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Recensione Scribblenauts  Scritto da: Matteo "matteog" Ghisalberti | Data: 2009-10-28

Il gioco per Nintendo DS più originale dell'anno

Uno dei giochi per Nintendo DS con la maggior hype, basato su un concetto originale e con uno stile grafico accattivante: stiamo parlando di Scribblenauts, la nuova fatica di 5th Cell, che ci porta ad impersonare Maxwell, un simpatico personaggio da condurre attraverso dieci diversi mondi per portare a termine una miriade di compiti e prendere altrettanti “Starliti” con il solo ausilio della nostra immaginazione, di un pennino e del nostro ingegno, utilizzando un numero impressionante di oggetti solo secondo il nostro desiderio, come? Basta scriverne i nomi.
 
 
Nessuna trama, una marea di livelli

Come la vostra sagacia vi avrà permesso di dedurre dal titolo, Scribblenauts non ha trama. Il gioco, infatti, si basa su una serie di missioni autonome, vincolate solo dal mondo in cui sono localizzate (se per esempio siamo nel mondo Giardini, non ci troviamo ad avere a che fare con livelli con ambientazione legata alle discariche ovviamente). Il primo mondo è totalmente dedicato al tutorial, e infatti si chiama proprio Università. Se non basta la grande quantità di livelli, se ne possono creare altri personalizzati con un semplicissimo editor grazie al quale potrete inserire animali e persone decidendo il loro ruolo nel livello (si può far attaccare, proteggere etc…) e semplici oggetti inanimati. Alla fine di ogni livello ci viene assegnato uno Starlite (una sorta di pietra preziosa a forma di stella), una quantità variabile di Ollari (la moneta del gioco, che ci permette di comprare nuovi mondi nei quali giocare) e una serie di simpatici riconoscimenti fini a se stessi, come ad esempio una medaglietta per non aver utilizzato le armi.  I livelli si dividono in due categorie: Puzzle e Azione. La differenza è semplice: nel primo ci viene fornito un suggerimento e dobbiamo completare una missione, che può essere quella di salvare un gatto rimasto su un albero o di radunare un’anatra e i suoi pulcini; mentre nel secondo ci si limita a recuperare lo Starlite, compito quest’ultimo sicuramente non più facile di quello dei livelli Puzzle, bisogna infatti aguzzare l’ingegno allo stesso modo.
Un aspetto apprezzabile del gioco è quello di permettere di gestire in modo autonomo il proseguimento dei livelli. Se per esempio ci si trova davanti ad un livello davvero troppo difficile o frustrante, non è necessario abbandonare il gioco, ma si può semplicemente passare agli altri in maniera autonoma. L’unica limitazione è dovuta agli Ollari. Se non si riescono a guadagnare abbastanza Ollari non resta che gettare la spugna, ma generalmente non si hanno particolari problemi a completare un numero sufficiente di livelli per poter guadagnare almeno quanto basta per andare avanti; è presente anche la possibilità di rifare i livelli già eseguiti (non potendo però utilizzare gli stessi oggetti usati precedentemente), ricavando ulteriori guadagni. La vera innovazione del gioco sta nella possibilità di scelta di utilizzo tra un numero esorbitante di oggetti (ma anche persone, o addirittura Dio. E’ sufficiente che non sia presente il copyright) per completare i livelli, che mettono alla prova l’originalità del giocatore (con vera e propria pagella finale a valutare questo aspetto), è sufficiente scriverli e loro appariranno. Esistono comunque delle limitazioni: non si può superare un certo numero di oggetti, e maggiore è il numero, minore sono gli Ollari guadagnati.


Il comando al pennino

Se il gioco è stato finora descritto in termini positivi, bisogna ora fare i conti con l’aspetto più penoso, cioè quello dei comandi. Tutto ciò che ci troviamo a fare, infatti, è affidato al solo utilizzo del pennino, gli altri tasti vengono impiegati esclusivamente per muovere la camera (tasto per mettere in pausa a parte). Questo non rende affatto il gioco banale, il vero problema non è il bisogno di sfruttare un maggior numero di tasti, ma l’imprecisione. Specialmente quando vengono messi in scena grandi numeri di oggetti, ci si trova di fronte a dei comandi imprecisi e frustranti, che molte volte mettono in crisi la riuscita dei nostri obbiettivi.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei due schermi, invece, niente da segnalare; non spicca per originalità, ma è semplice e funzionale: nello schermo superiore vengono riportati la somma degli ollari, il nome del mondo, il  livello di difficoltà, un par di oggetti (cioè il numero degli oggetti che vengono impiegati in media per risolvere l’enigma che stiamo risolvendo), il numero degli oggetti utilizzati, una barra per capire la quantità di oggetti ancora utilizzabili ed il numero del livello che stiamo affrontando; mentre nello schermi inferiore si svolge la parte attiva del gioco, è presente una lente che se selezionata ci permette di identificare gli elementi che incontriamo e un quaderno che se cliccato si apre permettendoci di scrivere l’oggetto interessato per farlo poi apparire.


