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Doom

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Recensione Doom  Scritto da: Vincenzo "Vinz" Petrassi | Data: 2009-12-16

La leggenda degli FPS ancora oggi vive sui nostri schermi. Ladies and gentlemen... Doom!

Dopo il grandissimo successo di Wolfenstein 3D , con il quale John Carmack e soci potevano vantarsi di aver delineato un nuovo genere, quello degli sparatutto in prima persona, i capi di id Software decisero di fare un grande salto dalle basi naziste al suolo marziano e iniziarono così lo sviluppo di quello che sarebbe stato uno dei più grandi avventi della storia dei videogiochi e quasi il simbolo della loro casa produttrice.

L’avvento della leggenda
 

La storica schermata iniziale

Nel 1993 un terribile terremoto scosse la terra, l’aria cambiò, e il mondo doveva tenersi pronto all’avvento di un qualcosa a dir poco rivoluzionario.
L’id Software produsse qualcosa di abominevole, che avrebbe rivoluzionato il mondo del gaming.
Signore e signori: “Doom”!

Il modo in cui questo gioco sconvolse tutto, sia per le sue innovazioni e sia per le idee, è molto particolare, così come tutte le critiche sulla violenza e presenza di simboli religiosi cristiani e satanici.
Doom stupì per la grandiosità del motore 3D su cui girava, per le scene cruente eccellentemente animate per l’epoca e fece nascere il boom storico dei Doom-clones.
Ben presto il titolo di ID divenne soggetto di culto e ancora oggi è molto apprezzato da moltissimi giocatori al mondo.

Inoltre, Doom divenne famoso per la distribuzione dei giochi in Shareware (la versione di gioco conteneva uno dei tre episodi giocabili e, come disse John Romero, “per vedere il resto compratevelo”), e si consta che questa versione sia stata giocata da oltre 15 milioni di giocatori

At Doom's Gate

Come noi tutti sappiamo i giochi di id non sono dei campioni di trama, ma puntano soprattutto sul divertimento e all’offrire ad altri sviluppatori engine grafici versatili e potenti.
La storia di Doom ci narra di un marine senza nome (che noi impersoniamo), comunemente denominato “Doomguy”, che è inviato su marte per prestare servizio presso l’UAC (Union Aerospace Corporation), dopo aver assalito un proprio superiore per avergli ordinato di aprire fuoco su dei civili.
Questo conglomerato industriale-militare svolge esperimenti segreti sui teletrasporti tra le due lune di marte, Demois e Phobos

Questa è la schermata dei livelli del primo capitolo,
situati su Deimos.

Un nostro povero commilitone
rimasto vittima dell'incidente...

Qualcosa va storto, però, e demoni invadono la base tramite portali demoniaci; la squadra di soccorso di cui facciamo parte viene decimata e rimane solo il protagonista come sopravvissuto.
Questa è la trama del primo episodio giocabile,” Knee-deep in the dead” (unico presente nella versione shareware), seguito da “Shores of hell” e “Inferno” e, naturalmente, nel gioco non assistiamo a scene d’intermezzo che la raccontano, ma è spiegata nel libretto di gioco; mentre il resto della narrazione è affidato a intermezzi scritti alla fine di ogni capitolo di gioco.

I sawed the demons

Il motore grafico di Doom, programmato interamente in C, da parte di Jonh Carmack, racchiude molte delle sue innovazioni sia a livello di level design che di effetti.
Dove Wolfenstein 3D era composto di soli labirinti, Doom mostrava un level design splendido, con livelli composti su più piani, con superfici ricoperte di texture mapping, e un’esplorazione quasi obbligata per ritrovare tutte le chiavi necessarie a proseguire.  Lo scenario è ricco di elementi inediti come scale, ascensori e interruttori che azionano eventi o modificazioni dello scenario. Inoltre, l’alternanza di luci spente e flash intermittenti, era parte integrante dell’atmosfera cupa del titolo, che sprigionava un sano elemento “horror” che lo rese molto vociferato; non a caso Doom è stato il primo a presentare illuminazione dinamica.

