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Craft of Gods

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5.5
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Recensione Craft of Gods  Scritto da: Daniel "Dà" Litewczuk | Data: 2010-08-26

Un "nuovo" MMORPG è arrivato. Ne sarà valsa la pena?

Stavolta, è un'esordiente software house russa ad arricchire le fila del genere MMORPG. Craft of Gods è il primo lavoro di Cyberdemon, e si inserisce nella tradizione RvR (realm vs realm), dove il giocatore è tenuto a scegliere tra due fazioni opposte, combattendo in un conflitto epico ed altisonante. Ancora una volta, la lotta è tra bene e male, tra il “Kingdom of Light” ed il “Reign of Darkness”, rielaborati in una salsa molto fantasy e che, per esplicita intenzione degli autori, si ispira alla mitologia slava. Certamente una scelta interessante ed originale, per lo meno differente dal classico insieme di nani, elfi ed orchi. Diamo un'occhiata a questo nuovo (Promettente? Rivoluzionario?) MMORPG.

Un conflitto millenario

Si incomincia, come sempre, prendendo posizione nel conflitto. Sia nell'esercito del male che in quello del bene, fanno la loro comparsa gli umani, seguiti da altre quattro differenti razze, due per fazione: i Velet (giganti dalle altre montagne, potenti nel corpo e puri nello spirito) ed i Hyperborean (una sorta di orsi umanoidi) per il bene,i Voldkodlaki (inquietanti uomini-lupi caratterizzati da un pallore molto accentuato) ed i Dyagv (molto simili agli orchi della tradizione fantasy, estremamente longevi ed attaccati al loro luogo natio) tra le fila del male. Anche il lore è discretamente curato, sebbene un po' confusionario: in origine vi fu Rod, un essere superiore che fuggì dalla prigione primordiale dell'oscurità tramite le proprie arti magiche e creò i tre mondi di Jav, Prav e Nav. Dal suo spirito divino si originò il padre celeste Svarog. A questi antefatti, segue una versione poco cristiana del mito della creazione, dove Svarog e Rod generano il cielo (sostenuto da 12 colonne), l'acqua e tutte le altre meraviglie che possiamo ammirare in-game. Il conflitto, motore del gioco, prende piede con la nascita del “Grande Serpente Nero”, fuoriuscito dal buio abissale che originariamente intrappolava Rod. Egli vide il paradiso creato da Svarog e decise di imitarlo, ma in lui fu visto il male dalla belva Semargl (fedele servitore di Svarog), e così il bene si mosse per contrastarlo. Preoccupato dalla nascita del conflitto, Rod divise il mondo in due parti (Avi e Navi), per ospitare rispettivamente il padre celeste ed il nero serpente. Essi non si fecero scoraggiare, crearono le proprie rispettive armate e si mossero guerra l'un l'altro, dando vita allo scenario che ci accompagna durante la nostra esperienza di gioco.
È certamente lodevole che gli sviluppatori si siano lasciati alle spalle il classico corpus già usato ed abusato per molti RPG e MMORPG in passato, cercando di creare qualcosa di proprio (sebbene alcuni tratti della narrazione somiglino molto ad altri RPG passati, in particolare la mitologia della saga di Gothic), e questo fa onore al gioco, sebbene, approfondendo il lore di Crafs of Gods, ci si accorga che forse manca di quella forza e di quel carattere necessari per fare la storia del fantasy interattivo.

Le 14 scuole d'abilità

All'inizio del gioco non avremo classi da scegliere. Dovremo orientarci tra le differenti scuole, che nel corso del livellamento potremo portare a livelli più avanzati. Ciò significa che dapprima apprenderemo le abilità più elementari, ed in seguito otterremo dei punti da spendere come meglio riterremo. Le classi sono di diverso genere, molto numerose e variegate: ci sono quelle di stampo magico/elementale (la magia del fuoco, dell'acqua, del fulmine e via dicendo), i più classici archetipi melee (berserk, arciere, combattimento ravvicinato...) ed ovviamente altri elementi immancabili in un MMORPG, come il curatore, l'evocatore e cosi via. Da notare che si può personalizzare il proprio stile di gioco apprendendo fino a due abilità più la metà d'una terza. Un'interessante novità, che certamente garantisce un ampio margine di libertà al giocatore di Craft of Gods. Chi è abituato a muoversi tra rogue e guerrieri potrebbe rimanere spiazzato da questo sistema che consente di essere al contempo un healer (ovvero un giocatore che si prende cura di tenere in vita e guarire i propri membri del gruppo) ed un dps (damage-per-second, giocatori invece il cui scopo è quello di combattere).
Il gameplay non differisce molto dal canone del genere. Avanzando nella scuola che abbiamo scelto, apprenderemo nuove skill che, tramite le quickbar, saremo capaci di scegliere in combattimento.

