High Voltage... Low fun!FPS: un genere che apparentemente avrebbe dovuto spopolare sul lucido e piccolo Nintendo Wii. Eppure, a più di due anni di distanza dall'uscita della console ancora non abbiamo visto un titolo, relativo al genere in questione, veramente buono ed interessante, a parte quel fantomatico
Metroid Prime 3 Corruption che in fin dei conti un FPS non lo è poi molto!
A tal proposito, un modesto e simpatico gruppo di sviluppatori si è quindi preso la briga di realizzare un gioco che finalmente potesse sopperire a tale mancanza, così da soddisfare la fame di proiettili e violenza dell'utenza
Nintendo. Stiamo parlando degli
High Voltage e del suo pretenzioso
The Conduit, spacciato come vero e proprio salvatore di una line up che, purtroppo, negli ultimi mesi ha visto un po' latitare i prodotti di buona qualità.
Ma questi ragazzotti americani avranno detto il vero? Saranno riusciti a far distinguere la loro creazione dalla, ormai, sempre più ampia massa di FPS tutti uguali?
Una cospirazione è nell'aria
Si lo sappiamo, la trama in un FPS non è di certo uno degli elementi che maggiormente ci interessa: gameplay, fisica, grafica, effetti sonori, repertorio di armi, level desing, intelligenza artificiale ed altro ancora hanno un'importanza nettamente superiore. Detto questo è comunque giusto menzionare anche tale aspetto; in fin dei conti stiamo pur sempre valutando un titolo giusto? Facciamolo quindi in maniera completa!
Il gioco ha inizio con un breve flash forward che servirà più che altro a farci prendere familiarità con il sistema di controllo. In questo breve intermezzo vedremo il nostro eroe alle prese con un famelico manipolo di alieni, senza sapere però esattamente per quale motivo questi vogliano ucciderci. Al termine della sequenza, torneremo di qualche giorno indietro per capire meglio come tutto abbia avuto origine. Noi siamo l'agente Ford e siamo stati assoldati da una segretissima agenzia governativa per sventare un pericoloso attacco terroristico che minaccia l'incolumità degli interi Stati Uniti d'America. Il cattivo pare essere un certo Orion, che grazie all'invenzione di una terribile tossina, è in grado di annebbiare le menti dei nemici per poi utilizzarli come soldati-marionetta. A tutto ciò si unisce l'apparizione di misteriosi portali, chiamati appunto condotti, dai quali compaiono inquietanti creature armate sino ai denti: degli alieni, insomma...
Una trama classicissima, che ad eccezione di un colpo di scena nella prima parte, oltretutto abbastanza scontato, non brilla di certo per originalità. Ma andiamo, non lamentiamoci troppo su, in un FPS questo elemento non è poi così importante, alla fin fine non è altro che un pretesto per sparare, sparare ed ancora sparare!
Specchietti per le allodole
Uno dei tanti elementi su cui
The Conduit ha voluto puntare è stato senza ombra di dubbio il motore grafico.
High Voltage ha infatti sviluppato un motore grafico apposito per la bianca console
Nintendo che sarebbe dovuto risultare, secondo le loro dichiarazioni, uno tra i più avanzati mai visti su di essa. E' realmente così? Si e no.
Contando i singoli effetti grafici il lavoro svolto è stato a dir poco impressionante: sistema di illuminazione all'avanguardia, esplosioni molto buone, effetti di fumo realistici, simulazione degli shader (ricordiamo che
Wii, come
GC non è dotato di questa tecnologia), effetti particellari e altro ancora. Insomma, se guardiamo sulla carta cosa è stato implementato in
The Conduit ci sarebbe di che stare tranquilli. Purtroppo però, se da un lato è vero che si, tutto questo ben di dio nel gioco effettivamente c'è, dall'altro bisogna dire che tali effetti sono accompagnati da un comparto tecnico che per tutto il resto risulta assai ridicolo. Le texture degli ambienti sono piattissime e in alcuni punti quasi imbarazzanti per lo scarso dettaglio, la fisica si può dire inesistente e lo stesso vale per l'interattività con l'ambiente circostante; a guastare ulteriormente l'entusiasmo, ci pensa poi il frame rate ballerino, che di tanto in tanto non è in grado di reggere tutti quei nemici ed effetti a schermo, nonché le animazioni spesso troppo legnose.
Insomma le promesse degli
High Voltage non sono state poi così tanto mantenute. Ma si sa, magari si può chiudere un occhio su qualche magagna tecnica se poi si ha un buon gameplay...
I'm a booring shooter“Almeno quello è buono, giusto?” vi starete chiedendo voi. E se vi dicessimo che anche questa volta la risposta è un no?
