Heroes of The Storm

La sfida a Riot e Valve è ufficialmente stata lanciata
Scritto da @jabberwocky_VGNil 05 giugno 2015
Heroes of The Storm Recensione

Sfidare di questi tempi i due mostri sacri creati da Valve, Dota 2, e da Riot, League of Legends, è un impresa suicida ed i MOBA nati con molte speranze e poi morti soffocati per via della mancanza di una forte community e di un budget ristretto se ne contano parecchi, ultimo fra tanti Infinite Crisis. In un mercato apparentemente saturo e spietato, sono poche le corazzate che potrebbero avere qualche speranza e fra queste sicuramente c’è Blizzard, capace di entrare nel cuore di tutti i giocatori PC grazie ad un parco titoli a dir poco storici. Dopo una prima fase di alpha e dopo una lunga beta, prima closed e poi aperta a tutti i giocatori, ecco finalmente l’arrivo di Heroes of The Storm, nuovo titolo competitivo targato Blizzard, il cui unico scopo è tanto chiaro quanto arduo: ritagliarsi una fetta nell’universo dei MOBA e riuscire a competere ad armi pari con Dota 2 e League of Legends, benchmark obbligatori per chi si cimenta in questo genere videoludico. Poco sopra abbiamo citato come alcuni degli scogli rivelatisi più duri da superare per alcuni MOBA spariti nel nulla siano stati la scarsa visibilità ed il budget esiguo. Ecco, giusto per chiarire subito le idee e per farci intendere che sta dannatamente facendo sul serio, Blizzard, in occasione del lancio di Heroes of The Storm, ha creato una serie di eventi, la cui portata e spettacolarità noi raramente ricordiamo associati al mondo dei videogiochi. La sera del primo Giugno è dunque andata in onda la diretta streaming con la partecipazione di alcuni sviluppatori di Blizzard, noti cosplayer, presentatori televisivi inglesi, famosi “atleti” di eSpots ed anche artisti di fama mondiale come Madeon a concludere il lancio-show.


Tanti ricordi e passioni in un unico titolo

È innegabile: chiunque abbia passato la propria infanzia e sia cresciuto giocando su pc è indissolubilmente legato a doppio filo con i vari universi creati da Blizzard nel corso della sua storia. Per questo motivo, rivedere tutti i propri “idoli” di gioventù all’interno di un unico titolo non può che darci un’immensa gioia e non esageriamo affatto quando affermiamo che Heroes of The Storm può essere definito come l’All Star Game del mondo Blizzard. Gli sviluppatori hanno attinto a piene mani dai mondi di Diablo, di Starcraft ma soprattutto di Warcraft ed al momento gli eroi disponibili sono poco meno di una quarantina, per la precisione trentasei, ma con l’arrivo dell’attesissimo Overwatch questo numero è destinato a crescere ulteriormente. Come se non bastasse, con l’aumentare del livello del nostro personaggio oppure pagando, sarà possibile personalizzare quest’ultimo con delle nuove skin aggiuntive. Inoltre, la personalizzazione del proprio eroe è determinata da un sistema di talenti peculiare, sbloccabili durante i match ma di cui parleremo in modo più approfondito nel proseguo. A tutto questo vanno infine aggiunte le vaie cavalcature sbloccabili e personalizzabili, le quali fungono da rapido mezzo di spostamento lungo le mappe di gioco.

L’unica pecca sotto questo punto di vista è però la difficoltà economica nello sbloccare tutti i personaggi presenti in Heroes of The Storm. Ci spieghiamo meglio. Al di là del personaggio di partenza, per accedere a tutti gli altri eroi si può decidere se pagare ben 9,99€, costo decisamente alto per un titolo teoricamente free-to-play, oppure diecimila monete in-game, cifra piuttosto lunga da raggiungere se non macinando partite su partite. Per fortuna, come una sorta di palliativo, Blizzard mette a disposizione del giocatore degli eroi da provare a rotazione ed inoltre sono previste le consuete missioni giornaliere tipiche di molti titoli basati sul multiplayer, le quali garantiscono un accumulo più rapido delle risorse da spendere nel negozio. 

