Battlefield 3

Alla conquista del mondo videoludico!
Scritto da Mailil 05 novembre 2011
Battlefield 3 Recensione

Dopo un’attesa spasmodica e una quantità praticamente infinita di news, trailer e immagini finalmente abbiamo la possibilità di provare quello che secondo molti rappresenta un serio candidato al Game of the Year 2011 o almeno al titolo di miglior FPS. Stiamo parlando di Battlefield 3, ultimo prodotto di casa DICE che dopo l’ottimo (e inaspettato) successo ottenuto con Battlefield: Bad Company 2 torna a lavorare sulla serie principale cercando di ridefinire il concetto di FPS multiplayer.


Una guerra singolare

Il nome di Battlefield è principalmente noto per l’importanza che ha ricoperto nell’evoluzione del genere FPS, specialmente nella sua diramazione online. Con un paio di spin-off (Bad Company e seguito) gli sviluppatori svedesi di DICE si sono cimentati nell’allestimento di campagne single player, le quali richiedono attenzioni particolari e diametralmente opposte a quelle del multiplayer. Le missioni in singolo necessitano di un ritmo sostenuto, di azione costante, di coinvolgimento e di una vera e propria sceneggiatura. Consapevoli di questo gli sviluppatori hanno deciso di creare una campagna single player anche per Battlefield 3 ed ecco dunque quello che ne è risultato.

Le missioni comprese nella campagna per singolo giocatore di Battlefield 3 ci portano ad impersonare tre soldati: un russo di nome Dima, un carrista americano e il protagonista principale, il Sergente Blackburn. La trama gira attorno ad un interrogatorio al quale è sottoposto Blackburn, raccontato con scene di intermezzo ottimamente realizzate, che, pressato dalle domande insistenti dei suoi interlocutori, svela quanto accaduto nelle diverse missioni che lo hanno portato a combattere in molti luoghi diversi del mondo, principalmente Iraq, Iran e Francia, per tentare di bloccare un clamoroso attentato ordito da un certo Solomon in possesso di alcune bombe nucleari portatili rubate ai russi. Le missioni in cui impersoneremo il protagonista saranno la maggior parte, ma sono degne di nota anche quelle nei panni del soldato russo e del carrista americano.

Dovendo valutare il single player di Battlefield 3 in poche parole possiamo sicuramente darne un’opinione positiva che però non supera le valutazioni medie per questo genere di giochi. Ormai da alcuni anni a questa parte le campagne single player degli FPS di guerra non superano le 4 ore di gioco e non propongono nulla di assolutamente indimenticabile, in certi casi svolgono principalmente un ruolo di allenamento per la vera sfida in multiplayer. Purtroppo questo cliché si ripete anche in Battlefield 3 che allestisce una campagna abbastanza piatta con pochi momenti di effettiva suspense attorniati da missioni lineari e poco coinvolgenti. Nonostante il feeling generale che se ne trae sia buono, una volta finita la sequenza di missioni si ha come la sensazione di aver giocato ad una specie di prologo, di anteprima, di demo se vogliamo. Prese singolarmente le missioni risultano ottimamente realizzate, sia sul piano tecnico sia su quello del gameplay che si attesta ad alti livelli ma che offre poche oscillazioni per mantenere alto l’interesse del giocatore. Le situazioni proposte sono diverse tra di loro, così come le location, ma la sensazione di “anello debole” della catena di Battlefield 3 permane lungo tutto lo svolgimento del single player.

La mancanza di appeal della campagna è determinato principalmente dalla presenza di compagni di battaglia piatti e poco interessanti, con i quali manca una vera e propria interazione, come poteva accadere in Bad Company 2, dove si imparava a conoscere meglio i propri alleati. Per controbilanciare DICE sfrutta a dovere il proprio cavallo di battaglia, ovvero la capacità di far sentire il giocatore realmente in zone di guerra. Il merito è da dare quasi completamente all’aspetto tecnico del titolo che mostra scenari spettacolari, effetti realistici e un sonoro di elevata qualità, di cui parleremo più avanti.

