Burnout Paradise

Chi non ha mai sognato di schiantarsi a 300 all’ora?
Scritto da Marco "Thresher" Accogliil 20 aprile 2012
Burnout Paradise Recensione

Un tempo relegata solo alla console Sony, la serie Burnout vanta ottimi titoli, velocissimi e caratterizzati da uno stile particolarmente fracassone. Ora, l’ultimo capitolo della serie prende il nome di Burnout Paradise e, a sorpresa, arriva anche su Xbox 360 e PC, nella versione Ultimate Box comprendente anche le migliori espansioni uscite.


Là, dove l’erba è verde e le ragazze sono belle...

I Guns N' Roses ci accolgono nella schermata iniziale con la loro Paradise City, canzone emblema del gioco che dona anche il nome della fantomatica città in cui si svolgeranno le gare. Senza tanti fronzoli, il gioco ci chiede direttamente di scegliere una macchina presente nello sfasciacarrozze e inizare a correre. L’immediatezza è un punto focale del gioco, che è capace di divertire anche senza uno scopo preciso. Ma andiamo con calma.

Burnout Paradise è un gioco di guida caratterizzato da uno stile particolarmente sopra le righe, in cui la chiave del successo consiste nello schiantarsi allegramente contro le altre macchine per mandarle fuori strada e distruggerle. Naturalmente anche gli avversari possono condederci questa cortesia, colpendoci magari con macchine ben più resistenti della nostra. Una volta selezionata una delle macchine presenti nello sfasciacarrozze più vicino, ci si butta velocemente nella mischia, scegliendo una delle tante gare che ci vengono proposte. La mappa di gioco, che è possibile visitare senza limiti, accoglie tutte le gare e le varie sfide che ci separano dal completamento. Fermatevi ad un semaforo e sarà possibile, premendo contemporaneamente l’accelleratore e il freno, partecipare alla gara corrispondente. Le gare si suddividono in diversi tipi: abbiamo le normali gare in cui bisogna arrivare per primi in un dato punto della mappa, scegliendo liberamente la via più rapida o più sicura da percorrere, abbiamo le Uomo nel Mirino, in cui siamo soli e dobbiamo arrivare al traguardo senza farci distruggere dai bestioni in nero nemici che ci attaccheranno in massa. Dopodichè abbiamo le Strada Rovente, di fatto una corsa contro il tempo pensate appositamente per un veicolo in particolare e le gare di Takedown, in cui per vincere dovremo effettuare il numero di takedown richiesti, alias dovremo distruggere gli avversari a colpi di sportellate entro il tempo limite. Infine, ci sono le gare Stunt dove dovremo raggiungere il punteggio limite effettuando manovre spettacolari, come saltare usando le numerose rampe presenti nel mondo di gioco o compiere avvitamenti e testacoda. La varietà delle gare è abbastanza soddisfacente, considerato che le gare occupano una minima parte del gioco.

La componente free roaming viene infatti incoraggiata dalla presenza di numerose sfide sparse per la città. Ad esempio ogni strada possiede la propria regola del tempo, una gara di velocità che ci vede partire da un punto ed arrivare alla fine della strada entro un tempo limite. Ciò vale per tutte le strade presenti nel gioco. Oltre alla regola della strada sul tempo, c’è anche quella Spettacolo. In pratica, premendo l’apposito tasto potete avviare la modalità spettacolo in qualsiasi momento, facendo finire la vostra macchina per aria e guadagnare punti distruggendo le auto del traffico che arriveranno a valanghe. E ancora, sparse per Paradise City abbiamo ben 400 cancelli posti a marchiare le scorciatoie da abbattere, 120 cartelloni riportanti il logo di Burnout da distruggere (Alcuni in maniera molto creativa) e 50 salti spettacolari con tanto di istantanea scattata sul posto. Insomma, in quanto a varietà di gioco, Burnout non è secondo a nessuno e offre divertimento anche semplicemente vagando per strada senza un obiettivo preciso.