In questa zona, le luci hanno una
sinistra intermittenza!

Si noti qui la presenza dei luoghi posti su più livelli.

Oltre ciò, sono da nominare tutti i vari modelli dei mostri presenti, tutti disegnati e modellati da Adrian Carmack.Gli sprite presenti sono tutti in 2D, ed è un dato riconoscibile quando i cadaveri dei demoni abbattuti si orientano sempre verso di noi, in base alla nostra prospettiva e stessa cosa vale per oggetti dello scenario quali candelabri o bidoni esplosivi.
La cura nelle animazioni di questi, poi, è a dir poco maniacale, I morsi infertici dai Pinky Demon, il design delle armi, il caricamento del fucile e la camminata di un Baron of Hell, sono elementi incredibilmente espressivi.  Altro particolare grafico è la deflagrazione dei corpi di alcuni nemici quando soggetti ad esplosivi (razzi o bidoni appositi), infatti, rimangono di loro solo rimasugli organici nominati all’epoca, da Adrian Carmack, come “Gibs”.

 

La deflagrazione del barile esplosivo
ha investito dei nemici vicini.

 

Qui invece è stato il nostro Bazooka!

Ultimo asso nella manica è l’ambientazione. La base marziana infestata dai demoni è spaventosa e particolareggiata da strumenti elettronici, portelloni in acciaio, chiavi di sicurezza sottoforma di schede e sostanze tossiche sul terreno da evitare per non ricevere danni.

In seguito, il motore di Doom ha anche mosso altri grandi videogiochi come Heretic, Strife o Hexen, mettendo  in mostra le proprie potenzialità grazie ai suoi numerosi cloni.
Ma, il grande passo avanti è stato compiuto mettendo a disposizione il codice di gioco per la comunità. La creazione di migliaia di Wads da parte degli appassionati ha tenuto sempre in alto il nome di questo capolavoro che ancora oggi riceve omaggi in tutto il mondo.
Waltz of the demons

Le musiche, composte da Bobby Prince, furono commissionate da John Romero che gli passò dei brani Heavy Metal su cui basarsi. Infatti, i brani d’accompagnamento del gioco sono frenetici, lenti, tristi, cupi, spaventosi e angoscianti. Il brano del primo livello di gioco è ormai un classico nel panorama video ludico e la ost generale è ricordata da sempre come tra le più ispirate di sempre, anche perché, se ben ascoltati, i brani possono ricordarvi numerosi pezzi famosi. Qualche nome? Oltre a far affidamento ai titoli dei paragrafi ricordiamo: Hiding the secrets, Demons on the prey, Imtermission from Doom e The Imps Song.
Un vero capolavoro, non c’è che dire, così come gli effetti sonori.
Il ruggito dei demoni nemici o le urla di morte da parte dei soldati zombie sono realizzati in modo eccellente; il senso di angoscia che si sente nel sentire il tetro respiro dei soldati zombie o lo strano verso degli imp nelle vicinanze, magari in una stanza buia, rimane ancora oggi molto disturbante.
Menzione d’onore anche agli effetti delle armi, a partire dalla pistola al fidatissimo fucile a pompa, andando a finire alle armi futuristiche come il fucile al plasma e il BFG 9000.

The Demons from Adrian's Pen

L’elenco dei mostri di Doom è abbastanza variegato.
I primi a venirci contro sono gli zombie soldato armati di pistola, molto deboli, e in seguito quelli con corazza più pesante con tanto di fucile, più tosti da abbattere e pericolosi se in gruppo.
Dopo questi è il turno degli Imp: Esseri umanoidi dalla pelle marrone e armati di artigli e palle di fuoco. Possono attaccarci dalla lunga distanza con le loro sfere lente e facili da evitare, e da vicino danno abbastanza problemi. Sono sempre numerosi e molto frequenti.


 
Un nutrito gruppo di Imp e Soldati zombie!

L'incontro ravvicinato con il Pinky Demon fa il suo effetto! 

