Aion esce nei negozi...e spicca il volo nella nostra recensione!
Aion ha recentemente esordito in occidente e la sua non è una presenza del tutto nuova nel campo dei MMORPG: già da un anno ha totalizzato consensi in oriente, fino a guadagnarsi il varo inter-continentale. Ora anche in Italia ci possiamo apprestare a godere del fascino di Aion: dalle ambientazioni al gameplay. NCSoft ha promesso una gradevole ventata per il genere, ed un po’ di sano divertimento per tutti i clienti.
Waiting for the sun
Aion funziona tramite il classico sistema ad abbonamento: mensile, plurimensile, annuale. Iscrivendoci al sito ufficiale NCSoft avremo modo di crearci un nostro spazio personale, dove usufruire di newsletter e simili, o ( più frequentemente ) di rinnovare un pagamento e gestire i nostri Key Code. La prima cosa da fare sarà inserire il CD-Key, presente all’interno della confezione, quindi procedere al pagamento ( i metodi accettati sono i classici: carta di credito, PayPal etc ). Nonostante al gioco inscatolato venga “allegato” un mese gratuito, per usufruire di questo bonus dovremo dapprima abbonarci. Quindi, pagando il primo periodo di gioco, ci verrà concesso questo extra di 30 giorni, ma non c’è modo di usufruirne senza aver devoluto almeno 6 € ( abbonamento mensile ) alle casse della NCSoft. L’account del sito sarà lo stesso con cui potremo pure accedere su Aion. A quel punto, non ci resterà che selezionare un server e creare il nostro alter-ego.
Il chiaro-scuro di Aion
Avremo modo di crearci svariati personaggi, per un massimo di 6 a server. Insomma, non è certo lo spazio a mancare. Tuttavia, una volta scelta una delle due fazioni ( Elyos o Asmodian ), tutti i personaggi dovranno appartenere a quell’ordine, senza possibilità d’eccezione. Insomma, conviene pensare bene a questa scelta, prima d’effettuarla. La differenza tra le due razze è sostanziale. È palese una discendenza comune, di matrice celestiale: infatti, sia gli Elyos che gli Asmodian hanno tratti angelici e delle folte ali. Eticamente parlando, si dispongono invece sui due opposti: i primi sono esseri fieri e benevoli, riconducibili alla luce ed all’ordine, dei veri e propri paladini celesti. Tra di loro, e con i deboli, manifestano misericordia e generosità, mentre non esitano a combattere crudelmente il nemico. Gli Asmodian invece assomigliano molto più ad angeli decaduti. Sono caratterizzati da un fascino demoniaco, e sono costretti a sopportare un habitat buio ed angusto. Ciononostante, sono animati da una spiccata solidarietà: preferirebbero morire piuttosto che veder catturato un proprio compagno. Insomma, come gli Elyos, tra di loro sono cordiali e benevoli, mentre in battaglia dimostrano tutta la propria crudeltà.
Atreia Aion presenta un background notevole, è innegabile: sia le fazioni che il mondo vengono risultano originali ed affascinanti. Il pianeta ( Atreia ) era un tempo unito e compatto, e gli abitanti vivevano armoniosamente nella gigantesca valle centrale ( intersecata verticalmente dalla mistica Tower of Eternity ). In seguito, il misterioso Cataclisma Epico ha scisso le due fazioni e generato l’inconciliabile odio che muove gli Asmodian verso gli Elyos ( e viceversa ). Questo evento drammatico ha anche modificato la conformazione geografica del mondo: la Tower of Eternity è stata ridotta ad un cumulo di macerie, e i due emisferi si sono allontanati, fino a diventare le due distinte metà di Atreia: l’una è Asmodae, l’altra è Elysae. Come suggerisce il nome, Elysae è una patria celestiale: uno sconfinato prato dove “pascolano” gli Elyos. Non bisogna immaginarlo come un paradiso terrestre intontaminato dalle ombre, poiché anche là s’annidano angoli più bui e pericolosi. Allo stesso modo, anche Asmodae ( la patria degli Asmodian ) non è semplicemente l’Inferno, ma un’ambientazione ben più varia e complessa, seppur mantenga i toni cupi e demoniaci.
Nessuna delle due fazioni può accedere all’habitat dell’altra. Per sfogare il proprio odio, devono recarsi nel cosiddetto Abisso, una sconfinata landa interposta tra i due estremi d’Atreia. In questa zona si celano sia grandi pericoli che grandi tesori: l’Abisso infatti non è solo il campo di battaglia d’Atreia, ma anche lo “scrigno” di ricompense, boss leggendari, ricche fortezze e molto altro che né Elysae né Asmodae potranno mai offrire.