IFrame


Togheter we stand, divided we fall

Questa abbondanza di fonti da cui (potenzialmente) attingere non è stata sfruttata solo per proporre personaggi che si differenziassero esclusivamente dal punto di vista estetico, bensì è divenuta anche la base per creare le quattro “classi” - passateci il termine - presenti in Heroes of The Storm. Abbiamo così gli assassini, abili nel infligger danno sia da lontano, come Raynor di Starcraft, sia in mischia, come Kerriga sempre di Starcraft. Con ogni probabilità, questo ruolo è il più facile da gestire ed è il nostro consiglio per tutti i giocatori alle prime armi desiderosi di cimentarsi in un MOBA, essendo la testa di ponte verso le basi nemiche assieme al guerriero. Questa seconda classe, di cui ad esempio fa parte Diablo, è in grado di resistere maggiormente ai colpi avversari e predilige un approccio maggiormente aggressivo ed offensivo. Proseguendo, vi sono poi gli eroi da “supporto”, come ad esempio Malfurion di Warcraft, il cui impiego è spesso più complicato e tattico, vista la loro natura, scusate la tautologia, di supporto che permette loro di guarire i propri compagni di squadra ma rende loro molto meno adatti agli scontri in mischia. Infine, vi sono gli specialisiti, fra cui Abathur di Starcraft, eroi con abilità peculiari che permettono loro di evocare o gestire ulteriori truppe d’attacco.

Scegliere il proprio eroe ideale e il ruolo che meglio si addice al vostro stile di gioco può non essere semplicissimo sulle prime, ma Blizzard ha saggiamente indicato accanto ad ogni personaggio il grado di difficoltà annesso, evitando in tal modo che giocatori alle prime armi si possano imbattere in eroi difficili da maneggiare. Avere un team composto da eroi eterogenei nella maggior parte dei casi si rivela la giusta via verso la vittoria, la quale però, nonostante Heros of The Storm si presenti come un MOBA decisamente morbido, è raggiungibile solo attraverso un accurato e coordinato lavoro di squadra. Andare a zonzo per la mappa sperando di accumulare più kill possibile si rivela quasi sempre la migliore scelta per una morte certa, mentre seguire una linea d’attacco con dei compagni di squadra in grado di supportare le incursioni dei membri più pesanti come gli assassini e i guerrieri può essere una decisione molto più saggia.


La sfida è fuori dal Nexus

Durante tutto il tempo prima dell’alpha e poi della beta, la community creatasi attorno al titolo di Blizzard ha animatamente discusso delle differenze che intercorrono tra Heros of The Storm, Dota 2 e League of Legends. Lo diciamo fin da subito: le differenze ci sono e sono anche piuttosto evidenti. Partiamo dunque con quella maggiormente visibile: le mappe e la loro struttura. Se in League of Legends e Dota 2 la proposta da questo punto di vista si conclude praticamente in un’unica mappa – anche a causa della loro genesi di mod – in Heros of The Storm ne sono già presenti ben sette, tutte ben differenziate e tutte con una propria peculiarità. Oltre alle canoniche linee da difendere e da attaccare evitando e sfruttando le torrette nemiche ed amiche, ad esempio nella mappa chiamata Baia di Cuornero si dovrà cercare di recuperare i dobloni nelle casseforti sparse lungo l’ambiente di gioco da consegnare poi a al pirata Cuornero in persona. Una volta fatto ciò, dalla sua nave fantasma partiranno delle poco simpatiche cannonate, molto utili per abbattere i sistemi difensivi nemici. Proprio come nella Baia di Cuornero, anche in tutte le altre mappe sono presenti queste alternative sul tema, la quali influenzano non poco il gameplay. Sfruttando un altro esempio, nel Giardino del Terrore, quando cala la notte ed è possibile raccogliere i semi per scatenare il Terrore Arboreo, capita che tutti i giocatori, prima impegnati magari in singolar tenzone ai piedi delle torri, si ritrovino nelle poche medesime zone, scatenando un vero e proprio inferno per raggiungere l’agoniato bottino.

