Super Smash Bros. Brawl

Qualità o quantità? Nintendo ci dà la risposta esatta
Scritto da Lorenzo "Kobe" Fazioil 01 ottobre 2008
Super Smash Bros. Brawl Recensione
Forse potete rendervene già solo prendendo in mano il disco di Super Smash Bros. Brawl: sembra più pesante di tutti gli altri. Sicuramente lo capirete vedendo strabuzzare gli occhi del vostro piccolo Nintendo Wii, una volta inserito il DVD double layer all’interno del chassis. L’ultima fatica di HAL Laboratory, non è un gioco come tanti altri. E se ancora non ve ne siete accorti, potete sempre chiederlo a Masahiro Sakurai, direttore esecutivo dei primi due Super Smash Bros., che, dopo aver fondato nel 2005 una compagnia tutta sua, è stato chiamato direttamente dai piani alti della società di Kyoto per sviluppare con la sua solita maestria, anche l’edizione rivolta all’ultima console uscita sul mercato. Del resto, quanti altri giochi vi hanno tenuti impegnati almeno mezz’ora solo per prendere visione di tutte le modalità di gioco disponibili e di tutte le opzioni selezionabili?
Dove molti erano capaci solo di puntare il dito contro la nuova filosofia nintendiana, una filosofia, è vero, sempre più interessata a coinvolgere più persone possibili, anche a discapito di un minor interessamento verso i videogiocatori di vecchia data, altri visitavano giornalmente le pagine virtuali di Smash Bros. Dojo!! e si rendevano conto di ciò che HAL Laboratory stava creando. All’ombra di un pet trainer e di una bilancia che prometteva miracoli, Super Smash Bros. Brawl prendeva sempre più forma, alimentando ancor di più la fame degli hardcore gamers, non ancora del tutto sazi dal ritorno in grande stile di Mario e Samus.
E se tutta questa attesa fosse stata inutile? E se Sakurai, così attento a stordirci con incessanti news, abbia completamente dimenticato che è più importante la qualità della quantità? E se Brawl non fosse altro che un fratello molto più ciccione, ma anche molto meno attraente, di quel Melee che vendette più copie di ogni altro gioco uscito per GameCube?

Quando la semplicità è solo il più apparente degli stati

Super Smash Bros. Brawl è in linea di massima un picchiaduro. Due o più personaggi si affrontano all’interno di un’arena al fine di lanciare l’avversario oltre i bordi dello schermo. Niente barre di energia, dunque, ma un “dannometro” che aumenta via, via che porterete a segno gli attacchi. Maggiore è la percentuale di questo indicatore, più lontano verranno scagliati i nemici, rendendo così più semplice e più vicina la vostra vittoria. L’atipicità della saga di Super Smash Bros., inoltre, si ripercuote anche sul sistema di controllo. Dove i colleghi Virtua Fighter o Mortal Kombat propongono un elenco sterminato di comandi per effettuare prese, combo e mosse devastanti, tutti i personaggi della saga Nintendo possono dar vita a spettacolari incontri facendo affidamento a due soli tasti adibiti alla fase offensiva. Con il primo si effettuano gli attacchi base, mentre con l’altro quelli speciali. Senza aver mai provato un episodio della saga, si potrebbe concludere che ci troviamo di fronte all’ennesimo titolo che si pone come principale obbiettivo quello di andare incontro all’utente alle prime armi, fornendogli un sistema di controllo semplice e intuitivo. La realtà, in questo caso, è ben diversa. Già, perché se è vero che prendere dimestichezza con il gioco è questione di poco, diventare dei veri maestri è tutt’un altro paio di maniche. Ogni attacco infatti, possiede una sua variante se abbinato al movimento dello stick analogico, creando così un set di mosse profondo ed estremamente variegato che risulterà ora utile per un attacco debole ma rapido, ora per uno più lento da caricare ma dagli effetti più devastanti, ora per spiccare un salto che vi permetterà di risalire su una piattaforma evitando così morte certa.  Il risultato, insomma, è un sistema di combattimento quasi perfetto: appagante per i novizi, profondo per gli esperti. Vincere un match semplicemente ricorrendo alla famosissima tecnica del button mashing, è praticamente impossibile e il videogiocatore più navigato avrà sempre la meglio su quello alle prime armi.

