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Doom 2: Hell on Earth

Doom 2: Hell on Earth
Informazioni Doom 2: Hell on Earth
9.5
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Recensione Doom 2: Hell on Earth  Scritto da: Vincenzo "Vinz" Petrassi | Data: 2009-12-28

Seguito del leggendario DooM, un classico senza tempo.

 
Nel 1993 la ID Software realizzò uno dei videogiochi più famosi e criticati della storia: Doom.
Con questo titolo la celebre Software House si guadagnò il trono sulla produzione di FPS e, quando i rivali stavano producendo prodotti competitivi, la vediamo lanciare il seguito del suo capolavoro, Doom 2: Hell On Earth.Con un Hype alle stelle come quello dell’epoca, molti giocatori erano ansimanti di provare il nuovo gioco di id, ma il seguito di Doom divise ampiamente la critica.

Doom 2 fu considerato da molti come una semplice espansione del primo, poiché rimase intatto l’aspetto grafico e le meccaniche di gioco, ma a differenza del precedente vediamo implementati nuovi mostri, un level design più vasto e altro. D’altronde, il titolo all’uscita ebbe giudizi più che positivi, forse per l’hype o forse per altri più “giusti”, ma ciò non toglie che per spiegarvi bene il tutto è necessario analizzare ogni cosa con cura.
 
<<Una nuova battaglia da portare avanti!>>

Il marine senza nome, conosciuto anche come “Doomguy”, ha combattuto strenuamente su Phopos e in seguito su Deimos, e dopo aver portato a termine le estenuanti battaglie torna finalmente a casa, sulla terra.
tutto sembra a posto per una lunga vacanza, ma non è così!
La terra è diventata anch’essa un campo di battaglia tra forze infernali e terrestri, che si ritrovano decimati e obbligati a fuggire via tramite il porto spaziale che, però, è stato occupato anch’esso dalle orde infernali.
Il protagonista si ritrova così a dover combattere per liberarlo…

Un immagine del primo livello di gioco.
Tutto sembra invariato.

Quando spariamo di continuo l'espressione del nostro
marine si fa goduriosa.


Doom 2 inizia esattamente dove finiva il primo e si ambienta in trenta livelli (di cui due segreti) fino allo scontro con un boss finale degno di questo nome.
Come sempre, questi accenni sono tutti raccolti all’interno del manuale e durante il gioco solo poche volte si assiste a messaggi che narrano l’avanzamento degli eventi. Tuttavia, il gioco non è diviso in capitoli da scegliere a piacimento, ma è un'unica lunga campagna senza interruzioni e senza la perdita di armi e munizioni (nel primo si poteva scegliere a piacimento quale dei tre capitoli cominciare per primo, ritrovandosi sempre con la semplice pistola).

<<Running from evil>>

La prima cosa che si nota in Doom2: Hell On Earth, è la presenza di nuovi demoni pronti a farci a pezzi.
I primi che s’incontrano sono i Commando armati di mitragliatore. Questi sono degli avversari molto temibili dalla lunga distanza per via dell’alto volume di fuoco capaci di sprigionare, risultando pericolosi se in gruppo.
Di seguito incontriamo gli Hell Knight, una versione depotenziata dei Barons of Hell, che conservano sempre l’aspetto da minotauro, ma hanno un colore più chiaro e una resistenza assai minore ai colpi (e sono un vero toccasana vista la pericolosità dei fratelli maggiori).

Il commando armato di Chaingun fa
moltissimi danni in poco tempo!

L'hell Knight è sicuramente più malleabile
del fratello maggiore.

Diamo un benvenuto anche agli Arachnotron, ragni meccanici che sembrano dei fratelli minori dello spider master mind. A differenza del fratello monumentale, questi hanno una difesa minore, ma ci bersagliano con sfere d’energia continue. Inutile specificare la loro pericolosità!
Continuando intravediamo un tipo davvero particolare. Da lontano sembra debole, ma stranamente notiamo che ci lancia dei razzi capaci di inseguirci... questo è il Revenant. Riesce a farsi rispettare per le proprie peculiarità quali il lancio di missili intelligenti, da evitare nascondendosi dietro qualcosa, e per i loro pugni dalla distanza ravvicinata.
Ora è il turno del Pain Elemental (che letteralmente significa “dolore elementale”). Questa creatura marrone, dai rossi occhi e capace di volare, genera continuamente delle Lost Soul (i demoni volanti a forma di teschi) fino a un massimo di venti. Uccidendolo ne genera tre d’un colpo ed è molto pericoloso per via di questo continuo procreare (prima si uccide e meglio è!).
Al penultimo posto c’è il Mancubus. Un corpulento demone marrone, dall’aspetto grasso, che ha impiantato due cannoni nelle braccia. Hanno un’alta resistenza e sparano tre colpi infuocati per volta capaci di provocare danni ingenti.
All’ultimo posto c’è l’Arch Vile, un possente demone bianco (sembra un cadavere) molto resistente ai colpi e capace di provocare danni altissimi col suo colpo. Per colpirci deve per prima cosa averci sotto d’occhio, dopodiché crea un aura infuocata intorno a noi e carica una sorta di kamehameha lanciandoci alcuni metri lontano. L’unico modo per batterlo è colpirlo quando comincia a caricare il colpo e nascondersi dietro qualcosa prima che ci riesca.

 

 Quello lì in alto è un Mancubus.
Da lontano è più inoffensivo!

 Solo perchè è più piccolo dello SpiderMastermind
non significa che questo sia più docile!

