Hearts of Iron IV

Storicamente ineccepibile
Scritto da il 16 giugno 2016
Hearts of Iron IV Recensione

Hearts of Iron IV è l'ultimo titolo in ordine temporale della celebre saga ambientata negli anni della Seconda Guerra Mondiale ed anche stavolta Paradox propone un gioco ricco, profondo e dettagliato sotto ogni punto di vista. Al di là degli aspetti puramente ludici, Hearts of Iron IV ricostruisce minuziosamente il clima politico e diplomatico dell'epoca, mettendo a disposizione del giocatore due diversi scenari con cui cimentarsi, ossia di iniziare il gioco dal 1936 o dal 1939. In entrambi i casi troveremo una ricostruzione quasi maniacale di tutti quei tratti tipici che caratterizzavano lo stato scelto per la nostra campagna. Tutto questo si traduce in una serie di curatissimi menù zeppi di informazioni di ogni tipo, dai diversi spiriti nazionalisti dell'epoca alle principali industrie di un determinato stato e relativi bonus che sono in grado di apportare allo sforzo bellico. Oltre a ciò troviamo anche una serie di unità ricostruite nel modo più fedele possibile, almeno quelle più note, una precisa ricostruzione di vari aspetti diplomatici e relative interazioni, nonché tutta una serie di rotte commerciali sopratutto marittime ricostruite in modo abbastanza fedele, seppur forse un po' troppo semplificate nella loro gestione. Tutto ciò fa sì che Hearts Of Iron IV sia molto più che uno strategico con contaminazioni gestionali, bensì un vero e proprio wargame in cui sembra quasi di poter stendere materialmente una carta geografica su tavolo e muovere le proprie truppe, leggendo su di un libro tutte le informazioni di cui si abbisogna. Una vera abbondanza di materiale sia per il giocatore che per l'appassionato della storia di quel periodo.


Pianificare e gestire

Nonostante tutti i gioci più recenti di Paradox abbiano visto un certo sviluppo votato alla semplificazione, ed Hearts Of Iron IV non faccia eccezione, c'è da dire che è un gioco parecchio ostico anche per il giocatore che già conosce la serie. Per chi invece ci si avvicina per la prima volta, c'è il rischio di finire sommersi da una valanga di menù, avvenimenti critici e correzioni cruciali da apportare: tutte cose che possono scoraggiare e che in certi casi anche pregiudicare una fruizione del gioco soddisfacente: capire fin da subito che non si può lasciare nulla al caso è essenziale, ma a differenza di altri strategici, in Hearts Of Iron IV difficilmente si uscirà da una situazione spinosa per caso o per fortuna. A tal proposito può essere utile iniziare dallo scenario del 1936 in modo da avere più tempo per pianificare ogni aspetto dello sforzo bellico. Le stesse parole “sforzo bellico” descrivono meglio di ogni altra cosa lo scopo del gioco: ricerca tecnologica, ricerca industriale, costruzione di porti, aeroporti, sistemi di difesa ed offesa, fabbriche: tutto deve essere volto a potenziare le truppe con le armi ed i mezzi più recenti, tenendo d'occhio al contempo la produzione civile e bellica della propria nazione nonché la difesa dei propri confini. Si tratta di una ingente mole di ricerca e sviluppo, esplicata attraverso pratici skill tree che permettono di sapere sempre che cosa si sta sviluppando e cosa manca. E' poi possibile personalizzare anche le truppe da dislocare in determinate zone, creando ad esempio una flotta diversificata di bombardieri in una certa base piuttosto che di caccia in un altra, o inviare truppe con il giusto mix tra combattenti ed unità di supporto, il tutto calcolando anche che gli spazi sui territori sono limitati, le distanze da coprire a volte sono lunghe ed in generale che prima di ogni mossa si necessita una attenta valutazione di pro e contro.


