Divinity: Original Sin

Scommettere sulla tradizione
Scritto da Mail@ KableGameril 17 luglio 2014
Divinity: Original Sin Recensione

Che quello degli RPG sia un mondo in cui, costantemente e nelle più variegate sfaccettature, le infamie si alternano alle lodi, non c'è ombra di dubbio. Quello dei giochi di ruolo di stampo occidentale, in particolare, si configura a tutti gli effetti come un universo sconfinato costituito da una moltitudine di produzioni che non di rado finiscono nel dimenticatoio videoludico vista la mancanza di mordente soprattutto sui giocatori di vecchia data. Tra questi ultimi in particolare, resi dall'esperienza di svariati anni più esigenti nonchè più attenti alla profondità e complessita dei contenuti di un titolo RPG, vige, ormai da tempo immemore, quello che potremmo tranquillamente definire un paradosso nostalgico. Non sono pochi, infatti, i giocatori di lungo corso che, pur trovandosi in pieno periodo next gen e, quindi, di mirabolanti evoluzioni grafiche, si dichiarano sovente insoddisfatti circa l'effettivo livello qualitativo dei titoli RPG in circolazione, finendo per volgere il proprio sguardo ai fasti del passato in un perenne ritorno alle origini. Saghe dai nomi altisonanti come Baldur's Gate hanno finito con l'imprimere un ricordo così profondo ed indelebile nelle menti dei puristi del gioco di ruolo che questi ultimi difficilmente e spesso, è giusto sottolinearlo, anche a ragione, riescono a trovare qualcosa che si accosti anche minimamente alla grandezza dei classici o che perlomeno li lasci ben sperare. Significativo a tal proposito è anche, ad esempio, il fatto che all'interno di una serie tutt'ora di enorme successo come quella di The Elder Scrolls il titolo più amato dai fans non sia il più recente Skyrim, ma quel prodigio chiamato Morrowind il quale, oltre a rappresentare una pietra miliare del genere, è rimasto tutt'ora insuperato dai suoi fratelli minori, sia dal punto di vista contenutistico sia per quanto riguarda il supporto della community. Per riassumere il tutto: si stava meglio quando si stava peggio. Viene da chiedersi, però, se in questi tempi di rapide evoluzioni videoludiche sia davvero ancora possibile e soprattutto auspicabile sperare nell'arrivo di un titolo che, pur rifacendosi strettamente alla lezione del passato, sia in grado di dare nuova linfa ad un mondo non di rado a corto di idee. La risposta a tale interrogativo sembra essere più che affermativa e ci viene offerta da Larian Studios che con il suo Divinity: Original Sin, RPG in terza persona con classica visuale isometrica, ha deciso di scommettere sulla tradizione venendo abbondantemente premiata dal pubblico sin dall'approdo del suo progetto su Kickstarter.

IFrame


Una storia da ricordare

E' chiaro che al centro di ogni RPG che si rispetti deve esserci una trama capace di trasportare emotivamente i giocatori all'interno di un mondo totalmente nuovo ed inesplorato. Forse è proprio per questo che molti continuano a guardare al passato e cioè a quando le storyline erano talmente coinvolgenti ed imprevedibili che difficilmente sarebbero state dimenticate. Divinity: Original Sin pone tale modo di narrare alla propria base catapultando i giocatori all'interno di Revellon, un complesso open world in continuo movimento ed evoluzione. Nei panni dell'eroe di turno ci ritroveremo nella città portuale di Cyseal per indagare sulla morte di un funzionario. Da queste prime battute prenderà il via una trama che tra intrighi, cultisti, necromanti, assalti di orde di orchi si presenterà sin dal principio ricca ed articolata. Una storia, quella di Divinity: original Sin, che si svilupperà attraverso un gran numero di quest principali e secondarie davvero diverse tra loro e quasi mai scontate a differenza di quello che accade in altri RPG dove spesso ci si imbatte in quest ripetute all'infinito per il semplice riempimento del mondo di gioco. Un'esperienza, in definitiva, davvero appagante che sarà capace di tenerci impegnati per più di 80 ore di gioco visto che per il solo completamento dell'area di Cyseal, corrispondente a circa un quarto del totale, saranno necessarie all'incirca 20 ore. Se a tutto ciò aggiungete la possibilità offerta dall'editor presente nel gioco ci creare contenuti nuovi ed originali condivisibili in rete potete ben comprendere che la longevità, uno dei punti di forza di ogni gioco di ruolo che si rispetti, si attesta già ai massimi livelli.


