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Black Mirror II

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6.5
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Recensione Black Mirror II  Scritto da: Gabriele "Kevorex" Toninelli | Data: 2010-06-23

Willow Creek dodici anni dopo

Il primo Black Mirror, ottimo punta e clicca a tinte dark uscito sei anni fa su PC, si chiudeva in modo quantomeno controverso. Senza “spoilerare” nulla sul finale, ricordiamo come questo abbia lasciato molti giocatori con l'amaro in bocca, pur nella consapevolezza di aver portato a termine un titolo di buona qualità e caratterizzato da un'atmosfera avvolgente come poche. Ripartire dalle stesse basi e cercare di migliorare l'esperienza passata è dunque sembrata una conseguenza naturale per dtp entertainment, che si è affidata agli studi di Cranberry Production per portare sui nostri schermi Black Mirror 2. Diversi mesi dopo la pubblicazione tedesca, il seguito di una delle avventure grafiche più apprezzate degli ultimi anni è finalmente giunto nei negozi italiani (con annessa localizzazione), pronto a catalizzare nuovamente su di sé l'attenzione degli amanti dell'horror videoludico “ragionato”.
 
La nuova Willow Creek
 
Sono trascorsi dodici anni dai tragici eventi narrati nel primo capitolo e, come avrete modo di vedere, Willow Creek è profondamente cambiata. La vicenda, comunque, ha inizio nella ridente Biddeford, una cittadina costiera del Maine dove il nuovo protagonista Darren, giovane studente americano, sta trascorrendo le vacanze. Il lavoro estivo presso lo studio fotografico di Fuller non sembra soddisfare il ragazzo, costretto a subire di continuo le angherie del burbero proprietario e inghiottire bocconi amari a ripetizione. Come quando si presenta ai due la splendida Angelina, bellezza inglese in cerca di scatti ispirati che viene prontamente “confiscata” da Fuller, il quale allontana il suo aiutante con il pretesto di alcune commissioni. Il peggio, però, deve ancora venire e si manifesta quando Darren scopre che sua madre ha subito un grave infortunio e che in paese è comparso un misterioso straniero che pare stia pedinando lui e Angelina. Da quel momento, il ragazzo è vittima di incubi terrificanti dal significato apparentemente oscuro e gli avvenimenti iniziano a prendere una piega sempre più inquietante, tanto che ben presto si palesa un legame con i segreti di Willow Creek e gli intrighi della famiglia Gordon. Il castello di Black Mirror diventa così il centro nevralgico di questa nuova avventura, che tra richiami al passato e alcuni momenti di stanca (raccolti specialmente nella prima parte) trasporta piacevolmente il giocatore fino al discutibile finale.
 
Come bere un bicchier d'acqua
 
Per portare a termine Black Mirror 2 non servono particolari doti di ragionamento né una grande esperienza nel genere dei punta e clicca. Come da tradizione, gran parte degli enigmi progettati da Cranberry è costituita dai classici indovinelli inventory-based, che richiedono semplicemente la combinazione o la giusta collocazione degli oggetti raccolti nel corso del viaggio. Questi ultimi sono sempre piuttosto numerosi, ma sebbene l'inventario posto a fondo schermo risulti un tantino sovraffollato, non si fatica mai per trovare il pezzo giusto del puzzle. Il puntatore, peraltro, lampeggia quando si azzecca la combinazione corretta ed evita – almeno in parte – i noiosi cicli di prova a vuoto a cui gli avventurieri di vecchia data sono sin troppo abituati. Darren, di tanto in tanto, deve vedersela anche con enigmi un po' più complessi, riconducibili nella classificazione generica di “rompicapo”: scacchiere numeriche, immagini da ricomporre, identikit, ma anche fotografie da sviluppare e un inquietante labirinto. Le cose da fare in Black Mirror 2 di certo non mancano, e la varietà nelle azioni da svolgere sembra essere la variabile su cui gli sviluppatori hanno puntato maggiormente. Anche in questi casi lo sforzo cerebrale richiesto è piuttosto blando, ma un così variegato ventaglio di alternative non può che soddisfare persino quei giocatori che considerano questo genere troppo ripetitivo. A beneficio dei neofiti e di chi intende godersi in santa pace la trama, Cranberry ha predisposto anche un livello di difficoltà minore, che permette di ricevere numerosi suggerimenti o addirittura di saltare gli enigmi più complessi, così da mantenere costante il flusso narrativo a scapito del tasso di sfida.
Ciò che non consente al gameplay di Black Mirror 2 di elevarsi sopra la media è il controllo del personaggio, tanto legnoso ed impastato da far “invidia” persino ai punta e clicca dello scorso decennio. Darren, tra un mistero e l'altro, si muove graziosamente quanto un fusto di quercia e non sono da meno le animazioni facciali dei modelli 3D, in effetti del tutto assenti. Non è prevista la corsa del personaggio, che a seguito di un doppio click compare innaturalmente nella relativa zona dello schermo senza alcuna transizione. Un click singolo, nel peggiore dei casi, dà il via ad un'interminabile camminata, alla fine della quale il protagonista può finalmente commentare/utilizzare l'oggetto indicato, per la gioia ed il sollievo del giocatore. I commenti stessi sembrano scorrere con eccessiva lentezza, tanto che la tentazione di “skippare” le frasi che accompagnano l'analisi di un hot spot è forte sin da subito.
 
