Xenoblade Chronicles

Il miglior JRPG della generazione made in Nintendo? Sembra di sì!
Scritto da il 20 settembre 2011
Xenoblade Chronicles Recensione

Monolith Soft vi dice nulla? No, non stiamo parlando del team occidentale responsabile dei vari Condemned e F.E.A.R., quanto piuttosto di quello giapponese, i creatori di pietre miliari del genere JRPG quali Xenogears e Xenosaga, ma anche degli originali Baten Kaitos o del recente Soma Bringer. Il team di sviluppo, acquistato in blocco da Nintendo, è tornato alla ribalta proprio con quest’ultimo titolo per Nintendo DS, purtroppo non uscito in occidente ma che può essere comodamente giocato grazie a traduzioni amatoriali e, se ne avete la possibilità, ve lo consigliamo caldamente in quanto è davvero un buon prodotto.

Nel Settembre 2011 però, è finalmente uscito nei mercati europei Xenoblade Chronicles, l’ultima fatica di Monolith Soft per la casalinga Nintendo che segna in tutto e per tutto il loro grande ritorno sulla scena internazionale e nel mercato dei JRPG. Un titolo sul quale in pochi avevano creduto, vuoi per il comparto tecnico apparentemente scarno, per i dubbi sulla possibilità di replicare la magnificenza dei vari Xeno, ma soprattutto per la poca promozione riservatagli da Nintendo in Giappone. Il titolo è rimasto parcheggiato per parecchi mesi nel famigerato limbo dei titoli annunciati in occidente ma senza una data, salvo poi comparire a sorpresa nelle liste europee dei prodotti in uscita con grandissima gioia dei fan. Preparatevi però, perché Xenoblade è differente da qualsiasi altra cosa il team abbia mai sviluppato in precedenza: siete pronti ad immergervi con noi in questo nuovo e fantastico mondo?


Non il solito mondo

All’alba dei tempi, il mondo non era altro che un’infinita distesa di acqua, dove due gigantesche divinità, Bionis e Mechonis combattevano una battaglia senza tempo; questo fino a quando non rimasero unicamente i loro spenti corpi, congelati in un ultimo gesto fatale che costò ad entrambi la vita. Tantissimo tempo passò da quell’evento e la vita sui corpi delle due divinità iniziò a svilupparsi: tra le varie civiltà e razze, vi è quella degli Homs di cui fa parte il protagonista di Xenoblade, Shulk. L’esistenza degli Homs non è però facile: i vari insediamenti sono spesso attaccati da orde di macchine provenienti dal mondo di Mechonis, che cercano in tutti i modi di annientarli. L’unica speranza per la salvezza risiede in una spada chiamata Monado, che pare essere l’unica arma in grado di penetrare la corazza delle macchine. Tale strumento è però molto difficile da governare e unicamente una persona sembra in grado di farlo: Dunban. Questo prode guerriero ha infatti combattuto in una battaglia all’ultimo sangue per difendere le due colonie umane rimaste, Colony 6 e Colony 9, perdendo però quasi totalmente l’uso del braccio a causa della grande forza sprigionata dalla Monado. Ad un anno di distanza da quella carneficina, la minaccia delle macchine sembra purtroppo essere tornata, e con Dunban fuori uso chi potrà mai difendere gli Homs? La spada potrebbe aver individuato un nuovo prescelto: Shulk. E stavolta, i poteri che verranno sprigionati potrebbero essere totalmente diversi rispetto a quelli conosciuti da Dunban.

L’inizio di Xenoblade è sicuramente molto avvincente, non c’è che dire: in poche scene riesce a gettare il giocatore nel cuore delle vicende senza risultare troppo prolisso o noioso come invece tanti JRPG, e non solo, fanno. Il punto di forza sta probabilmente in questo: è un titolo che, grazie ad una narrazione notevolmente incalzante e mai eccessivamente pesante, riesce a tenere incollati al pad con colpi di scena che, seppur un po’ prevedibili, sono ben orchestrati e inseriti nei giusti luoghi. Anche i personaggi, seppur in parte stereotipati, riescono a svolgere più che egregiamente il loro compito, sia per quanto riguarda i protagonisti che gli antagonisti: cosa molto importante questa in quanto un buon cast può divenire il perno su cui poggia una produzione di questo genere, ed è anche merito del buon setting su cui si basa la trama.