Dopo di loro abbiamo i Pinky Demon. Una sorta di tori dal colore roseo, in posizione eretta, che attaccano caricandoci addosso per morderci violentemente. Sono inoffensivi dalla lunga distanza, ma non bisogna sottovalutarli per la loro velocità.
Dei Pinky Demon troviamo anche una versione semi invisibile chiamata Spectre, che ha le stesse caratteristiche.
In seguito troviamo le Lost souls. Dei teschi volanti che ci attaccano venendoci incontro con un attacco violento, ma sono facilmente evitabili se attaccano dalla lunga distanza e, inoltre, la loro avanzata può essere fermata colpendoli.
Più in fondo sono posti i Cacodemon.  Sono esseri dalla forma tonda, volanti, ricoperti di scaglie rosse, dotati di un solo bulbo oculare e capaci di scagliare sfere infuocate molto dolorose, o morderci se vicini. Sono, pertanto, piuttosto resistenti e non bisogna lasciarli avvicinare troppo.
Alla terzultima posizione sono situati i Barons of Hell, dei potenti esseri bipedi simili a dei minotauri. Sono pericolosi dalla lunga distanza per via dei loro colpi infuocati e sia da quella ravvicinata per i loro pugni.
Alla penultima c’è il Spider Mastermind. Un enorme ragno meccanizzato caratterizzato dal suo grande cervello. Questo ci attacca da lontano con una potente mitragliatrice e per buttarlo giù bisogna sudare tanto, ma mai quanto il prossimo, il cyberdemon.
L’ultimo di questi, infatti, è l’avversario più forte del gioco. Ha le sembianze di un Baron of Hell gigante, per metà meccanizzato e con lanciarazzi installato sul braccio destro, con cui ci bersaglia con raffiche di missili letali.

On the hunt

Le armi di Doom sono otto, e tutte ben diversificate tra loro.
Iniziamo il gioco equipaggiati di pistola e dei nostri fidi pugni. La prima è ottima per la lunga distanza, ma è molto debole e utilizza proiettili. I pugni, invece, possiamo scordare che esistano salvo che non entriamo in modalità berserk potenziandoli (raccogliendo un particolare medikit grigio).
La terza che raccogliamo è il fucile a pompa che utilizza cartucce. Potente sulla corta distanza ma quasi inefficace da lontano, poiché lo sparo si disperde sempre più.

Un nugolo di soldati zombie possono
metterci molta difficoltà!

Da notare le zone poste su più livelli come
la fossa di riufiuti radioattivi dinanzi a noi

La quarta è la mitragliatrice a canne rotanti che sfrutta i proiettili della pistola (infatti, quando li finiamo non possiamo usare né una e né l’altra). Spara raffiche di proiettili ad alta frequenza ed è ottima contro i nemici lontani, specialmente se Imp o Zombies.
La Quinta è il lanciamissili, che utilizza i rari razzi. È molto potente e consente di uccidere più demoni con un colpo se vicini tra loro, ma è pericoloso sulla corta distanza per i danni che riceviamo anche noi. È utilissimo per il primo scontro contro i Barons of Hell!

La motosega sa farsi apprezzare,
a costo di stare TROPPO vicini ai nemici!

Il fucile a pompa sarà il vostro amico più fidato!

La Sesta è il fucile al plasma, che sfrutta delle biocellule. Lancia potenti colpi al plasma ad alta velocità ed è tra le armi più consigliate.
Settima e penultima arma è il leggendario BFG 9000. Uno strumento di morte dalla potenza indicibile, che utilizza quaranta unità di biocellule per colpo. La sfera d’energia uccide con un colpo solo quasi tutti i nemici (a parte il Cyberdemon e lo Spider Mastermind) e infligge altri tremendi danni a quelli nelle vicinanze.
Il BFG 9000 è un’arma divenuta leggenda presso id software (compare anche negli episodi di Quake) ed è spesso citata in moltissime opere tra le quali anche film. Inoltre, uno dei tanti significati dati al nome dell’arma è “Big Fucking Gun”, un nome che dice tutto!
L’ultimo strumento di morte rimasto è la motosega che sostituisce i pugni quando è raccolta. Questa infligge sempre più danni proporzionalmente al tempo che colpisce e, inoltre, intrappola l’avversario in una morsa da cui esce difficilmente, ma dovendo combattere corpo a corpo, porta a dei seri pericoli.

