“Mungere la vacca” è un termine molto usato per indicare che un'azienda sta spremendo fino all'osso un determinato brand per ottenere il maggior ritorno economico possibile. Tali operazioni sono spesso volte a far leva sulla fedeltà di una certa schiera di fan, i quali acquisterebbero anche il più infimo dei prodotti pur di supportare le loro serie preferite.
Capcom è una vera e propria maestra in questo ambito e nel corso degli anni ne ha dato più volte la prova:
Street Fighter, Megaman, Devil May Cry e Resident Evil sono gli esempi più lampanti di sfruttamento viscerale di un brand.
Per esempio, analizziamo proprio il caso di
Resident Evil: della serie principale ne sono usciti ben sette capitoli più un remake, senza contare le riedizioni di ogni singolo episodio, davvero innumerevoli e presenti su praticamente tutte le piattaforme esistenti dall'era
PSX in poi. Degli spin off, oltretutto uno peggiore dell'altro, se ne è quasi perso il conto:
Gun Survivor 1 e 2, Dead Aim, Outbreake; l'unico in grado di sfuggire a questa macabra carneficina è stato
Resident Evil Umbrella Chronicles, sparatutto su binari che ripercorre i primi episodi della serie (0, 1, 3). Sia chiaro si trattava comunque di un prodotto fanservice (aggettivo affibbiato a giochi indirizzati ai fan), ma la qualità era comunque buona. A due anni di distanza
Capcom ci riprova proponendoci questo
Darkside Chronicles, che analizza gli avvenimenti dei due capitoli precedentemente esclusi (2, Code Veronica) ed approfondendo il rapporto tra Leon e Krauser, il misterioso figuro di
Resident Evil 4. Assoluzione anche questa volta? Abbiamo qualche dubbio...
Le altre cronacheCon il primo
Umbrella Chronicles avevamo assistito ad un riassunto più o meno fedele di
Resident Evil 0, 1, 3 più un capitolo inedito riguardante la fine della Umbrella. Inoltre erano stati inserite qua e là delle side story, ovvero scenari nei quali veniva mostrato cosa avevano svolto alcuni personaggi NON protagonisti dei vari episodi. Un esempio? I capitoli dedicati a Wesker in
RE 1 che mostravano come fosse diventato il superuomo che tutti noi conosciamo, o quelli che vedevano coinvolti Hunk ed Ada alle prese con la fuga da Racoon City.
In
Darkside Chronicles il piatto è decisamente meno ricco: i capitoli coinvolti sono questa volta due,
Resident Evil 2 e Code Veronica e di nuovo un capitolo inedito che tratta, come già detto, del rapporto tra Leon e Krauser e che è cronologicamente antecedente la caduta della Umbrella. Oltre a questo non c'è molto altro: gli scenari segreti sono davvero striminziti, d'altra parte
Capcom ha fatto l'errore di giocarsi la fuga di Ada nel precedente episodio, mossa in effetti non molto saggia visto che sarebbe stato più adatto vederla in azione qui, in
Darkside Chronicles, al fianco di personaggi come Claire e Leon piuttosto che con il cast degli altri episodi. Inoltre, come già era accaduto prima, le trame sono state per forza di cose ristrette, con conseguente perdita di alcune scene ed informazioni. Davvero un peccato!
Posso giocare? No non puoi!Il primo
Chronicles era uno sparatutto su binari abbastanza appagante da giocare e che coinvolgeva il giocatore, oltre che per l'atmosfera, anche per il gameplay: infilare 2 o 3 headshot di fila a quella massa putrefatta di zombi era davvero un piacere, così come potersi guardare in giro, grazie alla telecamera semi mobile, per raccogliere oggetti, file e munizioni. A volte l'azione di gioco poteva sembrare un po' troppo lenta ma tutto sommato questo difetto veniva oscurato dal resto dei pregi. In questo sequel la formula di gioco è stata migliorata giusto? No! Anzi, si può dire che
Capcom abbia addirittura peggiorato quello che era un gameplay giusto da sistemare.
Scendiamo però nel dettaglio, altrimenti difficilmente riuscireste a capire! Allora, innanzitutto è stata eliminata la visuale semi mobile e non è più possibile sbirciare negli angoli dello scenario di gioco; dopodiché l'azione è stata ulteriormente rallentata, dando più enfasi alle scene d'intermezzo ed ai dialoghi piuttosto che al gameplay. Ora arriva però la stangata più grande: proprio per dare maggiore enfasi alla storia e contribuire a creare atmosfera, è stata introdotta una fantastica telecamera, talmente fantastica che sarà in più occasioni un vero e proprio ostacolo al gameplay. Per farla breve, questa segue in tutto e per tutto i movimenti dei personaggi: se da un lato è un piacere per gli occhi in quanto sembra effettivamente di vivere in prima persona gli orrori di Racoon City, dall'altro è un serio impedimento alla nostra mira poiché sono più le volte in cui questa è in movimento che quelle in cui ci permette di uccidere nemici, raccogliere oggetti e quant'altro. Una sfida più grande per i giocatori? No, semplicemente un ostacolo al divertimento:
Umbrella Chronicles, seppur in minima parte, vantava una componente “esplorativa” nel suo essere uno sparatutto su binari. Qui non c'è data materialmente la possibilità di esplorare le ambientazioni! La maggior parte dei tempi morti li trascorreremo ad osservare i personaggi che dialogano tra loro e quando questo non accade, ci penserà l'antipatica telecamera a tenerci ben lontani dal riuscire anche solo ad osservare lo scenario circostante! Che cosa hai combinato
Capcom?