Ma tutto questo può essere paragonato a Xenosaga e Xenogears? No, semplicemente perché sono due prodotti totalmente diversi e che si propongono obiettivi diversi (una trama auto-conclusiva e non ad episodi, per esempio), quindi non cadete nel tranello di attendervi la medesima esperienza!


Free roaming JRPG?

In questa generazione di console, a parte qualche raro caso come Valkyria Chronicles, di vere innovazioni in campo JRPG non ve ne sono purtroppo state. Ci si aspettavano grandi cose grazie alla potenza delle attuali console, aspettative purtroppo mal riposte in quanto le maggiori novità e sperimentazioni son arrivate addirittura dal mercato dei portatili (PSP-DS). Rassegnati a giocare sempre le stesse cose? Assolutamente no! Nemmeno a farlo apposta, Xenoblade Chronicles si è a sorpresa rivelato una ventata d’aria fresca per quanto riguarda il mercato JRPG. Sia ben chiaro, non c’è nulla di davvero stravolgente o totalmente inedito, ma l’agglomerato di tanti piccoli ingredienti vincenti ha contribuito ad ottenere un risultato davvero intrigante.

Partendo dal principio, il mondo di Xenoblade ricalca molto da vicino quello di un titolo Free Roaming alla Oblivion, ciò significa che non vi sarà una world map dalla quale entrare nelle città in quanto è tutto un enorme mondo di gioco. Logicamente, in determinate aree di transizione tra un’ambientazione e l’altra, piuttosto che all’entrata di un dungeon, vi sarà un piccolo caricamento della durata non superiore alla solita manciata di secondi per caricare l’enorme zona successiva, ma onestamente è quasi impercettibile. Ciò che ne deriva sono enormi potenzialità d’esplorazione: molto spesso capiterà infatti di intravedere una vallata o delle rovine a parecchi “metri” di distanza che apparentemente potrebbero sembrare un semplice sfondo ma che in realtà sono tranquillamente raggiungibili con un po’ di sforzo. Tutto questo ben di dio non poteva che essere popolato da mostri di ogni genere, che contribuiscono a donare quell’aspetto vivo, pulsante e reale a tutto il mondo di gioco: molto spesso capiterà di individuare veri e proprio branchi di lupi, piuttosto che stormi di pipistrelli durante la notte o qualche misterioso e potente gigante che si aggira solitario e minaccioso nella zona che stiamo esplorando. Ciò si ripercuote anche nelle città, popolate da un buon numero di NPC (personaggi non giocanti) che contribuiscono a loro volta a rendere più vivo l’ambiente.

Il titolo comprende insomma tutta una serie di elementi che nel globale fanno la differenza. Di seguito proveremo ad elencarne qualcuno: gran varietà di mostri, buon numero di NPC nelle città, ciclo notte/giorno e clima con influenza sulla tipologia di mostri ed NPC, presenza di fast travel, possibilità di salvataggio in ogni luogo, ripristino nel punto di controllo più vicino dopo la morte, sistema di subquest ingegnoso e veloce. Nulla di totalmente inedito, ma mai presente tutto insieme in un unico JRPG. La struttura dell’esplorazione ricalca da vicino quella di un MMORPG (Gioco di Ruolo Online) e l’unico titolo che nella scorsa generazione tentò di avvicinarsi fu Final Fantasy XII che però, vuoi anche per i limiti tecnici della console su cui girava (PlayStation 2), non poteva vantare tutte queste comodità e migliorie.


Camaleonti del battle system!