Agli ordini, Generale

In tutto questo, l'innovazione principale di Hearts Of Iron IV riguarda senza dubbio l'introduzione del menù Battle Plan, fresca ventata su un gameplay ormai consolidato nonché interessante modo di comandare le proprie unità. Mentre nei precedenti giochi della serie ci si limitava (per modo di dire) ad ingrossare le fila del proprio esercito per poi invadere uno stato estero finchè non si incappava nell'esercito rivale, ora con il Battle Plan si vestono i panni, anche questi ricostruiti molto fedelmente, dei principali comandanti dell'epoca, con la possibilità di tracciare sulla mappa le azioni che più aggradano, stabilire le direttrici di attacco o le ultime linee di difesa, sfruttare la geografia del territorio a proprio vantaggio ed in generale avere sempre sotto controllo ogni zona del proprio fronte. Una volta stabilito un piano d'attacco che pare efficiente, si potranno attivare una per una tutte le varie azioni che lo compongono e capire se si è stati dei generali efficienti o imprecisi. E come detto prima, Hearts Of Iron IV sotto questo aspetto è davvero molto severo. C'è una sorta di assistente in-game che ricorda al giocatore di utilizzare una certa unità al posto di un'altra, o che in un porto c'è una flotta inutilizzata, ma nel complesso si tratta di uno dei giochi più complessi mai realizzati da Paradox e di conseguenza uno di quelli che in assoluto esige che il giocatore sia disposto ad assimilare e familiarizzare con molte nozioni ed interazioni prima di poter prendere in mano le redini di una nazione o di n esercito in modo soddisfacente. In ogni caso comunque, Hearts Of Iron IV è dotato della classica pausa tattica per riprendere fiato e riordinare le idee e le strategie.


Clausewitz, agli ordini

Per Hearts Of Iron IV,Paradox fa di nuovo affidamento sul suo storico motore grafico, il Clausewitz Engine che ormai accompagna i giochi della software house svedese da Europa Universalis III, e che per inciso ha permesso la crescita di una eccellente comunità di modders data la sua natura open source. In questo caso troviamo una mappa divisa in province per quando riguarda i combattimenti a terra, mentre per quel che riguarda le battaglie aeree il gioco propone delle aree molto più grandi in cui interagire. Il tutto con dettagli molto ben fatti, almeno per quanto riguarda i modelli 3D delle unità più conosciute, i cui nomi ed il cui realismo storico sono eccellenti. Ottima ricostruzione anche degli aspetti geografici e buon livello di zoom senza particolari intoppi in termini di framerate. Particolare menzione per la colonna sonora, una delle più avvincenti e solenni mai sentite in un gioco di questo tipo. Dall'altro lato, un piccolo appunto sugli stati minori e su un certo sbilanciamento della difficoltà. Nel primo caso, si nota che alcuni stati non hanno beneficiato della fedeltà e della varietà di opzioni ed unità di quelli maggiormente coinvolti nel conflitto, ma tutto sommato ci può anche stare. Nel secondo, si nota come gli stati dell'Asse tendano ad avere una campagna a tratti più penalizzante di quella degli Alleati, nonostante gli sforzi per portare alla pari truppe e tecnologie.

PRO:- Fedeltà storica eccellente
- Gestionale profondissimo e vasto
- Battle Plan ben fatto
- Tanti skill tree da sviluppare
CONTRO:- Stati minori troppo simili tra loro
- Molto punitivo in certi frangenti
- Tutti i paesi della WWII ma manca la lingua italiana
Europa Universalis IVBeh, solo col nome si è già detto tutto.
Homeworld: Deserts of KharakTanta strategia ed un ottima campagna.
VOTO FINALE8.5
SCHEDAGIOCO
Cover Hearts of Iron IV

Hearts of Iron IV

  • data d'uscita: 06 giugno 2016
  • produttore: Paradox Interactive
  • sviluppatore: Paradox Interactive
  • Genere: Strategia
  • Multiplayer: Online
  • Supporto: Steam
Scheda completa...
Hearts of Iron IV2016-06-16 15:00:20http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/hearts-of-iron-iv-53824/Storicamente ineccepibile1020525VGNetwork.it