Il tutto poi è sostenuto da un sistema input che si adatterà ad ogni eventualità. Potrete infatti decidere di giocare a Super Smash Bros. Brawl con il solo Wiimote, o di utilizzarlo in accoppiata con il fido Nunchuk, oppure di ricorrere al Classic Controller. Per tutti i nostalgici poi, è data anche la possibilità di andare a recuperare il fido e sempre ottimo pad del GameCube. A conti fatti queste ultime due configurazioni sono le più indicate per godersi al meglio il titolo, mentre qualche perplessità di troppo la solleva quella che si affida al solo Wiimote che, vista la posizione dei tasti, non permette di muovere al meglio il proprio avatar.


Da Mario a Snake, dal vecchio al nuovo

E parlando di avatar non si può non parlare dello straordinario roster di combattenti che per qualcuno potrebbe già essere di per sé come motivo più che valido per appropriarsi di una copia della produzione Nintendo. Super Smash Bros. ha infatti sempre pescato a piene mani dall’universo creato dalla casa di Kyoto, andando quasi ad assumersi il ruolo di un immenso crossover prendendo ora un personaggio da questa saga, ora da quella. Per chi ha già giocato alle passate edizioni ci saranno numerosi graditi ritorni: Mario, Link, Samus, Fox e molti altri sono ancora al loro posto. Non mancano poi le novità come il piccolo Olimar che per combattere fa uso dei Pikmin, oppure l’ormai famosissimo Wario che non si farà scrupoli ad usare ogni mezzo pur di raggiungere la vittoria. A completare il tutto, ci pensano anche un paio di personaggi non facenti parte dell’universo Nintendo. Stiamo parlando di Solid Snake e di Sonic che, senza dubbio, sono la novità più gradita di questa edizione per Wii per quanto riguarda i nuovi lottatori disponibili. In totale, insomma, potremo scegliere tra 35 diversi personaggi e seppur sia vero che alcuni si assomigliano molto tra loro, è impossibile non rimanere ugualmente allibiti di fronte alla varietà offerta dal roster. Certo, i personaggi possono sempre essere divisi in tre categorie, tra veloci ma poco potenti, quelli equilibrati e quelli muscolosi ma altrettanto lenti, ma i set di mosse sono talmente diversi e il roster pare così bene equilibrato che difficilmente non troverete il vostro personaggio definitivo. E’ anche vero che alcuni, come quelli maggiormente lenti, possano inizialmente risultare più difficili da utilizzare, ma è tutta una questione di allenamento.

A questa grande varietà del roster gli fa eco quella delle arene. Queste sono circa quaranta e sono tutte da scoprire. Anche in questo caso c’è qualche gradito ritorno: Il Tempio, L’Isola di Yoshi e Corneria solo per citarne alcuni. Sono le nuove tuttavia, a portare ancora un po’ più in là il limite della follia raggiunta dagli sviluppatori. Non mancano arene più classiche come Le Rovine o Destinazione Finale, ma che dire di quella ambientata nell’universo diWarioWare? Di tanto in tanto il combattimento vero e proprio verrà interrotto e voi sarete chiamati a svolgere correttamente un veloce mini-gioco. Oppure quella relativa al Pitchochat, dove via, via verranno disegnati nuovi elementi dello scenario con la quale interagire. Quale che sia l’arena, tuttavia, è facile capire quale sia il loro minimo comun denominatore: la varietà e la capacità di aumentare la frenesia e il caos generale. Ambienti che si distruggono, veloci cambi di setting, intrusioni varie, ognuno di essi nasconde le sue sorprese e trovarne una che per un motivo o per un altro proprio non si fa piacere è quasi impossibile. Anzi, impossibile lo è proprio vista la possibilità di creare il proprio livello personalizzato tramite l’editor dedicato.