Come detto prima il gameplay del single player è molto buono, soprattutto per l’ottima resa delle armi che danno la sensazione di essere fisicamente in mano nostra, con i loro movimenti e il loro suono drammaticamente realistico. L’intelligenza artificiale dei nemici però non risulta altrettanto ottima, i soldati avversari spesso eseguono movimenti insensati, rimanendo in balia dei proiettili nonostante il loro riparo sia andato in briciole. Proprio quest’ultimo aspetto, della distruttibilità degli scenari, conferisce maggiore stile e realismo agli scontri a fuoco, peccato che venga poco sfruttato all’interno della campagna single player. Tutti i ripari sono virtualmente insicuri, i muri possono essere distrutti con un razzo, il legno esplode sotto i colpi di fucile e le macchine parcheggiate ai lati delle strade rischiano in qualsiasi momento di saltare in aria. Di edifici che crollano se ne vedono pochi e sono tutti legati a script, così come vi è legata tutta la campagna.


Il Frostbite 2.0 non delude

Andiamo ora ad analizzare uno degli aspetti principali e più pubblicizzati da DICE e EA durante questi mesi di attesa, il nuovo motore grafico Frostbite 2.0 e in generale tutto il comparto tecnico di Battlefield 3Gli sviluppatori hanno capito che il coinvolgimento all’interno di un gioco bellico è un aspetto fondamentale, quest’ultimo si ottiene in vari modi, uno di questi è la bellezza grafica e il sonoro. 

Graficamente parlando, il Frostbite 2.0 non delude le aspettative, in quanto riesce a rendere a schermo una quantità di dettagli pazzesca, ma non solo. Le texture in altissima definizione, l’illuminazione radiante e dinamica, effetti speciali meravigliosi apprezzabili soprattutto nelle esplosioni e nelle fiamme, fanno di Battlefield 3 uno degli FPS più belli mai visti. Per riuscire ad apprezzare appieno il suo splendore grafico dovrete essere possessori di un PC di fascia altissima in grado di sostenere il livello di dettagli “Ultra” più tutte le opzioni esose come il Post-Processing AA e l’occlusione ambientale. In realtà la vera bravura degli sviluppatori si può apprezzare per altri aspetti del motore grafico, non tanto dalla bellezza della grafica al massimo delle sue potenzialità, ma dal fatto che Battlefield 3 risulta altrettanto bello da vedere anche su computer meno performanti, costretti a limitare i dettagli grafici su livelli medio-bassi; non molti sviluppatori sono in grado di raggiungere questo grado di scalabilità del motore grafico.

Non bisogna tralasciare un altro aspetto fondamentale: il sonoro. Lasciando perdere le musiche che non sono molto presenti né nel single player e né nel multiplayer, ciò che impressiona sono gli effetti dei singoli oggetti e di ogni avvenimento visualizzato a schermo. In Battlefield 3 non esistono rumori insensati, fastidiosi, fuori luogo, irrealistici o piatti; ogni oggetto vibra come se fosse nelle nostre mani, tutti i gadget attaccati alle nostre armi o alle nostre tute faranno un rumore proprio, facilmente distinguibile dal resto. L’apoteosi si raggiunge durante le fasi di combattimento, specialmente in multiplayer, dove si ha veramente la sensazione di essere all’interno di un campo di battaglia; le esplosioni, anche se sovrapposte, sono facilmente distinguibili, le armi sono caratterizzate da una “voce” inconfondibile, che un esperto di armi saprà sicuramente riconoscere al primo ascolto. Oltre alla qualità degli effetti sonori, va sottolineata anche la localizzazione degli stessi. Spari ed esplosioni risulteranno all’orecchio in modo diverso a seconda della loro localizzazione; dopo qualche ora di gioco saremo facilmente in grado di capire quanto lontano è un certo rumore, nonché la direzione di provenienza.

Ad oggi non esiste nessun altro FPS in grado di trasmettere queste sensazioni e questo feeling.


La perfezione non è di questo mondo

Ovviamente non mancano le note dolenti, al giorno d’oggi un videogioco non potrebbe definirsi tale se non uscisse sul mercato con una sequela più o meno lunga di bug. Battlefield 3 purtroppo non fa eccezione, e nella nostra prova della versione PC abbiamo potuto riscontrarne alcuni di diversa natura. Principalmente nella campagna single player abbiamo notato diversi errori audio, voci che vanno e vengono, effetti sonori che spariscono momentaneamente, disturbi vari e leggera asincronia nel labiale durante le scene di intermezzo. Anche il potentissimo Frostbite 2.0 sembra ancora soffrire della sua giovane età, si possono sperimentare in certi casi dei glitch ed errori poligonali leggeri; inoltre nella campagna single player possono capitare dei brevissimi freeze dovuti al salvataggio automatico o repentini cali di frame-rate.

