Bastion

VGNetwork alla ricerca del Bastion perduto!
Scritto da Mail@ F_Gransil 07 settembre 2011
Bastion Recensione

Ha scosso critica e opinione pubblica, mettendole tacitamente d’accordo sulla sua indubbia qualità; è stato il vero e assoluto protagonista della Summer of Arcade prima di concedersi ai vogliosi utenti PC tramite Steam; ha seguito la scia di capolavori come Limbo e Braid, andando a occupare il posto che gli spetta nell’olimpo del genere indie.


Kid, svegliati

Su di una nuba sospesa apparentemente nel nulla, ecco riposarsi il piccolo muratore dai capelli bianchi Kid, uno dei pochi sopravvissuti a una terribile Calamità che ha ridotto il suo mondo in frantumi e la sua gente in polvere. Kid sa di non poter stare lì ancora a lungo e si dirige al Bastion, la roccaforte dove, in caso d’emergenza, i superstiti devono recarsi e da dove è possibile ripristinare la città: inizia così a muovere i primi passi verso l’ignoto, verso la distruzione; ma ecco che, improvvisamente, le macerie sotto di lui prendono vita e si rimescolano, formando un sentiero sicuro per il giovane Kid, che lo condurrà il prima possibile al Bastion.

La calamità che ha distrutto la sua gente ha però trasformato le miti creature, che prima abitavano la terra in armonia, in essenze malvage e senza identità, che attaccheranno Kid indistintamente: per fortuna, ci impossesseremo presto del nostro martello, con il quale sbarazzarci, in men che non si dica, delle prime forme ostili che ci si pareranno dinanzi. Dopo molto peregrinare giungeremo finalmente al Bastion, notando con dispiacere che nessun altro, oltre a noi, è riuscito a raggiungere il fatidico posto; eccezion fatta per Rucks, un altro muratore come noi ma più anziano, nonché il narratore di Bastion.


Kid, ho una storia da raccontarti

La voce narrante che accompagnerà Kid in tutto il suo peregrinare dal principio all’epilogo è una delle migliori features del gioco. Lungo tutto il dipanarsi dell’avventura verremo di volta in volta introdotti a ciò che si cela dietro la Calamità, alle storie personali di Kid e di pochi altri sopravvissuti o stirpi estinte, dei luoghi di Caelondia che visiteremo e di tutto quello che succederà nel gioco. Questa scelta di una narrazione continua e che accompagna passo passo il giocatore è geniale e, merito anche di un doppiaggio inglese molto buono, convoglia tutte le attenzioni del giocatore sul proseguo del proprio cammino, per ascoltare, come dinanzi ad un falò, ancora un pezzettino di storia. L’ottima qualità della narrazione è rimarcata anche dal fatto che non sentiremo mai per due volte la stessa frase, enfatizzando l’effetto “lettura continua” che dona a Bastion un’atmosfera magica; che una sapiente colonna sonora sa rafforzare nei momenti di pausa del narratore.


Kid, un mondo da ricostruire e dei nemici da combattere

Il peregrinare di Kid avrà un unico obiettivo: quello di recuperare i nuclei in giro per il mondo per restaurare le sei strutture del Bastion prima, la città di Caelondia poi. Queste strutture sono indispensabili per sopravvivere al di fuori del Bastion, ognuna con la propria e unica funzione: l’arsenale è il posto dove scegliere il proprio equipaggiamento; la fornace ci servirà, invece, per effettuare l’upgrade, tramite materiali specifici, delle armi in nostro possesso e scegliere la configurazione che più ci aggrada; la distilleria, dove poter scegliere, per ognuno dei dieci livelli di esperienza di Kid, un liquore che funzioni da abilità passiva; un memoriale, dove tenere traccia dei caduti, ma anche soprattutto delle missioni secondarie che fruttano un sacco di esperienza e pezzi del mondo, ovvero la valuta del gioco; il recupero oggetti smarriti, dove poter acquistare oggetti e materiali che ci siamo lasciati sfuggire; il tempio, dove sfidare volontariamente l’ira degli dei, attivando permanentemente una o tutte le divinità, le quali conferiranno dei bonus ai nostri avversari, aumentando notevolmente il livello di sfida del gioco.

Una struttura semplice ma solida come una roccia, condita da un gameplay essenziale ma che riesce a dare assuefazione, rappresenta i punti di forza di Bastion: a questo bisogna aggiungere delle alternative alla storia principale davvero ben inserite nel contesto narrativo e che servono in primis, come distrazione dalla nostra missione; in secondo luogo ci faranno prendere confidenza con ognuna delle armi in nostro possesso per testarne l’efficacia e la nostra affinità con essa. Situati in degli appositi spazi, infatti, troveranno luogo dei percorsi d’addestramento, ognuno specializzato per un arma, e che alla fine valuterà la nostra prestazione, premiandoci con dei premi che vanno dai semplici materiali, a tecniche segrete, altrimenti irreperibili.


