Vi ricordate i bei tempi? Sì dai, quelli in cui WRC e Colin McRae Rally se le davano di santa ragione, quando il primo stava al secondo come la serie di Pro Evolution Soccer stava – e sottolineiamo il verbo al passato, adesso è tutto il contrario – a Fifa. WRC possedeva licenze ufficiali per macchine, circuiti e tour mondiale, e metteva a disposizione del giocatore un’esperienza pompata al massimo per apparire come quella “giusta”. D’altro canto la serie Colin McRae Rally offriva una simulazione rigorosissima, dura, difficile da apprezzare in breve tempo, ma generalmente appagante e dannatamente intrigante, in particolar modo per gli appassionati del genere. Ebbene, i tempi cambiano, le console si rinnovano, le schede video si buttano, sistemi operativi falliscono…e ahinoi, campioni indimenticabili muoiono (il pensiero va proprio a Colin McRae, morto nel 2007 a causa di un incidente aereo)…e ci ritroviamo dunque a fine 2009, ormai consci della facilità con cui ogni certezza può crollare; se si parla di certezze videoludiche poi, state pur certi che queste non esistono.
Il mercato esige novità, innovazioni, mentalità aperta da parte dell’industria, e fossilizzarsi su un gameplay, per quanto esso possa essere azzeccato, presto o tardi diventa un’arma a doppio taglio per gli stessi che ci hanno fatto soldi sopra. Ecco così che con DiRT 2 Codemasters continua nella nuova strada (sterrata, ma chissà per quanto tempo) fatta di un materiale arcade ibrido, irriverente, accessibile e spettacolare. Questo è l’asfalto che mangerete, kilometri dopo kilometri.
Push it to the limit
DiRT 2 come saprete è già disponibile su console dal 22 settembre, mentre la versione PC la cui analisi è proprio qui nelle copiose righe a seguire è stata rilasciata in questo mese di dicembre. Ebbene, vi starete chiedendo: qualche novità, qualche cambiamento? In verità c’è ben poco da aggiungere rispetto alla nostra recensione iniziale. Abbiamo quindi deciso di focalizzarci sulle caratteristiche tecniche del gioco e sul rapporto qualità graficaframerate, oltre che su aspetti quali le emozioni che un titolo del genere può regalare, anche dietro il piccolo schermo del vostro computer. Senza ulteriori indugi, la nostra postazione di prova è stata un Intel Core Duo E6750 @ 2.66 Ghz, con 4 GB di Ram e una scheda video Nvidia GeForce 8800 GTS 512MB - sistema operativo Windows XP -. Settando tutti e ribadiamo tutti i parametri al massimo, eccezion fatta per la risoluzione fissata a 1280 x 720 (comunque ideale) e per il multisampling a 4X (andando oltre le prestazioni calano drasticamente), la nostra Mitsubishi ha sempre corso costantemente intorno ai 35 FPS, con rallentamenti sporadici nelle situazioni più concitate. Roba di poco conto signori, perché il valore grafico dell’opera di Codemasters è palesemente eccezionale, come potete constatare. Se dovessimo scegliere l’elemento tecnico più riuscito diremmo senza esitazione il sistema di illuminazione. E’ incredibile come sfrecciare sulle sabbiose discese del Marocco, nella calda California o nelle lussuose piste Giapponesi abbia come comun denominatore un gioco di luci magistralmente architettato tramite lens-flares, HDR, e ombre curate e al loro posto. Medaglia di legno invece per i piccoli dettagli, nello specifico alcune textures più sottotono di altre, come quelle degli pneumatici e del pubblico, o alcuni effetti particellari come l’aria deformata dal calore – poteva essere realizzata ancor meglio – In generale però, il tasso grafico di DiRT 2 è allucinante: paesaggi meravigliosi a folli velocità, l’alternarsi di pozze d’acqua e fanghiglia, sabbia e asfalto, erba e sterrato, e il bagliore del sole sulle altre macchine sono uno spettacolo impagabile.
Step 2: proviamo il gioco con Windows 7. Le DirectX11 e lo Shader Model 5.0 aprono letteralmente le porte del paradiso. Se avete un PC all’altezza, aspettatevi una visione celestiale. Non aggiungiamo altro.
