Il rinomato franchise
call of duty torna a farsi vivo dopo l’ottimo quinto episodio sviluppato da
Treyarch per la piattaforma
Nintendo. Per chi se lo fosse lasciato sfuggire, impaurito da una veste grafica non propriamente eccelsa, deve sapere che nonostante ciò il capitolo in questione riscosse un certo successo tra l’utenza wii, andando a parare la dove molti avevano fallito ovvero nel presentare un fps capace di garantire un gameplay solido condito da controlli che lo rendessero unico; e ultimo appunto, ma non meno importante un supporto online quasi inedito, perlomeno per quanto riguarda la piattaforma di Nintendo.
Sebbene l’estate scorsa abbiamo avuto modo di saggiare la qualità tecnica unita a un sistema di controllo e un’infrastruttura online pensati apposta per la bianca console ‘N’ con
The Conduit di
High Voltage, quest’ultimo a lungo andare si è dimostrato ‘solo’ un buon prodotto minato da una serie di difetti capaci di rovinare l’esperienza online, e dal momento che nella modalità per singolo giocatore non avesse nulla di realmente valido le attenzioni si sono nuovamente spostate su quel
Cod 5 World at War dell’inverno precedente fin quando…
L’atteso ritorno di TreyarchL’estate scorsa Treyarch è tornata a far parlare di se, annunciando il porting di quel
Cod 4 -di
Infinity Ward- che due anni fa permise alla serie di raggiungere la fama che ha oggi. Il titolo in questione difatti rappresenta uno dei più grandi successi di critica e pubblico dell’attuale generazione, con decine di milioni di copie piazzate in tutto il mondo, seppur reso disponibile per tutti i formati in alta definizione; proprio per questo motivo, per la sua diffusione, una tale mossa da parte di
Activision nessuno se la sarebbe aspettata, proporre su wii il precursore di
Cod 5 quando vi è un sesto capitolo alle porte lasciava spazio a diversi dubbi, leciti sia chiaro.
Eppure Treyarch ha proseguito imperterrita per la sua strada, mentre l’annunciato kolossal
Modern Warfare 2 si preparava ad abbattere record su record sviluppato ancora una volta sotto l’ala di Infinity Ward; allo stesso tempo treyarch confezionava meticolosamente l’ennesima versione di quel
Cod4 Modern Warfare plasmato inizialmente in quel lontano 2007.
Ma per una versione che sarebbe partita per forza di cose con dei precisi limiti imposti dalla inferiore potenza di calcolo della console N, gli sviluppatori si sono proposti di fare il possibile per presentare un lavoro alquanto fedele a quello originale e hanno promesso una resa grafica migliore dell’episodio precedentemente approdato su
Wii, oltre a un net code all’altezza capace di presentare un online stabile, perlomeno simile a quello delle versioni concorrenti, senza dimenticare dei controlli interamente personalizzabili.
Fatto sta che nessuna immagine è stata rilasciata prima della fatidica data di lancio e il progetto è stato mantenuto segreto sino all’ultimo; mentre solo oggi possiamo stringerlo tra le mani e metterlo a giudizio.
Il gioco si apre e si presenta in modo del tutto simile alle controparti ‘HD’, ovviamente la prima cosa da fare è gettarsi nella modalità campagna per prendere dimestichezza coi controlli, ad attenderci vi è lo stesso identico tutorial così come lo avevamo lasciato tre anni fa.
Puntare e tenere saldamente la mira può risultare, almeno inizialmente un problema per chi non ha mai avuto a che fare con un simile sistema di controllo, gli altri invece, che negli ultimi anni non hanno fatto altro che consumare tutti gli fps usciti su
Wii alla ricerca di quello definitivo, si sentiranno subito a casa, complice la possibilità di personalizzare i comandi che si rifà a quella già apprezzata in
The Conduit e permette di modificare praticamente tutti i parametri, dalla mappatura dei tasti alla sensibilità.
Inoltre c'è un particolare che potrebbe passare quasi inosservato, inizialmente, ma chi ha giocato il
Red Steel di
Ubisoft ai tempi del lancio ricorderà quella peculiarità legata alle armi che permetteva di ruotarle in base al movimento del polso, wiimote alla mano; ebbene tale caratteristica torna in quest’ultima versione di Cod4; nulla di realmente significativo in termini di gameplay sia chiaro, ma pur sempre un’ aggiunta gradita, utile all’immedesimazione del giocatore, tra l’altro tranquillamente disattivabile.
