Tutti quelli che hanno sempre adorato il velocissimo porcospino dipinto di blu, si sono rammaricati altrettante volte negli ultimi anni, quando hanno visto venire alla luce titoli su titoli a lui dedicati, ma che di lui, proprio, non avevano niente, se non il personaggio. Bistrattato e poco valorizzato, Sonic è finito amaramente nel cassetto delle "mascotte di una volta". Si sa, quando non ti riprendi in fretta nel mondo dei videogiochi, vieni fatto fuori da molti, troppi; quello che è stato l'antagonista per eccellenza del baffuto idraulico, l'infinito Super Mario, aveva quasi deposto le armi, fiacco e non più veloce come un tempo. Un lume si accese, però, con la sua ultima avventura: inaspettatamente, Sonic Unleashed diede una rinfrescata notevole all'immagine dell'Hedgehog, facendolo tornare in pista carico e abbastanza brillante, se non fosse per quella trasformazione in WereHog che non ci ha mai convinto… Oggi, infine, siamo davanti a Sonic Colours, la nuova fatica dei Sonic Team, i quali hanno operato una straordinaria decisione: mantenere l'impianto di base di Unleashed, rimuovere le parti deboli (quindi anche quel polentone di WereHog) e dedicarsi alla costruzione di un contorno videoludico che facesse la differenza.
Sonic Colours, manco a dirlo, è un'esplosione di vivaci colori.
La formula del Sonic Team funziona in maniera eccelsa. Sonic è tornato a brillare di vita propria, grazie ad un gameplay solido, rapido e snello. Il malvagio piano del Dr. Eggman, stavolta, è di proporzioni galattiche: rapire cinque interi pianeti e sfruttarne gli abitanti per impadronirsi dell'intero universo! Difatti, i piccoli e graziosi alieni in questione, sono ricolmi di una straordinaria energia, che se sfruttata a dovere dona un immenso potere. Le coloratissime creature, dunque, dovranno essere liberate e ci daranno un piccolo grande aiuto ad arrivare alla fine delle nostre peripezie, donandoci abilità incredibili, anche se per un tempo limitato. Con la scusa di costruire un Luna Park Intergalattico, poi, il folle Eggman ha incuriosito parecchio Sonic e Tails (nonostante il gioco sia fondamentalmente in Single Player), i quali ora sono pronti a sgominare tutti i robots del malefico scienziato, cercando di riportare la pace nei 5 mondi. Il gioco è costruito, classicamente, ad Atti, circa 6 o 7 per ogni pianeta più l'Atto conclusivo, la canonica Boss Battle, dove si affronta il Boss di fine mondo. La struttura di base, quindi, è molto semplice ed immediata, ed è proprio la facilità d'uso che colpisce in Sonic Colours: basta macchinosità senza senso e soluzioni di controllo rigide, il porcospino blu adora nuovamente la velocità , l'agilità e la frenesia d'azione. Poi ci sono gli alieni, di tipo e colore diverso, che donano abilità specifiche, consentendo a Sonic di essere spettacolarmente efficace: diventerete una trivella, un missile, un blob verde capace di rapide accelerazioni sulle linee di anelli e altri ancora, che vi lasciamo il piacere di scoprire da soli.
Platform di nuova generazione = Sonic Colours.
Sonic Colours è facilmente definibile così: il platform della next-gen, che fa il paio con altri esimi colleghi e che si scuote di dosso quella orribile polvere nella quale era finito. Quello che caratterizza maggiormente Sonic Colours, oltre il gameplay semplice ed immediato, sono i mondi di gioco, i livelli. Un Level Design così ispirato si è visto davvero poche volte, con turbinii di ogni colore e forma, scivoli, rampe, acceleratori, cerchi di accelerazione e robot da far secchi in poche semplici mosse acrobatiche; le locations sono costruite benissimo, presentano una palette cromatica sgargiante e variegata, ci catapultano nello spazio, tra navicelle spaziali, razzi e laser, poi ci fiondano in mezzo a lussureggianti foreste, poi tra fabbriche e macchinari, o ancora sott'acqua in mezzo a pesci-bot ed insidie sottomarine. Le mosse di Sonic, dunque, sono poche ed essenziali: salto, salto doppio, turbo, salto a muro, scivolata, salto con attacco e attacco schiacciante. In ogni Atto (o livello, se volete chiamarlo così) l'obiettivo è di raccogliere quanti più anelli possibili, finire il più velocemente possibile e cercare di catturare alcuni oggetti che incrementeranno la nostra valutazione finale (una per ogni Atto), le Stelle Rosse, nascoste in luoghi più o meno semplici da raggiungere. Spesse volte, siamo onesti, vi capiterà di cercare d'arrivare fino a prendere la Stella, per poi cascare nel vuoto e maledirvi da soli. Del resto il gioco è semplice, ma non facilissimo da portare a termine al 100%, pur non risultando praticamente mai frustrante.
Rapido, inarrestabile, infervorato, sicuro di sé: in una parola, Sonic.
Non solo corse ed esplosioni per Sonic Colours, anche i filmati d'intermezzo sono migliorati parecchio e degni di nota. Il rapporto di collaborazione con Tails è presente solo nelle cut-scenes, ma è davvero divertente: Tails è la mente e Sonic il braccio, simulando così lo stereotipo del duo perfetto, compensazione e battute, poche parole ma d'effetto. Un ottimo lavoro anche sotto questo punto di vista, Sonic è tornato ad essere un figo a 5 stelle.
Graficamente il titolo è stato già ben classificato, considerando che ad una realizzazione molto buona corrisponde una palette cromatica d'effetto, nonostante i limiti della console vengano a galla con alcune scalettature e qualche imperfezione nelle textures, ma sicuramente il titolo non punta a quel tipo di impatto, si concentra sul resto. Riuscendoci maledettamente. La colonna sonora, poi, è la ciliegina sulla torta, visto che è ritmata e coinvolgente, e la main theme che si insinua nella testa e lì rimane, anche quando non si sta giocando. Alcuni effetti sonori sono quelli classici della serie, come quello di Sonic che respira con una bolla d'aria sott'acqua: da brividi, ricordando il primo, magnifico Sonic The Hedgehog. La longevità è abbastanza alta, visto che non tutti i tipi di alieni sono disponibili da subito, quindi dovremo rigiocare più volte gli Atti per completarli al 100% ed ottenere la massima valutazione. Se non bastasse, poi, abbiamo la modalità Sonic Simulator, dove diversi livelli di gioco sono costruiti in 2.5D e riproducono alcuni dei vecchi schemi di gioco dei primi Sonic (quando ce ne siamo accorti, un altro brivido di allegra nostalgia), e ci concedono di giocare anche con un amico, con un secondo personaggio che ricorda Knuckles per il purpureo colore.
In conclusione, siamo felici di affermare che Sonic Colours è uno spettacolo di luci e colori, un assoluto perfezionamento del platform secondo l'Hedgehog, tutto salti, corse e fulminei exploit. L'antagonista ironico, Dr. Eggman, è pasticcione, ma sempre duro a morire, e Tails nella versione "spalla dell'eroe" è davvero indiscutibile. Finalmente esente da difetti o pecche disastrose, Sonic Colours può essere considerato il (secondo) punto di partenza di Sonic, il porcospino blu più figo del mondo. Di nuovo.