Kid, prenditi una pausa

Quando si vorrà staccare un po’ dalla linearità degli scenari, forse la più grande pecca del gioco, potrete sempre concedervi un pisolino, ma badate; questo non vuol dire riposarsi o starsene in panciolle a vedere gli uccellini volare, bensì significa accedere alle sfide più ostiche del gioco. Tramite tre oggetti che verranno sbloccati man mano nel Bastion, cadrete infatti in una sorta di trance e verrete catapultati letteralmente a Chissà Dove, per affrontare i sogni e le paure di Kid e degli altri due sopravvissuti, Zulf e Zia. In questi paesaggi onirici che si rifanno ai luoghi simbolo di ognuno dei tre personaggi, dovrete affrontare un totale di venti ondate di mostri eterogenei e di difficoltà sempre crescente, soprattutto se terrete attivati una o più divinità: sopravvivendo a queste ondate verrete ricompensati non soltanto con una valanga di pezzi del mondo, ma soprattutto sentirete Rucks narrarvi le storie dei tre, in modo da ampliare ancor di più la vostra conoscenze e scoprire finalmente alcuni retroscena interessanti che si ricollegano anche al plot principale.


Kid, ricostruttore di mondi

Vero e proprio punto di forza di Bastion è la sua artisticità, che esplode dal punto di vista visivo, disegnando un mondo vivo e colorato, nonostante cada a pezzi. Si potrebbe definire come l’esaltazione del colore, dato che ogni oggetto, scenario ed elemento che compare a schermo è un tripudio di colori vivi e che si prestano molto alla definizione di “quadro in movimento”. Il sonoro, dal canto suo, svolge un egregio lavoro: le tracce audio sono di ottima fattura e sanno inserirsi a pennello all’interno del gioco, senza mai uscire dal contesto e senza mai disturbare, ma anzi lasciandosi ascoltare con sommo piacere e vasta malinconia, due sentimenti contrastanti ma quanto mai vicini in questo titolo.


Kid, ben fatto

Titoli come Bastion sono sempre più frequenti, fortunatamente, e siamo contenti che sia il mercato sia la critica e il pubblico, diano ragione con i numeri a queste produzioni, innalzandoli a veri e propri capolavori. Il titolo è di ottima fattura e si lascia giocare con notevole piacere, ma rimane comunque un gradino inferiore ai suoi “cugini” Limbo e Braid per ovvi motivi qualitativi e artistici. Impostato come un gioco d’azione con piccolissimi elementi ruolistici, Bastion non offre però la benché minima esplorazione e soffre di una linearità che lo limita pesantemente, pensando soprattutto che con un comparto tecnico di quel livello sarebbe stato davvero una piacere andare a zonzo nei meandri di Caelondia. Anche la longevità non gioca a favore di Bastion, poiché il titolo può essere terminato in appena sette ore, rendendo poi assolutamente necessaria una nuova partita al giocatore, per apprezzarne tutto il potenziale.

Queste due sbavature, figlie anche di scelte di design dovute alla natura indie del gioco, non scalfiscono la qualità del titolo che, solido come un bastione, s’erige sul panorama videoludico, alto e fiero dall’alto della sua eccellenza.

COMMENTO
Mail@ F_Grans

Sono drogato di Bastion! No, scherzo, ma l’effetto assuefazione che il gameplay dà, potrebbe far giocare per ore e ore, facendo passare in secondo piano anche i bisogni fisiologici primari. Purtroppo però, dopo appena quindici ore di gioco, ho già terminato Bastion ben due volte facendo tutto quello che c’era da fare, rimanendo con una domanda: porquè è finito così presto?

GRAFICA:8.5Stile fantastico; una vera poesia in movimento.
SONORO:9Ottima la colonna sonora (tra l’altro acquistabile da Steam), ma la voce narrante fa la differenza.
GIOCABILITà:8.5Assuefacente. Una volta finito il gioco e sbloccata la modalità “Nuova Partita +” potrete dar sfogo a tutto il vostro arsenale.
LONGEVITà:8.5La campagna in sé non è lunghissima, appena sette ore; ma considerando la buona rigiocabilità e il genere, possiamo ritenerci comunque soddisfatti.
VOTO FINALE9
PRO:- Narrazione magnifica
- Ha stile da vendere
- Gameplay che sa trasportare
CONTRO:- Controlli PC a volte imprecisi
- Abbastanza breve
- Un po’ troppo lineare
Limbo ( X360 )Un’esperienza metafisica più che un videogioco. Da provare almeno una volta nella vita.
Braid ( PC )Semplicemente uno dei più bei platform mai visti.
SCHEDAGIOCO
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