Una guerra che non finirà maiLa modalità campagna in se si discosta non poco dall’ambientazione solita della serie mettendo in scena magistralmente un conflitto nucleare, in realtà mai avvenuto, ambientato in un futuro prossimo che vede in Medio Oriente e Russia i suoi “fautori”, mentre al giocatore spetta il compito di vestire i panni ora di un marine, ora di un commando britannico SAS, entrambi intenti a fermare il conflitto e impegnati su due ‘fronti’. Il tutto raccontato attraverso filmati in game dall’indubbio impatto scenico; l’ottima regia garantisce quindi un’immedesimazione che vi terrà incollati sino alla fine della campagna stessa, la quale potrà essere affrontata con un amico al proprio fianco.
In sostanza ritorna la formula del precedente episodio per quanto riguarda il multiplayer in locale, ovvero la stessa derivata da
Mario Galaxy di Nintendo e che permette ad un ‘ospite’ di partecipare alle vicende appoggiandosi a dei ‘binari’ imposti dal primo giocatore; in pratica non vi sono schermi condivisi, il controllo del personaggio è relegato sempre al primo giocatore mentre con un secondo wiimote è possibile ottenere un fuoco di supporto.
La durata della campagna si attesta sulle sei ore in media, a seconda del livello di difficoltà e una volta portata a termine è possibile rigiocarla con una gradita variabile.
Se la longevità della campagna vi mette paura non temete, perché il gioco nasconde una delle esperienze multiplayer online più ricche e profonde che la serie cod abbia mai avuto, inaugurata all’epoca proprio con questo capitolo e riproposta nel quinto episodio già apparso su
Wii.
Un sistema di perk quindi permette di personalizzare il nostro soldato prima di scendere in battaglia, con l’esperienza poi è possibile sbloccare altri componenti dell’equipaggiamento e nuove armi che garantiscono una personalizzazione adatta a tutte le nostre esigente. Senza dimenticare le ricompense uccisioni e le sfide, che non mancano di gratificare il giocatore una volta soddisfatti i requisiti necessari per portarle a termine; ce ne sono di tantissime e tutte diverse ed invogliano il giocatore stesso a giocare in modo sempre più vario.
Per quanto riguarda la stabilità di connessione il titolo presenta un margine di ritardo minimo che può variare da giocatore a giocatore, ma i vari match filano via lisci, mantenendo la connessione stabile per l’intera durata della partita e supportando un totale di 10 giocatori. Gli sviluppatori ce l’hanno messa tutta per rendere questa versione una valida alternativa alla controparte originale e la presenza di tutte le modalità e arene appartenenti ad essa lo dimostra, seppur sia totalmente assente un sistema di comunicazione sia con gli sconosciuti(ma su questo non vi erano dubbi, né speranze) che con gli amici. Assenza che grava senz’altro sul giudizio complessivo. Tuttavia il sistema di inviti è stato migliorato rispetto all’episodio dell’anno scorso.
Graficamente il gioco si presenta piuttosto bene, senz’altro superiore al
Cod 5 passato, con texture ben più definite ed effetti grafici quali fumo ed esplosioni che adesso rendono meglio, il gioco ha però perduto alcuni dettagli nella struttura degli ambienti rispetto alla controparte originale e i colori risultano un po’ spenti, ovviamente gli effetti di lusso messi in scena dall’alta definizione sono spariti tutti ma la resa visiva si attesta su buoni livelli, superando di poco la media. Sporadici rallentamenti si fanno vivi qua e la nelle situazioni più concitate seppur online il framerate sia piuttosto stabile non concedendosi quei cali che si avvertono invece nella campagna. L’effetto scenico però continua ad essere presente e non è stato affatto compromesso.
In definitiva il gioco si dimostra nettamente superiore al suo prequel-sequel
World at War, superandolo in ogni parametro; il lavoro di conversione svolto in questo caso è sicuramente notevole, soprattutto per quel che concerne il sistema di controllo che appare più che preciso e in grado di soddisfare le esigente di tutti i giocatori. Peccato per l’assenza del supporto al wiispeak che avrebbe sicuramente giovato all’esperienza di gioco online. E ci sentiamo di sottolineare che il comparto tecnico, adesso certamente più curato rispetto al passato, meritava senza ombra di dubbio un’attenzione maggiore.
Concludendo il gioco rappresenta un acquisto sicuramente consigliato all’utenza ‘only
Wii’ mentre tutto il resto potrebbe ugualmente dargli una chance, scendendo però a patti col comparto tecnico.