Questione di personalità

All'inizio del gioco ci verrà chiesto di creare il nostro alter ego, anzi a voler essere precisi i nostri alter ego. Si, perchè in Divinity: Original Sin saremo chiamati a guidare non uno bensì due personaggi iniziali a cui potremo dare le sembianze che più ci aggradano attraverso un buon numero di varianti di personalizzazione. Al di là della classica scelta del sesso e dei tratti somatici e fisici, a colpire sono principalmente le possibilità offerte dalla varietà di classi disponibili in quanto accanto ai classici fighter, wizard, rogue e cleric, troveremo anche classi ibride e meno convenzionali come lo swordmage, che alterna incantesimi e fendenti di spada, il wayfarer, una sorta di ranger dotato di poteri druidici e lo shadowblade, assassino che che sfrutta a proprio vantaggio i poteri delle ombre. In effetti avremo a nostra disposizione un buon roster di classi tra cui scegliere e se a questo aggiungiamo il fatto che sarà possibile personalizzare sia le stats sia le tre skills assegnate automaticamente al proprio personaggio al momento della scelta del suo ruolo, viene da sè che le scelte tattiche offerte fin dalla schermata di creazione sono illimitate. Divinity: Original Sin, come detto ad apertura di articolo, si propone di rifarsi esplicitamente alla tradizione del gioco di ruolo e coerentemente con tale scelta avremo anche la possibilità di stabilire fin da subito un peculiare tratto della personalità dei nostri due eroi. È chiaro, quindi, che l'elemento ruolistico avrà un'importanza fondamentale nel corso della nostra avventura al punto che dallo sviluppo della personalità dei due personaggi dipenderà anche lo svolgimento della stessa storyline. A tal proposito, infatti, rivestono un'importanza fondamentale i molteplici e mai scontati dialoghi presenti all'interno del gioco, i quali, grazie alle numerose possibilità di interazione offerte, contribuiranno in maniera per nulla marginale alla crescita del nostro alter ego e potranno anche divenire la causa scatenante di alcuni decisivi eventi, come l'entrata nel nostro party di un nuovo personaggio o l'aiuto inaspettato di un qualche NPC con cui siamo riusciti ad intrecciare buoni rapporti. In definitiva nulla sarà mai scontato nel corso del nostro viaggio e grazie alla grande varietà di quest e dialoghi la sorpresa sarà sempre dietro l'angolo, il tutto a vantaggio del coinvolgimento del giocatore e della rigiocabilità del titolo.


Conoscere ciò che ti circonda

In un mondo che si presenta così vasto ed articolato come quello di Revellon, l'esplorazione inevitabilmente finisce con il rappresentare uno degli aspetti imprescindibili del gameplay. Larian Studios anche da questo punto di vista non si è risparmiata ed ha riservato una cura maniacale al fattore esplorativo del gioco portando l'interazione con l'ambiente circostante ai massimi livelli. In ogni zona saranno, infatti, presenti un gran numero di elementi ambientali che potranno essere sfruttati a nostro vantaggio ed, anzi, in molti casi, il corretto utilizzo di molti di essi sarà indispensabile per proseguire nella nostra avventura. Casse e barili, ad esempio, potranno essere spostati per consentire il passaggio dei nostri eroi lungo una strettoia altrimenti bloccata e nascosta oppure potremo, forza del nostro alter ego permettendo, addirittura tentare la rottura di bauli e ceste riuscendo comunque, anche in mancanza dell'apposita chiave, a recuperarne almeno una parte del contenuto. A queste semplici interazioni se ne affiancano di più complesse come ad esempio quelle riguardanti trappole o zone pericolose. L'importanza che rivestono le trappole ed il loro relativo disinnescamento è testimoniata anche dal fatto che tra le stats livellabili di ogni eroe è presente la Perception (Percezione) che corrisponde alla sua capacità di rilevare eventuali pericoli presenti ed i marchingegni ad essi collegati. Si va dalle semplici trappole a pressione che potranno essere attivate da posizioni di sicurezza ponendo un vaso sull'apposita piastrella fino ai bauli esplosivi che una volta scoperti potranno essere messi fuori uso da un grimaldello. In Divinity: Original Sin l'interazione è talmente profonda e complessa da riguardare anche il modo in cui i diversi elementi naturali come aria, acqua e fuoco si combinano tra di loro. Per superare determinate aree in maniera sicura sarà necessario, infatti, affinare le nostre capacità di osservazione e di ragionamento in modo da uscirne indenni. Trovandosi, ad ad esempio, di fronte ad un pavimento ricoperto dalle fiamme sarà meglio andare in cerca di barili contenenti acqua che potranno poi essere distrutti nelle vicinanze del fuoco in modo da proseguire tranquillamente nella zona successiva. È chiaro che l'esplorazione non rimarrà un aspetto marginale o persino noioso, fungendo da semplice intermezzo ai combattimenti come spesso ormai accade, ma sarà una parte integrante del nostro viaggio che, visti i numerosi pericoli presenti, sarà meglio non affrontare con superficialità.


