La storia si sviluppa a partire da un punto non ben precisato posto tra
Le Sabbie del Tempo e
Spirito Guerriero. Ambizioso e pieno di risentimento verso il padre, il Principe parte alla ricerca di un regno da conquistare. Durante il suo viaggio entra in possesso di un antico vaso che, una volta aperto, libera il genio
Zahra. Lo spiritello (di sesso femminile) lo condurrà nel regno di Izdihar, con la promessa di cedergli il reame e la bella principessa che proprio laggiù dimora. Ma le cose si riveleranno più complicate del previsto: una potente strega ha scagliato su quelle terre lontane una tremenda maledizione. Il palazzo reale, i giardini e tutte le altre meraviglie che un tempo splendevano rigogliose cadono adesso in rovina, divorate da creature mostruose simili a piante antropomorfe. Tuttavia, c'è ancora speranza per Izdihar e quella speranza è il principe di Persia. Affrontando pericoli di ogni sorta dovrà farsi strada fino al cuore della bestia ed estirpare il male dilagante. Nel frattempo, scoprirà molte cose interessanti sul passato del suo nuovo regno...
La narrazione, fortunatamente, procede senza intoppi fino alla fine. A rendere piacevoli le varie sequenze non interattive sono soprattutto i dialoghi: gli scambi di battute tra Zahra e il principe strappano più di un sorriso e tengono viva l'attenzione. Purtroppo, la regia si rivela abbastanza spartana, da "videogame", e non offe mai inquadrature particolarmente elaborate. Niente di speciale a paragone coi giochi di ultima generazione. Anche il ritmo narrativo è mal calibrato e spesso non si riesce a dare il giusto pathos a quelli che dovrebbero essere i momenti culminanti. Infine, va detto che la trama in se non è affatto originale; il tema dell'eroe che salva il regno incantato colpito da una maledizione sa troppo di già visto.
Eppure... eppure la storia si rivela appassionante. Sarà l'atmosfera da mille e una notte, sarà la simpatia dei personaggi, sarà la semplicità, sarà l'insieme di tutte queste cose... fatto sta che le vicende del principe riescono a coinvolgere il giocatore fino ai titoli di coda senza mai annoiarlo...
Un dilemma graficoLa questione relativa al comparto grafico è un po' complicata.
La maggior parte dei siti specializzati (e del pubblico) ha sprecato elogi a non finire sulla bontà delle texture, dei modelli poligonali e quant'altro. L'autore dell'articolo che state leggendo (come alcuni di voi sapranno) è un grande appassionato della serie
Prince of Persia, e potrebbe benissimo forzare il suo giudizio per farlo coincidere con quello di altri recensori. Invece, resta ferma la scelta di essere imparziale e di proporre una critica seria e obiettiva.
Le Sabbie Dimenticate è si al di sopra di moltissie produzioni per
Nintendo Wii, ma non è neanche quel miracolo tecnologico che molti hanno descritto. Le texture in particolare, esclusa la realizzazione del protagonista, non reggono il paragone con quelle di opere più recenti (e questo senza scomodare il celeberrimo
Super Mario Galaxy, al cui confronto solo in pochi possono rivaleggiare). Perfino le animazioni, da sempre punto di forza dell'intera serie, appaiono leggermente sottotono rispetto al passato. Certo, sono difettucci trascurabili, perché nell'insieme il titolo riesce a farsi apprezzare senza difficoltà. Quel che mettiamo in discussione, qui, è soltanto la presunta magnificenza grafica delle
Sabbie Dimenticate, che alla resa dei conti rientra nella media dei titoli
Wii.
Il level design invece è ottimo. A parte le ambientazioni davvero azzeccate e immersive, è proprio la struttura delle stesse (ludicamente parlando) a sorprendere in positivo. Potremmo interagire praticamente con ogni parte dello scenario, il quale offre spesso più di una via per raggiungere la meta; le possibilità inoltre aumentano col preoseguire dell'avventura, ma su questo torneremo in seguito. Da sottolineare l'estrema varietà tra i vari livelli di gioco e la presenza di aree segrete talvolta difficili da individuare.
Non potremmo meglio concludere questo paragrafo se non citando quello che è senza dubbio il lato migliore da un punto di vista artistico: la colonna sonora. Già fin dall'inizio il tema principale vi getta nello stato d'animo ideale, udire per credere.
