Dopo tanti anni, il mitico Donkey Kong Country è finalmente tornato! A deliziarci con questo graditissimo ritorno non sono altro che i famosissimi Retro studios, già autori della Trilogia dedicata a Metroid che dal tempo del Game Cube ci ha fatto sognare. Adesso prendono in mano un altro "pezzo da 90" della casa di Kyoto. Riusciranno nell'impresa di riportare al top una saga che si è persa nel tempo dall'era SNES? Scopriamolo.
TUM – TUM – TUTUTUTUTUM
Rispolverare una serie non è mai un impresa facile, c'è tutta una serie di cose a cui stare attenti, per non tradire i fan, per attirare nuovi giocatori, per non distruggere ulteriormente un brand a rischio; affidare una cosa del genere a nuovi team o team minori risulta tante volte un suicidio, quindi siamo stati ben felici di sapere, all'annuncio di Donkey Kong Country Returns, dei Retro Studios. Certo, non era il genere per cui erano rinomati, ma siamo contenti di poter dire che la nostra fiducia è stata ben riposta: Donkey Kong Country Returns è senza ombra di dubbio l'erede di quelli che al tempo furono i buonissimi capitoli per SNES. Le novità introdotte sono diverse e incentrate su svariati fattori che andremo a scoprire. Nel frattempo vi rendiamo partecipi dell'intro che visivamente spiega davvero bene l'ennesimo escamotage del solito furto di banane da parte dei cattivi di turno.
Vivi il mondo, non guardarlo dietro lo schermo
La cosa che spicca di più nell'impatto visivo di Donkey Kong Country Returns è senza ombra di dubbio la vivacità dell'ambiente di gioco, dalle coloratissime foreste alle spiagge fino ad arrivare alle sommità del vulcano, non si può che rimanere meravigliati della qualità e della cura per i dettagli di un mondo vivissimo che si muove sullo sfondo, che ha quasi vita propria. Ovviamente l'impostazione è sempre quella platform, quindi se pur la libertà di movimento è controllata dagli script e dall'insieme di piattaforme così come nemici impostati nel livello con precisione, ci sentiamo liberi di dire che l'effetto schema/livello che determina dove e quando una cosa appaia, viene reso piacevolissimo da una serie di effetti e tocchi di classe unici. Onde sull'oceano che s'infrangono, imbarcazioni sullo sfondo che combattono o ti passano accanto, per fare degli esempi, danno quel senso di profondità visiva che stupisce ad ogni sguardo. Parlando di profondità , tra le novità proposte in questo capitolo c'è la possibilità , come già visto in altri titoli, di muoversi su più livelli nello stesso piano di gioco, creando quell'effetto lontananza che fornisce lo stacco giusto al giocatore per rimanere meravigliato, mentre sullo sfondo si eseguono salti e carambole. Un semplice effetto visivo, nulla di complicato, ma che usato con maestria rende i livelli più vari e piacevoli. D'altronde quello di Donkey Kong Country Returns è pur sempre un motore tridimensionale adattato alle esigenze del gameplay a due dimensioni. Vedere una torre che cade dallo sfondo sfracellandosi sul piano di gioco o essere colpiti da palle di cannone, lanciate da una nave che viaggia accostata in lontananza sono solo alcuni degli espedienti che rendono l'esperienza di gioco più immersiva.
Oltre a questi aspetti puramente estetici, è stato fatto un buon lavoro dal punto di vista del motore fisico: gli avvenimenti durante l'evolversi dei livelli porteranno il giocatore in situazioni assurde che coinvolgeranno l'ambiente di gioco in modi molto diversi. Un esempio lampante lo si può trovare in una piattaforma che si stacca dal soffitto improvvisamente, e che diventa una ruota in cui dimenarsi all'interno per cercare di sopravvivere, mentre questa sbatte su ogni roccia del livello, sballottandoci all'interno come una pallina da flipper. Unita alla fisicità diretta dell'ambiente, troviamo quella legata a Donkey Kong che si ritrova artefice degli eventi e padrone del mondo di gioco. Passando accanto ad una candela nelle miniere, basterà soffiarci per spegnerla, nello stesso modo si attiveranno delle eliche che sbloccheranno passaggi segreti. Battere sul terreno farà scuotere il mondo intorno come in un piccolo terremoto, oltre che far apparire oggetti segreti o ribaltare piattaforme che ci porteranno in bonus stage pieni di banane.