The Conduit è senza ombra di dubbio l'FPS più completo e globalmente riuscito della line up
Wii. Questo però non deve assolutamente essere una giustificazione per graziare in maniera particolare il gioco. Il titolo infatti, a livello di gameplay è il trionfo dell'anonimo: non solo non è in grado di mostrare innovazioni ma è totalmente incapace anche solo di entusiasmare a dovere il giocatore, regalando a conti fatti un'esperienza che sa di vecchio e stantio in più di un'occasione. Ora sarete abbattuti da tali affermazioni, c'è da scommetterci, ma andiamo ad analizzare nel dettaglio perché questo titolo risulta tale.
L'azione di gioco innanzitutto si svolge in ambientazioni veramente anonime: non solo l'art desing generale è infatti abbastanza bruttino, ma anche il level desing, cioè la struttura vera e propria delle location, è purtroppo mal realizzato. I livelli sono costruiti in maniera grossolana e consistono il più delle volte in corridoi tutti uguali, intervallati di tanto in tanto da qualche stanza un po' più grande. Va da se che tale elemento, unito alla scarsissima interattività con l'ambiente, contribuisca a minare notevolmente il gameplay.
Non è però finita qui, anche per quanto riguarda i nemici non stiamo affatto messi bene: il livello di difficoltà infatti è dato dalla quantità di avversari che ci verrà scagliata contro, nonché dalla loro locazione in determinati punti strategici che a volte risultano abbastanza assurdi ( Come si spiegano quattro soldati appostati all'interno di un banalissimo ufficio? Da dove cavolo sono entrati? ). Insomma, un modo molto furbo per sopperire ad un'intelligenza artificiale che lascia a desiderare.
Ultima mazzata la si riceve sul fronte “Cose da fare”. Ebbene si, anche qui, nonostante l'ausilio del ASE (All Seeing Eye), un particolare dispositivo in grado di individuare trappole e passaggi segreti, la varietà dell'azione di gioco è tutt'altro che alta. Purtroppo ci ritroveremo molto spesso a fare sempre le medesime cose in tutti i livelli: uccidi i nemici, individua il passaggio segreto, sblocca la porta, uccidi altri nemici. Una formula che purtroppo, se sommata a tutti gli altri difetti, non fa altro che rendere The Conduit ancora più insipido.
Only bad things?
“Sto gioco è na sola!”. Leggendo l'articolo sino a questo punto in effetti si, il pargolo degli High Voltage potrebbe sembrare proprio una mezza sola! Fortunatamente però, almeno qualche promessa è stata mantenuta, online e controlli su tutti.
Online – Partiamo subito con il dire che si, è presente, usa i codici Nintendo, funziona bene e diverte! Le modalità a nostra disposizione sono circa sette: deathmatch classico, a squadre, cattura la bandiera, uomo nel mirino, sopravvivenza e altre ancora. Di certo, da questo punto di vista il lavoro svolto è stato buono e la varietà non manca. Discrete anche le arene di gioco che seppur non brillino per originalità, riescono a svolgere dignitosamente il loro compito. Per stabilire l'abilità di un giocatore è poi presente un sistema di ranking basato sull'esperienza data dal numero di uccisioni e tanti altri parametri, un po' come accade in titoli quali Call of Duty 4 per intenderci. Gradita la presenza del supporto a Wii Speak, peccato questo sia attivabile unicamente tra amici presenti in lista. Buona infine la stabilità delle partite, dove il lag è poco presente e trovare avversari è tutto sommato veloce. Fanno storcere il naso alcuni bug che minano, anche in maniera grave, l'esito dei match. Una patch è chiedere troppo?
Controlli – Anche qui il lavoro svolto è stato ottimo: ogni singolo aspetto del puntamento è personalizzabile, dalla velocità con cui la telecamera si sposta alla zona morta entro cui il Wiimote agisce. È poi presente la possibilità di configurare anche l'interfaccia a schermo, nonché la totale mappatura dei tasti del pad. Insomma, potrete plasmare in ogni singolo aspetto il modo in cui il gioco reagirà ai vostri movimenti, un elemento non di certo trascurabile e che dovrebbe essere applicato a più titoli. Piccola nota di merito va infine fatta al repertorio armi che è vario, particolareggiato e piacevole da utilizzare.
Siamo giunti fino alla fine di questo interminabile calvario, nel quale il “povero” The Conduit è stato sezionato, analizzato e studiato. Si, i toni a volte sono stati forse un po' troppo forti ma fidatevi, gli High Voltage si sono meritati ogni singola parola. Le loro promesse, quelle che volevano il loro FPS salvatore di una line up sempre meno hardcore, non sono state per la maggior parte mantenute. Una grafica solo sulla carta strabiliante, un gameplay anonimo e ripetitivo, una IA scadente ed una fisica assente sono difetti troppo grandi e chiudere un occhio è decisamente difficile. Multiplayer e controlli si salvano da tale situazione di mediocrità, anche se da soli non sono purtroppo in grado di tenere in piedi l'intera baracca.
Le potenzialità il titolo le aveva, e molte, ma a quanto pare un mix di inesperienza e probabilmente pochi fondi hanno fatto si che The Conduit risulti un normalissimo, banalissimo, a tratti parecchio noioso sparatutto.