilmente sarebbe stato molto meglio schierare tutti e quattro i personaggi – quattro è il numero classico del genere, anche se dalla seconda metà degli Anni Novanta si impiegano massicciamente anche i party da tre; in due le soluzioni tattiche sono ridottissime. A ciò si aggiunge l'arma a doppio taglio dell'interattività delle mosse, che costituisce peraltro un marchio di fabbrica della serie. L'idea di coinvolgere direttamente il giocatore nell'esecuzione di attacchi e schivate è buona, ma può stancare, posta la ripetitività degli input richiesti; inoltre, ha l'effetto di allungare parecchio la durata dei combattimenti.

Gli scontri con i boss rappresentano il climax dell'ammorbamento del battle system, complice un bilanciamento discutibile. I cattivoni di fine dungeon ben presto cominciano ad avere moltissimi HP, richiedendo, quindi, un gran numero di turni per essere abbattuti, turni in cui il giocatore si vede costretto a utilizzare sempre gli stessi Strumenti Fratelli (quelli più efficaci a seconda della situazione) e a schivare gli stessi attacchi, i quali il più delle volte sono multipli. Tanti turni, tanti attacchi: la durata dello scontro aumenta in modo inversamente proporzionale alla pazienza del giocatore (o almeno della mia, NdR). Non fatevi ingannare dalle prime sessioni di gioco: Partners in Time è molto più tignoso di quanto possa sembrare.

Piccola nota a margine: nella sezione precedente della recensione mi sono lamentato della mappatura dei tasti; i momenti in cui avrei desiderato cambiarla sono proprio quelli legati all'utilizzo degli Strumenti Fratelli che coinvolgono tutti e quattro i membri del party.

COMMENTO

In piena onestà, Mario & Luigi: Partners in Time non mi è piaciuto. Va bene che i JRPG “marieschi” vanno presi per quello che sono, ma qui siamo lontani dalla qualità dei primi due Paper Mario (già Super Paper Mario mi aveva stancato, tenendomi alla larga dai suoi successori), e anche rispetto a Superstar Saga sono stati fatti dei passi indietro. Tutti dicono che il successivo Bowser's Inside Story sia migliore, ma non ho intenzione di recuperarlo. Penso di averne abbastanza, di Mario in salsa RPG.

GRAFICA:8Partners in Time appare come il suo predecessore (che uscì su GBA), solo un po' “pompato”, soprattutto per quanto riguarda le animazioni.
SONORO:7.5Buono, ma non ottimo. Più di qualche tema tende a ripetersi troppo, pur non essendo il gioco particolarmente durevole. Il punto più alto sono i boss theme.
GIOCABILITà:7Come da tradizione, il gameplay si fa apprezzare più dai fan di Mario che da quelli degli RPG. Problemi di bilanciamento affliggono e allungano le boss battle.
LONGEVITà:7Il gioco si finisce in venti ore. Poche per un JRPG classico, forse troppe per Mario & Luigi: Partners in Time, anche a causa dell'intreccio un po' fiacco.
VOTO FINALE7
PRO:- Buone le animazioni, soprattutto dei boss
- L'introduzione di Baby Mario e Baby Luigi giova ai puzzle
CONTRO:- Trama sottosviluppata, anche per un RPG di Mario
- Boss fight sbilanciate, tendono ad essere estenuanti
Mario & Luigi Superstar SagaIl capostipite di questa ennesima sottoserie di Mario.
Paper Mario: The Thousand Year DoorL'altra faccia di Mario in salsa RPG.
SCHEDAGIOCO
Cover Mario & Luigi: Fratelli nel Tempo

Mario & Luigi: Fratelli nel Tempo

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Mario & Luigi: Partners in Time2015-12-04 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-ds/mario-e-luigi-partners-in-time-51431/E fu così che Mario & Luigi divenne una saga...1020525VGNetwork.it