Europa Universalis Rome

La grande strategia si gioca nella Roma antica
Scritto da Adriano "Leon" Virgilioil 17 agosto 2008
Europa Universalis Rome Recensione

È sufficiente osservare la confezione di Europa Universalis: Rome per farsi un’idea di ciò che troveremo al suo interno. Le dimensioni ed il peso sono superiori rispetto ad una scatola classica, e un conciso slogan situato nella parte in alto a destra ci fa capire che non siamo di fronte ad un prodotto qualsiasi: “alta strategia storica”, recita. Fortunatamente, dietro a tutte queste apparenti montature si cela un gioco effettivamente valido, anche se abbastanza complicato da metabolizzare: complesso, solido, intelligente, rigoroso, a volte poco intuitivo, esteso, appagante e rigiocabile fino alla sazietà. In parole povere, il titolo di Paradox non lascerà indifferente nemmeno il giocatore più esigente.

Prima di proseguire con questa breve prefazione, è necessario precisare, per coloro che non avessero mai sentito parlare di questa serie, che si tratta di un gioco di strategia che incorpora al suo interno varie situazioni e contesti politici, diplomatici, militari, tecnologici, religiosi ed espansionistici. Tutte queste fasi si sviluppano in un ambiente in real time, anche se potremo fermare il tempo in qualsiasi momento per poter prendere delle decisioni sagge e ben ponderate. 


Roma caput mundi

Il gioco è basato sul terzo capitolo della saga, uscito sul mercato lo scorso anno con tanto di polemiche annesse. Con questa “espansione”, Paradox va a completare il suo già esteso catalogo di RTS collocati in varie epoche storiche. Come è facile intuire leggendo il sottotitolo, il gioco è ambientato ai tempi dell’antica Roma, precisamente nel periodo che va dal 278 a.C. (in corrispondenza della Prima Guerra Punica) al 25 a.C. (con la crisi della res publica). È possibile cominciare una partita in qualsiasi data all’interno di quest’intervallo, ritrovandosi in uno scenario che riprende tutte le condizioni del periodo scelto. Il contesto storico a volte può non risultare propriamente familiare, ma essenzialmente riassume e reinventa le lotte per il potere tra le cinque grandi potenze dell’epoca: Roma, Macedonia, Egitto, Cartagine e l’Impero Seleucida.

Non essendoci un obiettivo teorico da raggiungere per portare a termine il gioco, sarà nostro compito crearcelo: potremo puntare ad ottenere un dominio militare completo, diventare la nazione più rispettata, essere un importante ponte commerciale… in pratica, che si tratti di una grande nazione o di una semplice provincia remota, ci saranno sempre delle finalità interessanti da raggiungere. Europa Universalis: Rome è un titolo molto ampio, che spesso ricorda i vecchi giochi di strategia da tavolo. Quanti cerchino un simulatore di guerra non lo troveranno di certo in questo gioco (per esempio non c’è un simulatore di battaglie in tempo reale), però tutti coloro che amano curare ogni singolo dettaglio, coloro che cercano un mix perfetto tra strategia e precisione storica e, più in generale, i fan più accaniti del genere, troveranno nel titolo di Paradox un prodotto davvero interessante.


Un buon compromesso

Il passaggio ad una grafica in 3D fu duramente criticato da parte dei fans più conservatori e, in un certo senso, ciò aveva una sua logica: dal momento che Europa Universalis è essenzialmente un gioco da tavolo, appesantirlo, attraverso l’aggiunta di elementi superflui che poi si ripercuotono sui tempi di caricamento e sui requisiti, non rappresenta certo una scelta condivisibile. Però c’è da dire che un piccolo aggiornamento dal punto di vista grafico è sempre ben accetto, oltre che necessario vista la spietata concorrenza del settore. Anche se lo spazio occupato sul disco rigido non è particolarmente rilevante (meno di 1 GB), ogni volta che comincerete una partita il caricamento di tutta la mappa potrà richiedere tranquillamente un paio di minuti.

