Project Zero 2: Wii Edition

Project Zero torna in Europa, e lo fa con grande stileScritto da il 03 luglio 2012
Project Zero 2: Wii Edition Recensione

Se avete cominciato a giocare a partire da questa generazione, il nome di Project Zero (Fatal Frame in America) non vi dirà molto: si tratta di una particolare serie Survival Horror nata su PlayStation 2, in cui il giocatore ha a disposizione una sola arma, cioè una misteriosa macchina fotografica in grado di immortalare i fantasmi. Dopo tre episodi (di cui i primi due pure su Xbox) regolarmente usciti sul suolo europeo e con tanto di traduzione in Italiano, la serie si sposta un po' a sorpresa su Wii e produce un solo capitolo, rimasto relegato in Giappone (esiste però una fantranslation per noi poveri gaijin).

Un po' a sorpresa, questo 29 Giugno sono usciti dalle nostre parti ben due titoli legati a Project Zero: uno è Spirit Camera: Le Memorie Maledette, spin-off per Nintendo 3DS; l'altro è Project Zero 2: Wii Edition, remake di Project Zero II: Crimson Butterfly. Diamo il nostro bentornato alla serie!


Mio e Mayu, come siete cresciute!

Questa Wii Edition vuole prepotentemente candidarsi come miglior episodio di sempre: pesca a piene mani dal titolo più riuscito, amato e discusso, upgradandolo grazie alle innovazioni che provengono da Zero: Tsukihami no Kamen (vale a dire il quarto gioco), in modo da svecchiare il gameplay, adattandolo alle peculiarità di Nintendo Wii.

La storia, invece, è rimasta pressoché invariata, se non per qualche aggiunta minore: le protagoniste sono ancora una volta le gemelle Mio e Mayu Akamura, che si ritrovano in un inquietante villaggio abbandonato, dove anni prima è accaduto qualcosa di davvero terrificante. Nel corso dell'avventura, tramite vari documenti reperiti lungo il cammino, vi sarà possibile ricostruire gli avvenimenti del passato, collegando fra loro le testimonianze di diversi personaggi, vittime di un "qualcosa" che nemmeno può essere nominato.

Alcune variabili (in particolare il livello di difficoltà e una scelta che dovrete fare verso la conclusione del gioco) vi porteranno ad uno dei finali multipli approntati da Tecmo Koei: chi vi scrive ne ha individuati cinque, di cui tre corrispondenti a quelli della versione per PlayStation 2, uno proveniente dall'edizione Director's Cut per Xbox, e uno (piuttosto inquietante, invero) realmente inedito. Ciascuno di essi è raccontato per mezzo di filmati nuovi di zecca e davvero molto belli, tanto che è un peccato che non ne siano stati realizzati in maggior numero, magari anche per altri momenti cruciali della trama.

Mio e Mayu hanno subito un restyling, come tutto il comparto visivo: le due gemelle appaiono più adulte e procaci e, di conseguenza, meno indifese, aspetto non trascurabile nell'economia dell'opera. Per quanto riguarda la grafica in generale, bisogna constatare sin da subito che molti dei cambiamenti sono stati resi necessari dal cambio di visuale, di cui ci occuperemo nel prossimo paragrafo. Si tratta di una scelta che incide soprattutto sul gameplay, certo, ma non solo, dal momento che gli ambienti di gioco devono essere almeno in parte ripensati. Nel complesso il risultato è davvero buono, tenendo conto chiaramente dell'hardware vetusto di Nintendo Wii. In un titolo di questo tipo non è necessario sfoggiare un tasso tecnico esagerato (cosa che Project Zero 2: Wii Edition non fa), ma è fondamentale suggestionare e impressionare il giocatore, sfruttando la direzione artistica, l'illuminazione e i rumori: in questo, Tecmo Koei pare non essere seconda a nessuno, soprattutto in un'epoca in cui i Survival Horror fanno più sparare e meno spaventare.

Unica nota dolente è il doppiaggio: non ci disgusta certo quello inglese realizzato per l'occasione, ma sarebbe stato meglio lasciare l'opportunità di scegliere quello giapponese; d'altronde, un gioco così fiero della sua anima nipponica ne avrebbe guadagnato.


Nuove prospettive

Abbiamo già anticipato che le novità fondamentali si hanno nel gameplay, il quale comunque non si lascia suggestionare dalle derive action chesi sono verificate a partire da Resident Evil 4 e rimane piuttosto fedele all'originale. I fan di vecchia data, dunque, noteranno subito la rivoluzione delle inquadrature, che non sono più fisse: la telecamera è situata alle spalle del personaggio (solitamente Mio, più raramente Mayu), e segue i suoi movimenti. Qui entra in gioco il Wiimote: mentre la svolta a destra e a sinistra è affidata alla solita leva analogica, col telecomando sarà possibile puntare verso l'alto o verso il basso. Ciò accade non soltanto nelle classiche sessioni esplorative - che presentano i tipici enigmi del caso - ma anche durante i combattimenti, nei i quali Mio può fare affidamento solo sulla Camera Obscura: i nemici sono sempre fantasmi ed essi vanno esorcizzati, inquadrandoli e poi fotografandoli. Questa è sicuramente la peculiarità di Project Zero, che conferisce agli scontri una forte carica di tensione (è necessario scovare l'orrore e guardarlo negli occhi...), ma in alcuni casi anche un'indesiderata frustrazione, causata da un sistema di controllo un po' impacciato, che non consente di seguire facilmente i fantasmi più scaltri, i quali potrebbero apparire e colpire il giocatore senza che questo abbia capito come. Aumenta l'ansia, direbbe qualcuno, forse anche a ragione, però le urla di terrore non devono trasformarsi in imprecazioni...

