Back to the Future: Episode 1 - It's About Time

Telltale Games rimette in sesto la DeLorean
Scritto da Gabriele "Kevorex" Toninelliil 17 gennaio 2011
Back to the Future: Episode 1 - It's About Time Recensione

Era il 1990 quando usciva nelle sale l'ultima parte di una delle trilogie cinematografiche più apprezzate di sempre. Stiamo parlando di Ritorno al Futuro, una saga epocale che ancora oggi raccoglie nuovi proseliti ad ogni passaggio televisivo, cavalcando le generazioni.

Dopo 20 anni e alcuni tentativi – non molto riusciti – di portare sul piccolo schermo videoludico la magia delle pellicole di Zemeckis, una software house esperta come Telltale Games ha deciso di donare ai numerosissimi fan di Doc e Marty il tanto sognato “quarto capitolo”. Il 22 dicembre è stato infatti rilasciato in versione digitale Back to the Future – Episode 1: It's About Time, il primo episodio di una saga punta e clicca cartoon-fantascientifica che attinge a piene mani dall'universo tratteggiato nei tre film e che sarà pubblicata in cinque atti a cadenza mensile (come da tradizione per Telltale Games).


Operazione nostalgia

Sin dai menu iniziali di gioco (anzi, sin dalle schermate di caricamento identificate dal pulsare del flusso canalizzatore) l'intento degli sviluppatori è chiaro: ricreare l'atmosfera di Ritorno al Futuro all'insegna di un'esperienza nostalgica e letteralmente traboccante di richiami e citazioni. E – anticipiamo – l'obiettivo si può considerare raggiunto.

Bastano le primissime note della colonna sonora, coerentemente ricamata sugli indimenticabili temi di Silvestri, a risvegliare ricordi fatti di sgangherati viaggi nel tempo e personaggi al limite della follia. La voce inconfondibile di Christopher Lloyd poi, che doppia ovviamente il personaggio di Emmett Brown, è l'apoteosi per tutti gli estimatori del mitico Doc. Ma non si tratta solo di dettagli, per quanto fondamentali alla composizione del quadro generale. Anche la storia di fondo infatti, stesa con la collaborazione dello sceneggiatore originale Bob Gale, rispetta in pieno i canoni stilistici dei tre film, calando il giocatore in un contesto assolutamente familiare nel quale i vari Marty, Biff e soci sono proprio come li avevamo lasciati vent'anni fa. Il fattore nostalgia, insomma, è più che mai sviluppato ed efficace, tanto che la trama di Back to the Future si può considerare la naturale estensione del terzo episodio cinematografico. Lasciandovi il piacere di scoprire tutti i riferimenti “storici” dell'avventura di Telltale (davvero tantissimi), vi diciamo solo che Doc è nei guai e Marty deve tornare ancora una volta nel passato per salvare il suo amico. La DeLorean, che si pensava distrutta in seguito all'incidente sui binari della ferrovia (come si vede alla fine della terza pellicola), ricompare infatti di fronte al vecchio studio dello scienziato con il solo Einstein (il suo fidato cane) a bordo e spetterà al giovane McFly cercare di sistemare – di nuovo – il continuum spaziotemporale nel quale prendono forma gli eventi. Tanto basta a gratificare chi ha apprezzato in gioventù (o ha recuperato più tardi) la trilogia di Zemeckis e non vedeva l'ora di assistere a un degno sfruttamento videoludico di questa licenza.


Grande Giove... piccoli enigmi

L'impianto di gioco è quello tipico dei punta e clicca made in Telltale: visuale in terza persona, design cartoon e humor spensierato a non finire. L'enfasi viene posta più che mai sulla narrazione e, nonostante It's About Time sia un semplice prologo della durata di circa tre ore, la vicenda non tarda ad entrare nel vivo e trascina con sé il giocatore in un susseguirsi di divertenti vicissitudini che culminano nel più classico dei “to be continued”. Più che di giocatore, tuttavia, sarebbe corretto parlare di spettatore, in quanto il gameplay di questo primo episodio risente di una linearità imbarazzante. Gli enigmi proposti risultano dannatamente semplici e vertono perlopiù sull'utilizzo degli oggetti rinvenuti (pochissimi) all'interno di location dalle dimensioni microscopiche. In molte occasioni le ricerche di Marty, unico personaggio controllabile, prevedono il dialogo con i personaggi secondari, tra cui compare ad esempio la sorella del temibile Strickland, ma anche in questi casi è sufficiente scorrere a oltranza le risposte disponibili per “sbloccare” il corso degli eventi.