Passando al gioco vero e proprio, da un lato troviamo la mappa, che sarà quasi sempre la schermata principale che avremo sott’occhio; ce ne sono di vario tipo (politiche, religiose, commerciali, diplomatiche…) ma è quella geografica ad essere la più interessante, in quanto, oltre a mettere in evidenza la distribuzione delle province con tutti i classici elementi orografici e ambientali, fornisce la sua utilità anche da un punto di vista prettamente pratico, considerando che alcuni terreni possiedono delle peculiarità che contribuiscono a definire l’esito delle battaglie. È possibile zoomare o allontanare la visuale tramite la tastiera o il mouse, così come è possibile muoversi tranquillamente all’interno dello scenario senza cali di frame rate. Le icone che formano il complesso dell’interfaccia (così come gli austeri menù) combaciano alla perfezione con il contesto generale, senza presentare supertesti o altri elementi che risulterebbero decisamente fuori luogo. Le unità sono rappresentate da modelli caratterizzati un apprezzabile livello di dettaglio; tuttavia, che si tratti di un solo reggimento o di un battaglione intero, la rappresentazione sullo scenario è pressoché identica, una lacuna che viene spesso sottolineata anche dagli appassionati che frequentano i forum. Queste unità, però, mettono in mostra delle animazioni che, per quanto semplici e monotone, rendono più attivo e dinamico il quasi sempre inerte “tavolo da gioco”.

La musica e gli effetti sonori compiono la loro mansione senza eccellere. Da ricordare che, soprattutto nel corso di una partita particolarmente lunga, è possibile disattivare completamente il sonoro, in quanto quest’ultimo non interferisce assolutamente nell’esperienza di gioco.

Europa Universalis: Rome, pur non essendo un punto di riferimento nell’aspetto tecnico, di certo non delude il neofita con una grafica sfasata e una musica stancante. Infatti rimane impresso nella mente con relativa facilità e si ascolta tranquillamente. E, dettaglio da non sottovalutare, è completamente in italiano.


Giocabilità

Uno degli scogli più difficili da superare per il principiante di fronte ad un titolo di questo calibro è rappresentato dalla difficoltà, specialmente all’inizio. Effettivamente, quando a corredo del gioco c’è un manuale di 134 pagine, significa che ci sono molte cose da imparare. Fortunatamente, però, Europa Universalis: Rome mette a disposizione una serie di tutorial, divisi in due parti e cinque livelli, che aiutano a capire come e perché il gioco va controllato in una determinata maniera. Sicuramente ci sono molte informazioni da tenere in considerazione, ma nonostante questo avremo a disposizione, per quasi tutti gli elementi, un aiuto istantaneo semplicemente passandoci sopra il mouse.

Come sottolineato in precedenza, Europa Universalis è esigente: innanzitutto dovremo scegliere una delle dieci culture disponibili, ognuna con le proprie province associate, una propria ubicazione, una certa dimensione che varierà a seconda del periodo scelto, i propri obiettivi, alleanze, nemici, rotte commerciali, comandanti, tecnologie, stili architettonici, metodi per guadagnare denaro e via dicendo. Questa grande quantità di dati viene gestita attraverso un’interfaccia controllabile tramite i pulsanti di accesso rapido nella parte superiore o cliccando sulla provincia governata. In questo modo potremo conoscere i dettagli sulla popolazione, sulla religione (importante per molteplici ragioni), sul tipo di governo (oligarchico, dittatura, monarchia…) e altri elementi secondari. Ovviamente potremo tenere sotto controllo anche fattori tipicamente economici, a partire da una semplice tabella che evidenzia le entrate e le uscite, in particolare quelle concernenti i rapporti commerciali con altre province. Per ovvie ragioni non potremo intrattenere relazioni commerciali con nazioni avverse, come è possibile osservare dall’interfaccia diplomatica.

Trovarsi coinvolti in una guerra ci pone in una situazione che esula dal semplice spostamento delle unità da una parte all’altra dello scenario, anche se è comunque richiesto un certo grado di preparazione prima di procedere ad un’azione di assedio, invasione o colonizzazione. Anche in questo frangente è evidente l’attenzione ai dettagli che caratterizza l’intero gioco, a partire dal riconoscimento dei limiti occupazionali di una provincia o, ancor più, la necessità di disporre di un “casus belli” (cioè una giusta causa per entrare in guerra) per non veder compromessa la nostra reputazione nei confronti delle culture vicine. Dal momento che non avremo il controllo tattico delle battaglie, sarà sufficiente tenere in considerazione fattori come gli approvvigionamenti, la composizione dei reggimenti, i suoi generali, il grado di turnover dei soldati, il morale delle truppe e della nazione in generale e altri parametri secondari. Un attacco frontale può essere preceduto, per esempio, da un blocco navale e il risultato vedersi influenzato in gran parte dai leaders del nostro esercito e dal loro livello di fedeltà o corruzione nei confronti della capitale. È importante, inoltre, stabilire patti e alleanze con i vicini: se tra due terre limitrofe esistono delle affinità religiose, sarà sicuramente più facile raggiungere delle intese (per cui cominciare con il culto greco, quello maggiormente diffuso all’epoca, è una scelta consigliabile). Altrettanto importante, però, è rompere questi patti con molta frequenza se desideriamo fare progressi: la gestione di questa componente viene resa più complessa dalla possibilità di pagare o esigere tributi, annettere terre in caso di vincite di una battaglia e così via.

