Avadon: The Black Fortress

Un Patto, cinque nazioni, oscuri presagi su Avadon
Scritto da Gabriele "Kevorex" Toninelliil 30 maggio 2011
Avadon: The Black Fortress Recensione

Spiderweb Software è un piccolo studio di sviluppo di Seattle, fondato nel 1994 e formato da persone che condividono la passione per i videogiochi di ruolo. La sua ultima creazione si intitola Avadon: The Black Fortress e segue le orme tracciate da predecessori come l’esalogia di Avernum e la saga Geneforge, che gli amanti del genere potrebbero aver già sentito nominare. Avadon è disponibile da alcune settimane per PC Windows e Mac, mentre a giugno dovrebbe esordire anche in versione iPad, e rappresenta – come del resto tutti i lavori di Spiderweb – una sorta di elogio ai gloriosi GdR del passato, quelli dei tempi in cui la visuale isometrica era l’unica a disposizione e l’esperienza di gioco si poteva paragonare alla lettura di un buon libro fantasy.


Il Patto è in pericolo

La trama di gioco, che anticipiamo essere assai corposa e particolareggiata, è incentrata sul Patto delle Midlands, cinque potenti nazioni che si sono alleate sotto l’egida di Avadon per difendersi dalle invasioni di Barbari, Titani e altri popoli bellicosi provenienti dai territori esterni. Avadon è una fortezza inespugnabile, il fulcro del potere delle Midlands e il simbolo supremo del Patto, ed è governata dal temuto e rispettato Redbeard. Arrivando ad Avadon in qualità di nuova “recluta”, il giocatore si ritrova in una situazione piuttosto confusa: una minaccia di origine sconosciuta ha scatenato il caos nei sotterranei della fortezza e c’è bisogno di combattenti coraggiosi per ristabilire l’ordine. Tocca quindi all’eroe di turno rimettere a posto le cose e scoprire chi sta sfidando l’integrità del Patto dal cuore stesso delle Midlands.Questo non è che l’incipit di Avadon: The Black Fortress, un GdR che pone le sue fondamenta soprattutto sulla validità della narrazione, in perfetto stile Spiderweb. I dialoghi e le descrizioni testuali di luoghi o persone occupano buona parte del tempo di gioco (i casual gamer avvisati) e skipparli ovviamente non ha senso, vista l’importanza che rivestono ai fini della trama e dell’immedesimazione. La scelta – a nostro avviso vincente – di basarsi così a fondo su un meccanismo narrativo che potrebbe apparire antiquato è dovuta solo in parte alle carenze tecniche di cui parleremo fra poco; essa appartiene piuttosto alla filosofia di questa software house ed è un’impronta stilistica che contraddistingue tutti i suoi giochi.


Eroi a turni

In termini di “gioco giocato”, Avadon è un RPG a turni nel quale è possibile controllare un party di tre combattenti, gestendo l’inventario e le caratteristiche del protagonista e dei due comprimari. All’inizio dell’avventura, bisogna dar vita al proprio alter ego scegliendo un personaggio predefinito fra quattro classi disponibili: il tipico guerriero forzuto, lo Shadowwalker (una specie di ladro assassino), la druida e l’incantatrice. Il problema è che, a parte il nome, non è possibile scegliere nulla del personaggio: al momento della creazione non c’è modo di intervenire sul suo aspetto o sulle sue abilità e si possono utilizzare solo i quattro archetipi di base.Anche ad avventura inoltrata, non si può dire che la personalizzazione sia il punto di forza di Avadon: l’albero delle skill è infatti molto ridotto e la scelta dei rami verso i quali evolvere il proprio eroe è piuttosto obbligata. Anche le tre specializzazioni, attivabili con la crescita di livello, non producono sostanziali differenze in quanto non fanno che aumentare il punteggio nelle relative abilità già esistenti. Questo, alla lunga, porta il gameplay ad appiattirsi e obbliga il giocatore ad usare di continuo le stesse skill (o gli stessi incantesimi), rendendo ogni scontro un po’ troppo simile all’altro.

