Che il nostro Mario guadagni più di un normale idraulico non è un mistero: sarà per via del fatto che i suoi giochi vendono come il pane, o forse per via delle monete che raccoglie (con il pugno alzato, nota bene Caparezza, NdR) lungo il percorso che lo porta inesorabilmente a salvare la Principessa Peach, “per arrotondare” diremmo noi. Da un po' di anni, però, l'icona videoludica per eccellenza ha deciso di entrare nel mondo degli affari: nel 2007 è iniziata la sua attività commerciale, che l'ha portato prima su Nintendo DS, poi su Nintendo Wii, rispettivamente con Itadaki Street DS e Itadaki Street Wii. Che poi sarebbe proprio questo La Via della Fortuna.
Il Monopoly secondo Yuji Horii
Il nome di Yuji Horii, così su due piedi, probabilmente non vi dice nulla. Aiutino: Dragon Quest. Già meglio, no? Questo signore, in sostanza, è il papà della più celebre serie di videogiochi nella Terra del Sol Levante, che ormai sviluppa con il suo team Armor Project, in virtù di un contratto esclusivo con Square-Enix.
Non si vive solo di Dragon Quest, quindi il buon Yuji se ne è venuto fuori con un altro brand di successo, cioè Itadaki Street, che nasce nel 1991 su NES. Purtroppo, fino al 2010 nessun episodio aveva mai varcato i confini del Giappone; nell'ultimo scampolo del 2011, invece, Nintendo ha pensato bene di sdoganare la serie, portando in America ed Europa Itadaki Street Wii, rinominato per l'occasione Fortune Street nella terra degli yankees e Boom Street per noialtri. In Italia il titolo è La Via della Fortuna.
La struttura di Itadaki Street è quella del gioco da tavolo, più precisamente quella del Monopoly: l'obiettivo di ciascun giocatore è raggiungere la somma di denaro richiesta, per poi tornare alla Banca; i soldi si guadagnano principalmente dagli avversari, che saranno costretti all'esborso di moneta sonante ogniqualvolta si fermeranno sulla vostra proprietà, la quale potrà ovviamente essere potenziata e, quindi, resa più costosa. Ad ogni giro di tabellone (ogni volta che si passa dal “via!”, insomma, NdR), le vostre finanze verranno sempre più rimpinguate.
In un certo senso, si può dire che Mario Party sta al Gioco dell'Oca come Itadaki Street sta al Monopoly, anche se è necessario fare delle distinzioni, dal momento che LaVia della Fortuna dispone di due diversi set di regole, cioè quello semplificato e quello standard.
Il primo è evidentemente il più adatto ad un pubblico di giovanissimi, ma è ottimo anche per chi vuole giocare con meno tatticismi in favore di un divertimento più immediato; il secondo si basa sulle stesse fondamenta, ma aggiunge alcuni elementi che complicano le cose, come il concetto di quartiere e il mercato azionario, che rendono le partite più ragionate e macchinose rispetto allo stesso Monopoly.
Invitati speciali
Lo sappiamo tutti: una festa può dirsi davvero riuscita solo se sono state invitate le persone “giuste”. Da questo punto di vista, non dovremmo avere particolari dubbi, dal momento che prenderanno parte al gioco personaggi provenienti sia all'universo di Mario (come accennato in apertura) sia all'universo di Dragon Quest. Il fanservice è ormai da anni una caratteristica immancabile per la serie, ma l'introduzione di Mario e compagni (invece dei personaggi di Final Fantasy) risale a Itadaki Street DS. I personaggi in totale sono ventisei, tredici per “fazione”.
Anche gli schemi di gioco pescano a piene mani dai due immaginari: sono diciotto, nove per ciascuno. Ecco, allora, che ci troviamo a parlare incidentalmente di una peculiarità di Itadaki Street rispetto al già citato gioco da tavolo che lo ha ispirato: non esiste un unico tabellone, ma ce ne sono diversi, ciascuno caratterizzato dalla sua struttura, che può essere molto semplice (ad esempio, un 8), ma anche piuttosto articolata, richiedendo magari una pianificazione iniziale. Ed è proprio qui, inoltre, che si scatena il citazionismo: a titolo esemplificativo portiamo quest'immagine.

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