Qui finisce la lista dei nuovi arrivati, a parte il boss finale che preferiamo farvi scoprire da soli.
La nuova carne da macello, ovviamente, è molta sia come quantità che come originalità e non avremmo potuto chiedere di meglio visto che di Imp e vari zombie ne abbiamo abbattuti fin troppi!

Stesso discorso, però, non possiamo farlo per le armi che rimangono le stesse, a parte l’introduzione di una nuova compagna, la Doppietta!
Questo gingillo utilizza due cartucce per volta e infligge danni molto alti oltre a provocare una rosata molto più ampia del fucile a pompa.

La doppietta in tutta la sua sfavillante potenza!
Ha lo stesso effetto di una cannonata. credeteci!

 Il revenant può colpirci da vicino con dei forti cazzotti e lanciarcimissili che ci ricercano da lontano.


<<Un engine rimasto invariato>>

Doom 2 utilizza lo stesso engine della precedente incarnazione senza nessuna modifica sull’aspetto tecnico, pertanto, il vero cambiamento si nota a livello di level design e cura degli sprite 2D.
I nuovi livelli di gioco sono molto più vasti e articolati, e richiedono un’esplorazione più accurata del precedente per venirne a capo. Alcuni di questi livelli difficilmente li dimenticherete (come non citare la maledettissima cittadella?).

La modalità Berserk potenzia i nostri pugni
come se fossero colpi di bazzoka!

 Non mancano elementi lugubri e disturbanti,
come i nostri commilitoni appesi e smembrati.


I nuovi mostri, invece, godono di un design accattivante e ben congegnato. Il Revenant è uno dei più riusciti (soprattutto quando ci prende di mira), così come l’arch vile e tutto il resto dei nuovi arrivati, ma a parte questo, l’engine non ha avuto nessuna modifica e ciò è uno svantaggio, poiché la concorrenza presentò giochi poligonali come Descent o System Shock .

<<Il resto?>>

Il resto del gioco rimane invariato sia per il multiplayer sia per il gameplay generale. Ci si muove sempre con le frecce direzionali e si corre premendo, allo stesso tempo maiusc. Le porte e interruttori si azionano con la barra spaziatrice e si spara, e anche più di prima, con CTRL.
L’interfaccia è anch’essa invariata e il giudizio finale non può che essere discreto.
Lo stesso sonoro non ha ricevuto stravolgimenti, a parte i nuovi ruggiti ed effetti sonori dei demoni e un set di nuove musiche di qualità ad opera di Bobby Prince che ancora una volta si dimostra un ottimo compositore grazie all’ispirazione ricavata da una vasta gamma di brani metal che, il più grande ascoltatore, difficilmente non identificherà. i più bei brani? sicuramente Running from Evil, Getting too Tense, Waiting for Romero to Play, Countdown to Death, Bye Bye American Pie, Message For The Archvile, Adrian's Asleep ecc.

 

 

Abbiamo i Barons of Hell e un Cyberdemon.
Cerchiamo di ammazzarli o sfruttiamo un "trucchetto"?

 

 

Il Cacodemon è un avversario bello da vedere.
Anche le sue sfere d'energia rimangono fastidiose.

 
Possiamo classificare Doom 2 come una semplice espansione del precedente episodio, se vogliamo essere cattivi, ma il gioco d’id Software è qualcosa di più. Sarà per il design dei livelli molto vasto, per i nuovi demoni, per le straordinarie musiche, per la doppietta che è una gradita sorpresa, ciononostante Doom 2 è a tutti gli effetti una delle massime espressioni dell’FPS classico, duro e puro. Ha la sfortuna di ereditare un engine già utilizzato in precedenza senza stravolgerlo e migliorarlo più di tanto, ma non per questo si può bocciare.
Se amate gli FPS Doom 2 è un esperienza da fare, probabilmente il massimo esempio di Old Style firmato id.

In alternativa a Doom 2: Hell on Earth
Wolfenstein 3D Wolfenstein 3D

Il padre della serie Doom. Giocarlo è un obbligo se si vogliono conoscere le origini del genere.
Doom Doom

Un mito intramontabile. Un FPS che ha segnato l'infanzia di molti giocatori!
Il commento dell'autore su Doom 2: Hell on Earth
Avatar di Vincenzo
 
Vincenzo "Vinz" Petrassi
Dopo aver speso un gran mucchio di tempo sul primo, indimenticabile Doom, il secondo episodio fu per me qualcosa di molto “toccante”. Lo finii in un intero pomeriggio. Ricordo ancora il grandioso scontro finale e lo rigioco ancora oggi.

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Pregi del gioco

Nuovi mostri e un arma inedita!

Level design molto ben strutturato

Colonna sonora eccezionale
Difetti del gioco

Usa l'engine del primo Doom sostanzialmente invariato

potrebbe sembrarvi anche una semplice espansione...

Pagella del gioco
Voto grafica
9
Sostanzialmente invariato, può vantare un level design di prim'ordine e dei nuovi sprite più che apprezzabili.
Voto sonoro
9.5
Qualche nuovo effetto sonoro accompagnato da una straordinaria colonna sonora.
Voto giocabilità
9.5
Del tutto invariata dal predecessore come meccaniche, vanta un esplorazione più labirintica e impegnativa.
Voto longevità
9.5
Trenta livelli da assaporare in tutta la loro, a volte eccessiva, complessità che sanno rubare moltissimi minuti. Poi c'è sempre il Deathmatch in LAN!

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