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Mafia

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Recensione Mafia  Scritto da: Vincenzo "Vinz" Petrassi | Data: 2010-02-11

VGN vi parla di Mafia, un'opera che ha segnato un'annata e, forse, un'era!

Un uomo inutile che fa parte dei gradini più bassi della società. Ecco cosa eravate Signor Thomas Angelo!
Spendevate più di quanto guadagnaste, il vostro lavoro era poco soddisfacente ma conducevate, almeno, una vita abbastanza tranquilla e lontana dai problemi di una New York all’insegna della criminalità.
Il vostro taxi era la vostra unica fonte di guadagno fino all’altro giorno. Esso vi permetteva di guadagnare il necessario ma, guarda caso, bastava qualche piccolo danno e c’erano gomme da cambiare che portavano via più soldi di tutte le vostre sigarette.
Una sera, una “maledetta” sera, stavate riposando dopo una dura giornata e, mentre fumavate l’ennesima sigaretta, adagiati sullo sportello del vostro mezzo, sentite degli spari e una macchina schiantarsi vicino a voi.
Due uomini armati, arrabbiati, e affrettati vi spingono all’interno del taxi e ordinano di portarli via dai sicari di un’altra banda rivale intenta a ucciderli. Voi obbedite, salite a bordo e date sfogo al gas!


Un’offerta che non si può rifiutare.

Appena si prende il controllo del veicolo si parte immediatamente al controllo del Taxi.
Controlliamo il mezzo con le frecce direzionali e cerchiamo di farci strada nel traffico di Lost Heaven evitando urti bruschi con le altre macchine e, al contempo, proviamo a seminare gli inseguitori che non fanno a meno di bucherellarci, a suon di Colt, la carrozzeria.
La fuga rocambolesca implica a stare accorti a ogni ostacolo, poiché i colpi arrecano danno anche ai due passeggeri, che DEVONO sopravvivere, e anche a noi. Dopo esserci salvati dagli avversari riceviamo l’ordine di riportare gli ospiti al bar del loro boss, Don Salieri, e siamo invitati a seguire la punta della bussola posizionata in alto a destra e ad orientarci con la mappa visualizzabile con la pressione di TAB.
Arrivati al bar venite ringraziati dal boss stesso che vi manda un emissario. Non sapete cosa sta per succedervi e tutto ad un tratto sta sfilando qualcosa da sotto il cappotto.. è la vostra ora?
Il tempo sembra rallentare e la mano uscente dal soprabito stringe all’interno una “convenzionale” busta con cui siamo ripagati dei danni e premiati per il nostro operato.
Inoltre, ci viene offerto di unirci a loro come guidatore, le nostre abilità non sono passate certo inosservate e siamo in debito con il boss!

L’uomo che corre.

Il giorno dopo è come tutti gli altri. Sembra non essere successo nulla e riprendiamo lo stesso lavoro di sempre: accompagnare gente qua e là.
Passiamo le prime ore della giornata a dare passaggi ai primi clienti. Nel corso degli accompagnamenti si sta attenti a non investire nessun pedone (causa Game Over per fuga del cliente), rispettiamo i limiti di velocità attivando un limitatore di giri con F5, e i tempi prestabiliti (purtroppo esigui) dall’orologio in alto a sinistra.
Casualmente, dopo quattro o cinque clienti, ci fermiamo per una pausa nei pressi del bar del nostro nuovo amico.
Giusto il tempo di bere un caffè, fumare una sigaretta e veniamo attaccati dai sicari della notte scorsa che distruggono la nostra auto e ci sparano addosso. È il momento di saldare il debito con Don Salieri!

Corriamo per le strade seguendo le corrette frecce, che ci indicano la zona giusta, e cerchiamo di schivare i proiettili per non venire uccisi. Dopo una lunga corsa arriviamo al bar di Salieri che ci accoglie e fa uccidere i sicari che ci inseguivano (e che, guarda caso, entrano pure nel locale!).

La nostra vita è ormai segnata e non possiamo più uscire dalla mafia che ci ha accolto. Da qui in avanti inizia la nostra scalata verso i vertici della malavita, in una storia che miscela violenza, passioni, amore e drammaticità.

Una falsa libertà. Bene o male?