A rendere poi unico ogni scontro, ci pensano anche gli innumerevoli oggetti che pioveranno di tanto in tanto dal cielo. Bombe, spade laser, mine, tutto vi tornerà utile per portare a casa la vittoria. Oltre alle pokéball, che sprigioneranno i più disparati pokémon ognuno con il attacco specifico, altri tre oggetti si meritano una menzione d’onore. Il primo è l’Assist Trophy. Raccogliendo questo particolare oggetto, vedremo giungere dal nulla un personaggio che ci aiuterà per un breve lasso di tempo a fare fuori i nostri nemici. Anche in questo caso non mancano i nomi noti: da Gray Fox a Saki, diversi saranno i personaggi impiegati in questi simpatici cammei. L’altro importantissimo oggetto ha la forma di una sfera colorata che se raccolta e infranta, darà la possibilità di scatenare un potentissimo Final Smash. Queste mosse hanno una potenza davvero devastante e ogni personaggio ne possiede una variante personalizzata. Non mancano di certo le Smash Finali più efficaci di altre, ma tutte, se usate sapientemente, sono capaci di causare ingenti danni. L’ultimo oggetto è rappresentato dalle Parti Del Dragoon: una volta raccolti tutti i tre pezzi che lo compongono, questo strumento vi permetterà di eseguire una mossa che, se correttamente eseguita, manderà fuori dall’arena un vostro avversario.


Un Super Smash quasi eterno

Nonostante tutto ciò che abbiamo detto non ci siamo soffermati ancora sulle modalità di gioco. Eccoci dunque a trattare dell’aspetto che rende ancor più mastodontica questa produzione. Che siate da soli o in compagnia di altri tre amici avrete poco di cui lamentarvi. Modalità classica; VS contro CPU o contro altri utenti umani con possibilità di settare qualsiasi parametro immaginabile; tornei; eventi, che non sono nient’altro che scenari con obbiettivi prestabiliti; gare di home-run. Insomma, volendolo si potrebbero riempire pagine e pagine raccontando in ogni dettaglio le funzioni di ciascuna modalità.Ma per evitare di diventare eccessivamente prolissi, sarà meglio concentrarci sulle due modalità di gioco che più di altre spiccano per essere esclusive di questa versione.

La prima è la modalità avventura, denominata L’Emissario Del Subspazio. Tutti coloro che hanno giocato e amato Malee si ricorderanno come la modalità avventura fosse proprio quella che traballava più di tutte: troppo corta e troppo poco ispirata. Bene, per l’occasione Nintendo ha deciso di rimediare anche a questo suo errore, sfornando quasi un gioco a sé stante. Con le oltre dieci ore che ci metterete per potarla a termine, e con la varietà di scontri, situazioni e scenari che incontrerete, possiamo veramente affermare che il difetto dell’edizione precedente è stato corretto. Certo, è vero che ancora una volta le fasi platform non si implementano al meglio con lo stile del resto del gioco, ma questo è un piccolo neo di cui è difficile accorgersi di fronte all’incredibile pasto che Nintendo ci ha confezionato.

L’altra grande modalità-novità di Brawl fa perno sulla Nintendo Wi-Fi Connection. Avete capito bene, come se non fosse già abbastanza, anche nel caso in cui faticherete a trovare un amico con cui fare un veloce multiplayer, ora potrete contare sulla possibilità di trovare il vostro sfidante in rete. Il matchmaking è abbastanza rapido e, nell’attesa, potrete allenarvi con un sacco da boxe. Inoltre non solo potrete prendere parte agli scontri in prima persona, ma potrete anche fare da semplici spettatori, scommettendo le vostre monete virtuali sul vincitore.


Diversi stili, un denominatore comune

Tecnicamente Super Smash Bros. Brawl si presenta come uno dei titoli più evoluti della softeca del Wii. Texture ottime, modelli poligonali convincenti e animazioni ben legate tra loro. Il tutto è poi accompagnato da un ottimo sistema di gestione delle fonti di luce e degli effetti particellari. Anche la fluidità rimane sempre su buoni livelli, anche nelle fasi più concitate. Dove si potrebbe riscontrare qualche problema è nello stile grafico. Diversi personaggi, infatti, portano con sé altrettanti stili grafici e non è detto che tutti possano apprezzare l’accostamento di un personaggio pacioccone come Pikachu ad uno serioso come Solid Snake. Ad ogni modo qui tutto sta nel gusto estetico dell’utente. Nintendo ha cercato il più possibile di trovare un compromesso in modo da far convivere tutti i diversi stili in un unico gioco e in buona parte il compito è riuscito.

