Cursed Mountain

Un survival-horror fuori dai canoni
Scritto da Alessandro "Spider-web" Crocettiil 12 ottobre 2009
Cursed Mountain Recensione

Il 27 agosto 2009 è la data in cui sul mercato videoludico è stato lanciato Cursed Mountain, survival-horror in esclusiva per Nintendo Wii. Al centro della storia di questa avventura vi è una terribile maledizione, che ha imprigionato le anime delle persone morte nelle vicinanze della Catena montuosa dell’Himalaya, le quali si sono fatte incredibilmente minacciose e pericolose. Saremo accolti fin da subito da visioni alquanto strane e improvvise, con anime e demoni vaganti che inizialmente non saremo in grado di allontanare. Sarà quindi grazie alla consapevolezza dell’esistenza e all’apprendimento dell’utilizzo del terzo occhio (tecnica sconosciuta alla nostra cultura), che ottoneremo certe intuizioni e successivamente chiaroveggenze su fatti che i nostri occhi normali non possono vedere. Attraverso un monaco buddista di Lhando, saremo in grado di scorgere efficacemente le anime e i demoni che minacciano la nostra vita, giungendo quindi alla possibilità di combatterli e allontanarli.

Analizzandolo sotto un punto di vista puramente concettuale Cursed Mountain risulta un videogioco originale che si distacca dai soliti survival-horror pieni di orde di undead (parola inglese che vuol significare non-morto, in pratica uno zombi), forte di un gameplay che è reso interessante anche grazie all’utilizzo dei controlli del Wii.


Alla ricerca di nostro fratello

Cursed Mountain, come abbiamo gia accennato è ambientato sull’Hymalaia, all’incirca negli anni ‘80. In questo luogo, l’intento del protagonista è di scalare una vetta che si chiama Chomolonzo (Montagna non esistente nella realtà ma inventata dagli ideatori del gioco), per ritrovare il fratello minore. Noi quindi ci ritroveremo ad impersonare Eric Simmons che è alla ricerca del giovane fratello Frank, dato per disperso durante una spedizione. Questo è quindi il punto di partenza della nostra avventura, verremo contattati dall'organizzatore della spedizione a cui ha preso parte anche Frank Edward Bennett, e finiremo nella città di Lhando, alla ricerca di indizi che possano permetterci di ritrovare il nostro fratello scomparso, "per finirlo con le proprie mani", dice ironicamente il protagonista, così da porre fine alla continue preoccupazioni che gli procura.

Oscure sono ad Eric le cause che hanno portato suo fratello a scalare una delle vette più alte del mondo e ben presto si renderà conto che molte sono le difficoltà che dovrà affrontare per ripercorrerne il cammino. Frank era partito alla ricerca di un antico manufatto il cui nome è realmente esistente, un "Terma" (contenitori che custodiscono al loro interno testi, insegnamenti o oggetti sacri molto particolari e di valore, scritti o specificatamente prodotti a beneficio delle generazioni successive che si trovano in difficoltà o patiscono le sofferenze del Kaliyuga comunemente tradotto come "era delle cinque degenerazioni"); tali Terma, più comunemente chiamati “capsule del tempo” nel linguaggio moderno, vengono rinvenute ogni 100-150 anni e insegnano tecniche, rituali, meditazioni e procedimenti di ogni tipo a beneficio degli esseri senzienti. La scienza moderna ha dimostrato che tutto questo è vero, all’interno di questi contenitori sono stati ritrovati dei manoscritti che risalgono a più di 1.000 anni fa, anche se nessuno sa spiegare il motivo per cui questo materiale sia stato preservato. Il Buddhismo spiega che questi manoscritti e artefatti sono stati nascosti sottoterra da studiosi buddhisti. Nel caso si renda necessario il loro utilizzo, si hanno delle visioni che inducono a ritrovare queste capsule. I problemi nascono quando una persona non consacrata, alla quale il Terma non era destinato, ritrova uno dei suddetti contenitori; usandolo in modo sbagliato, causa il lancio di una maledizione con ovvie nefaste conseguenze. Questa miscela di realtà e fantasia è senza dubbio una scelta narrativa che conferisce alla trama ed al gioco una maggiore profondità, risultando così molto azzeccata.