L'artigianato e l'economia

Come in ogni MMORPG che si rispetti, anche qui possiamo dilettarci, oltre che uccidendo mostri e combattendo in PvP (player vs player), producendo oggetti. Si tratta del cosidetto crafting (dall'inglese: artigianato), l'abilità di creare (a seconda della professione che sceglieremo, tra le 8 disponibili) armi, armature, accessori e via dicendo. Il sistema non è tra i più originali, se non per il fatto che luogo e tempo influiscono, sebbene limitatamente, sulle qualità del prodotto finito (anche se questo sistema sembra ancora molto oscuro). Ovviamente, è anche possibile usufruire personalmente dei prodotti finiti, ma non manca la possibilità di venderli all'asta per arricchirsi. Se si è stanchi di raccogliere materiali o uccidere mostri in continuazione per pagarsi il pane quotidiano, si può passare del tempo con i minigiochi implementati all'intero del gioco, che sono stati descritti come “metodi alternativi per fare soldi”: backgammon, caccia al tesoro e persino razzia di carovane.

Il mondo al tuo servizio

In passati MMORPG, alcune classi erano capaci di addomesticare degli animali, piegandoli al proprio servizio. In Craft of Gods, questa possibilità viene offerta a qualsiasi giocatore sin dai primi minuti di gioco. Non stupitevi, quindi, se vedrete altri personaggi cavalcare ragni giganti, mufloni o addirittura pipistrelli. A detta degli sviluppatori questa feature tornerebbe utile a muoversi rapidamente “nell'enorme mondo di Craft of Gods”. Ed infatti, una volta che si è presa confidenza con le meccaniche e con il gameplay, quel che resta da esplorare in un MMORPG è il mondo di gioco, laddove ai giocatori viene fornita la libertà di agire ed interagire. Il mondo di gioco è suddiviso in 25 vaste aree, dove si mescolano PvP e PvE indistintamente. Tuttavia, a dispetto di chi potrebbe aspettarsi dalla mitologia slava degli spunti di design eccezionali, non c'è nulla che rende realmente “inedito” il mondo di Craft of Gods. Un pro per chi è affezionato agli scenari tipici da MMO, dalle praterie incontaminate alle lande ghiacciate. Un contro per chi si aspettava un qualcosa di meglio.

In alternativa a Craft of Gods
Aion: Assault on Balaurea Aion: Assault on Balaurea

La prima espansione del riuscito Aion, in uscita a breve. Tante novità succulenti per un prodotto che, già di suo, emoziona e diverte.
Il commento dell'autore su Craft of Gods
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Daniel "Dà" Litewczuk

Tirando le somme, è quantomeno apprezzabile il tentativo di Cyberdemon di creare un gioco minimamente originale anche solo con le scarse risorse di cui all'evidenza potevano usufruire. Non aspettatevi un motore grafico colossale, e – cosa comune a tutti i MMORPG di questa generazione – alcuna rivoluzione epocale. Chi ha speso abbastanza tempo in questo genere di giochi, non vedrà nulla di nuovo in Craft of Gods. D'altronde, è ben noto che la vera forza di un gioco online non siano le meccaniche o la grafica, bensì la community: quando questa viene a mancare, non c'è nulla che possa compensare. Al contrario, quando in qualche modo il gioco riuscirà a calamitare un sufficiente numero di persone, si può star certi che non ci si annoierà. Purtroppo, al giorno d'oggi il grosso dell'utenza è riservato ai MMORPG più pubblicizzati, quindi un lavoro modesto come Crafts of Gods non può fare altro che raccogliere le briciole.


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Pregi del gioco

La mitologia slava ha un sapore abbastanza godibile

Alcuni elementi di novità che potrebbero risultare azzeccati
Difetti del gioco

Nulla che realmente distingua il gioco dalle produzioni concorrenti

Dubbi sulla longevità del gioco: oltre il lancio, quanto durerà la vita della “community”?

Pagella del gioco
Voto grafica
5
Interfaccia classica, grafica abbastanza legnosa, non al passo coi tempi. Design non dei migliori.
Voto sonoro
5
Colonna sonora molto anonima, poche tracce.
Voto giocabilit
6
Buon numero di classi, skill ed abilità. Qualche minigioco interessante e potenzialmente divertente.
Voto longevit
4
Il gioco offre troppo poco perché possa intrattenere a lungo, stufa rapidamente e diventa ripetitivo.

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