Comprereste mai un gioco che potreste avere gratis? No, tranquilli, non stiamo incitando alla pirateria, bensì parliamo di un gioco indie, nato come freeware, e che, sull’onda del successo, è stato adottato da Steam e rimasterizzato per una versione del tutto nuova e che include alcuni contenuti aggiuntivi che lo rendono appetibile ad un prezzo di tutto rispetto. Considerereste un folle qualcuno pronto a spendere la cifra di dieci euro per questo gioco, nonostante esista una versione gratuita e legalmente reperibile sul web? No, noi lo chiameremmo estimatore dell’ars videoludica dato che, il gioco in questione, è probabilmente uno dei più brillanti esponenti del genere indie di sempre: Cave Story.
E mi risvegliai su di un’isola volante di conigli giganti
L’introduzione è criptica e lascia al giocatore più dubbi che altro, con l’introduzione di quello che sembra uno scienziato di nome Kasuma che cerca disperatamente di mettersi in contatto con sua sorella Sue mentre è apparentemente prigioniero dentro ad una stanza: dopo questo breve incipit, ecco già prendere i comandi di Quote, un robot dalle sembianze umane riattivatosi da solo nel buio di una caverna. Inizieremo da qui la nostra avventura e, dopo aver recuperato un’arma per difenderci dalle strane creature che abitano la grotta, precipiteremo nel villaggio dei Mimiga, una popolazione di conigli antropomorfi pacifici e dediti alla fioricoltura, ma che stanno subendo dei continui rapimenti da parte di uno strano individuo chiamato Dottore e dai suoi tirapiedi, la strega Misery e Balrog, praticamente un cestino per il pranzo con occhi e braccia; probabilmente, uno dei personaggi più spassosi e riusciti dell'intero gioco.
Quella che potrebbe apparire come una semplice trama infantile rivela, invece, quasi subito dei risvolti maturi e che non disdegnerà momenti drammatici, velati con sapiente maestria da uno stile artistico che filtra qualsiasi emozione cruda, per renderla quasi fiabesca, malinconica. La storia dei Mimiga e della persecuzione che subiscono inermi per opera del malvagio Dottore, l’amicizia spontanea che ci unisce ad un altro robot cui ci legheremo nel corso della storia, il sopravvivere a tutti i costi, la fuga e il sacrificio sono tutti temi che vengono sapientemente trattati nel corso del gioco e che non scadono mai nel banale, mai nel ridicolo, ma sempre nel piacevole e nell’intenso, riuscendo a strappare anche una lacrimuccia ai più sensibili. I retroscena di una storia apparentemente inesistente verranno svelati man mano nel corso dell’avventura e soltanto alla fine di tutto si avrà chiara l’intera situazione e così ogni nostra decisione, che avranno delle precise ripercussioni sulla fine della vicenda visto che ci saranno ben tre modi, completamente differenti tra di loro, di concludere l’avventura.
Quando per essere capolavori basta saltare e sparare
La struttura di gioco è davvero elementare, come era di moda negli anni ’90 quando, giochi come Cave Story, erano all’ordine del giorno. Ora che il genere è praticamente finito in soffitta, salvo essere tirato fuori dalla naftalina grazie all’esplosione del mercato indie, titoli del genere non passano inosservati ma, anzi, devono servire da monito ai team più blasonati che da anni hanno esaurito la vena artistica, mentre quella economica scoppia di salute. Le meccaniche di gioco sono semplicissime: avremo un tasto adibito al salto e un altro utile per sparare, più altri due che serviranno a scorrere agevolmente le armi in nostro possesso ed infine un altro per aprire l’inventario: stop, nulla più serve al giocatore per divertirsi in Cave Story.

Semplice nelle meccaniche di base ma tutt'altro che privo di sfida: questo è il gameplay di Cave Story
Altra peculiarità del gioco è che ogni arma avrà un livello di efficienza, da uno a tre, che potrà essere aumentato raccogliendo dei triangolini luminosi, lasciati cadere dai nemici uccisi: a ogni livello che raggiungeremo l’arma diventerà , ovviamente, sempre più potente e veloce nel fuoco, sostituendosi addirittura al jetpack nel caso si riesca a portare a tre la mitragliatrice. La novità in questo sistema di crescita è che i livelli delle armi non resteranno ancorati al massimo una volta raggiunto, ma esso dovrà essere mantenuto semplicemente evitando gli attacchi nemici: ciò significa che, durante gli scontri, se malauguratamente dovessimo essere colpiti da un nemico, non solo perderemo dell’energia vitale, ma allo stesso tempo l’arma che avremo in nostro possesso regredirà , a poco a poco, fino a tornare alla forma base. Questo sistema di upgrade dinamico funziona alla grande e costringe il giocatore a muoversi freneticamente per evitare di essere colpito, rimanendo al contempo lucido per poter seccare i nemici senza sprecare troppi proiettili.
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