Il gameplay di mafia, a prima vista, potrebbe ricordare la serie Grand Theft Auto, ma si distingue per molti elementi fondamentali.
L’avventura si snoda attraverso vari capitoli intervallati da filmati d’intermezzo e lunghe sessioni di guida e sparatorie tra gang rivali all’interno di una Lost Heaven (così chiamata la New York del gioco) costituita da quartieri popolati e zone di campagna molto estese.
All’inizio può sembrare di essere davanti ad un free-roaming bello e buono, ma è qui che mafia cambia tutto. Ogni spostamento per la città, ogni locazione cui si può accedere e le azioni varie sono legate a esigenze di trama e non troviamo missioni secondarie se non quelle, presso un nostro amico di fiducia, dedite allo sbloccaggio di nuove auto da lusso e non.
Pertanto, Mafia si può intendere come un gioco perlopiù lineare e che mette a disposizione libertà assoluta al giocatore solo in altre due modalità di gioco: “Fatti un giro” e “A tutto gas!”.
Nella prima partecipiamo a una vera sessione di free-roaming, dove possiamo utilizzare denaro per comprare armi, che guadagniamo uccidendo membri di gang nemici, superando limiti di velocità ecc.
La seconda è quasi simile alla prima e ci obbliga a trovare sfide nascoste per accedere a missioni dove bisogna sfruttare al massimo le potenzialità del nostro veicolo per essere superate, proponendoci sfide al limite del possibile!

Una mano al volante…

Mafia si concentra moltissimo sulle sessioni di guida. Il nostro Tommy nella maggior parte delle missioni è scelto come autista dei mezzi da utilizzare nei vari spostamenti.
La guida dell’auto, d’altronde, è semplice ed intuitiva. Come sopra menzionato, orientiamo il veicolo con le frecce direzionali, acceleriamo e svoltiamo con le tre frecce Su, Destra, sinstra,  mentre freniamo e attiviamo la retromarcia con la freccia Giù.
Impostiamo poi il cambio manuale o automatico con il tasto M e, nel primo caso, accompagniamo lo scalare e la salita delle marce col tasto X, la frizione.
Inoltre, un ruolo fondamentale lo gioca il limitatore di velocità e il clacson.  Il primo lo utilizzeremo per gran parte del gioco e limita il lavoro del motore per farci circolare ad una bassa velocità, mentre il secondo lo utilizziamo per far spostare i passanti che rischiamo di travolgere.

La parte del leone nella guida, in mafia, la gioca la realisticità del mondo di gioco. Nelle sessioni di guida è fondamentale rispettare il codice stradale!
Le lunghe accelerate, il passare con il semaforo rosso e altri infrazioni comportano l’inseguimento da parte della polizia che ci imporrà di pagare multe. Infatti, saremo tenuti a sostare e farci multare dal vigile che dopo tre richiami ci ritirerà la patente (tre richiami per ogni missione in corso s’intende!).
Inoltre, in caso di crimini maggiori, partirà direttamente il segnale di arresto (investimento di un civile o velocità dell’auto elevatissima) o di uso della forza in caso teniamo qualche arma scoperta durante la guida.
Infatti, è possibile mirare con una pistola o altre armi dal nostro finestrino e ciò fa arrabbiare veramente le forze dell’ordine che, però, risultano non molto intelligenti e facili da evitare. Seminare velocemente i poliziotti che ci hanno avvistato (meglio quando sono a piedi che in auto), o scendere dal veicolo li confonderà, oppure, nel peggiore dei casi, stenderli sul posto comporta un disfacimento pratico ma molto pericoloso.
I poliziotti sono anche in grado anche di creare posti di blocco nelle situazioni più disparate e le sessioni di guida diventano ostiche quando ci sono limiti di tempo da rispettare.
Pertanto, la realisticità riposta nelle sezioni di guida caratterizza maggiormente questo gioco che, però, alla lunga diventa un po’ ripetitivo per via dei continui spostamenti da una parte all’altra di Lost Heaven che sembrano voler allungare l’esperienza di gioco.

…ed un'altra alla pistola!

D’altro canto, Mafia si dimostra essere uno sparatutto in terza persona. Tommy nella maggior parte delle missioni è coinvolto in scontri a fuoco impegnativi, dove è di primaria importanza sapersi nascondere e sparare con precisione.