Il multiplayer non è esente da problemi, abbiamo sperimentato lag non dovuta ai server o alla linea internet, crash, mancato salvataggio delle impostazioni delle armi e altri piccoli errori di poco conto. Complessivamente questi bug sono poco più che noie, facilmente risolvibili attraverso qualche patch, visto che non siamo incappati in veri e propri bug terminali che impediscono di godersi l’esperienza di gioco.


Combattendo in compagnia

Oltre alla campagna single player, Battlefield 3 offre anche sei missioni da giocare cooperativamente con un altro giocatore, facente parte dei nostri amici o scelto dal sistema di matchmaking. Portarle a termine permette di sbloccare quelle successive. Queste missioni offrono spunti diversi, alcune sono su veicoli, altre a piedi, altre contemplano entrambe le soluzioni. Non sono legate da fili narrativi ma sono discretamente dirette dagli script al loro interno (così come il single player).

Sono tutte giocabili secondo tre livelli di difficoltà, ma già al livello medio la sfida si fa impegnativa; spesso dovremo difenderci da ondate di nemici, a piedi o a bordo di mezzi corazzati, che spunteranno da tutte le parti a ritmi forsennati. Completando le missioni si ottengono una serie di punti in base alle azioni svolte che si sommano in uno score complessivo che ci permetterà di sbloccare sette armi non ottenibili in altro modo. Ovviamente si possono rigiocare le stesse missioni più volte per incrementare il proprio punteggio. 

Il comparto co-op di certo non è l’aspetto fondamentale di Battlefield 3, ma offre una discreta alternativa tra single player e multiplayer, ed in certi casi si dimostra essere un ottimo metro di giudizio per testare le proprie abilità.


Multiplayer: un cuore pulsante

Arriviamo alla parte principale di Battlefield 3, ciò per cui milioni di giocatori hanno atteso mesi e mesi con la bava alla bocca, ciò che più di ogni altra definisce la serie: il multiplayer. Il comparto multigiocatore propone 9 mappe (il numero è destinato a crescere di molto nei prossimi mesi) e 6 modalità di gioco. Queste ultime sono le stesse già viste in Bad Company 2 e si suddividono in: Squad Deatchmatch, Team Deathmatch, Rush, Squad Rush, Conquest e Conquest Large.

Tralasciando le prime due modalità che sono già note a tutti i fan degli sparatutto in soggettiva, spendiamo due parole per le altre quattro. Rush, in italiano Corsa, prevede che lo schieramento degli attaccanti faccia esplodere due obiettivi appartenenti ai difensori che a loro volta dovranno fare di tutto per fermare gli attaccanti. Se gli obiettivi verranno fatti esplodere si sbloccherà il pezzo di mappa successivo con altri due obiettivi da raggiungere; tutto ciò per tre o quattro volte per mappa, a seconda della sua grandezza. I difensori possono vincere facendo esaurire tutti i ticket di respawn agli attaccanti, questi ticket aumenteranno ogni volta che gli attaccanti distruggeranno due obbiettivi. Lo Squad Rush è una versione molto più contenuta e ristretta di Rush, nel quale non si sbloccano altri pezzi di mappa e dove si gioca al massimo 8vs8.

Conquest e Conquest Large sono invece il vero fulcro del gameplay multiplayer di Battlefield 3. Le due modalità si giocano in mappe molto vaste disseminate di punti strategici da conquistare. Più territori si possiedono più velocemente i punti del team avversario calano. Perde il primo team che esaurisce i punti vittoria. Conquest Large non è altro che la stessa modalità, spostata in mappe molto più vaste che possono accogliere più giocatori (su PC il limite massimo di giocatori è fissato a 64). Mentre le prime due modalità fanno risaltare soprattutto le abilità dei singoli giocatori e nient’altro, le altre quattro invece richiedono un certo spirito di squadra. Sia Rush che Conquest necessitano di un minimo di spirito di sacrificio, l’importanza delle diverse classi di soldati (Assalto, Ingegnere, Cecchino e Supporto) si nota in modo davvero marcato. Ogni squadra deve sapere quali sono gli obiettivi da raggiungere, dove c’è più bisogno del nostro aiuto o dove sappiamo esserci maggiore concentrazione di nemici; in poche parole ogni componente deve sapere qual è il suo compito e ciò che è in grado di fare per massimizzare il suo apporto alla battaglia. Proprio per questo motivo le classi sono state studiate in modo da incastrarsi alla perfezione.