Sul versante del sonoro siamo di fronte, ancora una volta, a un’opera di dimensioni ragguardevoli. Koji Kondo, Yasunori Mitsuda, Michiko Naruke, Motoi Sakuraba, Yoko Shimomura, Jun Senoue, Nobuo Uematsu, Yuzo Koshiro (questo non potevi dimenticarlo, ndCocò) questi sono solo alcuni nomi che hanno collaborato alla creazione della splendida soundtrack di Super Smash Bros. Brawl. Tra remix, vecchi theme riproposti e nuove composizioni create ad hoc, ci sono abbastanza canzoni da riempire più di un cd di musica. A completare il quadro ci pensano poi gli ottimi e spesso nostalgici effetti sonori e la simpatica voce che spesso vi accompagnerà nella navigazione tra i menù.


Diamo il via alla rissa?

Nella scelta tra quantità e qualità, Nintendo ha dato la risposta più ovvia: entrambe. Un roster di trentacinque combattenti per una quarantina di arene. Un numero esorbitante di modalità di gioco. Un comparto grafico e sonoro di assoluto prim’ordine. Eppure Super Smash Bros. Brawl va ben oltre l’essere un “più di Melee”. Non solo ne corregge qualche difetto, come la modalità avventura, ma propone anche sostanziali novità come la possibilità di sfidarsi in rete. È un opera mastodontica che emana nintendosità da ogni suo poro, ma più che risultare quasi un tributo di Nintendo per lei stessa, è un modo per ringraziare tutti i fans che l’hanno sostenuta fino ad oggi, è un modo per abbracciare tutti i nuovi utenti, attratti da un certo tipo di videogiochi, e indirizzarli verso qualcosa che vada anche oltre i pet trainers. È un modo per tutti per ricordarsi che la cara vecchia Nintendo esiste ancora, solo arricchita da un qualcosa in più.

COMMENTO
Lorenzo "Kobe" Fazio

Personalmente non ho mai apprezzato più del giusto la saga di Smash Bros. Ho comprato e giocato un numero considerevole di ore il Melee, eppure non lo metterei mai tra i miei primi dieci giochi per GameCube. Eppure questo Brawl mi è piaciuto molto di più della passata edizione. L'Emissario del Subspazio è davvero un bel passo avanti. Poi quando ci si ritrova in tanti, il divertimento si incrementa in modo esponenziale. Attualmente uno dei miei giochi preferiti per Wii. L'on-line, poi, è il valore aggiunto. Certo non aspettatevi qualcosa di minimamente paragonabile al servizio Live. Il matchmaking è veloce e funziona e per un servizio che alla fine non si paga... beh, non si può chiedere altro. Veramente un capitolo mastodontico!

GRAFICA:9Texture, animazioni, modelli poligonali, tutto è al suo posto e senza mai eccessivi cali di frame.
SONORO:9.5Quando i più grandi compositori si riuniscono in un’unica opera, questo è il risultato.
GIOCABILITà:9Semplice e profondo. Come ogni videogioco dovrebbe essere.
LONGEVITà:10Semplicemente quasi infinito. L’on-line poi fa andare fuori parametro la voce longevità.
VOTO FINALE9.5
PRO:- Quasi infinito
- Gran numero di lottatori e arene
- Eccellente in multiplayer
CONTRO:- Qualche difficoltà di connessione di troppo.
- Le fasi platform non sono completamente riuscite
Bleach: Shattered BladeUn picchiaduro molto classico, che sicuramente appassionerà tutti i fans del manga.
Super Smash Bros. MeleeIl predecessore, che ha portato alla ribalta il brand.
SCHEDAGIOCO
Cover Super Smash Bros. Brawl

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