Muoviamo Tommy con le frecce direzionali, miriamo col mouse, azioniamo oggetti e ci comportiamo secondo le normali regole di un TPS.
In Mafia è necessario sapersi muovere e utilizzare le coperture offerteci dallo scenario. Più volte capiterà una sparatoria in locali chiusi o all’aperto e niente è meglio di un bancone, o un’auto, per coprirsi. Nel frattempo siamo obbligati a offendere e bisogna saper mirare accucciandosi per limitare il rinculo. Mafia con elementi semplici esprime molto realismo anche grazie alle armi che hanno  caricatori “reali”. Nel senso che se nel nostro tamburo rimangono due proiettili, e decidiamo di ricaricare, questi due andranno persi in favore del prossimo caricatore pieno. Inoltre, lo stesso numero di armi trasportabili è limitato allo spazio sotto il nostro giubbotto. Già è eccessivo trasportare due pistole e un fucile, per cui un'altra arma di grandi dimensioni come una mazza da baseball rimane conservata all’esterno in mano (condizionandoci ad abbandonarne una per non correre rischio a livello”penale”).

Per il resto, i gangster nemici soffrono pure di “deficienza mentale acuta” durante i combattimenti. Diverse volte capita che rimangano immobili senza accorgersi di noi che siamo a fianco, oppure che continuino a sparare da una postazione senza mai spostarsi e lasciandosi aggirare. Oltre ciò, c’è anche un curioso bug che ci permette di ricaricare la nostra arma in un istante, effettuando una capriola a lato, mentre siamo impegnati a rifornire i proiettili.
Mafia è anche di una difficoltà molto elevata e diverse volte basta una singola fucilata a bruciapelo o colpi di pistola ben assestati per mandarci all’altro mondo. Stessa cosa vale per i nostri compagni che dimostrano anche gravi lacune nei riflessi e comportamenti (però sanno insultarci prontamente se li colpiamo!).

Un motore di gran classe.

Non solo quello delle nostre auto, ma anche quello grafico!
Mafia è mosso da un maestoso engine che alla sua uscita fece impressionare molto la critica e tutti i giocatori.
Lost heaven è una città vasta e viva che non invidia la liberty city di, un allora prorompente, Grand Theft Auto III riuscendolo pure a superarlo e di molto.

L’opening movie iniziale, in computer graphic, è ottima e ci mostra la fiorente cittadina in moltissime sequenze ben adattate alla musica di sottofondo regalandoci inquadrature di altissimo livello.
La cura per i particolari come le singole pareti di edifici, strade e tanto altro, risalta subito all’occhio più attento anche grazie a delle texture di ottima qualità che rivestono le tante superfici.
Inoltre, gli stessi modelli di gioco vantano una realizzazione impeccabile con animazioni fluide e modelli curati nei particolari degli abiti e dei visi. Questi ultimi esprimono meglio la grande passione espressa dagli sviluppatori grazie ad animazioni facciali egregie che mai paiono “irreali”, poco adatte, e sono studiate per mettere di più in risalto la superba realisticità generale.
I particolari facciali come gli occhi, i nei e rughe sono molto evidenti e lasciano un’ottima impressione ai più grandi maniaci dello stile. Ogni personaggio è vivo e ci fa sentire dentro un universo che vive di vita propria.

Questi grandi accorgimenti, però, riguardano maggiormente i soli modelli dei personaggi principali mentre i pedoni, o altre comparse meno importanti, hanno molta meno attenzione, anche se c’è da appurare che mafia, alla sua uscita, era un titolo molto pesante per i PC dell’epoca (un po’ come un odierno Crysis) a causa di tutti gli elementi mostrati su schermo, soprattutto nelle strade.

Proprio nelle strade è possibile ammirare tra le più fedeli riproduzioni di veicoli a quattro ruote e stradali della storia videoludica. Mafia ha dalla sua una ricostruzione storica molto accurata. Infatti, è possibile ammirare quartieri sapientemente ricostruiti che sembrano venir fuori da una fotografia. Indimenticabili sono le strade di Chinatown e Little Italy tanto per citarne alcune.
Il meglio, però, è dimostrato nella rappresentazione delle auto. Oltre cinquanta veicoli d’epoca sono fedelmente riprodotti in tutti i particolari. Dalle marmitte, alla carrozzeria, ai fanali, al clacson ecc.
Gli sviluppatori hanno ricevuto appoggio da collezionisti di questi mezzi e il risultato si nota eccome!
Auto adatte a gente di basso rango e altre da sogno popolano le strade e, nel corso della storia, il loro numero aumenta sempre di più in relazione al progredire degli anni e della tecnologia che ci viene descritta. Carismatico è lo stesso carrozziere di Don Salieri che ci descrive accuratamente le nuove arrivate nelle loro caratteristiche e come forzare le loro serrature. Infatti, nel corso del gioco impariamo man mano a scassinare tutte le serrature (a differenza di un Tommy Vercetti -tanto per fare un esempio- degno di Lupin III).
Questi veicoli, poi, mostrano altre potenzialità quando si parla di urti. La carrozzeria del nostro mezzo si contorce; si va dalle ammaccature più lievi a fiancate sfondate, vetri distrutti e cappotte totalmente ribassate. Un livello di realismo che poche volte si è potuto osservare anche grazie ad una fisica ben studiata.
Indimenticabile rimarrà, sia in senso buono e sia negativo, una storica corsa di bolidi a cui Tommy sarà chiamato a partecipare. Qui la prontezza di riflessi e capacità alla guida vengono messe duramente alla prova, facendo risultare la prova veramente difficile per i non avvezzi alla guida e porta allo sfruttamento di un buon volante visto che il gioco li supporta (anche se il tutto rimane ben gestibile tramite tastiera).