L'arte della guerra

Arrivati a questo punto non ci resta che affrontare l'argomento più scottante: il sistema di combattimento. Lasciateci dire che con ogni probabilità il combat system di Divinity: Original Sin rappresenta l'aspetto meglio riuscito del gioco, il solido nucleo centrale di un prodotto già di per sè di ottima fattura. Si tratta per la precisione di un sistema di combattimento a turni molto dinamico che lascia spazio ad un grande pianificazione strategica. Un semplice sguardo generale ai primi scontri basterà a farvi comprendere che si tratta di un sistema che mira a fondere tra loro nuove meccaniche con le regole di combattimento dei classici giochi di ruolo, persino di quelli da tavolo. Come già detto ogni scontro sarà articoltato in turni all'interno dei quali gli eroi a nostra disposizione, i due principali più quelli in seguito entrati a far parte della nostra squadra, avranno la possibilità di compiere un determinato numero di manovre a seconda degli Action Point in loro possesso, ossia dei punti azione rappresentati da sfere verdi sopra la propria barra di stato che si ricaricheranno ad ogni turno. Spendendo questi ultimi sarà possibile realizzare diverse azioni, ognuna caratterizzata da un diverso costo e da un diverso cooldown a seconda della potenza, come muoversi ed attivare determinate abilità. Non sarà obbligatorio utilizzarli tutti in un singolo round, ma potrete semplicemente terminare il vostro turno quando lo riterrete più opportuno. Nel corso degli scontri sarà, inoltre, fondamentale porre attenzione a dove far terminare il movimento ai vari personaggi visto che il sistema di combattimento adotta anche regole relative ad attacchi ad area, alla linea di visuale per quanto concerne gli attacchi a distanza e sarà possibile persino eseguire attacchi di opportunità, un pò come accade in D&D, nei confronti dei nemici che sciaguratamente si allontaneranno dal corpo a corpo con un personaggio in prima linea per andare a colpire le nostre retrovie. Inoltre, così come durante la fase di esplorazione, avremo la possibilità sia di interagire con gli oggetti circostanti, come ad esempio lanciando una candela verso dei nemici incautamente stanziati presso dell'olio infiammabile, sia di combinare tra di loro attraverso gli incantesimi i diversi elementi dando vita a combinazioni sempre più sofisticate. Considerando il numero illimitato di azioni disponibili, grazie alla presenza di più di 180 skills diverse senza considerare poi gli incantesimi lanciabili sia dai personaggi incantatori sia attraverso l'utilizzo delle importanti pergamene magiche, non c'è dubbio che avrete solo l'imbarazzo della scelta nell'impostazione di ogni singolo scontro e nell'elaborazione del vostro personale stile di combattimento.