Il cursus honorum dell’angelo
Insomma, chiunque voglia godere a pieno del gioco, dovrà farsi almeno una capatina nell’Abisso. Purtroppo, questo privilegio verrà riservato unicamente a personaggi già avviati e sviluppati, capaci di sostenere un combattimento. I restanti, dovranno dapprima completare la main quest. La condizione d’accesso è una ed una sola: raggiungere il livello 25. Giunti a quel punto, potremo attraversare degli speciali portali ed avventurarci nell’imprevedibile avventura dell’Abisso. Fino ad allora, non avremo che da livellare: esplorare il mondo, uccidere mostri, raccogliere piante, ma soprattutto completare la notevole mole di quest. In verità, le “tappe preliminari” di Aion finiscono per diventare un bel po’ frustranti, in quanto molto lente. Anche solo per levare le ali, dovremo attendere il livello 10, ad esempio. Il livellamento si rivelerà faticoso. Il combattimento con gli NPC ( almeno agli inizi ) sarà molto meno infruttuoso delle quest, cui quindi converrà dedicarsi a pieno regime solo alle seconde. Di esse, non si può certo dire che siano particolarmente esaltanti, ma nemmeno eccessivamente monotone. La maggior parte consisteranno in qualche strage sistematica, e ci spingeranno ad esplorare bene o male tutto il nostro habitat. Oltre alle main-quest ( che, comunque, non seguono un filo di trama particolare, e sono tutte scollegate ), potremo anche approfondire le varie missioni secondarie, offerte dai numerosi Asmodian/Elyos alleati. Non saremo obbligati a nulla, ma la necessità ci spingerà spesso ad esplorare le vaste lande e raccogliere più obiettivi possibili.
Come già detto, il livellamento non è dei più rapidi, ma la cosa è anche comprensibile, visto il target massivo del gioco. Insomma, sarebbe anche noioso se tutti i giocatori accedessero alla fascia medio-alta senza troppi sforzi. L’unico peccato è che dovremo aspettare un po’ prima d’accedere alle features più allettanti del gioco.
Paese che vai…
L’estetica del gioco è particolarmente apprezzabile, a partire dai personaggi. Infanti, l’editor fa sì che nessun giocatore riuscirà mai a trovare un suo clone. Potremo regolare un’incredibile mole di dati ( posizione del naso, altezza, muscolatura ), e scegliere tra moltissime acconciature o optional ( baffi, pizzetto, barba incolta ). Tutto riconduce a quello stile sfarzoso ed esuberante tipico dei JRPG, rimarcando la provenienza orientale del gioco ( seppur non manchino le contaminazioni occidentali. Insomma, un gioco molto “globalizzato” ). Il dettaglio grafico, tecnicamente parlando, non è eccessivo, ma riesce comunque a farsi apprezzare. Le ambientazioni saranno altrettanto curiose, a tratti spettacolari: in qualsiasi momento, alzando lo sguardo al cielo, potremo ammirare la splendida Tower of Eternity, che si erge dal terreno fino al cielo. Le due parti di questa torre ( disgiunte tra loro ) si trovano sui due emisferi del pianeta, poiché un tempo li collegavano. Ad ogni modo, in qualsiasi momento, seguendo con lo sguardo l’altezza della torre, riusciremo a vederne l’altra estremità. Infatti, sul cielo di Asmodae galleggia inerte Elysae, e viceversa, come se il mondo fosse un solo enorme torsolo di mela.
L’Abisso
La regione in cui incominceremo il gioco ci conterrà giusto per le prime ore. Là troveremo quest e nemici più accessibili, per inoltrarci nell’esperienza. Successivamente, giunti al livello 9, potremo accedere alla seguente landa. Così, tappa dopo tappa, raggiungeremo il livello 25, e potremo finalmente gettarci nel frenetico PvPvE dell’Abisso. Infatti, a quelle latitudini, non troveremo solamente gli esponenti della fazione opposta, ma anche un nemico comune: i Balaur. Queste bestie vagamente umanodi sono particolarmente aggressive e desiderose di potere, al punto di attaccare qualsiasi straniero che gli si presenti a tiro. È proprio nei Balaur che va ricercata la causa del Cataclisma Epico. Infatti, si narra che la divinità di Atreia ( il cui nome è proprio Aion, come il gioco ) avesse generato questi esseri affinché amministrassero ordinatamente le faccende del mondo, e dominassero i vari popoli. Tuttavia, i Balaur si dimostrarono incontenibilmente ghiotti di potere, al punto di suscitare le furie divine. Aion, per combattere questo affronto, generò i cosidetti Empyrean Lord, dodici esseri mistici, il cui scopo era salvaguardare il pianeta e le sue popolazioni. Dopo una lunga e sanguinosa guerra, i Balaur distrussero la Tower of Eternity. Questo gesto costrinse Aion a relegare gli esseri nell’immonda voragine, detta Abisso. Ed è là che, ora, Asmodian ed Elyos si combattono vigorosamente, dovendo fare anche i conti con i loro nemici comuni.
Per l’Abisso, sono disseminate fortezze, che saranno inizialmente possedimento dei Balaur. Tuttavia, sarà possibile che un party di PG ne prenda possesso. Queste incursioni ( simili a quelle di Lineage, seppur meno complesse ) prenderanno la forma di veri e propri assedi, organizzati secondo ordinati calendari, che ne incentivano l’identità sistematica, anziché caotica e casuale.