D'altra parte, la cura con cui sono stati scritti e doppiati rende i dialoghi un punto di forza di Back to the Future, i cui momenti migliori sono proprio le scene di conversazione o le cutscene nelle quali si ha modo di approfondire il rapporto con i comprimari, tutti brillanti esempi della cura riposta da Telltale nella caratterizzazione caricaturale dei suoi “eroi”. Gli stessi enigmi, per quanto elementari, sono fluidamente incastonati nel percorso narrativo e ripropongono spesso alcune delle situazioni più divertenti ammirate nei film, confermando una volta di più l'amore degli sviluppatori per la citazione. La sensazione che si ha alla fine, insomma, è quella di aver partecipato attivamente alle disavventure di Marty e Doc anche se in realtà si è fatto ben poco, per merito di una “regia” e di una direzione artistica di primo livello che rendono accettabile anche un tasso di sfida praticamente nullo.


1,21 gigowatt?! Bontà divina!

Nonostante Back to the Future si possa considerare la vetta più alta raggiunta da un gioco Telltale dal punto di vista puramente tecnico, non serviranno “1,21 gigowatt” di potenza per far girare fluidamente il tutto. Il gioco ha infatti il tipico aspetto da film d'animazione già ammirato in Tales of Monkey Island e il motore grafico è molto scalabile, anche se ciò non ha impedito agli sviluppatori di creare versioni digitali molto fedeli dei vari Michael J. Fox e Christopher Lloyd. Lo stile buffo e colorato di personaggi e ambientazioni non intacca la tipica atmosfera di Ritorno al Futuro, e anzi ne esalta i tratti umoristici ben adattandola al tipico stampo Telltale. Il livello di dettaglio di alcune superfici lascia molto a desiderare, ma nel complesso l'impatto estetico di quest'avventura è estremamente gradevole e conferma quanto di buono espresso dall'ultima apparizione di Guybrush.

Quasi superfluo citare la bontà del comparto sonoro, che grazie a doppiatori d'eccezione e alla riproposizione degli straordinari brani ascoltati nei tre film si rivela indiscutibilmente la punta di diamante di Back to the Future. Va segnalata, purtroppo, l'assenza dell'italiano tanto nell'audio quanto nei sottotitoli, neo che verrà forse cancellato nei prossimi mesi da una traduzione amatoriale (come già avvenne per Tales) ma che per ora non va trascurato, visto l'inglese non proprio scolastico utilizzato dai protagonisti del gioco.

COMMENTO
Gabriele "Kevorex" Toninelli

Per un amante della saga cinematografica come me, giocare a Back to the Future è stato un tuffo al cuore. Finirlo in circa tre ore invece è stato un colpo al cuore, visto che la vicenda resta in sospeso e nulla si saprà fino all'uscita del prossimo capitolo. Seriamente, la formula episodica mi ha stancato e ai lettori non posso che consigliare di attendere la pubblicazione di tutte e cinque le parti, così da potersi gustare l'avventura al completo senza intervalli di un mese tra un “atto” e l'altro. Detto questo, Telltale Games si conferma uno dei migliori team sulla piazza nel genere dei punta e clicca e It's About Time pone le basi per la prima vera celebrazione videoludica del capolavoro di Zemeckis. Ci risentiamo presto con la recensione di Episode 2 – Get Tannen.

GRAFICA:7.5Molto piacevole e colorata nel complesso, nonostante alcuni dettagli scarsamente definiti. Ottima anche la spassosa animazione facciale dei personaggi.
SONORO:9Il doppiaggio è degno di un film e le musiche sono quelle di Ritorno al Futuro.
GIOCABILITà:6.5Telltale sa fare molto di più in quanto ad enigmi e speriamo lo dimostri nei prossimi episodi. Per fortuna il tutto è ben amalgamato con la narrazione e e non mancano le situazioni “interattive” divertenti.
LONGEVITà:6It's About Time finisce troppo in fretta, ma rispettando la media il gioco completo dovrebbe durare attorno alle 15 ore. Resta il fatto che la struttura episodica non ci piace proprio.
VOTO FINALE7
PRO:- È proprio Ritorno al Futuro
- Doppiaggio fantastico
- Divertente ed immediato
CONTRO:- Dura al massimo tre ore
- Incredibilmente facile
- Solo in inglese
Tales of Monkey Island ( PC )Guybrush Threepwood è in splendida forma nella precedente avventura di Telltale Games.
Lost HorizonL'ultimo lavoro di Animation Arts, un punta e clicca di stampo classico all'insegna di misteri esotici e antiche leggende.
SCHEDAGIOCO
Cover Back to the Future: Episode 1 - It's About Time

Back to the Future: Episode 1 - It's About Time

Scheda completa...
Back to the Future: Episode 1 - It's About Time2011-01-17 11:09:44http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/back-to-the-future-episode-1-it-s-about-time/Telltale Games rimette in sesto la DeLorean1020525VGNetwork.it