Dalla trama all’azione…

Il gameplay, come è solito per questo tipo di giochi fa l’uso della terza persona e di un ambiente circostante esplorabile lentamente e in maniera più dettagliata, oppure corredo per spostarsi più in fretta. Nonostante la struttura classica non mancano però quelle novità che oggi in ogni produzione degna di nota si cercano di apportare. Da sottolineare la struttura dei combattimenti; passeremo da prendere a bastonate i nostri “cari nemici” per poi combatterli successivamente tramite l’uso del “Terzo Occhio” che si attiverà facendo pressione sul pulsante C, premendo quest’ultimo ci verrà indicato l’oggetto da utilizzare contro lo spirito di turno e per entrare in azione basterà premere il pulsante B. Dopo aver “bastonato” per bene i nostri nemici si passerà alla fase di purificazione tramite una sorta di rituale da effettuare seguendo le istruzioni in sovrimpressione sullo schermo del tipo “Wiimote verso la diagonale in basso a destra , Nunchuk in alto” e così via (azioni da compiere stando attenti a fare gli esatti movimenti. Un problema piuttosto grave consiste, purtroppo, nella poca affidabili del sistema di controllo che non rispondono sempre perfettamente). Altri rituali serviranno per spezzare, ad esempio, un sigillo magico e via dicendo. La nostra proibitiva scalata del Chomolonzo presenta perfino alcune belle sequenze interattive al cardiopalma, che spezzano così l’azione di per se molto lenta.

Come si può evincere, dunque, da quello che vi stiamo descrivendo, le idee a Cursed Mountain di certo non mancano, rendendolo un titolo che, nonostante alcune azioni ripetitive e imprecisioni nel sistema di controllo, cerca di rinnovare la tipologia di gioco a cui esso appartiene.


Quasi a regola d'arte

Dal punto di vista dello stile, il survival-horror di Deep Silver è molto curato, anzi pure troppo, la storia culturale trattata nella trama nel videogioco, traspare da ogni inquadratura, la cura per i dettagli dimostra quanta dedizione i ragazzi di Sproing Interactive vi abbiano dedicato. Dagli gli oggetti che vanno a ornare le povere case dei villaggi himalayani, compresi tavolini, soprammobili e statuine, fino alla caratterizzazione dei monaci e la struttura dei villaggi. Una piccola perla. Gli esterni spesso si dimostrano ben realizzati, seppur non dettagliatissimi, e gli effetti di fumo e nebbia sul terreno e della polvere scura che ottenebra i nemici sono splendidi. Nota di merito ad alcune scelte visive, come il terzo occhio con l’inquadratura che diventa a scala di grigi evidenziando i punti d’interesse, e alcuni scorci con effetti simili a quelli dati dalle sostanze stupefacenti, con tanto di cadenze rallentate e visibilità distorta. E’ pur vero che alcuni oggetti risultino realizzati in modo un po' frettoloso e, soprattutto, che l’interazione con l’ambiente sia pressoché nulla . Purtroppo, considerati da una parte i limiti tecnici della console e dall’altra il lavoro più o meno impegnativo, i risultati finiscono, talvolta, per deludere. Purtroppo questo è pure il caso di Cursed Mountain che risulta avere un numero di texture non all’altezza delle produzioni odierne.

Per quanto riguarda il sonoro, il titolo si difende egregiamente grazie a un doppiaggio inglese magistrale e una bella ricerca sonora, con brani che ricordano l’atmosfera dei templi della tradizione buddista. Il gioco in sé, nonostante l’ottima atmosfera costruita, non riesce mai a spaventare veramente, anche se comunque mantiene sempre vivo l’interesse per la trama e induce il giocatore a approfondirla, leggendo i manoscritti trovati nelle case e ampliando la visione della storia. In tempi dove, nel mondo dei videogiochi, la narrazione generalmente latita, è un risultato non da poco.

COMMENTO
Alessandro "Spider-web" Crocetti
Ragazzi e ragazze (le poche che si avvicinano al mondo dei videogiochi e a questo genere in particolare) dopo aver descritto, credo un po’ tutto quello che c’è da sapere su questo titolo, la conclusione è che ci troviamo davanti a un discreto survival-horror, narrativamente coinvolgente e dalle ambientazioni assolutamente inedite. Il fatto che sia un'esclusiva Wii lo rende uno dei migliori titoli di questo genere sulla suddetta console. Un titolo che ottiene un voto discreto in tutto il suo complesso, a parte per i controlli che dovevano essere assolutamente meglio curati. Un acquisto che comunque mi sento di consigliare a tutti gli appassionati.
GRAFICA:7.5Dobbiamo giudicare questo aspetto tenendo conto delle limitazioni tecniche del Wii.
SONORO:7.5Un sonoro che sa creare la giusta atmosfera per il titolo.
GIOCABILITà:5.5Su Wii ci si aspetta che almeno i controlli siano perfetti, in questo gioco non è così.
LONGEVITà:7Durata discreta considerando il genere e le produzioni odierne.
VOTO FINALE7
PRO:- Atmosfere ben caratterizzate
- Abbastanza vario
CONTRO:- Rigiocabilità quasi inesistente
- Combattimenti poco vari
- Controlli piuttosto imprecisi
Dead Space Extraction ( Wii )Se cercate il terrore... il gioco EA vi accontenterà...
Ju-On: RancoreUn simpatico esperimento horror che implementa il Nunchuck.
SCHEDAGIOCO
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Cursed Mountain2009-10-12 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-wii/cursed-mountain/Un survival-horror fuori dai canoni1020525VGNetwork.it