A parte tutti gli splendori in precedenza descritti, l’engine mostra qualche problema in alcuni casi di pup-up di altri mezzi sulle strade che, alcune volte, sembrano anche “sobbalzare” mentre percorrono le carreggiate. Ciò è un fenomeno abbastanza insolito che rivela qualche “limite” del motore grafico senza però comportare stravolgimenti o altri problemi di ogni genere, anche perché la presenza di bug è molto limitata (se non inesistente) e il numero di crash è limitatissimo ed è eliminato da patch.

Un sonoro che aiuta a convolgerci.

Le musiche di Mafia sono state composte da grandi maestri compositori come Vladimir Simunek che ha realizzato per l’opera in questione uno dei brani più ispirati di sempre.
Il main theme del titolo è uno dei più bei brani che un giocatore possa ascoltare, grazie al senso di drammaticità e mistero che questo esprime con il suono di sontuosi violini e lievi percussioni che accompagnano i momenti più belli della storia e l’indimenticabile opening movie.
Il resto del gioco è arricchito da tante altre musiche che mettono in risalto le tante situazioni caotiche o “rilassanti” in cui ci ritroviamo. Memorabili rimangono diverse tracce e canzoni caratterizzano le zone che visitiamo per la città.
Ci capita di sentire classici dell’epoca come “Chinatown, My Chinatown”, “Belleville”, “Cavalerie”, “I’m leaving in a great big way” e “The mooche”.

Al di là delle prestazioni musicali, Mafia si dimostra un campione anche negli effetti sonori sempre azzeccati con  i differenti rombi di motore diversi da veicolo a veicolo. Effetti quali spari, sgommate, passi ecc. sono di alta qualità e non sfigurano rispetto all’eccellente doppiaggio italiano.

Infatti, il doppiaggio di mafia è una pietra miliare nell’ambito di adattamento video ludico nella nostra lingua.
I synthesis, capitanati da Leonard Gajo, hanno intuito come noi italiani saremmo stati i migliori per doppiare questo gioco.
Lo stesso Project Manager racconta che per svolgere meglio il lavoro visionarono classici come Il Padrino, Quei bravi ragazzi e C’era una volta in America.
I lungometraggi aiutarono gli autori dell’adattamento a ideare un perfetto connubio di dialetti diversi e storpiature arrivando a caratterizzare personaggi con una qualità superiore rispetto alla lingua originale.

Mafia sul piano del sonoro da lezione ancora oggi a tanti altri capolavori successivi e, come già detto, è uno dei migliori rappresentanti nel nostro paese come adattamento idiomatico.

Un kolossal da vivere.

Ciò che rende Mafia uno dei titoli più acclamati di sempre è anche, e soprattutto, la sua trama cinematografica che strizza l’occhio a capolavori del cinema come Il padrino.
Mafia è una lunga metafora, una storia che illustra la crescita del nostro protagonista, Tommy, che da semplice picciotto diventa uno degli uomini più influenti della malavita locale.

La storia è un lungo flashback nel quale il nostro Thomas racconta della sua vita malavitosa fin dalla sera in cui incontrò Paulie e Sam, gli uomini di Don Salieri che salvò dagli sgherri nemici.
Il nostro protagonista parla con un detective, la sua intenzione è una: far andare dentro il suo boss e guadagnarsi la copertura della polizia.
Dinanzi a questa scelta non rimane altro che rimanere allibiti e seguire tutti gli svolgimenti dell’intenso plot.