Dipinti animati
 
Restando in tema, non si possono considerare esaltanti neppure i dialoghi che Darren intrattiene con i molti personaggi che incontra nel corso della sua avventura. Un po' prolissi in alcuni casi, poco interessanti in altri, gli “interrogatori” del protagonista si svolgono secondo la classica formula delle opzioni di conversazione da esaurire in qualunque ordine, e raramente riescono a sollevare la soglia d'attenzione con spunti particolarmente brillanti. Questo, sicuramente, è dovuto anche ad un doppiaggio non eccellente, che oscilla tra la monotonia e la forzatura quasi ridicola e non aiuta certo il giocatore ad immergersi nella lugubre atmosfera di Willow Creek. Gli effetti sonori, dal canto loro, risultano un po' sbilanciati, e se un tuono improvviso (o un colpo di tosse di Fuller) sarà in grado di farvi saltare sulla sedia, buona parte dei restanti rumori ambientali resteranno quasi inudibili. Piacevole, invece, la colonna sonora, che appare e scompare dal sottofondo per accompagnare con incostanza (ma proprio per questo non stanca) l'oscura ricerca di Darren tra temi violinistici e pezzi di pianoforte solo accennati.
Tutt'altro discorso merita il comparto visivo, degno del primo Black Mirror in quanto ad atmosfera e dei più celebri lavori di Sokal in quanto a fondali. Questi, disegnati a mano e rigorosamente in due dimensioni, appaiono come veri e propri dipinti animati, colorati da soffici tonalità pastello e “vivacizzati” da pulviscolo, illuminazioni o altri elementi tridimensionali in movimento (non a caso questo miscuglio di tecnologie è stato definito 2.5D). Impressiona soprattutto il sapiente uso delle fonti di luce, studiato per avvolgere ogni singolo scenario in un'aura particolare e a suo modo soffusa e in grado di rendere veramente uniche le cartoline che arrivano numerose da Biddeford e Willow Creek. Purtroppo, la già citata legnosità delle animazioni rovina un po' l'esemplare impatto scenico, ma state pur certi che Black Mirror 2, in quanto a colpo d'occhio, ha poco da temere se confrontato alle produzioni di pari genere.
 
“I finali non sono il suo forte”
 
Chiudiamo questa recensione con una nota di colore. Possibile che ogni capitolo di Black Mirror si concluda in maniera insoddisfacente? Speravamo che la caduta di stile dell'epilogo dello scorso episodio avesse insegnato qualcosa ai successori di Future Games (gli sviluppatori del primo capitolo), ma a quanto pare i cliffhanger deludenti e ambigui sono destinati a diventare il marchio di fabbrica della serie. Frustrazione finale a parte, Black Mirror 2 rappresenta un seguito dignitoso, che riesce ad immergere nelle atmosfere tenebrose di Willow Creek e del suo castello soprattutto i “nuovi arrivati”, i quali si godranno appieno la storia perdendosi solo qualche riferimento. I fan del predecessore si troveranno a proprio agio nel cogliere tutti i collegamenti stilistici e narrativi con il lavoro passato, ma dovranno amaramente constatare che, rispetto a quest'ultimo, il titolo di dtp si colloca qualche gradino più in basso.
In alternativa a Black Mirror II
Dark Fall: Lost Souls Dark Fall: Lost Souls

Una ghost-story in piena regola, per un gioco molto più impegnativo ed appagante rispetto a Black Mirror II.
The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi The Lost Crown: Un'Avventura di Fantasmi

Altro racconto horror caratterizzato da buone scelte stilistiche e da una trama a tratti molto piacevole.
Il commento dell'autore su Black Mirror II
Avatar di Gabriele
 
Gabriele "Kevorex" Toninelli
Il primo Black Mirror era stato una splendida sorpresa e da questo secondo capitolo – devo ammetterlo – mi aspettavo di più. Non che non sia un punta e clicca godibile, beninteso, ma manifesta degli alti e bassi piuttosto clamorosi praticamente in ogni comparto, escluso quello grafico (se non si tiene conto delle animazioni dei personaggi). Dispiace dirlo, ma quella che poteva diventare una splendida saga, con Black Mirror 2, ritorna ad essere una produzione di nicchia che soddisferà solo i giocatori più affezionati a questo genere di storie.

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Pregi del gioco

Fondali da cartolina

Grande atmosfera

Enigmi molto vari
Difetti del gioco

Animazioni del viso e del corpo pessime

Tasso di sfida scarsino

Finale "amaro", ancora una volta

Pagella del gioco
Voto grafica
7.5
Palette cromatica gradevolissima e uso esemplare delle fonti di luce, ma non si può sorvolare sulle antiquate animazioni dei personaggi.
Voto sonoro
6.5
Doppiaggio non scandaloso ma parecchio altalenante ed effetti sonori un po' "sballati". Piacevole la colonna sonora.
Voto giocabilità
6.5
Enigmi di ogni genere contraddistinti però da un tasso di sfida troppo basso. I movimenti lenti e macchinosi, poi, peggiorano il tutto.
Voto longevità
7.5
Siamo sulle 15 ore, ma la storia nelle prima fasi stenta a decollare.

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