Dave Mirra, il mio migliore amico in Colin McRae Dirt 2
VGNetwork, il nome dato al nostro alter ego, a fine tour mondiale ha un sacco di amici, campioni di rally realmente esistenti che fanno la loro brava comparsa nel gioco. La struttura è quella già vista su console, ovvero si inizia con una Subaru nella media e pochissime gare a disposizione per poi sbloccare molto velocemente tutta una serie di nuove locations, mostri della strada, sfide, possibilità, gare come gli X Games e quant’altro. Se avete letto la recensione della versione console, sapete già di cosa stiamo parlando, c’è ben poco da dire. Il menu, ambientato di fatto nella nostra roulotte, è chiaramente realizzato per comandi tramite gamepad, tant’è vero che il mouse, in DiRT 2, non va neanche sfiorato. Chiaramente consigliato dunque l’uso del controller Xbox 360 anche su PC, o comunque di un pad ergonomico. Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio, le 4 frecce direzionali svolgono un buon lavoro, ma dosare l’accelleratore con il trigger di un buon controller non è minimamente comparabile all’uso di un tasto che non ha nessun livello di profondità. Inoltre, come saprete, a seconda del livello di difficoltà selezionato (Codemasters ha sfornato un titolo per tutti, campioni della strada e “automobilisti della domenica”) fra i tanti disponibili, saranno pronti all’uso in ogni gara più o meno flashbacks, e ancora, sfruttare un controller si rivela molto più naturale e fluido anche in tale circostanza piuttosto che usare la tastiera e spezzare eccessivamente il ritmo dell’azione. Ci teniamo a fare una precisazione, comunque. Usare il Rewind non è "barare". Giocando ve ne accorgerete, il flashback fa parte della sfida. Sta a noi pianificare la gara decidendo ad ogni errore se vale la pena di sprecare un prezioso rewind…è veramente dura mantenere la concentrazione a livelli massimi a velocità tanto elevate, uno sbaglio ci può stare, ed è più che corretto da parte di Codemasters mettere a disposizione una simile scelta, oltre ovviamente al canonico reset della posizione della macchina. Non vi preoccupate, nelle ultime gare e ai livelli di difficoltà più avanzati potrete rimpiangere di non averne avuto un altro, di rewind. La frustrazione ad ogni modo non fa parte dell’esperienza offerta, che anzi grazie a qualche formula magica tende invece a coinvolgere e ad installare nella testa del giocatore la voglia di un’altra, ultima corsa: molte volte alcune gare sembrano impossibili, mentre bisogna semplicemente assimilare la pista, imboccare qualche scorciatoia disposta qua e là e, perché no, giocare sporco e di sponda con gli avversari. Purtroppo l’IA, eccezion fatta per il livello di difficoltà massimo, tende a subire e a comportarsi prevedibilmente. In più, non c’è presenza di penalità per i comportamenti scorretti; quanto al sistema di danni, esso tende generalmente a colpire le ruote e a non far andare perfettamente dritta la vetturapick up, nulla che non si possa gestire con un po’ di esperienza. Solo nelle collisioni più serie la gara ha termine – ma si può sempre usare un flashback – per rottura del veicolo. Il sistema di danni non ci ha convinto neanche sul lato estetico in realtà, risultando appena abbozzato e poco ispirato. Inoltre, è una grave mancanza della versione PC l’assenza di un replay a fine gara, che invece avrebbe deliziato il giocatore mostrando quanto è stata appassionante la corsa vista da una nuova visuale. Peccato.
In definitiva
Colin McRae DiRT 2 PC è un prodotto estremamente valido, calibrato nel gameplay e curato eccezionalmente nel lato audio-visivo. A conti fatti, la presenza degli achievements per il profilo LIVE pareggia la versione Xbox 360, mentre la possibilità di giocare su Windows Seven lancia direttamente questa versione PC sul gradino più alto del podio, a patto di avere un hardware all’altezza e un buon controller. Rally, Raid, Rally Cross sono solo alcune delle gare offerte da DiRT 2, sia in multigiocatore online che in singolo. E’ l’Off-Road ai massimi livelli, forse non di realismo, ma di divertimento senza dubbio.