Monolith ci ha regalato, con la serie Xenosaga, uno dei migliori sistemi di combattimento a turni. Bene, con Xenoblade hanno deciso di cambiare totalmente strada realizzando un battle system molto più frenetico: i mostri che popolano le varie aree potranno essere attaccati direttamente, proprio come in un MMORPG, ed una volta iniziato lo scontro avremo la possibilità di attaccare o semplicemente fuggire. Anche durante l’azione avremo la possibilità di muoverci liberamente nel campo di battaglia, elemento fondamentale in quanto alcuni attacchi necessitano di affiancare un nemico piuttosto che colpirlo da dietro per avere un maggiore effetto. Gli slot per gli attacchi sono limitati e dovremo quindi scegliere con cura quali equipaggiare a seconda dell’occasione. Il team potrà essere composto da soli tre personaggi ma le tipologie a nostra disposizione sono molte e ci permetteranno di variare parecchio. Il giocatore controllerà direttamente solo un membro del team, che può essere anche non necessariamente il protagonista, mentre gli altri due saranno controllati prevalentemente dalla I.A., tra l’altro molto buona, con possibilità di impartire loro uno specifico comportamento. 

Sempre a riguardo delle dinamiche del party, segnaliamo la possibilità, una volta riempita l’apposita barra, di poter effettuare attacchi combinati; funzione fondamentale contro determinati nemici o boss. Ottima anche la varietà dei membri del party, i quali si differenziano parecchio l’un l’altro. Il sistema di crescita dei personaggi prevede l’apprendimento delle tecniche in parte automaticamente ed in parte grazie a sub-quest ed eventi particolari. Il potenziamento di queste avviene tramite l’utilizzo di specifici punti ottenuti durante le battaglie, e per acquisire il grado successivo sarà necessario acquistare od ottenere un particolare manuale. L’equip, formato da arma, casco, pettorina, pantaloni, guanti e stivali, è totalmente personalizzabile e prevede la possibilità di essere potenziato grazie a particolari oggetti chiamati castoni che donano peculiari abilità, come aumento dei punti vita, maggior velocità, resistenza al veleno e così via. Questi castoni potranno essere sia raccolti che fabbricati grazie agli oggetti che otterremo dagli scontri o che troveremo durante l’esplorazione. Da segnalare poi la totale assenza di oggetti curativi: paradossalmente non se ne sente minimamente la mancanza e questo è davvero un bene!


Quando il Wii mostra i muscoli

Buona trama, buon gameplay, buon level design. Ma il comparto tecnico? Non neghiamo che, quando vennero mostrati i primi video intorno al 2009, un po’ tutti storsero il naso per l’apparente pochezza grafica che il titolo possedeva. Sembrava un prodotto spoglio, poco dettagliato e quasi insipido tanto che subito si pensò che ormai Monolith fosse giunta alla frutta: come poteva, l’azienda creatrice della bellissima serie Xenogears, proporre un titolo così scialbo, soprattutto considerando che era su una console arretrata come Wii? Fortunatamente, video dopo video, mese dopo mese, il titolo acquistò un aspetto grafico innanzitutto più dignitoso, ed in seguito si iniziarono a scoprire le vere ambientazioni di gioco di cui Xenoblade era costituito: come abbiamo raccontato qualche paragrafo sopra, il gioiello Monolith può vantare una delle strutture più vaste in un JRPG e lo fa sfoggiando un comparto tecnico che considerando la console su cui sta girando il tutto, ha quasi dell’incredibile. Le aree sono enormi, la distanza visiva davvero notevole, la pulizia dell’immagine, sia su TV HD che su TV SD è molto buona e gli effetti speciali, seppur non facciano gridare al miracolo, fanno il loro sporco lavoro. Unico reale neo di tutto ciò? Le texture: talvolta, in alcune aree, sono davvero sgranate e poco dettagliate. Insomma, come presentazione, nonostante alcune imperfezioni di poco conto, ci siamo davvero, e si può dire che questo sia il primo titolo per Wii che riesce a generare un open world così vasto e completo. Per quanto riguarda i modelli poligonali dei nemici, questi sono ben realizzati, vari e talvolta stupefacenti viste le dimensioni di alcuni mostri o boss. Un po’ più scarsi i modelli poligonali dei personaggi che talvolta peccano in alcuni dettagli, soprattutto del volto (Shulk, il protagonista, in effetti ha una faccia proprio brutta!).