La minaccia vegetaleCome vi abbiamo anticipato all'inizio di questo articolo,
Le Sabbie Dimenticate, versione
Wii, rappresenta un punto di svolta all'interno della serie. Prima di tutto, il titolo è piuttosto impegnativo; a giudicare dalle fasi iniziali non sembrerebbe così, ma basta proseguire qualche ora per rendersene conto. In particolar modo verso la fine, il gioco subisce un aumento di difficoltà considerevole. Tutta un'altra cosa rispetto a
Prince of Persia 2008, eccessivamente guidato e lineare. E questo ci porta a considerare un'altra differenza fondamentale che contraddistingue in positivo
Le Sabbie Dimenticate Wii. Laddove in passato il percorso da seguire era unico e prestabilito, adesso avremo modo di personalizzare ogni mossa. Intendiamoci, non si tratta di un free roaming; quello che intendiamo dire è che spesso l'ambiente di gioco permette di scegliere la via che pare più opportuna per raggiungere l'obbiettivo. Niente di speciale invero, ma il risultato è comunque apprezzabile. Facciamo un esempio: Nella prima parte dell'avventura, scaleremo una muraglia arrampicandoci su tavolette di legno disposte a griglia, il tutto mentre i nemici ci bersagliano di frecce. In questo caso potremo scegliere se muoverci verso il basso, oppure verso l'alto, a quale appiglio restare appesi e altre piccolezze di questo genere. Come dicevamo, niente di trascendentale, ma tali variazioni movimentano l'azione e influiscono sulla rigiocabilità. Di situazioni simili se ne presenteranno in quantità, e aumenteranno ulteriormente nel momento in cui otterremo i poteri rigenerativi. Su questo però dobbiamo aprire una parentesi.
Sfruttando il sistema di puntamento del Wiimote, avremo l'opportunità di interagire con l'ambiente (dapprima in modo limitato, e successivamente senza alcuna restrizione). Sparse in giro vi sono infatti alcune lastre che se attivate rilasciano un magico potere; Alcune di esse assumono la forma di un anello sul quale ci si può aggrappare. Altre invece sono poste sul pavimento e generano un vortice che permette di raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Nelle fasi più avanzate del gioco però le lastre diventano improvvisamente inutili, perché a quel punto potremo creare vortici, anelli e perfino bolle anti-gravitazionali a piacimento e su ogni superficie. Ed è allora che il divertimento si fa più intenso. Innanzitutto, si verificherà un accrescimento della difficoltà. Secondariamente, si aprirà la possibilità di "costruire" un percorso attraverso la combinazione dei vari poteri rigenerativi. Detta così non sembra una caratteristica tanto importante, ma pad alla mano cambierete idea...
In merito al gioco in se, nelle fondamenta resta il solito
Prince of Persia ("solito" in senso buono): divertente, frenetico e spettacolare. Il Principe può arrampicarsi, correre sui muri, roteare sui pali e molto altro. Tutto perfetto? in verità no...
I combattimenti... ebbene si, sempre loro. La domanda sorge spontanea: possibile che alla
Ubisoft non siano in grado di elaborare un sistema di combattimento divertente? Le fasi platform sono soddisfacenti, ma le varie battaglie contro i mostri "vegetali" invece no. Stavolta la colpa è da imputare al sistema di controllo legnoso, che sfrutta male il Wiimote. Agitando il telecomando attaccheremo, premendo i dorsali sul Nunchuck alzeremo la guardia e premendo il pulsante B congeleremo l'avversario. E' difficile descrivere le sensazioni che si provano una volta gettati nella mischia, ma possiamo assicurarvi che rimarrete perplessi. Certo, col tempo imparerete a destreggiarvi con la spada, ma le battaglie restano sempre un noioso diversivo.
Spirito Guerriero fu l'unico episodio a distinguersi in positivo, sotto questo aspetto, ma da allora si sono fatti passi indietro... purtroppo.
Resta un'ultima cosa di cui parlare: la longevità. Il titolo, alla prima "run", si completa all'incirca in 7 ore e mezza. Vi saranno diversi enigmi ambientali a sbarrarvi la strada, molti dei quali richiederanno di spremere oltre misura le vostre meningi. Vanno anche aggiunti alla lista tutti i bonus sbloccabili, e ce ne sono a tonnellate, tra cui mini livelli e sfide di varia natura. Tra l'altro, il gioco include l'originale prince of persia. No, non le
Sabbie del Tempo, parliamo proprio del primissimo capitolo uscito negli anni 90. Ultima, ma non ultima, la rigiocabilità; probabilmente vorrete completare una seconda volta (o una quinta, se fate come il sottoscritto) le sabbie dimenticate, nel tentativo di migliorarvi sempre più. Anche in questo caso il divertimento non cala minimamente.