In Battlefield 3 la classe Assalto, quella principalmente diretta all’eliminazione dei nemici, ha anche capacità di medico, può lasciare a terra kit di pronto soccorso o rianimare i compagni caduti con il defibrillatore. Chi volesse semplicemente dedicarsi alle uccisioni, senza star a preoccuparsi del rifornimento medico potrà benissimo sostituire i propri accessori con altri maggiormente adatti al combattimento, la scelta spetta a noi. Se l’Assalto costituisce la prima linea di combattimento, quella di Supporto sarà ugualmente importante sia nelle retrovie che in prima linea: fornisce munizioni, ma è anche in grado di colpire dalla distanza con il mortaio sbloccabile. Il Supporto inoltre implementa un’altra utile caratteristica introdotta dagli sviluppatori, ovvero quella di fare fuoco di soppressione; con le mitragliatrici leggere in grado di appoggiarsi alle superfici con un bipode potremo sparare una raffica continua verso un nemico dietro un riparo, il che causerà in lui l’annebbiamento della visuale, quindi l’incapacità di sporgersi per mirare e sparare. Il fuoco di soppressione può essere fatto da tutte le classi, ovviamente con le armi della classe Supporto funziona molto meglio.

Il Cecchino, oltre a colpire dalla distanza, sarà fondamentale per la ricognizione, che in Battlefield 3 svolge un ruolo decisivo. Infatti la distinzione tra i propri alleati e i nemici non è sempre immediata, quindi si rischia di venire uccisi facilmente o di incappare in fuoco amico. La ricognizione e quindi il marcamento dei nemici con un simbolo arancione agevola di molto il compito, ed inoltre fornisce punti extra. Il cecchino può anche depositare sul campo di battaglia dei dispositivi di respawn attraverso i quali i compagni potranno ritornare in battaglia, nel cuore del combattimento, senza essere costretti a lunghe corse per raggiungere i punti caldi. Infine lIngegnere si conferma sempre una delle classi più utili di tutto il multiplayer, oltre ad essere gli unici in possesso di armi portatili in grado di eliminare i veicoli corazzati, potranno posizionare a terra diversi aggeggi utili, tra cui un robot in grado di riparare i veicoli o danneggiare quelli nemici, disinnescare mine e claymore nemiche e attivare le stazioni M-COM della modalità Rush.

Giocando per qualche ora con il multiplayer di Battlefield 3 si capisce per quale motivo questo brand è sempre stato osannato. La vastità dei combattimenti che propone, la stessa grandezza e varietà delle mappe messe a disposizione, la realistica sensazione di trovarsi in un conflitto che si svolge contemporaneamente in diverse zone e di cui si possono sentire gli echi, tutto questo costituisce il fascino di un’esperienza di gioco impareggiabile. Ad oggi non esiste un solo titolo in grado di proporre lo stesso livello di sfida e coinvolgimento. FPS dal multiplayer molto giocato come Call of Duty propongono qualcosa di diverso, puntando tutto sull’affinazione delle abilità singole espresse in mappe strette dove tutto accade in modo iper-frenetico, il che non è certo un aspetto negativo, è semplicemente diverso. Battlefield 3, al contrario, non richiede di essere dei fenomeni del combattimento virtuale ma permette ai giocatori di progredire gradualmente, di diventare consapevoli di ciò che la propria classe preferita è in grado di fare, oltre le semplici uccisioni, riuscendo in qualche modo ad entrare emotivamente all’interno di un team diretto ad un obiettivo comune. Sul campo di battaglia tutto questo si traduce in un ritmo molto più lento, anche soltanto per la distanza da percorrere a piedi o a bordo dei veicoli, in una maggiore attenzione agli aspetti strategici della battaglia, nel prevedere le mosse dell’avversario. In definitiva, una versione leggermente più realistica di ciò che un vero combattimento implica.