Se da un lato questi elementi d’innovazione portano una ventata fresca al genere, dall’altra, in molte delle nostre partite, si sono rivelati eccessivamente overpowered e gestire un paio di bonus speciali di fila garantisce pressoché una vittoria assicurata. Al di fuori di queste interessanti variazioni, in Heroes of The Storm permangono i consueti stilemi dei MOBA, vale a dire le già citate torrette, le fonti curative, i percorsi labirintici ed il cuore della base nemica da abbattere, in questo caso chiamata ovviamente Nexus. Non possono poi certamente mancare i minions, utile carne da macello dietro cui nascondersi nel momento in cui si attaccano le postazioni difensive nemiche e che attaccano seguendo sempre le medesime direttrici. Infine, sparsi sulle varie mappe, sono presenti ulteriori NPC, i quali si differenziano a seconda dello scenario e che, una volta sconfitti, si uniscono al proprio team di cinque eroi, garantendo non pochi vantaggi. 


Unico nella sua specie

Doversi difendere in un mercato presidiato da due giganti come Dota 2 e League of Legends non è impresa da tutti i giorni, soprattutto se si cerca uno scontro diretto, utilizzando le medesime armi e carte messe sul tavolo dalla concorrenza. Fin da subito però, Blizzard ha adottato la filosofia del differenziarsi per non morire e non lo ha fatto esclusivamente tramite le innovazioni portate agli scenari di gioco come già detto poco sopra, ma ha anche lavorato con lime e raschietti virtuali per semplificare e snellire un genere di gameplay che troppe volte appare come ostico e di difficile comprensione ai neofiti che cercano di avvicinarsi. Macinando match su match si aumenta sia il livello degli eroi utilizzati sia quello del profilo del giocatore ma partiamo subito col dire che in Heroes of The Storm potete scordarvi le lunghe maratone a cui siete abituati nei troppe volte citati League of Legends o DOTA 2, poiché le meccaniche di gioco sviluppate da Blizzard permettono un notevole contenimento dei tempi e le partite effettuate raramente superano la mezz'ora. Sempre per facilitare il primo approccio, Blizzard ha fatto venire meno il concetto di uccisioni singole, le quali sono state sostituite dai un più generici abbattimenti, i quali altro non sono che la somma delle uccisioni vere e proprie e degli assist. Stare nel vivo dell’azione è quindi spesso sufficiente per vedere incrementare la propria conta delle kill e per questo motivo non è difficile terminare le proprie battaglie, anche le primissime, con un differenziale positivo tra uccisioni e morti, cosa che può spingere non poco anche i giocatori alle prime armi a proseguire.

Bastano inoltre pochi match per capire come Heroes of The Storm lasci ben poco spazio ai protagonismi e prediliga in modo netto il gioco di squadra: anche il livellamento non è più infatti legato al singolo giocatore bensì, accumulando i punti esperienza derivanti dagli abbattimenti e dall’uccisione dei minions, sarà tutto il team a progredire permettendo in questo modo l’accesso ai vari talenti collegati agli eroi. Proprio questo ultimo aspetto è una delle peculiarità di Heroes of The Storm, dove è venuto del tutto meno il farming del gold droppato dai vari minions il quale permetteva l’acquisto in game di dotazioni varie, facendo spazio invece ad un più snello sistema di talenti, i quali garantiscono in ogni caso build particolareggiate per ogni eroe. Un’ultima, breve, parentesi su alcuni concetti più tecnici come il “last hit” o il “first blood” o l’uccisione del proprio compagno di team: in Heroes of The Storm non c’è nulla di tutto ciò ed è ancora una volta più evidente come la volontà di Blizzard sia quella di creare un MOBA accessibile davvero da tutti, ma senza per questo proporre un prodotto senza anima o senza idee.


