Lovely Planet Arcade

Cuori, cactus e proiettili invisibili
Scritto da Francesco Rifugioil 28 luglio 2016
Lovely Planet Arcade Recensione

Dopo il discreto successo di Lovely Planet, i ragazzi di Quicktequila, con il supporto del publisher indie tinyBuild, hanno deciso di raddoppiare sfornando Lovely Planet Arcade. Il titolo aggiunge una parola a quello precedente, ma limita il set di movimenti a disposizione, portando il gioco all’essenza stessa del genere.


I famosi cactus del Giappone

Che Lovely Planet Arcade sia quantomeno “particolare” lo si capisce fin da subito, con il menù iniziale che si sovrappone al setting che poi ritroveremo nei vari livelli: un misto di elementi formati ognuno da un solo e unico colore, con dei cuoricini rosa che spuntano dalle strade e degli edifici dalle forme vagamente orientali, ambientazione che traspare anche dai testi presenti, sempre affiancati da vari ideogrammi giapponesi. Se tutto ciò non vi ha ancora destabilizzato a sufficienza, e decidete di cominciare la vostra prima partita, tranquilli, questo non è tutto!

Nonostante la schermata iniziale (che dovrebbe spiegarvi cosa fare) crei più confusione che altro, l’obiettivo è molto semplice: avanzare nello scenario proposto sparando proiettili invisibili a dei cactus giganti (o pupazzi di neve verdi, a voi la scelta). Proseguendo fra i vari livelli – 120 in tutto, divisi in 4 atti da 30 - si aggiungeranno di volta in volta nuovi elementi che renderanno questa avanzata sempre più difficile: i cactus ad esempio saranno armati, e cominceranno a spararci contro appena ci vedono, oppure altri, contraddistinti da pallini o spirali al loro centro, attiveranno effetti speciali una volta colpiti; non mancano poi delle bombe che appena toccano terra ed esplodono, anche a chilometri di distanza dalla propria posizione, risulteranno in un Game Over, per concludere con delle imprecisate pozze rosse sul terreno (fuoco? acido?) che ci uccideranno al primo contatto.

La struttura del gioco si fonda interamente su livelli brevi e dall’azione frenetica, con una visuale in prima persona da cui spunta un semplicissimo fucile. Purtroppo su tutto ciò grava pesantemente la meccanica del trial & error, con tutti i tentativi iniziali portati a capire la struttura del livello e la posizione dei vari nemici, per poi passare alla run definitiva in cui seguire il percorso studiato, che nella stragrande maggioranza dei casi sarà poi l’unico possibile per completare il livello; l’unica sfida risultante sarà quindi quella di completare lo stage nel minor tempo possibile per ottenere tutte le stelle. Se non altro la curva di difficoltà è ben calcolata, ed arriverete ai livelli più difficili con una adeguata preparazione per poterli affrontare, anche se questo non sempre sarà sufficiente, perché state attenti, dietro una facciata da “gioia e amore” si nasconde un arcade che non si può sicuramente definire facile, dove il tempismo delle azioni è la chiave per la vittoria.


Non mi sento i piedi!

Come accennato sopra, la primissima cosa di cui vi renderete conto appena messe le mani sulla tastiera, è il fatto di non poter guardare in basso o in alto: nonostante la visuale sia controllata dal mouse, questa è bloccata sulla sola asse x (destra – sinistra); avete anche la possibilità di “saltare”, ma questa azione sembra "rotta", vista la pessima animazione che la accompagna e la pochissima altezza che permette di raggiungere; fortuntamente è strettamente necessario saltare solo per eliminare i nemici forniti di scudo. Seppur la strana visuale non deve essere vista come una limitazione del gioco, quanto una caratteristica voluta dagli sviluppatori, sono altre le mancanze che pesano sulla riuscita generale dell’opera; la più evidente è la mancanza di vere e proprie animazioni: alla nostra morte, solo per fare un esempio, il gioco si blocca improvvisamente, con una semplice scritta che appare a schermo, lasciandoci il più delle volte interdetti a capire cosa sia successo. Ovviamente, tenendo conto dello stile generale dell’opera, non mi aspetto chissà che dettagli, in generale però sembra di essere di fronte ad un gioco ancora in preview, non completamente rifinito; il già citato proiettile invisibile, per di più non è nemmeno visibile il puntatore del nostro fucile, ne è un altro esempio.

Per un’opera del genere è inutile soffermarsi sulle questioni puramente tecniche: siamo di fronte ad uno stile grafico del tutto particolare, con una palette di colori uniformi e dai toni accesi che sicuramente troverà estimatori (io non sono fra questi, NdR). Purtroppo la situazione non migliora nemmeno andando ad analizzare la soundtrack, composta da brani alla lunga fastidiosi.

Lovely Planet Arcade è un’opera difficile da giudicare, è uno di quei giochi in cui è soprattutto il gusto personale a fare la differenza. Chi scrive ammette che l'impatto inizale non è stato dei migliori – complici anche dei piccoli bug incontrati fin da subito – ma bisogna dare atto che Lovely Planet Arcade ha una buona base di partenza, che farà sicuramente divertire sia gli appassionati del genere sia chi è in cerca di un po’ di divertimento veloce. Purtroppo, però, per raggiungere la sufficienza manca quel qualcosa in più, quelle rifiniture che permetterebbero di rendere il gioco un’esperienza completa.

PRO:- Livelli brevi, ottimi per partite veloci
- Curva di difficoltà ben calcolata
CONTRO:- Trial & Error esasperato
- Livelli completabili in un solo modo
- Rifiniture assenti
- Qualche bug di troppo
Lovely Planet ( PC )Un'altra versione del gioco, dal ritmo più "soft".
DOOM - 2016 ( PC )Se si parla di FPS...
VOTO FINALE5
SCHEDAGIOCO
Cover Lovely Planet Arcade

Lovely Planet Arcade

Scheda completa...
Lovely Planet Arcade2016-07-28 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-pc/lovely-planet-arcade-54019/Cuori, cactus e proiettili invisibili1020525VGNetwork.it