Fortunatamente, non tutto il gioco è afflitto da questa piaga: i momenti più riusciti sono infatti gli scontri con i boss, uno dei pochi elementi che invece sono stati migliorati rispetto ad
Umbrella Chronicles. Ora risultano infatti più vari ed impegnativi, sopratutto se si scelgono livelli di difficoltà un po' elevati.
Un altro miglioramento è l'introduzione di un pratico menù in tempo reale che ci permetterà di portare con noi fino ad un massimo di quattro oggetti contemporaneamente: potremo infatti piazzare sulla croce direzionale del Wiimote le armi e granate che più ci aggradano, in modo da avere una certa gamma di opzioni quando il nemico ci attaccherà. Buona la scelta poi di dedicare al pulsante MENO il compito di utilizzare le erbe medicinali: prima la “somministrazione” avveniva nel momento stesso della raccolta dallo scenario, ora invece potremo scegliere noi qual è il momento più opportuno per farlo.
Per quanto riguarda l'arsenale a nostra disposizione, ci troviamo dinanzi alle armi tipiche della serie: pistola, fucile a pompa, mitragliatrice, balestra, lanciagranate ecc ecc e tutte potranno essere potenziate nell'apposita schermata, proprio come in
UC.
Tutti in tiro per la festa!Uno dei pochi aspetti in cui
Darkside è stato davvero migliorato è il comparto tecnico. Se il primo episodio infatti era si piacevole da vedere ma non esente da difetti come piccoli bug, texture slavate, vistosissimi rallentamenti e aliasing, questa volta il lavoro svolto è stato invece ben più accurato, tanto da far rientrare il gioco
Capcom tra quella cerchia di titoli che davvero sfruttano l'hardware del
Wii a dovere.
Innanzitutto i modelli poligonali dei nemici hanno fatto un buon balzo in avanti, risultando oltre che più dettagliati, anche molto meglio animati e con essi pure quelli dei vari protagonisti. Non dimentichiamoci poi dei boss di fine capitolo, sempre imponenti, giganteschi e spettacolari da osservare! La vera ciliegina sulla torta però è rappresentata dagli ambienti, dove, nei pochi momenti in cui ci sarà permesso di osservarli, noteremo un notevole aumento del dettaglio oltre che ad una maggior cura per le texture le quali presentano anche effetti simili ai pixel shader (tecnologia non supportata da
Wii), proprio come accaduto questa estate con The Conduit. Anche gli effetti speciali e di illuminazione sono stati curati a dovere e questo si nota in particolare durante le esplosioni o nella missione inedita al fianco di Krauser. Non scordiamoci poi del frame rate, questa volta molto più stabile rispetto al passato anche se qualche piccolo calo è ancora presente. “E' il minimo!” - direte voi. Beh in effetti, se non risulta fluido e curato uno sparatutto su binari...
Altre piccole migliorie estetiche sono state poi apportate: l'interfaccia di gioco è stata totalmente ridisegnata, risultando più funzionale e bella da vedere così come la schermata dedicata alla scelta dei capitoli; se si gioca in single player, il partner sarà costantemente visibile al nostro fianco, cosa che in passato non avveniva e ogni qualvolta ricaricheremo l'arma, si vedrà il braccio del protagonista effettuare l'operazione sull'arma che in quel momento stiamo utilizzando. Unico inconveniente di tutto questo è forse il font di sottotitoli e didascalie, talvolta troppo piccolo e difficile da leggere.
Il comparto sonoro infine è sempre di altissimo livello, grazie al riarrangiamento dei brani tipici di
Resident Evil 2 e CV che tutti noi conosciamo e che più e più volte anno contribuito a costruire quell'atmosfera lugubre e terrorizzante che tanto piace ai fan dell'horror. Davvero un lavoro ben svolto visto anche l'ottimo doppiaggio in inglese.
Se dovessimo basarci unicamente sulla spettacolarità e l'atmosfera che questo
Darkside Chronicles possiede, beh dovremmo promuoverlo a pieni voti. Purtroppo però (o sarebbe il caso di dire per fortuna), un videogioco è tale proprio perché si GIOCA ed il problema sta proprio qui. Se con
Umbrella Chronicles il gameplay, seppur lento, era piacevole ed appagante, nel sequel è stato purtroppo tutto peggiorato: azione di gioco molto più dilatata, scene d'intermezzo talvolta invasive, telecamera che, anche se coinvolgente, impedisce di mirare in maniera precisa e limitata interazione con lo scenario. Aggiungete a tutto questo anche una longevità ridotta rispetto al passato e la quasi totale assenza di scenari bonus da sbloccare. Certo, c'è la modalità multiplayer in locale e le classifiche online anche se questi elementi da soli non sono in grado di risolvere il problema.
Capcom aveva la possibilità di migliorare quello che già era buono ma ha invece preferito la via più semplice: aumentare la spettacolarità a discapito del gameplay. Pessima scelta.