Un’infinità di alternative


Uno degli aspetti fondamentali di Scribblenauts è quello della sua straordinaria rigiocabilità. Scribblenauts, infatti, è un gioco che può essere finito in un sacco di modi diversi, ci sono ben pochi limiti alla nostra fantasia, e tante sono le varianti apportabili ad ogni giocata di uno stesso livello.
Ci si trova, per esempio, davanti ad un gruppo di ragazzini ed appare il suggerimento “Dolcetto o scherzetto”, dovrete dunque decidere come agire. Si può per esempio imbracciare un buon fucile a canne mozze ed iniziare a sparare per farli scappare via, oppure accontentarli dando loro delle caramelle, talvolta invece in altre occasioni sarà conveniente chiedere l’aiuto della morte in persona, o di Dio per uccidere degli animali feroci. Tuttavia andando avanti nel gioco, verso le ultime fasi una certa stanchezza si potrebbe fare avanti. I livelli infatti sono tutto sommato diversi, e giocabili con molte scelte alternative, ma scrivere nomi di oggetti per utilizzarli, alla lunga può comunque stancare, per questo non si può parlare di un’infinita giocabilità, quanto di una discreta, o buona giocabilità, sicuramente sopra la media.

 
Accattivante originalità

Di certo non ci troviamo davanti ad una grafica da console domestica, e di sicuro mai potremo parlarne riferendoci al Nintendo DS, ma quello che fa questo gioco è proprio impiegare al meglio le potenzialità della console portatile di casa Nintendo, utilizzando uno stile grafico semplice e stilizzato, ma mai banale, senza scadere in una pallida imitazione delle console casalinghe e mantenendo sempre una forte personalità. Le ambientazioni sono piuttosto variegate, mai stancanti, con nuvole, arcobaleni, ed altri elementi celesti attaccati a fili neri, come in un palco teatrale. Gli oggetti e la componente umana e animale, sono forse ancora più originali nel loro stile semplice, ironico e molto accattivante.
Le musiche sono utilizzate in modo vincente abbinate al carattere dello stile grafico. Sono, infatti, scanzonate, spensierate e mai stancanti. Buoni anche gli effetti sonori in generale.

 
Fantasia illimitata? Non proprio

Un altro problema deriva da una certa limitatezza delle azioni dei personaggi creati, che a volte non agiscono nel modo sperato. Se per esempio affiancando una tela ad una pittrice, o un cane ad un accalappiacani ci si aspetta che questi interagiscano, si rimane delusi, perché questo non accade, i personaggi si limitano a camminare vicini ignorandosi.
Questa è forse una delle poche pecche a livello tecnico, il gioco è, infatti, ben realizzato nella sua semplicità, e la quantità di oggetti è impressionante.
 
 
Una pista da decollo?

Scribblenauts è un gioco innovativo per il grandissimo numero di oggetti impiegabili ed molto apprezzabile anche a livello stilistico. Presenta però, come già fatto notare, alcune pecche, che ne abbassano la qualità e rovinano quello che sarebbe potuto diventare quasi un capolavoro. Si spera vivamente che 5th Cell continui per questa strada e limi i difetti di Scribblenauts, magari inserendo anche una trama (di cui tuttavia non si è sentita la mancanza e che se realizzata male può risultare solo una limitazione alla varietà degli ambienti e delle situazioni).
 
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Il commento dell'autore su Scribblenauts
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Matteo "matteog" Ghisalberti
Un gioco molto divertente che mi ha conquistato dalle prime sessioni di gioco per il suo stile semplice ma allo stesso tempo originale e ricco di personalità. I momenti di noia sono stati ben pochi, ho apprezzato molto anche il grado di sfida, perché, anche se esistono livelli semplicissimi che sembrano quasi usciti da un libro per insegnare ai bambini i nomi degli animali (ad esempio “Dai al contadino tre animali della fattoria”), altri richiedono davvero l’utilizzo della testa e in alcuni casi ho addirittura dovuto abbandonare l’idea di risolvere qualche enigma e di passare ad altri. La presenza di un così elevato numero di oggetti è sorprendente, peccato per il sistema di controllo e per la scarsa interattività tra alcuni personaggi.
Aspetto un gioco basato su quest’idea, ma realizzato meglio, nel frattempo ci troviamo comunque davanti ad un titolo notevole.

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Pregi del gioco

Stile accattivante

Geniale ed innovativo
Difetti del gioco

Sistema di controllo impreciso

Scarsa interazione tra gli elementi animati

Pagella del gioco
Voto grafica
8.5
Grafica stilizzata, molto ben realizzata e con un grande carattere. Simpatica la realizzazione dei personaggi.
Voto sonoro
7.5
Buone le musiche spensierate e mai pesanti. Discreti gli effetti sonori.
Voto giocabilità
6
Sistema di controllo impreciso. Semplice l’uso degli schermi.
Voto longevità
8.5
Ottima longevità, varie le alternative per poter superare i livelli.

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