L’arte della guerra
Abbiamo sicuramente capito che su Atreia la violenza regna sovrana. Un debole sarà sempre meno popolare d’un guerriero potente, ed avrà vita difficile per le lande più agitate. Il nostro personaggio, inoltrandosi nell’avventura, acquisirà esperienza e poteri, divenendo progressivamente sempre più abile. Tuttavia, la maggior parte della responsabilità è da attribuirsi al giocatore, a partire dal combattimento. Esso è più automatico del modello action-rpg ( infatti, cliccando due volte su un avversario, la lotta partirà automaticamente, e potremo soffermarci a guardare senza fare nulla ), e avrà comunque delle componenti d’azione: le varie abilità da battaglia e le pietre Stigma. Il combattimento, complessivamente, è accessibile, poco differente dai restanti MMORPG. Potremo interferire, concatenando combo ( che ci verranno gentilmente suggerite dall’intelligenza artificiale ), oppure ( tramite le frecce direzionali ) scansarci/parare al momento giusto. Il tutto lo possiamo amministrare dall’interfaccia. Ad un giocatore esperto di MMORPG, essa sembrerà sicuramente accessibile, ma ad un neofita potrebbe indurre qualche dubbio. Il consiglio è quello di attenersi all’utile tutorial, o semplicemente esplorarla man mano, accontentandosi inizialmente delle frecce direzionali e dei due click, e lentamente memorizzando pure i comandi più avanzati. Nell’angolo basso a sinistra, avremo la chat. Utile giusto per spezzare un po’, sempre che si abbia la voglia di sorbirsi le continue invasioni di spammer ( chissà se sarà legale? ).
Un altro modo per potenziare il nostro alter-ego, oltre che livellare, è anche equipaggiarlo meglio. In Aion, avremo modo di usufruire di numerosissime armi ed armature, imponenti anche dal punto di vista estetico. Avremo da regolare il nostro personaggio sin nei minimi dettagli: curare la disposizione sequenziale delle armi, decidere quali stivali fargli indossare, quali guanti e molto altro. Ogni fattore sarà più o meno influente, e si mischiera nel disomogeneo brodo di fattori, dai quali emergerà la potenza del nostro personaggio.
Le classi
Insomma, il nostro personaggio sarà calato in un continuo migliorarsi. Certe differenze, tuttavia, ci saranno innate, a seconda della classe. Ancora prima di accedere all’editor, avremo modo di scegliere tra quattro differenti “carriere”: i guerrieri, gli scout, i maghi ed i sacerdoti. La suddivisione è abbastanza usuale, e necessita di pochi approfondimenti. Tuttavia, per completezza, ne esporremo i tratti che le contraddistinguono.
- Guerrieri: probabilmente, la classe più diffusa ed accessibile. Ogni guerriero ha dalla sua una buona forza ed una certa predisposizione allo scontro fisico. - Scout: questa è la classe più variegata. Molto agili e rapidi nel combattimento, sono estremamente versatili, e ( se affidati ad un bravo giocatore ) possono diventare molto potenti. - Maghi: essi si affidano alla padronanza della magia, in tutte le sue forme. Sono negati per il combattimento, quindi è importante che sappiano deviare gli attacchi nemici. - Sacerdoti: al contrario dei maghi, sono specializzati soprattutto in magie di cura, e mantengono una discreta abilità nel corpo-a-corpo.
Cieli di Atreia
Come accennato numerose volte, Aion contiene la curiosa possibilità di volare. Per la precisione, si tratta dell’abilità che sbloccheremo al momento del decimo level-up. In qualsiasi istante, potremo spiegare le ali e decollare per i cieli di Atreia. Durante questa modalità, potremo limitarci a volteggiare vigorosamente, oppure intrattenere spettacolari combattimenti a mezz’aria, con altri avversari. Le modalità di volo assomigliano lontanamente ai comandi di nuoto nei MMORPG regolari, e le battaglie saranno poco differenti da quelle usuali. A tutti gli effetti, l’attrattiva concreta è giusto lo spettacolo, e la prospettiva di impersonare un angelo sin nei minimi dettagli ( quindi, pure le ali! ).
Un gioco che ha riscosso sin da subito un enorme successo, e che prospetta di crescere vertiginosamente. Non si può ancora sapere se spodesterà World of Warcraft, ma sicuramente si presenta più originale ed alternativo. Concilia influenze orientali con tratti classici, presenta un gameplay a metà tra l’usuale e l’innovativo, e ci cala nel godibilissimo mondo di Atreia. Un must per ogni fan dei MMORPG.
Possibilità di volare, con tanto di combattimenti a mezz’aria
Editor incredibile
Non godremo sin da subito delle feature migliori
Se non piacciono i MMORPG, difficilmente piacerà Aion.
9
Soddisfa praticamente tutti i palati. Le ambientazioni sono varie e fascinose; le armature e le armi molto ben riuscite.
6.5
Senza infamia e senza lode. Qualche brano, come la main theme, accentua un po’ la linea stilistica del gioco.
8
Un po’ lento, ma condito dalla buona dose di innovazioni.
8.5
Le quest sono abbastanza interessanti, ed il gameplay riesce ad avvincere, ma il vero punto forte è la varietà di scenari, che rendono l’esperienza variegata.