Le scene cinematiche che raccontano tutto sono di grande spessore. Le inquadrature, lo scambio di battute e il ritmo dell’azione creano un’atmosfera interessante, che rapisce e che porta a pensare come il nostro Tommy. Un Tommy da definire quasi “perfetto” perché, a gran sorpresa, è un personaggio di una grande umanità; un caso molto raro nei videogiochi.
Molte volte lui si fermerà a pensare, a fare scelte critiche nella sua carriera e tanto altro che lo aiuteranno a formarsi.
Thomas Angelo va al di là del solito sgherro senza paura e stereotipato. È un essere umano digitalizzato che ci accompagna nel corso di una colossale avventura che sa insegnare molto e che finisce con un finale geniale e dal grande significato.

Per il resto del cast non c’è da criticare. Il punto focale rimane sempre la figura di Tommy, mentre le altre comparse sono gli ingranaggi che fanno muovere la storia e che riescono a rimanere impressi.

Un film lungo e lineare.

Mafia si attesta su un’ottima longevità globale. La trama si dilunga in venti lunghe missioni (che possiamo definire “capitoli”) che ci vedono alle prese con una diversa varietà di situazioni.
Al di là delle lunghe sessioni in auto e le sparatorie a volte frustranti, le situazioni proposte dagli sviluppatori vanno dalla semplice distruzione di mezzi nemici,  grandi sparatorie in luoghi aperti, intrusioni notturne in ville altrui, a scontri a fuoco in una chiesa.  La durata media della modalità storia si attesta sulle venti ore circa, mentre se vogliamo sbloccare ogni auto e compiere sottomissioni di altre modalità di gioco queste si elevano esponenzialmente.
Lo svolgimento di tutto poi è lineare e non facciamo azioni che non centrino con la trama principale. Infatti, come sopracitato, lo svolgimento è perlopiù guidato e i viaggi in macchina sono condizionati da tempi massimi da rispettare o da altri fattori, complice anche la mancanza di interazione extra con NPC ecc.
Solo dopo una certa missione saremo liberi di portare a termine sottomissioni, tra un capitolo e l’altro, per ottenere nuovi mezzi, ma per il resto ci sono le altre due modalità che offrono ulteriore svago.

Infine, il gameplay di Mafia è anche messo alle strette da un’altissima difficoltà. Molti passaggi diventano frustranti e diverse missioni si ripetono anche una decina di volte se non si è abbastanza attenti. Ciò intacca molto la qualità generale e rende il gioco, un titolo per pochi in diverse occasioni.
Inoltre, il salvataggio è gestito tramite checkpont ben sistemati dopo particolari scene cinematiche o prima di azioni rilevanti.

Il capolavoro ai giorni nostri.

A distanza di quasi otto anni dalla sua uscita, Mafia conserva una grande stima da parte del pubblico.
Attualmente, è considerato un grande esponente  del genere dei giochi d’azione in terza persona grazie al suo connubio di sessioni di guida e sparatutto. Per il resto, è rimasto, e rimarrà, un grande rivale della saga di Grand Theft Auto con cui condivide diverse similitudini.
VGN riscopre per voi questo gioco e lo considera tra i maggiori esponenti del genere azione e unione tra videogioco e cinema grazie alla sua sorprendente regia e contenuti maturi, forse troppo per un pubblico giovane, ma sempre caratterizzanti.

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Il commento dell'autore su Mafia
Avatar di Vincenzo
 
Vincenzo "Vinz" Petrassi
Uno di quei videogiochi che più mi hanno tenuto incollato allo schermo per tutta la loro durata. Un'esperienza che rapisce nella sua realtà cruda e cattiva, e che porta a far riflettere su certi aspetti della vita.

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Pregi del gioco

Una grande trama con un ottimo protagonista

ottime musiche ed eccellente doppiaggio

Grande ricostruzione storica di città e auto
Difetti del gioco

sessioni di guida un po’ ripetitive

La difficoltà può scoraggiare

La missione della gara…

Pagella del gioco
Voto grafica
9.5
Uno spettacolo grafico nella cura nei dettagli e la ricostruzione della città. Peccato per qualche problema tecnico.
Voto sonoro
10
Un eccellente doppiaggio in italiano fa da sfondo all'ottima colonna sonora ed effetti sonori.
Voto giocabilità
9
Il connubio tra Azione e Corse in auto convince con qualche piccola riserva: la ripetitività delle seconde e la difficoltà generale alta.
Voto longevità
9
Venti missioni dalla durata variabile con piccoli extra offrono oltre venti ore di divertimento. Si affiancano due modalità extra e la difficoltà, a volte, diabolica.
 
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