A proposito di "effetti orrorifici", uno dei rischi più grossi legati all'abbandono della telecamera fissa era quello di trovarsi tra le mani un titolo meno spaventoso, in cui il giocatore non notava alcuni dettagli precedentemente messi in evidenza dalle inquadrature pensate dagli sviluppatori; in questo senso si è reso necessario rivedere in parte la struttura dei livelli, con un risultato che ci è parso convincente. Risulta ad ogni modo impossibile dire se faccia più paura l'originale o il remake: chi ha giocato il primo non può più contare sull'effetto sorpresa, fondamentale in questo genere, mentre chi ha giocato solo il secondo non ha un metro di paragone. Vi assicuriamo, comunque, che Project Zero 2 è quantomeno inquietante e disturbato, soprattutto quando vedrete i finali (ad eccesione di uno). Una cosa, però, è certa: in questa Wii Edition dovrete essere in stato d'allerta anche quando raccogliete gli oggetti, visto che, come in Zero: Tsukihami no Kamen, mentre allungate la mano potrebbe comparire un fantasma. In tal caso, rilasciate velocemente il tasto A se non volete perdere salute!

La longevità è un altro aspetto assolutamente soddisfacente: la prima run dovrebbe portarvi via dieci o dodici ore, che si moltiplicheranno se andrete alla ricerca di tutti i finali e di tutti i fantasmi da fotografare. Peraltro, se vi spingerete sino alla massima difficoltà, sarà aggiunta una sezione al finale. Oltre a questo corredo, torna il Negozio notturno, introdotto dalla Director's Cut: con i punti accumulati sconfiggendo i fantasmi sarà possibile (oltre che potenziare la propria Camera Obscura durante l'avventura) acquistare costumi alternativi (di cui un paio molto "nintendosi") e Lenti, cioè accessori che possono essere applicati alla macchina fotografica per potenziarla. Alcune di esse si trovano nel corso del gioco, mentre altre saranno acquistabili solo dal Negozio notturno.

Dulcis in fundo, è stata aggiunta una nuova modalità, chiamata Casa degli orrori. Si gioca in modo molto diverso rispetto al resto, con controlli semplificati, che rendono questi livelli generati casualmente dei tunnel dell'orrore. Questa modalità, agli occhi degli sviluppatori, dovrebbe essere indirizzata anche alle persone non avvezze ai videogiochi e, più in generale, alle serate in compagnia, tanto che è prevista la possibilità per un secondo giocatore di interagire; dal nostro punto di vista, si tratta di una simpatica aggiunta ad un pacchetto di per sè già completo, ma non certo di una feature in grado di incidere significativamente sulla longevità, a meno che non vi interessi coinvolgere qualche amico o, meglio, la vostra ragazza (o il vostro ragazzo, che noi di VGN siamo per la parità dei sessi anche nei videogiochi, NdR).


E... Project Zero 4?

Project Zero 2: Wii Edition è un buon remake di Crimson Butterfly, nonché un'ottima occasione per rispolverare il Wii e la serie horror a base di pulzelle indifese e macchine fotografiche; ciò detto, è forse scontato aggiungere che sarebbe decisamente stato meglio portare in Europa Zero: Tsukihami no Kamen, seppure con un ritardo di quattro anni. Noi non possiamo far altro che sperare che il recente rilancio della serie in Occidente dia i suoi frutti, in modo da poter vedere nei prossimi mesi una localizzazione, anche se si tratta di un'ipotesi abbastanza improbabile, se consideriamo che il ciclo vitale della console è agli sgoccioli. Nintendo of Europe, confidiamo in te...

COMMENTO

Ammetto di non aver mai messo mano alla versione originale di Project Zero 2 (causa rottura dell'Xbox), anche se ho giocato al primo episodio; tuttavia ricordo che all'epoca più di qualcuno lo indicò come uno dei titoli più spaventosi e inquietanti di sempre. Bene, quasi dieci anni dopo, vuoi per un hardware non proprio performante, vuoi perché fuori impazza Caronte, Project Zero 2: Wii Edition fa un po' meno paura, ma non si può dire che sia privo di momenti agghiaccianti. D'altronde, la storia e la direzione artistica sono (grossomodo) gli stessi di un tempo, e difficilmente invecchiano.

GRAFICA:8Tra le varie versioni di Project Zero 2, questa è ovviamente la più bella da vedere. Stupendi i filmati, ma piuttosto rari.
SONORO:8Poca musica e molti silenzi, rumori, suoni, fruscii. Inquietante, come è giusto che sia. Peccato per l'assenza del doppiaggio giapponese, che avrebbe giovato all'atmosfera.
GIOCABILITà:7.5Le novità sono perlopiù mutuate dal quarto episodio, e funzionano anche. I combattimenti, però, rischiano di essere un po' frustranti, a causa di un sistema di controllo non proprio agile.
LONGEVITà:8La storia ha una durata che si assesta tra la decina e la dozzina di ore. Poi ci sono finali alternativi, altri extra e la nuova modalità Casa degli orrori. Nel complesso, non ci può lamentare.
VOTO FINALE8
PRO:- Storia e direzione artistica inquietanti, come all'epoca
- Parecchie novità nel gameplay
- Buona longevità complessiva
CONTRO:- Non c'è il doppiaggio jap
- Combattimenti un po' scorbutici
- Non certo indispensabile per chi possiede l'originale
Ju-On: RancoreNon è proprio un capolavoro, ma è un horror che sfrutta il Wiimote in modo interessante.
Project Zero 3: The TormentedIl terzo episodio della serie è un'esclusiva per PlayStation 2. Chissà se in futuro ne verrà realizzato un remake.
SCHEDAGIOCO
Cover Project Zero 2: Wii Edition

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