Lo stato attuale della community e alcune ultime precisazioni

La fortuna di un MOBA, lo si sa, dipende in modo pesante dalla community, dalla sua numerosità e dalla presenza costante di match a cui partecipare. Heroes of The Storm, nonostante la sua nascita sia avvenuta da poco, ha goduto di una lunga fase di incubazione, nella quale ha avuto modo di crescere ed alimentarsi una community davvero attiva e popolosa, garanzia sicura per non imbattersi il lunghe attese in fase di matchmaking. Un ulteriore aspetto positivo, almeno nelle partite non classificate, abbiamo sempre trovato compagni di squadra per lo meno con un grado di civilizzazione che superasse quello del Homo Erectus: nonostante siano volati i consueti “Nooooob”, “WTF” o “What the hell are you doing”, Heroes of The Storm non si è rivelato fino a questo punto il regno del rage quit o delle minacce di morte da parte della mafia russa. 

Concludiamo infine la nostra analisi del MOBA firmato Blizzard andando ad analizzare il lato tecnico ed anche qua non possiamo che spendere parole di elogio per il lavoro svolto dagli sviluppatori, i quali hanno sicuramente il merito di aver creato un prodotto del tutto fedele allo stile grafico di Blizzard, con colori forti e vivaci sia negli ambienti, sia nei personaggi sia negli effetti grafici, davvero variegati ed ispirati. La bravura di Blizzard non la conosciamo certo oggi, ma il team si è dimostrato subito in grado di padroneggiare alla perfezione un MOBA, andando ad implementare numerose opzioni grafiche, le quali vanno impattare sul livello delle ombre, dell’illuminazione, degli effetti e degli shader e che se attivate permettono un’ottima resa grafica ma se disattivate rendono Heroes of The Storm un titolo perfettamente scalabile e godibile su pressoché tutte le piattaforme

COMMENTO
@jabberwocky_VGN

Mi sono sempre dichiarato un giocatore PC fedele alla linea, nato e cresciuto a pane e strategici e per questo sempre scettico quando si tratta di analizzare un MOBA. I tempi cambiano e le mode mutano ed anche io mi sono strovato "forzato" a gettarmi nel mondo delle battaglie online ma, lo ammetto, ho sempre trovato una certa aria pesante quando mi sono cimentato con Dota 2 piuttosto che con League of Legends, forse per la loro natura eccessivamente competitiva. Come me, penso ci siano altre decine, decine e decine di giocatori ed è proprio al pubblico dei cosiddetti neofiti che Blizzard vuole in primis strizzare l'occhio con il suo nuovo Heroes of The Storm. Badate bene, non sto dicendo che sia un gioco semplice, ma solo che le meccaninche utilizzate sono molto più snelle ed immediate da apprendere e non c'è quell'eccessiva frustrazione causata dalle morti e dagli errori. In un panorama apparentemente chiuso, Blizzard è stata quindi molto abile a scompaginare le carte in tavola, proponendo un prodotto fresco e vivace e chissà che un giorno, proprio i giocatori alle prime armi intercettati da Heroes of The Storm non diventino protagonisiti di eventi eSport con al centro proprio la creazione di Blizzard.

GRAFICA:8Scalabile come si confà ad un MOBA ma non per questo poco curata o priva di dettagli.
SONORO:7.5Forse l'aspetto più trascurabile, non meno riuscito, della produzione Blizzard.
GIOCABILITà:9Lo snellimento delle meccaniche rende le partite frenetiche, adrenaliniche ed allo stesso tempo molto tattiche.
LONGEVITà:9.5Le partite rapide aumentano la voglia di macinare partite su partite ma molto dipenderà dalla formazione di una forte community di appassionati.
VOTO FINALE8
PRO:- Godibile fin sa subito
- Tutti gli eroi di Blizzard in un sol gioco
- Mappe variegate e con interessanti spunti
CONTRO:- Gli eroi a 9,99€ fanno storcere molti nasi
- Alcuni bonus legati alle mappe sbilanciano troppo il match
- Le semplificazioni accontentano molti ma non tutti
League of LegendsConsiglio tanto scontato quanto azzeccato.
Dota 2Se non temete orde di russi irascibili, DOTA 2 è il MOBA che fa per voi.
SCHEDAGIOCO
Cover Heroes of the Storm

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Heroes of The Storm2015-06-05 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/heroes-of-the-storm-49661/La sfida a Riot e Valve è ufficialmente stata lanciata1020525VGNetwork.it