Questo è il mio garage. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio

A dire la verità non si tratta proprio di un garage, ma di uno sfasciacarrozze. Per sbloccare la metà delle 75 macchine presenti dovete prima incrociarla su strada mentre andate in giro e distruggerla. A tal punto essa verrà consegnata allo sfasciacarrozze pronta per essere riparata in uno qualunque dei carrozzieri sparsi nella mappa. La restante metà del parco macchine va sbloccata completando le relative sfide Strada Rovente per ogni macchian associata, sbloccando la versione potenziata e dotata di una verniciatura particolare. Le auto si dividono in tre categorie: velocità, aggressività e stunt. Le prime possono attivare il turbo solo quando è carico e sono caratterizzate da una relativa fragilità, ma possono raggiungere altissime velocità, le seconde sono auto molto resistenti ideali per le Uomo nel Mirino o gare di Takedown. Le stunt, come si intuisce, sono ottime per fare le gare di stunt grazie al loro turbo attivabile in qualsiasi momento, anche se se la cavano su tutti i fronti.

Purtroppo non abbiamo auto su licenza, quindi ci dovremo accontentare di marchi inventati, ma è facile riconoscere le livree delle auto più famose, come la Nissan GT-R, la Dodge Charger e il BMW 530. Le uniche personalizzazioni concesse riguardano la verniciatura, divisa tra lucido, metallizato e perlaceo, quindi non potete modificare nè le prestazioni, nè la scocca dell’auto, ma è una mancanza trascurabile. Gli incidenti sono spettacolari e fanno risaltare appieno la cura riservata da Criterion per fornire una simulazione credibile di una macchina continuamente maltrattata. La carrozzeria infatti si piega che è un piacere e i vetri saltano dopo le prime botte rilevanti. In caso di incidenti gravi, possono anche saltare via le ruote e ammaccare in maniera irreparabile la scocca. Fortunatamente schiantarsi in questa maniera durante le gare non pregiudica l’esito, ma ci fa tornare in pista, pronti per un nuovo incidente. Attenzione però, perchè una volta che vedrete la scritta “Danno critico” sarà opportuno trovare un carroziere per le riparazioni oppure il prossimo incidente potrebbe rivelarsi quello definitivo, costringendovi ad abbandonare la gara. In ogni caso, le prestazioni dell’auto non cambiano in base al danno, consentendovi quindi di andare in giro con un catorcio malmesso a velocità elevatissime.

Chiudendo il discorso sui bolidi presenti, è bello notare come ogni auto abbia le proprie caratteristiche vincenti, risultando quindi non essere dei semplici cloni tra di loro. A tal proposito potete guardare le prestazioni della macchina mentre siete nello sfasciacarrozze. Spiccano alcuni veicoli particolari, come un’auto della polizia, una macchina degli Anni ’20 in perfetto stile gangster e addirittura un vero e proprio camion.La varietà di bolidi disponibili non si ferma qui. L’Ultimate Box comprende infatti il dlc delle moto, che pur non risultando altrettanto curate sono comunque molto divertenti da guidare. Inoltre possiamo trovare nello store a pagamento interno al gioco le macchine giocattolo, delle versioni in miniatura di alcune auto originali e alcune auto speciali molto famosi, come Kitt proveniente da Supercar e la Ectomobile tratta nientepopodimeno che da Ghostbusters. Purtroppo, lo store non è disponibile su PC, ma solo su console.


Il massacro non è divertente senza amici

Il multiplayer occupa una parte piuttosto considerevole del gioco, visto che le gare tendono un pò a ripetersi alla lunga. Burnout Paradise ci consente di giocare in multiplayer per un totale di 8 giocatori contemporaneamente. Basta accedere all’apposito menù e ritrovarsi nella città del giocatore che ospita la partita. A quel punto è possibile improvvisare delle gare o dei veri e propri massacri senza scopo preciso oppure effettuare delle normali gare scelte dall’host. Inutile dire che il multiplayer è molto divertente e rende le gare meno scontate, data la possibilità di scegliere la strada preferita anche durante lo svolgimento di un evento, conducendo a vittorie strappate all’ultimo incrocio che tolgono il fiato.