Il titolo è comunque dotato di una regia davvero ben fatta, che supera tante produzioni odierne con alle spalle budget probabilmente ben più alti. Tutto questo non avrebbe però molto valore se non fosse realizzato con un design davvero curato e armonioso: scordatevi lo sci-fi i Xenogears, qui natura e tecnologia si fondono per creare un connubio davvero ben riuscito, quasi a simboleggiare il contrato tra le due divinità/pianeta e cioè Bionis e Mechonis. Ed il comparto sonoro? Beh, fantastico pure quello: i brani sono sempre adatti alla situazione in cui il giocatore si trova coinvolto, riuscendo a non essere noiosi e ripetitivi e risultando davvero belli da ascoltare anche singolarmente, cosa tutt’altro che semplice. Sorpresona nel doppiaggio: il titolo possiede infatti doppio audio inglese-giapponese ed in entrambe i casi abbiamo un livello qualitativo davvero ottimo. Complimenti a Nintendo che sembra aver finalmente svolto un ottimo lavoro non sono dal punto di vista della traduzione testuale (il titolo è infatti multilingua 5) ma anche nel doppiaggio! Da segnalare infine la possibilità di scaricare la soundtrack ufficiale dal sito Nintendo, registrando l’apposito codice che potrete trovare nella confezione.


Monolith è tornata

All’annuncio Xenoblade non era altro che un titolo come tanti per Wii: troppo scialbo, troppo anonimo, troppo poco famoso per poter dire qualcosa. Monolith non se ne usciva da ormai troppo tempo con un buon gioco e quindi nessuno avrebbe scommesso su un loro nuovo titolo. Arrivato sugli scaffali giapponesi, Xenoblade si è rivelato tutto fuorché un prodotto dimenticabile e con tutte le carte in regola per essere considerato uno dei migliori JRPG della generazione. A livello narrativo, pur non raggiungendo la profondità e gli intrighi dei già citati Xenosaga/Xenogears, si difende davvero bene, risultando interessante e coinvolgente; certo, a volte alcune questioni vengono trattate in maniera un po’ superficiale, ma tutto sommato ci si può passare sopra. Il gameplay è profondo, tattico al punto giusto ed estremamente divertente e la struttura del mondo è quanto di più vasto si sia visto di recente in un JRPG. Ottimo anche il comparto tecnico che, nonostante qualche imperfezione, fa il suo sporco lavoro. Complimenti a Monolith Soft insomma, che è stata in grado di fare finalmente il suo grande ritorno nel panorama videoludico con un prodotto che porta una ventata d’aria fresca nel mondo dei JRPG, cosa non facile da fare di questi tempi. Xenoblade Chronicles è un gran titolo, non lasciatevelo sfuggire per alcun motivo!

COMMENTO

Inizialmente seguii distrattamente Xenoblade: il titolo anche a me non diceva molto ed ero tutt’altro che fiducioso sulla sua riuscita. Le entusiasmanti recensioni giapponesi e l’annuncio europeo mi hanno però fatto scoccare l’interesse: ho iniziato ad informarmi un po’ ed ho scoperto che il titolo pareva essere davvero meritevole. Non ho voluto rovinarmi troppo la sorpresa limitandomi a guardare qualche video delle ambientazioni cosicché, una volta uscito, avrei avuto dinanzi un titolo tutto da scoprire. Il risultato è stato davvero gradito: mi son ritrovato tra le mani un titolo pieno di ottimi contenuti e che è stato in grado di prendermi come pochi altri!

GRAFICA:9Tecnicamente un piccolo gioiello: ambientazioni abnormi e design ottimo. Unico neo? Texture non fantastiche!
SONORO:10Doppiaggio ottimo, presenza del parlato giapponese e OST incredibile!
GIOCABILITà:9Ottimo sistema di combattimento, veloce, intuitivo, raffinato! Buono anche il level design!
LONGEVITà:10La main quest dura il giusto ma per terminare tutte le sub quest impiegherete un’eternità!
VOTO FINALE9
PRO:-Ottimo gameplay
-Ambientazioni enormi
-Doppiaggio fantastico
CONTRO:-Qualche texture poco dettagliata
Tales of Vesperia (X360)Ottimo JRPG, anche se davvero molto classico!
Xenosaga Episode I: Der Wille zur MachtDagli stessi creatori di Xenoblade. Una serie davvero appassionante!
SCHEDAGIOCO
Cover Xenoblade Chronicles

Xenoblade Chronicles

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