Un grande amore per i dettagli

Il gioiello creato di Larian Studios brilla notevolmente anche dal punto di vista tecnico presentando uno stile unico e facilmente riconoscibile. Atmosfere cupe e situazioni scanzonate, toni drammatici e spunti ironici, serio e faceto, si intrecciano mirabilmente nel pieno stile della casa di sviluppo dando vita ad un open world vivo e mai scontato per l'intera durata dell'avventura. Il lavoro svolto nella rifinitura dei dettagli delle lande di Revellon è davvero notevole e degno di ammirazione soprattutto per quanto riguarda gli effetti di luce e la vegetazione costituita da steli d'erba in movimento e da alberi in cui ogni singola foglia appare nettamente definita. Un comparto artistico che si presenta, quindi, di prim'ordine e caratterizzato da colori vivaci ed intensi e da texture che presentano una buona qualità anche avvicinando la visuale di gioco. Non è da meno il comparto sonoro dove spicca una soundtrack costituita da un ricco numero di brani ispirati e capaci di esaltare le atmosfere delle innumerevoli situazioni di gioco che ci ritroveremo ad affrontare. Inoltre a rendere l'esperienza di gioco più totalizzante ed avvolgente contribuisce anche la presenza di numerosi effetti sonori come il cinguettio degli uccelli, il fruscio delle foglie, il vento, il crepitare del fuoco, e persino i sussurri ed i versi dei mostri che consentiranno ai più attenti di prevedere un imminente scontro. Unica pecca è la localizzazione, per il momento, nella sola lingua inglese, che unita ad un diario delle quest non di facile consultazione e privo degli indicatori di obiettivo presenti nei più moderni RPG, potrebbe generare qualche problema a chi ha poca familiarità con la lingua. Si tratta, comunque, di un solo difetto che finisce alla fine con il perdersi di fronte alla grande quantità e qualità dei contenuti di un titolo così ispirato. 


Speranza non vana

Divinity: Original Sin si presenta, in ultima analisi, come uno dei prodotti migliori nati dal crowdfunding e come una forte testimonianza di quanto il vecchio modo di fare RPG abbia ancora molto da dire e tanto potenziale da esprimere. Il titolo di Larian Studios è una vera perla che gli appassionati del genere farebbero meglio a non lasciarsi sfuggire per nessun motivo, una summa dei migliori elementi RPG in un perfetto equilibrio tra tradizione e modernizzazione, rifinita nei minimi dettagli ed impreziosita da un comparto tecnico di squisita fattura.Tutti i veterani avvezzi a guardare nostalgicamente ai fasti del passato possono finalmente rallegrarsi perché le loro preghiere sono state finalmente esaudite. 

COMMENTO
Mail@ KableGamer

Ho davvero poco da aggiungere a quanto già detto. Divinity: Original Sin è il titolo che tutti gli appassionati di RPG, soprattutto quelli di lungo corso, stavano aspettando. Ha davvero pochi difetti che finiscono inoltre per scomparire di fronte alla mole ed alla qualità dei contenuti presenti. I ragazzi di Larian Studios sono davvero riusciti a trovare un giusto equilibrio tra tradizione ed innovazione mescolando tra loro i migliori elementi RPG trasfigurati in una chiave più moderna. Ora scusatemi, ma è giunto per me il tempo di tornare su Revellon.

GRAFICA:8.5Comparto artistico di prim'ordine caratterizzato da colori vivaci ed intensi e da texture di ottima qualità.
SONORO:9Una soundtrack costituita da un ricco numero di brani ispirati e numerosi effetti sonori renderanno l'esperienza di gioco avvolgente.
GIOCABILITà:9Grande varietà di personalizzazione e sistema di combattimento solido e ben strutturato. Avrete solo l'imbarazzo della scelta.
LONGEVITà:9.5Più di 80 ore di gioco e la possibilità di creare sempre nuovi contenuti condivisibili in rete grazie all'editor. Non potevamo chiedere di meglio.
VOTO FINALE9
PRO:- Grande varietà di personalizzazione
- Sistema di combattimento profondo
- Interazione ai massimi livelli.
CONTRO:- Solo in lingua inglese
- Il diario delle quest non è di facile consultazione.
Baldur's Gate II: Enhanced EditionVersione rivisitata di una delle pietre miliari del genere.
The Elder Scrolls V: Skyrim ( PC )Un open world altrettanto vasto ed articolato targato Bethesda.
SCHEDAGIOCO
Cover Divinity: Original Sin

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