AGON: The Lost Sword of Toledo

Giochi da tavolo e antiche maledizioni
Scritto da Gabriele "Kevorex" Toninelliil 28 agosto 2009
AGON: The Lost Sword of Toledo Recensione
AGON: The Lost Sword of Toledo è il quarto capitolo di una saga di avventure grafiche in prima persona, sviluppate da Private Moon Studios e incentrate sul ritrovamento di preziosi giochi da tavolo legati in qualche modo a un'inquietante maledizione secolare. Il protagonista è il professor Samuel Hunt, studioso del British Museum il quale, in seguito alla scoperta di alcune pagine di un misterioso codice corredate da vaghe indicazioni geografiche, si lancia in un viaggio colmo di pericoli e segreti, che lo porterà, nel corso dei 14 capitoli da cui sarà costituita la serie, ad attraversare le località più suggestive del mondo intero. I primi tre episodi di AGON sono stati recentemente pubblicati in Italia in un box dal nome AGON: The Mysterious Codex (o se preferite, AGON: Il Codice del Mistero), e hanno come sfondo, rispettivamente, Londra, la Lapponia e il Madagascar. Se non conoscevate il professor Hunt e non avete intenzione di procuravi le sue prime tre avventure non temete, poiché una corposa sezione di The Lost Sword of Toledo funge da esauriente riassunto degli eventi passati, raccontando tramite lettere ed appunti quelle che sono state le tappe dell'itinerario sinora percorso.
Dove sarà finita la spada perduta di Toledo? Come trovare il possessore del terzo gioco da tavolo? Quale maledizione grava realmente su AGON? Lo scopriremo solo giocando.

Se il buongiorno si vede dal mattino...

L'impatto iniziale con il quarto capitolo di AGON non è certo dei migliori. Appena giunti nella piazza centrale di Toledo – la prima location del gioco – ci si rende conto di essere di fronte ad un titolo tecnicamente antiquato. La risoluzione bassissima e le texture grezze e sfocate non rendono giustizia a vedute altrimenti gradevoli, mentre l'imbarazzante staticità degli scenari riesce forse ad essere superata (in negativo) soltanto dai vetusti modelli 3D dei personaggi, i quali se non altro suscitano un senso di nostalgia per i punta e clicca dei tempi andati. Il movimento del protagonista non fa che peggiorare la situazione, rimanendo inchiodato ad una sequenza di schermate ruotabili a 360 gradi e mai consentendo la libera esplorazione dell'ambiente circostante (una specie di Google Street View fra i vicoli di Toledo, per rendere l'idea). Fortunatamente l'inizio da brivido non nasconde la presenza di alcuni elementi positivi. L'interfaccia appare estremamente chiara e pulita e, come in ogni avventura grafica che si rispetti, bastano pochi secondi per prenderne piena padronanza. Un piccolo menu circolare funge da collegamento istantaneo a tutte le sezioni d'interesse, compreso il classico inventario a scomparsa nel quale è possibile esaminare, afferrare e combinare fra loro gli oggetti rinvenuti. Parlando con i personaggi, si ha inoltre la sensazione di ascoltare dialoghi ben redatti e caratterizzati da un doppiaggio inglese discretamente espressivo, sebbene in alcuni casi se ne possa lamentare l'eccessiva prolissità. La trama, dal canto suo, stenta a decollare e nelle prime battute non coinvolge in alcun modo il giocatore, mantenendo la stessa piattezza che contraddistingue – ammettiamolo – uno spunto iniziale che ben pochi giudicheranno intrigante.

Quando il gioco si fa duro...

Per scorgere i veri punti di forza di The Lost Sword of Toledo è necessario passare indenni le prime noiose sequenze di gioco. Una volta entrati nel vivo della vicenda, si scopre che in realtà la storia della facoltose famiglie iberiche è degna d'attenzione e può dare vita, nel prosieguo della narrazione, ad una trama ramificata ed appassionante quanto basta. La volontà di trovare il bandolo della matassa, in effetti, costituisce un efficace sprone a non abbandonare l'avventura del professor Hunt, anche a fronte di enigmi piuttosto complessi i quali, ai giocatori meno esperti, potrebbero apparire semplicemente frustranti. In realtà – grande merito di sceneggiatori e sviluppatori – non vi è praticamente un singolo indovinello che risulti fine a se stesso e mal integrato negli eventi che compongono l'intreccio principale. Il tasso di sfida è piuttosto elevato, ma è proprio la coerenza dei puzzle proposti a spingere il giocatore a provare e riprovare, senza arrendersi ad una comoda desolazione. D'altra parte, bisogna ammettere che la risoluzione di alcuni enigmi (specialmente quelli numerici) richiede doti d'osservazione e d'elaborazione non comuni, tanto che è spesso necessaria la tenace consultazione di libri ed appunti, nonché il ritorno presso luoghi già visitati in precedenza, per venire a capo del problema. La soddisfazione ottenuta nel completare il gioco senza avvalersi di una soluzione sarà immensa, ma il messaggio è chiaro: se intendete compiere il vostro primo passo nel vasto mondo dei punta e clicca, AGON non è affatto la scelta ideale.Una gradita sorpresa giunge anche dalla caratterizzazione dei personaggi, i quali, seppur non provvisti di un carisma ammaliante, appaiono psicologicamente ben inquadrati e dotati di una personalità piuttosto definita. La giovane Carmen, tanto bella quanto ingenua, vero fulcro di tutte le indagini di Samuel Hunt; Francisco, brillante ed assiduo lavoratore, ingiustamente accusato di azioni deplorevoli; Hugo, maggiordomo insolitamente arguto, legato ad una famiglia che egli stesso ammette di non amare... Stereotipi che, per fortuna, non risultano mai eccessivi, e che si stagliano sullo sfondo di una spenta Toledo con vividezza e concretezza degne di nota.