Appare ben studiata, invece, l’evoluzione dei combattimenti – e della loro difficoltà – man mano che si accumula esperienza. Se inizialmente il peso della tattica è praticamente nullo ed è possibile affrontare qualsiasi nemico come nel più semplice degli hack ‘n’ slash, ad avventura inoltrata è necessario approcciare i team avversari con senso strategico, senza lasciarsi prendere dalla fretta ed utilizzando tutte le risorse a propria disposizione. Nonostante ciò, purtroppo, la ripetitività del combat system persiste implacabile fino alla fine e solo la comparsa di qualche sporadico boss spezza il ritmo dell’azione.Trama, scontri, ma anche esplorazione: questo è il terzo elemento cardine di Avadon, che propone spesso location molto ampie e complesse da perlustrare in lungo e in largo per trovare oggetti di ogni genere o personaggi “nascosti”. In questi casi, la mappa rappresenta un valido aiuto in quanto indica chiaramente la posizione del prossimo obiettivo della missione principale.A proposito di missioni, non mancano le classiche quest secondarie con cui racimolare un po’ di ricompense e punti esperienza, ed è anche possibile assecondare le richieste dei compagni di viaggio per guadagnare la loro fiducia. Le missioni del party, in particolare, offrono ulteriori ottimi spunti narrativi e sono ben integrate nel mondo fantasy tratteggiato da Spiderweb.


Cartoline sbiadite

Dal punto di vista tecnico, un gioco come Avadon: The Black Fortress non va ovviamente giudicato secondo i parametri dell’attuale generazione HD. Lo studio di Seattle è infatti “ostinatamente” legato allo stile vintage dei giochi di ruolo più antichi e i suoi titoli adottano la prospettiva isometrica tanto cara agli amanti di Baldur’s Gate e soci. Per quanto questa sia in linea di massima una scelta azzeccata e l’impatto grafico generale sia fluido e pulito, non si può sorvolare su ambienti talmente spogli da far rimpiangere persino i vari Icewind Dale e Planescape Torment, che superano nettamente Avadon anche in quanto a caratterizzazione estetica e “calore” degli scenari rappresentati a schermo. Lo ribadiamo: la grafica pesa poco nella valutazione di un RPG di questo tipo e le dettagliate descrizioni testuali sopperiscono in parte alla piattezza dell’engine, ma uno sforzo in più in tal senso va fatto.Completamente trascurato infine il comparto audio, composto da un breve brano di introduzione ripetuto in loop nei menu iniziali e da alcuni, miseri effetti sonori riprodotti durante le fasi di gioco.

COMMENTO
Gabriele "Kevorex" Toninelli

Consigliato a chi non può fare a meno dei cari vecchi RPG ed è disposto a sorvolare su difetti evidenti pur di godersi una bella storia.

GRAFICA:5.5Adoriamo la visuale isometrica e apprezziamo la costanza di Spiderweb nel riproporre sempre lo stesso modello, ma c’è bisogno di una rinfrescata su questo versante.
SONORO:4Proprio non ci siamo. Colonna sonora praticamente assente ed effetti ridotti al minimo sindacale.
GIOCABILITà:6Il gioco parte in sordina, poi le cose si fanno più interessanti. Purtroppo c’è poca varietà e questo è un grave handicap.
LONGEVITà:7Se i GdR vecchio stile sono la vostra passione, Avadon resterà installato sul vostro hard disk per molto tempo.
VOTO FINALE6
PRO:- Storia ben concepita e narrazione piacevole
- Vi terrà impegnati a lungo
- La buona vecchia visuale isometrica
CONTRO:- Sonoro quasi assente
- Gameplay con alti e bassi
- Costa troppo
King's Bounty: Armored PrincessEspansione dell'originale King's Bounty: The Legend che non deluderà gli amanti del genere.
Dragon Age: Origins (PC)Il primo Dragon Age è sicuramente uno dei migliori GdR della nostra epoca.
SCHEDAGIOCO
Cover Avadon: The Black Fortress

Avadon: The Black Fortress

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Avadon: The Black Fortress2011-05-30 09:07:42http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/avadon-the-black-fortress/Un Patto, cinque nazioni, oscuri presagi su Avadon1020525VGNetwork.it