Il canto del cigno di NDS
Il nuovo handheld di Nintendo è uscito da un pezzo ormai e, dopo un inizio non proprio esaltante, la line up sta cominciando ad arricchirsi, in modo da essere solida nel momento in cui PSVita sarà lanciata sul mercato; tutto ciò, ovviamente, sta avvenendo a discapito del caro vecchio Nintendo DS, che ormai si avvia al pensionamento, dopo una lunga carriera trionfale, la quale, comunque, non è ancora terminata.
Solatorobo: Red the Hunter casca proprio a fagiolo, trattandosi di un ottimo gioco, che sfrutta pienamente l'hardware (obsoleto) su cui “gira”: insomma, è il prodotto di una console ormai matura, fin troppo matura.
In sede di anteprima abbiamo già avuto modo di parlare delle vicende che hanno portato alla localizzazione di Solatorobo per i mercati PAL, quindi non è il caso di soffermarvisi nuovamente; limitiamoci a ringraziare, per il titolo in questione, per XenobladeChronicles, e pure per TheLastStory, recentemente annunciato. Queste scelte di Nintendo of Europe sono davvero illuminate, perché, in buona sostanza, è il tipico caso in cui si prendono due piccioni con una fava: da una parte, si rivitalizzano un po' le line up di NDS e Wii, non certo esaltanti in questo 2011(specialmente per quanto riguarda il Wii); dall'altra, si strizza l'occhiolino alla componente “hardcore” (come si suol dire, non soffermiamoci su tale termine, che è meglio) dell'utenza, che negli ultimi anni ha criticato più di una volta la grande N, e, tutto sommato, ne aveva ben donde.
Ecco, dunque, che Solatorobo: Red the Hunter ha fatto la comparsa sugli scaffali dei negozi (anche se pare che la distribuzione sia stata operata col contagocce), con tanto di traduzione in Italiano, la quale, per un prodotto del genere, adatto anche ai più giovani e ricco di testi, è una vera e propria benedizione, anche alla luce del fatto che il lavoro svolto è di buon livello, nonostante qualche piccola ingenuità: la più evidente è tradurre “Next” con “Avanti”, quando evidentemente è sottinteso “level”. Facezie, comunque, che passano in secondo piano davanti ad un lavoro abbastanza curato, che si produce pure in diversi stili, a seconda del personaggio che parla.
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