The House of the Dead: Overkill

Trash all'ennesima potenza
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 24 agosto 2009
The House of the Dead: Overkill Recensione
Prima di iniziare una piccola premessa: la recensione che segue parte dal presupposto che il giocatore utilizzi la "Handcannon”, accessorio venduto sia separatamente che insieme al titolo in esame. Tra l’altro, questa “pistola” (o se vogliamo, involucro di plastica dalle fattezze simili ad una pistola) rappresenta l’attrattiva più grande che The House of the Dead: Overkill possa offrire. Giocare senza di essa significa rinunciare a una parte significativa di tutto il divertimento.
Detto ciò, probabilmente non è necessario introdurre il famoso sparatutto su binario, ideato e sviluppato da SEGA nello scorso decennio. I primi episodi hanno infatti spopolato per anni in moltissime sale giochi, fino a che non si è pensato bene di trasportarli su console. Il passo per arrivare allo sviluppo di un titolo pensato appositamente per queste ultime è stato breve. The House of the Dead: Overkill è l’ultima incarnazione del fortunatissimo franchise, anche se per certi aspetti rappresenta un’involuzione. Volete sapere di cosa parliamo? Prego, continuate a leggere.

"G" come... Guest Star?

L’agente G (il significato del suo nome resta sconosciuto) e il suo collega improvvisato Isaac Washington, devono affrontare una terribile minaccia: il super criminale Papa Caesar, che ha ideato insieme a Jasper Guns un fluido dagli effetti mutageni. Risultato? Un’orda di mostri raccapriccianti ha invaso le strade di una piccola cittadina della Louisiana. Toccherà ai due improbabili protagonisti fermare questa ondata di follia e ristabilire l’ordine affinché, anche se forse è troppo tardi, il morbo non si diffonda ovunque… Ad aiutarli, una bellissima ragazza, sorella di Jasper, chiamata Varla.
La regia è a dir poco favolosa. Ogni singolo fotogramma è al servizio del trash più estremo, con tanto di effetto “pellicola rovinata” e inquadrature tipiche del genere. A colorire il tutto, un retrogusto anni '80 messo bene in evidenza dal narratore: ogni evento viene introdotto con voce altisonante ed enfatizzato come la cosa più “cool” mai vista su “schermo”.
I due protagonisti, poi, sono da antologia. Divertentissimi nel loro essere estremamente stereotipati, tanto da risultare grotteschi (l’effetto è voluto) come in una parodia. Isaac è sboccato, rozzo, disinteressato a tutto tranne che alla missione e con un ego smisurato. G è un uomo intelligente, più cerebrale e calmo, ma in grado di avviare discussione filosofiche che irritano il suo collega. Caesar è il super cattivone all’apparenza invincibile, furbissimo, che ride per ogni sua malefatta. Varla… beh, è la gran donna della situazione; dura, bella e pungente.
Un mix che funziona perfettamente, nonostante la povertà assoluta della storia che si regge unicamente sulle battute dei personaggi e lo stile accattivante.

"G" come... Game?

La struttura di The House of the Dead: Overkill è semplicissima. Quasi non si discosta da quella adottata dai suoi illustri predecessori. Ma il gioco funziona altrettanto bene? La risposta è… no. Non fraintendete. Il titolo si difende bene, è divertente (soprattutto in compagnia), ma gli manca quel qualcosa in più che ha reso grandi i primi tre capitoli. Tanto per cominciare, l’azione di gioco è poco frenetica. Si prosegue con lentezza e i nemici, anche alle difficoltà più alte, sono facili da abbattere e poco numerosi. Probabilmente, questo abbassamento della difficoltà è stato effettuato per venire in contro alle esigenze dei giocatori di oggi. Tuttavia, semplificare un gioco non significa privarlo della sua “velocità”, ma dovrebbe consistere nell'adattarlo alle varie fasce di pubblico, senza per questo abbassarne il livello qualitativo. Gli avversari sono molto vari, ma poco creativi. È una sensazione che ci accompagnerà sin dall’inizio quella per cui zombie e mostri ci sembreranno abbastanza anonimi. Oltre ai suddetti morti viventi, boss monocromatici dall’aspetto fangoso, insettoni giganti e signore dai lunghi capelli non convincono appieno.

Fortunatamente, l’armamentario offre diverse possibilità. Una volta completato un livello otterremo dei punti (se troveremo degli oggetti nascosti dalla forma di un cervello dorato ne guadagneremo di più). Questi serviranno per acquistare delle armi che variano dai semplici fucili a pompa ai mitragliatori. Ognuna di esse ha delle caratteristiche specifiche che la rendono più o meno adatta a un giocatore piuttosto che a un altro. Dunque, personalizzare il proprio alter ego virtuale è cosa semplice. Peccato che di queste armi se ne possano trasportare solo due nell’arco di un livello, ma saranno comunque più che sufficienti.

A rendere le cose un po’ meno ostiche (meno di quanto non lo siano già) ci pensano vari bonus sparsi ovunque. A parte gli intramontabili medikit, che ci restituiscono due tacche di energia perduta, avremo delle strane icone verdi. Se colpite, tali icone rallenteranno il tempo, consentendo al giocatore di prendere la mira con cura e spappolare il cervello dei morti viventi.