Dal punto di vista del gameplay non ci sono stati dei cambiamenti epocali, le mosse che Donkey Kong possiede sono quelle originali, dalla capriola alla rullata sul terreno; le mosse sono state adattate ai controlli del Wiimote per facilitarne l'utilizzo ai nuovi utenti. Oltre alle ordinarie, sono stati aggiunti due nuovi espedienti, la possibilità di soffiare come abbiamo già descritto precedentemente, che permette di azionare meccanismi e interagire con il mondo di gioco, ed insieme a Diddy la possibilità di planare tramite il Jetpack. Purtroppo è stata tolta la possibilità di scambiarsi con Diddy a favore della modalità a 2 giocatori, che vedrà il nostro partner proprio nelle sue vesti, visto che Diddy è sempre stato il personaggio agile che ci permetteva di raggiungere i posti più alti rispetto al goffo Donkey che lo lanciava sulla piattaforma di turno. I livelli sono ricchi di pareti scalabili ricoperte di vegetazione i quali, grazie al tasto "presa", permetteranno a Donkey di aggrapparsi saldamente fino al rilascio del pulsante, grazie alla possibilità di scalare pareti in verticale, i livelli diventano delle vere giostre da seguire in ogni movimento. Ogni livello è ricco di bonus, ed essi principalmente si dividono in 3 categorie: puzzle, monete e le immancabili banane, con l'aggiunta della scritta "KONG", da completare trovando le quattro lettere. Tutti raggiungibili in modi diversi, i bonus si trovano ovunque, sotto il terreno o dietro una foglia, e soprattutto sono la ricompensa per la risoluzione dei bonus stage nel tempo previsto. Starà al giocatore esplorare il tutto e trovare ogni singolo bonus che gli permetterà di sbloccare schizzi originali, soundtrack e immagini.
Purtroppo non è tutto oro quello che luccica: una cosa che affligge il gioco è la risposta dei comandi poco reattiva. Con la scelta di utilizzare il Wiimote in combo con il nunchack, o nel metodo orizzontale à la Nes classic, s'incappa nella problematica di dover usare i sensori di movimento per creare quelle azioni che una volta erano legate ai semplici pulsanti. Per scuotere il terreno, ad esempio, bisognerà scuotere lo stesso Wiimote o alternarlo con il nunchack creando l'effetto immaginario di rullata, nello stesso modo la capriola che vede Donkey rotolare per abbattere i nemici o sfondare pareti, viene proposta con un accostamento di tasto avanti più scuotimento. Tutto questo scuotere però non si addice perfettamente ad un gioco dove ogni movimento deve essere ben preciso. Capita a volte d'incappare in ritardi di qualche millisecondo di risposta, che costano vite al giocatore nei momenti cruciali. Avremo preferito di gran lunga almeno la possibilità di sceglie di poter usare il classic controller. Se volete ridurre al minimo gli errori, però, utilizzate la modalità orizzontale senza nunchak, che è sicuramente la più godibile tra le due.
Bonus, ancora bonus e tanta voglia di perfezionarsi.
La longevità dei platform, si sa, e legata al raggiungimento massimo di ogni singolo bonus all'interno di un livello spesso in combinazione al minor tempo possibile di esecuzione o di bonus previsto. Donkey Kong Country Returns non è da meno, il gioco si finisce in scioltezza con un minimo di 10 ore buone, il tutto ovviamente è legato alla bravura del giocatore. Alcuni livelli possono risultare più ostici di altri, bilanciando la difficoltà del gioco. Una volta finito, c'è la scalata al bonus e a tutte le feature nascoste che vedranno ore e ore di gioco prima di essere totalmente raccolte. Se poi ci aggiungiamo la modalità time trial, scopriremo ben presto che non si è per niente bravi. Finire un livello in modo da raggiungere la medaglia d'oro richiede la completa conoscenza dello schema di gioco.
I puntini sulle "i"...
Se volessimo trovare dei difetti in questo straordinario titolo, dovremmo scavare probabilmente nella memoria di quella che originariamente era la concezione della serie Country. Nonostante i tanti pregi che i cambiamenti hanno apportato, da un certo punto di vista manca quel qualcosa relegato nei meandri dell'effetto nostalgia. Ad esempio la scelta di introdurre Rambi, in livelli sporadicissimi, o di non creare dei livelli subacquei, che hanno sempre accompagnato la serie, potrà far storcere il naso a qualche fan. Scelte oculate probabilmente per tenere l'attenzione su altri aspetti, che verranno riprese in seguito, speriamo nella creazione dei prossimi capitoli.
Donkey Kong Country Returns è un ottimo gioco, afflitto da qualche piccola imperfezione. I Retro Studios si sono dimostrati di nuovo all'altezza del loro nome e non possiamo che sperare già da adesso nei prossimi capitoli. Non avere questa perla nella propria collezione è un delitto per ogni fan della saga e di Nintendo.
Il Topolino più famoso del mondo è tornato nel panorama videoludico, e l'ha fatto col botto. Un ottimo titolo rende Epic Mickey una superba alternativa.
Alla faccia di Super Mario Galaxy 2, che è sempre in queste liste, stavolta è il porcospino blu a far capolino come alternativa a Donkey Kong Country Returns. Un titolo splendido, questo Sonic Colours.
Il commento dell'autore su Donkey Kong Country Returns
Onestamente aspettavo questo gioco come un bambino la sera di Natale davanti all'albero, sono rimasto affascinato da ogni singolo livello; questo gioco è senza dubbio uno dei migliori giochi per Wii mai prodotti.
Uno spettacolo sotto ogni punto di vista, specie considerati i limiti hardware. Gran lavoro.
9
Le musiche coinvolgenti e il sistema dell'evoluzione dei temi nei livelli rendono il comparto sonoro epico.
8.5
Qualche piccolo ritardo che a volte provoca un evento accidentale non ben voluto, per il resto semplice e coinvolgente come sempre. Le nuove mosse saranno gradite.
9
Tutto quello che un platform può regalare a livello di bonus, Donkey Kong Country Returns lo possiede. Non resta che buttarsi.