Inoltre il gioco fornisce diverse statistiche condivise con i giocatori di tutto il mondo, come i chilometri effettuati contromano, il numero di eventi vinti o i takedown effettuati. Le graduatorie sono molto difficili da scalare, ma aggiungono quella molla in più che convince a guidare fino allo sfinimento.


Pollice in sù su tutti i fronti

Graficamente il gioco se la cava egregiamente, grazie a una realizzazione generale molto curata, colorato e dannatamente veloce. Il motore grafico è leggerissimo e su console è inchiodato a 60 fps granitici in qualunque situazione. Il livello di dettaglio delle auto è ottimo, così come quello degli ambienti, pieni di luci ed effetti speciali. Il ciclo giorno/notte offre una convincente vista della città, specialmente di notte mentre viene illuminata unicamente dalle luci artificiali e dai fari dei veicoli che sfrecciano a tutta velocità. Alcune texture sono sottotono, ma difficilmente ci farete caso, lanciati a 250 all’ora mentre schivate il traffico. Pochissimi bug riscontrati, a conferma di un prodotto confezionato egregiamente.

Anche le orecchie non hanno nulla di cui lamentarsi, potendo confidare su una tracklist di canzoni su licenza che spaziano per diversi generi, come rock o punk, per finire nella techno delle tracce provenienti dai precedenti capitoli di Burnout e alcune composizioni di musica classica di Bach o Mozart, tanto per citarne due. Potete personalizzare la tracklist dalle opzioni per escludere le canzoni che non vi piacciono o per metterle secondo un ordine desiderato. Anche gli effetti sonori non sono da meno, con dei convincenti rombi dei motori che si diversificano in base all’auto.

Insomma, Burnout Paradise è un gioco eccellente, capace di offrire decine, se non centinaia di ore di divertimento adatto a chiunque voglia un gioco di guida sopra le righe. La pulizia tecnica e il multiplayer divertentissimo completano il quadro e fanno passare oltre i pochi difetti riscontrabili, come una mappa piuttosto piccola in termini di dimensioni e un single player che alla lunga può risultare ripetitivo. Come ultima ciliegina sulla torta, si segnala la modalità Party che vi consente di giocare con amici in multiplayer sulla stessa piattaforma, grazie a delle prove da affrontare a turno. Nulla di trascendentale, ma la sua presenza è lodevole.

COMMENTO
Marco "Thresher" Accogli

Poco da dire, Burnout Paradise si classifica come il gioco di guida migliore a cui abbia mai messo mano. La sensazione di velocità è inimitabile e la varietà di gioco consente a tutti di divertirsi facendo qualunque cosa. Adesso diamo a Criterion i diritti per il nuovo Need For Speed e via di nuovo a sfrecciare a 300 all’ora.

GRAFICA:9Dettagliato, veloce e leggerissimo, cosa volere di più?
SONORO:9La tracklist è piacevole da ascoltare e può essere personalizzata nel caso non vi piaccia una traccia.
GIOCABILITà:10Offre cinque tipi diversi di gare, tantissime sfide, un parco auto ben diversificato e un multiplayer superbo.
LONGEVITà:9.5Volete completare tutto il single player? Buona fortuna, c’è da perderci giornate. Quando avete finito potete poi dedicarvi al multiplayer e devastare i vostri amici.
VOTO FINALE9.5
PRO:-Molto vario e longevo
-Multiplayer divertentissimo
-Motore grafico solido
CONTRO:-La versione PC è castrata di alcuni contenuti
-Mappa piuttosto piccola
-Il single player tende a ripetersi
Need for Speed: Hot Pursuit ( PC )Sempre realizzato da Criterion e si vede. Possiedono uno stile molto simile, ma al contempo molto diverso.
CrashdayPotrebbe essere definito "il Burnout dei PCisti", anche qui abbiamo tante gare mozzafiato ed estreme di svariati tipi con una grafica pulita e leggera.
SCHEDAGIOCO
Cover Burnout Paradise

Burnout Paradise

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Burnout Paradise2012-04-20 22:05:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/burnout-paradise/Chi non ha mai sognato di schiantarsi a 300 all’ora?1020525VGNetwork.it