Il level design è sicuramente ben curato, anche se è lampante la mancanza di ispirazione. E’ stata fatta particolare attenzione per i dettagli certo, ma le ambientazioni si ricorderanno principalmente per il numero esiguo, e non per la direzione artistica. Ultime parole in favore della longevità: accettabile ma non elevatissima.


"G" come... Graphic?

Ecco. Arrivati a questo punto c’è da chiedersi se, veramente, tutto quello che entra a contatto col Wii smette improvvisamente di brillare. Non bastavano le centinaia di prodotti sottotono, avviliti da un comparto grafico da mani nei capelli, adesso ci si mette pure SEGA ad abbassare il livello qualitativo dei suoi prodotti. Perché, dovremmo chiederci, escluse le animazioni (comunque legnose e ben poco realistiche) il comparto grafico di Overkill sembra inferiore a quello di The House of the Dead 2 e 3, già convertiti su console Nintendo lo scorso anno?
Si, è evidente quello che state pensando: forse stiamo esagerando, forse dovremmo fare una visita oculistica prima di elargire giudizi così sfacciati, ma date un’occhiata alle differenze tra i 2 titoli e vi renderete conto che non siamo così fuori strada.
Gli zombie di The House of the Dead 2 erano interamente distruttibili. I loro arti esplodevano, sui loro corpi restavano fori di proiettile, ecc… Quelli di Overkill occasionalmente perdono il braccio, una gamba, la testa, ma a parte aumentare gli ettolitri di sangue versati, non è stato fatto altro.The House of the Dead 2 si mantiene al di sopra dei 60 fps. Overkill no. Si, lo sappiamo, è aumentato il livello di dettaglio, ma la qualità globale è sempre piuttosto bassa, tanto da non giustificare un abbassamento della fluidità. Se poi facciamo il paragone col terzo episodio, allora non ci sono più scuseThe House of the Dead 3 aveva una pulizia grafica mostruosa. Overkill no, anzi… The House of the Dead 3 poteva vantare modelli poligonali e texture di altissimo livello. Overkill... ovviamente no.
Per non parlare, poi, della pressoché totale assenza di effetti grafici degni di tal nome. Insomma, dal punto di vista visivo, Overkill si aggrappa coi denti alla sufficienza, ma è sempre a rischio di precipitare nell’oblio…

"G" come... Gran finale?

The House of the Dead: Overkill non è niente più che un contentino per gli amanti della saga che hanno deciso di acquistare un Nintendo Wii. Si tratta di un titolo di poche pretese, divertente se giocato in 2 e gradevole in single player. Tuttavia, se siete alla ricerca di uno stimolo più interessante, sarà meglio che guardiate altrove.
Piccola puntualizzazione: non vi sognate neppure di giocare House of the Dead: Overkill senza “Handcannon”. Sebbene il Wiimote dia le stesse sensazioni della lightgun, l’accessorio di cui sopra vi farà sentire un po’ più “fighi”, quel tanto che basta da spingervi a giocare anche in solitario. Inoltre, sappiate che senza questo simpatico gingillo, il voto della recensione dovrebbe essere abbassato di un punto.
COMMENTO
Leandro "White Lhio" Rossi
Non mi ha entusiasmato moltissimo, questo The House of the Dead Overkill. Anzi, l'unico motivo per il quale l'ho acquistato è la Handcannon, che effettivamente fornisce una certa dose di coinvolgimento. Forse il motivo del mio disappunto, è da ricercare nello scarso interesse che provo per il genere sparatutto su binario. Tuttavia, sono abbastanza certo che perfino altri, soprattutto gli amanti della saga, avranno qualcosa da ridire su Overkill. Comunque sia, il gioco resta pur sempre abbastanza divertente, quindi il voto sopra la sufficienza è ben meritato. 
GRAFICA:6A parte qualche miglioria, sfigura rispetto a The House of the Dead 3.
SONORO:7Una track list in linea con le atmosfere trash del titolo. Sfortunatamente nessun brano è orecchiabile.
GIOCABILITà:7Divertente se giocato con la Handcannon. In caso contrario, la lentezza e la semplicità del titolo potrebbero frustrarvi.
LONGEVITà:6Dura veramente poco. Fortunatamente la rigiocabilità è buona.
VOTO FINALE7
PRO:- La fiera del trash
- Violento
- Altamente rigiocabile
CONTRO:- Graficamente e stilisticamente discutibile
- Lento nell'azione di gioco
- Poco longevo
The House Of The Dead 2 & 3 ReturnGraficamente obsoleto, ma molto più dinamico e divertente di Overkill.
Resident Evil: The Umbrella ChroniclesSe preferite un approccio meno "arcade" al genere sparatutto su binario, questo titolo potrebbe piacervi.
SCHEDAGIOCO
Cover The House Of The Dead: Overkill

The House Of The Dead: Overkill

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The House of the Dead: Overkill2009-08-24 23:28:48http://www.vgnetwork.it/recensioni-nintendo-wii/the-house-of-the-dead-overkill/Trash all'ennesima potenza1020525VGNetwork.it