Un gameplay semplice ed efficace.

Eccoci alla descrizione del semplicissimo Gameplay di Doom. Il giocatore per controllare il marine utilizza le frecce direzionali, alle quali accompagna il tasto maiusc per accelerare la camminata (utile per superare velocemente gruppi di nemici senza essere colpiti, saltare da due sporgenze vicine o fuggire velocemente sulle sostanze tossiche), mentre per utilizzare oggetti e sparare con le armi premiamo la barra spaziatrice e il tasto CTRL. A tutto questo aggiungiamo una semplice interfaccia che ci visualizza la salute del nostro marine, con tanto di ritratto che cambia espressione in base ai danni riportati, le armi raccolte, le chiavi possedute (tra rosso, blu e giallo) e le munizioni di ogni tipo rimanenti.


Durante lo svolgimento del gioco, ciò che faremo di più è sparare contro tutti i nemici che ci vengono incontro e, all’occorrenza, girovaghiamo per i livelli alla ricerca delle chiavi o interruttori necessari per proseguire.
Una formula di gioco semplice, che alla lunga potrebbe annoiare le nuove generazioni che cercano maggiore interattività, ma per fortuna sono disponibili cinque livelli di difficoltà selezionabili, tra cui uno particolare: “nightmare”
quest’ultimo ci catapulta in un vero incubo, ove i nemici sconfitti tornano in vita dopo trenta secondi e, oltre a ciò, la loro potenza aumenta, così come la velocità.
 
They’re going to get you

Doom innovò anche nell’ambito multiplayer, poiché, fu il primo ad introdurre il deathmatch (termine entrato nel vocabolario dei videogiochi e creato proprio per Doom), la modalità in cui quattro giocatori, in LAN, si scontravano tra loro, e un'altra cooperativa.
Lo scalpore destato dal multiplayer del titolo fu tale che anche in uffici si organizzavano tornei tra impiegati, nelle scuole ecc.

VICTORY!

Globalmente, ciò che è stato recensito in queste righe è un autentica pietra miliare del genere FPS. Al di là dalle innovazioni a livello grafico e di gameplay, c’è da tener conto che fu con questo titolo che id conquistò il trono di software house regina dei FPS.
Jonh Carmack e Romero ci hanno regalato un gioiello unico, che ancora oggi è venerato come non mai grazie alla sua “eredità” e che trovò in un particolare seguito la sua continuazione.

In alternativa a Doom
Wolfenstein 3D Wolfenstein 3D

il precedente lavoro di id Software è ancora da giocare se si vogliono riscoprire le origini del genere!
Il commento dell'autore su Doom
Avatar di Vincenzo
 
Vincenzo "Vinz" Petrassi
La mia infanzia è composta per maggior parte di due cose: Doom e Goldrake. Devo dire qualcos’altro di più personale?

Stay Tuned on VGNetwork.it


 
Pregi del gioco

Ha dettato le basi al genere FPS

Comparto tecnico e sonoro eccezionali

Gameplay immediato
Difetti del gioco

niente da segnalare.

Pagella del gioco
Voto grafica
10
Livelli su più piani, sprite dei nemici ottimi, ambientazione riuscita e animazioni delle armi ben fatte.
Voto sonoro
10
Colonna sonora molto incalzante da parte di un Bobby Prince d'eccezione ed effetti sonori di alta qualità.
Voto giocabilità
10
esplorazione molto più varia di Wolfenstein 3D, più armi, più frenesia.
Voto longevità
10
Multiplayer in LAN che ha fatto storia condito da una campagna in singolo impegnativa e appagante.

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