Il contenuto di Europa Universalis va oltre quanto detto finora: man mano che gli anni passeranno, infatti, il progresso tecnologico metterà a disposizione del giocatore nuovi elementi. Potremo sviluppare nuove ideologie economiche che incideranno sulla bilancia dei pagamenti interna, incentivare progressi teologici che favoriranno l’identificazione dei capi con gli dei, rivoluzionare la società civile in una maniera tale da far diminuire il rischio di ribellioni, o ottenere miglioramenti in campo bellico. Questi sono solo alcuni esempi tra le decine di evoluzioni di cui potremo disporre. La gestione dei fattori esterni è tanto importante quanto quella dei fattori interni, dal momento che sono frequenti le ribellioni e le insurrezioni tra i membri di uno stesso impero. Mantenere uno stretto contatto con i comandanti regionali è sempre cosa buona e giusta, così come tenere sotto controllo lo sviluppo di certe città affinché non diventino potenti come la capitale. Tenete presente, però, che per quanto si creda di avere la situazione sotto mano, è comunque alta la probabilità di tumulti. Gli utenti che hanno già avuto tra le mani altre versioni del gioco, noteranno alcuni cambiamenti positivi. Per esempio, la quantità e le modalità con cui ci arriveranno le informazioni più importanti, fattore che necessitava di essere riassettato in modo tale da evitare che il giocatore novello si trovasse ancora più in difficoltà, è stata messa a punto in maniera convincente. Ogni regione può disporre del proprio governatore e fino a cinque magistrati con diverse abilità nello gestire vari aspetti.

Infine, Europa Universalis: Rome dispone di una modalità multigiocatore che permette a un massimo di 32 persone simultanee di giocare attraverso una LAN e circa una decina attraverso la rete Internet, dove non sono stati riscontrati problemi di lag o simili. Il gioco è fornito di un codice per registrarsi sul sito web di Paradox, il che ci permetterà di incontrare nuovi giocatori, anche se sarà sempre un utente fisico a dover fare da server. 


Bello, ma...

Probabilmente non sarebbero bastate decine e decine di pagine per parlare approfonditamente di tutto ciò che si può trovare in un gioco di questo tipo, ma quanto detto in quest’articolo è più che sufficiente per darvi prova delle capacità del gioco, leggermente inferiori rispetto ad altre edizioni ma comunque esaustive nel loro complesso. Nonostante le difficoltà legate in particolare alla scarsa intuitività di alcune fasi di gioco, in generale possiamo dire di trovarci di fronte ad un titolo esclusivo, diretto ad un pubblico ben preciso che ricerca il massimo rigore e il controllo assoluto di un impero.
COMMENTO
Adriano "Leon" Virgilio

Ennesimo capitolo di tutta una serie, Rome mi ha soddisfatto, anche se non del tutto. Buono, come titolo, ma non abbastanza da esser messo allo stesso livello dei precedenti, ed è un peccato. Ottime potenzialità, qualche difficoltà per i neofiti, risultato più che sufficiente. Non malaccio, ma si poteva - e si era già fatto - fare di più.

GRAFICA:7Non rappresenta certo il fattore cruciale del titolo; l'HUD, comunque, è chiaro e funzionale.
SONORO:7La musica e gli effetti sonori non spiccano.
GIOCABILITà:8.5Profonda, appassionante, appagante.
LONGEVITà:7.5Potenzialmente infinito, può anche stancare facilmente.
VOTO FINALE7.5
PRO:- Le informazioni sullo schermo
- Le potenzialità del gioco
- Divertente come pochi
CONTRO:- Alcuni problemi nella gestione militare
- I.A. non molto sviluppata
- Pochi tutorial interattivi
Rome: Total WarA differenza della serie Europa Universalis, in Rome: Total War è possibile anche giocare fisicamente le battaglie, riprodotte in maniera spettacolare.
Europa Universalis IIIIl precedente titolo della serie. Ben 250 nazioni per oltre 300 anni di storia tra il 1453 ed il 1789.
SCHEDAGIOCO
Cover Europa Universalis Rome

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