Che Ubisoft avesse trovato delle nuove mascotte era chiaro sin dai tempi della loro prima apparizione: ma chi avrebbe mai immaginato che quei simpatici coniglietti, sempre comparsi insieme al famigerato Rayman, potessero giungere un giorno ad avere un titolo tutto per loro dove il nostro invisibile non fa neppure capolino da un lato dello schermo? Un titolo pazzo come i conigli? Follia allo stato puro? Oppure il gruppo di pazzerelli ha messo finalmente la testa sulle spalle? Vediamolo insieme.
Fiesta? No, trip!
Voglio la luna! E’ questo infatti il nocciolo della nuova avventura: mentre stanno facendo i matti come sempre nella loro stanza si mettono ad osservare la Luna con occhio diverso dal solito, con più interesse. E’ un lampione? La loro mania di sedersi sopra i lumi notturni potrà superare i confini del nostro pianeta? Se per noi gli interrogativi possono essere molti, per loro è l’azione a valere di più: eccoli quindi che decidono di intraprendere uno strampalato viaggio verso il nostro satellite. Impossibile? No: i conigli gireranno tutto il nostro pianeta al fine di raccogliere quanto più materiale possibile da utilizzare a mo di enorme torre o scala che permetta loro di raggiungere la Luna. Altro che gli scienziati della NASA! Stesso scopo, divertimento doppio!
Old or new?
I coniglietti sono sempre stati protagonisti per lo più di minigiochi legati l’uno all’altro e che mantenevano comunque una certa indipendenza di stile mostrando la loro simpatia ai videogiocatori e trovando consensi sempre maggiori. Unica pecca la chiara ripetitività che alla lunga poteva stancare. Questa volta, invece, nonostante ci si trovi di fronte ad una storia fatta di livelli fondamentalmente a sé stanti, la ripetitività viene in gran parte a mancare regalando un’esperienza innovativa e strampalata. Quanto i protagonisti ovviamente.
Caliamoci nella scena.
Il gioco è suddiviso in varie modalità: la più corposa è, chiaramente, la “storia” ossia la modalità principale. Essa è costituita da ben 150 stage divisi in varie ambientazioni e vedrà il giocatore impegnato ad aiutare il coniglio in questione a superare il livello grazie ai vari items utilizzabili. Il tutto da farsi in contemporanea alla raccolta dei vari oggetti utili al fine ultimo dell’impresa.
Cosa si intende per “aiutare”? Semplice: il giocatore non avrà il controllo di un particolare personaggio ma dovrà interagire con l’ambiente al fine di permettergli di riuscirre nell’impresa. Un esempio? Se il coniglietto fosse in procinto di cadere in un burrone mentre viaggia all’impazzata su di un carrello della spesa, starà al giocatore posizionare qualcosa, come una trave, al di sopra dello spazio vuoto lasciando quindi che il carrello possa continuare il suo percorso. Ed è proprio nella varietà e stranezza degli oggetti utilizzabili per aiutare i conigli che si nota quella forte vena di ironia, spasso, divertimento, follia ed anticonformismo video ludico che fa sorridere chiunque provi anche solo per poco a saggiare questo nuovo titolo di Ubisoft.
Ogni livello ha un numero prefissato di oggetti da dare al giocatore tanto che è impossibile rimanere “bloccati”, a meno che non si capisca cosa fare nell’immediato. Ma non c’è pericolo in ogni caso: la possibilità di ricominciare il livello in qualsiasi momento offre la chiara possibilità di ritentare e di superare il livello senza innervosirsi.
Alla fine di ogni quadro verrà mostrata una schermata con le statistiche, tra cui il tempo che, volendo, si potrà migliorare ripetendo l’azione di gioco in modo da trovare la via più veloce per risolvere quello che effettivamente è un puzzle game.
Al termine di ogni decina di stage che compongono ogni “mondo”, il giocatore dovrà ammassare tutti gli oggetti presi dai coniglietti per costruire la torre: per riuscire in questo sarà necessario disegnare delle linee col pennino sullo schermo inferiore in modo da bloccare gli oggetti lanciati dai Rabbids per farli cadere in vari spazi dedicati. Scenette che spezzano il ritmo, nulla più.
Per quanto riguarda le altre opzioni disponibili, c’è la modalità “sfida” che permette al giocatore di cimentarsi in quattro tipologie di gioco, diverse l’una dall’altra e composta ognuna da 20 prove. Le sfide prolungano il divertimento ma mai quanto l’opzione “Build a level” che lascerà spazio all’inventiva del giocatore il quale si troverà ad elaborare livelli personalizzati e potrà anche scaricare quelli creati da altri utenti via wi-fi connection.
Presente anche il multiplayer per dare ancor più vita al titolo.
Spazio ai tecnicismi.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, il titolo punta più al divertimento ed all’esperienza di gioco che ad ambientazioni e creazione particolarmente stupefacenti: questo si traduce in un buon 2D che a volte risulta un filo ripetitivo se l’azione in cui ci si sta cimentando è abbastanza prolungata. Idem per le scenette animate che a volte danno un senso di deja vu. Tutt’altra musica per i filmati: spassosi disegni, schizzi e creazioni che sembrano di pongo. I progettisti si sono rifatti pienamente in queste parti.
Il sonoro, invece, è la vera pecca del gioco poiché non è stato particolarmente curato, specie considerando le potenzialità audio del piccolo apparecchio Nintendo.