Terra, mare e aria

Il multiplayer di Battlefield 3 è anche l’apoteosi dei veicoli e velivoli da combattimento. A seconda delle mappe e delle modalità sono disponibili diversi mezzi, che possono andare dalla semplice jeep a due posti fino al caccia. Oltre a rivedere tutti quelli già visti in Bad Company 2, T-90, Abrams, HMMWV, LAV e altri (tranne il quad) ne sono stati aggiunti altri come i mezzi anfibi, utili nelle mappe miste di terra e mare, una moltitudine di elicotteri, sia da trasporto che da combattimento, diversi nuovi corazzati leggeri e i caccia. I velivoli, soprattutto quest'ultimi, sono veramente complicati da padroneggiare, il che non significa farli muovere, ma pilotarli in modo da evitare di essere impallinati dopo 20 secondi mantenendo la propria pericolosità. Mentre gli elicotteri necessitano di poca pratica per essere appresi al meglio, i caccia hanno un sistema di controllo molto più complesso, che deve essere imparato alla perfezione per poter competere con altri aerei in dog-fight o per eliminare obbiettivi a terra.

In generale ogni veicolo offre i suoi punti di forza e di debolezza e, se utilizzati come si deve, possono ribaltare le sorti di un match ed allo stesso tempo premiare chi li utilizza.

Spendiamo poche righe per parlare dei gadget e oggetti sbloccabili nel multiplayer del gioco. A differenza di Bad Company 2, dove gli oggetti da sbloccare finivano in fretta, in Battlefield 3 le attrezzature e i perk sono centinaia, sbloccabili in diverse maniere e utili nei momenti di vero combattimento. Gli sviluppatori sono riusciti a conferire quello stato di soddisfazione al giocatore ogni qualvolta ottiene qualche nuovo oggetto o una medaglia o un riconoscimento in generale. Ogni azione viene premiata in qualche modo, non vengono favorite le sole uccisioni. Ciò che viene sbloccato rimane sempre coerente con gli obiettivi che avremo raggiunto. Tutto questo materiale è poi utilizzabile per personalizzare il proprio soldato, sia nei gadget e nelle armi, sia nell’aspetto estetico. A questo proposito segnaliamo il ritorno in pompa magna delle dog tag, ovvero le piastrine militari, presenti marginalmente anche in Bad Company 2. In Battlefield 3 potremo anche personalizzarle, con la prima che riporta il nostro nickname e la seconda che può essere scelta tra quelle che abbiamo sbloccato e che riportano disegni e motivi differenti. In combattimento si potranno prendere anche le dog tag dei nemici, una volta uccisi con una esecuzione con il coltello.

Concludendo, possiamo assolutamente affermare che Battlefield 3 è tutto ciò che ci aspettavamo: offre un multiplayer profondo ed appagante, unico nel suo genere, una campagna single player non proprio eccellente e qualche missione cooperativa utile per rompere la routine.

Qui trovate lo speciale dedicato all'analisi delle versioni console per Xbox 360 e PlayStation 3.

COMMENTO
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Dopo aver giocato decine di ore con Bad Company 2 mi sono effettivamente accorto dell’enorme differenza che c’è con il multiplayer di Battlefield 3. Il comparto multigiocatore è fenomenale sia per il tipo di gameplay che propone, diverso da ogni altro, sia per la qualità con cui è stato realizzato ogni minimo aspetto. Peccato per la campagna single player un po’ scialba e la presenza di troppi, piccoli, bug. Se questi aspetti fossero stati curati un po’ di più avrebbe preso un 10 pieno.

GRAFICA:9Un motore grafico potentissimo che rende a schermo una bellezza visiva apprezzabile anche con impostazioni basse.
SONORO:10È sicuramente uno dei migliori sonori "da battaglia" mai sentiti in un videogioco. Impressionante.
GIOCABILITà:9Multiplayer molto coinvolgente e profondo, il top per gli amanti degli FPS bellici.
LONGEVITà:9.5Il single player non è gran cosa, il co-op aiuta, ma il multiplayer ucciderà la vostra vita sociale.
VOTO FINALE9
PRO:- Tecnicamente al top
- Multiplayer profondo e appagante
- Esperienza unica nel suo genere
CONTRO:- Troppi bug (abbastanza leggeri)
- Campagna in singolo buona, ma ci si aspettava di più
Battlefield: Bad Company 2 (PC)Ottimo predecessore con un multiplayer poco profondo ma di qualità.
Call of Duty: Black Ops ( X360 )Un FPS diametralmente opposto che offre un diverso stile di gameplay.
SCHEDAGIOCO
Cover Battlefield 3

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