In definitiva

Come avrete già capito, AGON: The Lost Sword of Toledo è un titolo controverso e ricco di contraddizioni. Se da una parte sembra quasi che gli sviluppatori si siano impegnati per creare condizioni di gioco scomode e scoraggianti, dall'altra abbiamo un'esperienza che, pur nei suoi limiti, è in grado di tenere gli appassionati incollati allo schermo fino alla fine. È evidente, purtroppo, che in Italia le avventure del professor Hunt non abbiano ricevuto l'attenzione meritata, ma nonostante ciò gli amanti dei punta e clicca potranno trovare nel quarto capitolo di AGON un'ottima occasione per sfoderare la loro antica sagacia. La trama è sufficientemente solida, i personaggi raggiungono una discreta profondità e gli enigmi costituiscono una delle sfide più complesse che siano approdate sui nostri hard disk negli ultimi mesi (limitandosi al genere in questione, ovviamente). Se cercate pane per i vostri denti e l'investigazione in prima persona vi intriga, la Toledo di inizio '900 potrebbe diventare la vostra prossima meta videoludica.
COMMENTO
Gabriele "Kevorex" Toninelli
Da amante delle avventure grafiche – lo ammetto – mi aspettavo qualcosa di più da questo AGON e mi è dispiaciuto dovermi confrontare con un prodotto riuscito solo a metà. Le sensazioni iniziali, per lo più scoramento e delusione, hanno però lasciato presto spazio allo spirito di sfida e alla volontà di portare a termine una vicenda che, sorprendentemente, mi stava appassionando. Una volta superato lo scoglio iniziale, ho sudato le proverbiali sette camicie per venire a capo di alcuni enigmi, ma alla fine la soddisfazione ha ripagato ampiamente gli sforzi fatti. Questo, insieme agli indiscutibili limiti tecnici, mi spinge a consigliare il gioco soltanto ad un pubblico esperto, in grado di apprezzarne le qualità nascoste e di sopportare entrambe le possibili cause di frustrazione appena citate.
GRAFICA:4.5La suggestività degli scorci paesaggistici è affossata da un tasso tecnico improponibile per il 2009.
SONORO:6La colonna sonora, incapace di arricchire l'atmosfera di gioco, si accoppia ad un doppiaggio (inglese) abbastanza riuscito.
GIOCABILITà:5Tutto molto semplice da padroneggiare, ma la navigazione tra gli scenari è decisamente troppo scomoda e statica, anche per un punta e clicca.
LONGEVITà:7.5La durata del gioco sarà inversamente proporzionale alla vostra abilità nel risolvere gli enigmi. Nel complesso, non ci si può lamentare.
VOTO FINALE6
PRO:- Enigmi complessi, ben integrati nella trama
- Doppiaggio discreto
- Personaggi ben inquadrati
CONTRO:- Spunto iniziale poco intrigante
- Tecnicamente pessimo
- Alcuni passaggi fin troppo impegnativi
Secret Files 2: Puritas Cordis ( PC )Ottima avventura grafica, caratterizzata da un design senza dubbio più moderno rispetto ad AGON e da una direzione tecnico-artistica di buon livello.
Overclocked: Una storia di ViolenzaPraticamente l'opposto di AGON: una trama che sin da subito coinvolge ed appassiona, condita però da enigmi troppo scontati. Un'interessante alternativa, se cercate qualcosa di diverso.
SCHEDAGIOCO
Cover AGON: The Lost Sword of Toledo

AGON: The Lost Sword of Toledo

Scheda completa...
AGON: The Lost Sword of Toledo2009-08-28 13:30:20http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/agon-the-lost-sword-of-toledo/Giochi da tavolo e antiche maledizioni1020525VGNetwork.it